Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

30 novembre

Lettere al Direttore

Email:

emanzini@laprovinciacr.it

02 Dicembre 2016 - 04:00

IL CASO

Autovelox  a Levata posizionato per fare cassa

Signor direttore,
questa mattina uscendo di casa e uscendo da Grontardo, ho visto sulla strada che prosegue per Levata un’auto della polizia provinciale che aveva l’autovelox nascosto che operava nell’interesse non della legalità ma nell’interesse di cassa. Peccato che gli agenti fossero lontani dal mezzo e in una via, lontani dal mezzo. Quel che è peggio è che l’intero percorso selezionato fosse privo di ogni cartello che indicasse la velocità consentita. nessun cartello che avvertisse che la zona era soggetta a controllo elettronico della velocità. Sono tornato indietro per verificare se esistesse qualsivoglia indicazione di divieto o di limite. Orbene, gli unici cartelli erano: uno che indicava il diritto di precedenza e un secondo che avvertiva del pericolo di smottamento oltre il limite dell'asfalto.
Io reputo tale comportamento criminale, specie se operato da chi dovrebbe reprimere e prevenire i crimini, ben sapendo che queste multe sono valide solo se sul percorso sia segnalata la possibilità di controllo elettronico.
Siamo passati da paese del diritto, al paese in cui chi dovrebbe tutelare la legalità è ormai al servizio del male.
vitoanas@libero.it
(Grontardo)


Prendo atto della sua segnalazione, che si unisce a quella di Pier Alfredo Gualdi, pubblicata in questa pagina, e invito la polizia provinciale a fornire spiegazioni.

LA POLEMICA

Il parlamento non ha bisogno di più velocità ma di più qualità
Signor direttore,
si sente dire spesso che le riforme Renzi-Boschi sono utili ad aumentare l’efficienza dello Stato. Io ritengo sia un errore metodologico parlare di produzione di leggi come se si parlasse di una fabbrica di salami. Il principale elemento di efficienza che viene introdotto è la velocità nell'approvazione delle nuove norme. Ora, come ogni accorto imprenditore ben sa, l'efficienza è fatta di molti fattori; la velocità produttiva è uno dei tanti, e non è quello decisivo. L’efficienza fatta solo di velocità e non soprattutto di qualità è un suicidio, perché porta a produrre tante cose di bassa qualità; è uno spreco di risorse, di tempo, di energie e genera oggetti che il pubblico rifiuterà.
Queste riforme a ben guardare tendono addirittura a diminuire la qualità delle leggi: togliere un passaggio parlamentare eliminando il bicameralismo perfetto fa forse risparmiare qualche giorno di lavoro, ma è un controllo in meno. Spesso negli scorsi anni è stato proprio il passaggio dall'una all'altra camera che ha permesso di scoprire e sanare errori (anche marchiani) in una legge. Va poi considerato, sempre in tema di qualità ed efficienza, che moltissime leggi continueranno (come oggi) ad essere giudicate e votate anche dal nuovo Senato: ma quest’ultimo sarà composto da senatori part-time, visto che essi saranno anche consiglieri regionali e/o sindaci. Quale qualità riusciranno a produrre questi senatori part-time? Quando troveranno il tempo di leggere i lunghi e complicati trattati internazionali? In treno mentre andranno da Cremona a Roma? Questa non è efficienza. Questo è cottimismo applicato al Parlamento. E si tratta di norme che pesano moltissimo sulla vita quotidiana di tutti. Oggi l'Italia è già piena di leggi: leggi che non di rado, a causa proprio della superficialità di chi le redige risultano errate, incomplete, inapplicabili o incostituzionali. Incostituzionale è stata dichiarata la legge elettorale in base alla quale si è formato l'attuale Parlamento. Incostituzionale è stata appena dichiarata la riforma Madia della pubblica amministrazione. La nuova legge elettorale rivela ogni giorno un nuovo errore. L'Italia non ha bisogno di un parlamento più veloce, ma di un parlamento che si dimostri capace di qualità normativa: questo non dipende dalla Costituzione, ma dalla qualità della classe politica e dalla sua serietà.
Giampiero Carotti
(Soresina)

Anche da Fidel Castro
Gay discriminati da tutte le dittature
Signor direttore,
l’avversione per gli omosessuali fu uno degli errori più eclatanti dei cubani, però faccio notare che i diritti dei gay anche da noi si è impiegato più di mezzo secolo perché fossero accettati. E vorrei vedere quanti anche da noi, della generazione di Fidel Castro e di Che Guevara (ormai novantenni) non erano contrari all'omosessualità. Il riscatto degli omosessuali è stato un percorso lungo e tortuoso. Solo di recente si è cominciato a dare la dignità, i diritti ed il rispetto che meritano. Ed è pur vero che la persecuzione fosse connaturata al tipo di regime. Se confrontiamo con un’altra dittatura risulta che molti omosessuali durante il fascismo furono confinati in isole del Mediterraneo, in particolare le Tremiti. Il problema è stato di portata planetaria e non potevano sfuggire i cubani. Senz'altro le dittature hanno accentuato l'aspetto persecutorio, rispetto a quello discriminatorio. Questi sono i fatti. (...)
Claudio Maffei
(Cremona)

Cremonese, 2 partite 1 punto
Col Prato sabato reazione immediata
Signor direttore,
voglio iniziare subito con lo score, che parla chiaro: le due ultime partite consecutive, della squadra grigiorossa, punti fatti uno, gol incassati 4 ! Ci può anche stare, ma ultimamente la squadra non è più brillante come in precedenza, vedi anche il rigore fallito dal bomber Brighenti. Ho rivisto una Cremo non all’ altezza, difesa impreparata, centrocampo che faticava a tener palla e l’attacco spuntato, a parte il bel gol del pareggio di testa. La squadra di mister Tesser era priva di un paio di uomini cardine a centrocampo. Non fasciamoci la testa prima del tempo, il campionato è ancora lungo, e il morale deve rimanere alto, anche se l’Alessandria ora ci ha distanziato nuovamente di sei lunghezze. Ci vuole la massima concentrazione, attenzione e una reazione immediata.
Andrea Delindati
(Cremona)

Referendum/1
Si vