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1 dicembre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

03 Dicembre 2016 - 04:00

IL CASO

Cremona, velocità media più elevata e trasporti ok. Ma si può fare di più

Egregio direttore,
ho letto che in Lombardia la velocità media di circolazione autoveicolare più elevata si riscontra a Cremona. Si potrebbe anche interpretare che tutti i cremonesi sono dei novelli Nuvolari, spericolati e col piede pesante. Non è così. Vuol dire invece che: 1) la viabilità in generale è congegnata meglio che altrove e quindi più scorrevole; 2) gli automobilisti cremonesi sono più disciplinati, contribuendo così alla scorrevolezza e decongestione del traffico; 3) sarei parziale se non annoverassi nelle ragioni virtuose di tale situazione anche lavoro, presenza e presidio nei punti nevralgici della città da parte di vigili urbani, polizia stradale e carabinieri e perchè no, la gestione dell’assessorato comunale, anche se c’è ancora molto da risolvere (...).
Inoltre, come dice il report dell’osservatorio UnipolSai, Cremona è tra le città dove si percorrono meno chilometri con automezzi privati. Probabilmente perchè: 1) i mezzi pubblici vengono più usati che altrove (o sono presenti in numero maggiore); 2) i cremonesi hanno il posto di lavoro meno distante da casa che nel resto della Lombardia.
Ma si deve migliorare ancora.
Mario Barbieri
(Cremona)


Alcuni di questi dati sono sorprendenti. Non sono d’accordo quando afferma che i mezzi pubblici vengono più usati che altrove.

LA POLEMICA

Inceneritore, in consiglio ora una mozione di luglio
Gentile direttore,
nel luglio scorso abbiamo presentato una mozione per impegnare l’amministrazione comunale di Bonemerse a promuovere uno studio epidemiologico riguardante gli inquinanti che potrebbero essere dovuti al vicino inceneritore di Cremona e i loro effetti sulla salute: la nostra mozione verrà discussa durante la riunione del prossimo consiglio comunale.
Siamo abbastanza fiduciosi che anche la maggioranza Bini voterà a favore perché abbiamo avuto notizia di riunioni, avvenute anche a Bonemerse, tra il sindaco Bini, il vice Guarneri, esponenti di amministrazioni di altri comuni e dirigenti di Ats (cioè dell’ente che sostituisce l’Asl) nelle quali, questi ultimi, avrebbero dato la disponibilità ad avviare un percorso per valutare gli effetti ambientali e sanitari dell'inceneritore e di altri impianti presenti sul territorio.
Noi speriamo che queste notizie siano confermate e auspichiamo che si arrivi, a breve, alla formalizzazione di un protocollo di intesa tra amministrazioni, Ats e gli altri soggetti coinvolti al fine di fissare tutti i criteri per costruire, insieme, lo studio epidemiologico. Se questo studio interesserà il territorio di più Comuni, ovviamente chiederemo che emergano i risultati relativi a Bonemerse. Infine prendiamo atto che il sindaco Bini partecipa a riunioni, scaturite da nostre mozioni e interrogazioni, senza coinvolgerci, peccato: quando si affrontano questioni che riguardano la salute dei cittadini dovrebbe esserci la massima condivisione, tra maggioranza e minoranze consiliari, anche per non alimentare incomprensioni e sfiducia. Comunque, per noi, il punto più importante è che lo studio epidemiologico venga impostato, in tempi brevi, con i criteri più scientifici e oggettivi possibili e che questi siano a disposizione di tutti.
Luca Ferrarini e Angelo Garioni
(consiglieri comunali di minoranza a Bonemerse)

Malata da quattro anni
Sofferenze alleggerite da medici e infermieri
Signor direttore,
da circa quattro anni sono una paziente affetta da un tumore e ho avuto modi di apprezzare sia nel reparto degenza, sia in Day Hospital, da parte di tutto il personale medico e infermieristico dell’ospedale Maggiore gentilezza e sensibilità che hanno contribuito ad alleggerire le mie sofferenze. A loro un grazie di cuore.
Alma Maglia
(Olmeneta)

Cartelli irregolari
Autovelox a Levata solo per fare cassa
Gentile direttore,
(...) riferendomi alla lettera dei signori Sparacino e Barbieri consiglieri di minoranza in consiglio a Grontardo posso dire che se c’è la volontà di fare le cose non c’è bisogno di inerpicarsi tanto per trovare il modo di assolvere a quanto richiesto (Scandolara Ripa Oglio insegna) mentre per quanto riguarda la sicurezza in fatto di velocità devo segnalare ancora e non mi stancherò mai che a Levata lungo la provinciale il posizionamento dell’autovelox (non fisso) è solamente fatto non tanto per dissuadere gli automobilisti ad alzare il piede dall’acceleratore ma solo ed esclusivamente per fare cassa. I motivi che inducono a pensare questo sono diversi ma i più importanti sono due: il posizionamento avviene di martedì quando a Grontardo c’è il mercato e il traffico aumenta lungo la provinciale, mentre il secondo è che i cartelli della presenza del rilevatore sono sempre esposti in modo anomale e in barba ad ogni regola del Cds che prevede un posizionamento ad una certa distanza dal mezzo di rilevamento e non a un metro se non appeso al mezzo della polizia locale.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

Caso Padania Acque
Caro Rossoni, col 4% non ci si fa niente
Signor direttore,
leggo il suo giornale (25 novembre) e vedo l’articolo in merito a come Rossoni critichi la Bonaldi per il mancato acquisto del 4% di Padania Acque. Premesso che essendo presente all’assemblea ho sentito in diretta l’intervento di Rossoni. Non mi pare che nessuno dei sindaci di area ‘destrorsa’ si sia strappato i capelli... anzi chi come me non riconosce in nessun modo Gianni Rossoni come un leader futuribile per il mio ideale di centrodestra non condivide il ragionamento del sindaco di Offanengo. Perché?
1) Avere un 4% di azioni Padania Acque non implica proprio nulla (non avremmo alcuna quota rilevante o di controllo).
2) Magari 1,6 milioni di euro in cassa a Scrp (che ha già problemi di bilancio prospettici) possono significare poter fare qualcosa per il territorio in futuro.
3) probabilmente sarebbe solo stato utile per spartirsi qualche seggiola in più nelle varie lottizzazioni politiche nei vari Cda delle partecipate.
4) Ancora una volta chi pare rappresentare il centrodestra usa linguaggi tipici della sinistra.
Poi, direttore, mi permetta. Queste contrapposizioni tra Cremasco, Cremonese, portano solo al nostro impoverimento. Aree vaste, Aree omogenee in un Italia dove il Pil resta 10 punti percentuali inferiore a quello del 2007 rappresentano esclusivamente il modo per attrarre politici ormai in cerca di mantenere una seggiola. Questa è la politica ormai lontana dai cittadini, una politica che non farà altro che far allontanare non solo i giovani, ma perfino tutti coloro abbiano come me ormai diversi anni alle spalle di attività amministrativa. Deluso me ne sono andato dall’assemblea dei sindaci... Credo piuttosto che solamente le capacità, il senso di appartenenza di noi sindaci permetteranno ai nostri territori di godere di servizi efficienti a costi più contenuti possibili. Comuni snelli, tempi veloci di risposta, difesa della legalità, vicinanza alle esigenze degli operatori economici possono permettere al nostro territorio di crescere, essere visibile in termini di creazione di posti di lavoro.
Noto a tutti come oggi il centrodestra (pure qui in provincia di Cremona) sia profondamente diviso; il nostro consenso in Italia ormai ai minimi... beh normale vista la centralità delle preoccupazioni dei nostri presunti leader. (...)
Luca Cristiani
(Sindaco di Casaletto di Sopra)

Una rivoluzione vinta
Cuba è un caso unico grazie a Fidel Castro
Egregio direttore,
a nome del Circolo di Italia/Cuba di Cremona mi permetto di inviarle due righe in occasione della dipartita di un Grande, il Comandante Fidel Castro , ma soprattutto dopo che da diversi giorni i fuoriusciti di Miami (gusanos ) e i media italiani banchettano da sciacalli sul cadavere del leone, restando comunque, loro, sempre degli sciacalli.
I suoi nemici non dicono che non fu per posare davanti alla Storia che mise il petto di fronte ai proiettili quando avvenne l’invasione, che affrontò gli uragani da uguale, da uragano ad uragano, che sopravvisse a 637 attentati, che la sua contagiosa energia fu decisiva per convertire una colonia in una patria e che non fu per l'artificio di un Demone nè per un miracolo di Dio che questa nuova patria ha potuto sopravvivere a 10 presidenti Usa.
I suoi nemici non dicono che Cuba è uno dei pochi paesi che non compete per la Coppa del Mondo dello Zerbino.
E non dicono che questa Rivoluzione, cresciuta nel castigo, è quella che ha potuto essere e non quella che avrebbe voluto essere. Nè dicono che in gran parte il muro tra il desiderio e la realtà si fece sempre più alto e più largo grazie al blocco imperiale che affogò lo sviluppo della democrazia cubana, obbligò la militarizzazione della società e concesse la burocrazia che per ogni soluzione tiene un problema, l'alibi per giustificarsi e perpetuarsi. (...)
Sarzi Pierfranco
(Circolo ‘Hilda Guevara’ di Cremona)

Tra storia e leggende
Castro e Che Guevara due vite parallele
Signor direttore,
Fidel Castro e Che Guevara (che dirigeva le operazioni militari in Africa), cercavano di far combaciare la diversità dell'idea di Rivoluzione permanente di Trotsky con gli interessi sovietici, per non insospettirli sulle reali finalità dell'esportazione della guerriglia, tutto ciò per non perdere il sostegno dei sovietici. Sulla morte del Che si è ipotizzata la gelosia di Fidel, come movente e mandante. Al punto da coinvolgere Castro, in favore di un intervento ‘fratricida’, dettato dalla gelosia per il Che? La questione è controversa e non lo sappiamo. Ci fu in ogni caso il coinvolgimento ‘accertato’ dei servizi segreti sovietici a determinare l'esito tragico della vicenda, che sposta le motivazioni, sull'uccisione di Che Guevara, come di Trotscky, entrambi legati alla Rivoluzione permanente, il secondo in quanto teorico che la pubblicizzò, il primo in quanto il più efficace rivoluzionario che la praticò. Ed è pure certo che fossero e che siano autonomamente in grado di ordire omicidi e attentati, sulla linea impartita da Stalin, che fece uccidere Trotsky e tanti altri, prima, ma anche nell'era attuale. di Putin.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

La storia manipolata
Stalin comunista? Hitler era un’asceta
Signor direttore,
se digita la parola Stalin in Wikipedia potrà leggere questa frase, fornita dall’agenzia di stampa Deutscher: ‘Un calcolo approssimativo riporta che Stalin assassinò non meno di un milione e mezzo di comunisti e circa 15 milioni di cittadini sovietici, a vario titolo, fra cui tutta l'intellighentia appartenente sia al campo bolscevico, sia ad altri settori della politica, della scienza e della cultura’.
Se prendiamo per vero tutto questo, dobbiamo concludere che se Stalin ‘assassinò’ un milione e mezzo di comunisti’ che cosa cavolo era? Un comunista assassina altri comunisti?
Dare del comunista a Stalin è come dare dell'antimilitarista a Pinochet e dell'asceta a Hitler. Le scrivo questo perché alcuni suoi lettori continuano a menarla da sempre che Stalin era un comunista sanguinario. (...)
D. D.
(Cremona)

No alla violenza
Ricordiamo che tutti veniamo da una donna
Signor direttore,
tutti siamo nati da una donna. La donna è, nella vita di un uomo e dell’umanità, semplicemente fondamentale perché vitale. Questo dovrebbe bastare per riconoscere la dignità unica della donna, di ogni donna. E, invece, no. Il 25 novembre abbiamo celebrato ogni anno la giornata contro la violenza sulle donne perché questo dato di fatto, semplice e vitale appunto, non è ancora acquisito. Oggi abbiamo di nuovo il dovere di condannare in modo univoco, chiaro e forte ogni violenza nei confronti delle donne. Come umanità in generale e come soggetti maschi in particolare. Abbiamo il dovere di ricordare per agire: basta violenza nei confronti delle donne. Dobbiamo farlo attraverso leggi che tutelano la donna e attraverso l’educazione, perché la violenza sulle donne diventi solamente un triste fatto del passato. In questo processo educativo i cristiani hanno un ruolo unico e insostituibile, perché possono donare la Verità del Vangelo che a loro volta hanno ricevuto. La Parola di Dio ci indica chiaramente la dignità della donna, il suo ruolo unico e particolare nella storia della salvezza del Padre. Il Vangelo dell’Amore ha proprio nelle donne il suo centro.
L’universo attende trepidante il si di una umile fanciulla di Nazareth perché il Figlio di Dio possa divenire uomo, carne come noi. Ci possiamo ri-conoscere uomini e figli in quanto amati da una madre, da una donna, anch’essa Figlia amata. La Figlia di Sion, Madre di ciascuno. Maria, la Madre, è per noi sostegno e conforto, esempio e salvezza nel suo essere donna. Sotto la croce del Figlio amato hanno avuto la forza di fermarsi solamente le donne e un giovane, Giovanni, il discepolo. Il coraggio di una madre e di una donna è unico. (Forse è per questo che il buon Dio ha deciso di far partorire la donna, perché come maschi non ne saremmo in grado di sopportare il dolore) Ricordiamo anche come al tempo di Gesù la donna non solo non era considerata dalla società, ma non aveva neppure il riconoscimento dei minimi diritti. Una donna, ad esempio, non poteva essere assolutamente testimone in un processo. Eppure Gesù ha scelto due donne come prime testimoni dell’evento più grande di tutta la storia: la sua Resurrezione. (...) Dio creò la donna dalla costola di Abramo. L’agire di Dio è mistero, non possesso dell’uomo. Così la donna non è proprietà dell’uomo! È dono! Come cristiani abbiamo il semplice dovere di dirlo e mostrarlo nel nostro quotidiano. Lavoriamo insieme, società civile e Chiesa, uomini di ogni cultura perché questa piaga guarisca al più presto. Come uomini abbiamo un solo compito: accogliere il dono della donna e custodirlo!
Marco Cassinotti

Ricordando David Turoldo
La Resistenza semente per l’avvenire
Caro direttore,
a cent’anni dalla nascita di padre David Maria Turoldo (22 novembre 1916), una virtuosa iniziativa ha preso corpo presso il Centro pastorale Diocesano. Alcuni giorni fa è stata ricordata la figura di David Maria Turoldo. Bravi, ci sta tutto, eccome! Nel mio modestissimo incedere, che ‘fa a pugni’ con la disinibita funzione pedagogica di taluni incorreggibili paladini, sempre più revisionisti e negazionisti, mi adopererò per fare ‘breve memoria’ di un appassionato intervento, di ben più ampio respiro, di quel prete che un giorno così volle parlare agli studenti dell’Itis ‘Castelli’ di Brescia.
Lui, che fu ‘partigiano nella Resistenza’, un irrinunciabile punto di riferimento dell’opposizione cattolica al nazifascismo: ‘Tra i morti della Resistenza vi erano seguaci di tutte le fedi - questa è cosa che dovreste tramandare, voi! Ognuno aveva il suo Dio, ognuno aveva il suo credo, e parlavano lingue diverse, e avevano pelle di diverso colore, eppure nella libertà e nella dignità umana si sentivano fratelli. Volevano costruire un mondo giusto, dove tutti gli uomini vivano del proprio lavoro, dove ogni uomo conti veramente per uno’. (...) Ecco, io vorrei che questo fosse il vero messaggio. Ragazzi, la Resistenza non è finita; è stata frutto di pochi precursori, che avevano seminato durante un ventennio, ma è stata anche una più vasta semente per l'avvenire (...).
Giorgio Carnevali
(Cremona)

Danno forza al giornale
Simpatiche le vignette. Le vorrei più spesso
Egregio direttore,
sono un vostro giovane lettore. Trovo ‘La Provincia’ un ottimo giornale e trovo simpatiche le sporadiche vignette pubblicate. Non si potrebbero vedere più spesso? Secondo me potrebbero essere un punto di forza in più, per una testata giornalistica.
Denis Ruggeri
(Soncino)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    05 Dicembre 2016 - 09:59

    Ma davvero D.D. vuole farci intendere che Stalin non fosse comunista? Lo era completamente, ne fu il prototipo perfetto. Eliminare gli avversari politici è l'essenza del comunista (fanno ancora così, hanno fatto così le BR, eccetera) e quelli che Stalin eliminò erano semplicemente comunisti con un altro accento dal suo, gente che non gli dava ragione su tutto tutto. Poi se vuole, con serenità, diremo tutti assieme che i dittatori sono tutti uguali, non per niente Stalin e Hitler si accordarono facilmente all'inizio della guerra. Anche Castro ha fatto eliminare fisicamente gli avversari, e lo fanno ancora in Cina dove è vietato anche solo lamentarsi. Se poi l'intento era farlo passare, semplicisticamente, per pazzo, allora è anche inutile stare a nominare il comunismo (che, per me, è una follia in sé. Infatti funziona solo se riesce a limitare la libertà di espressione )

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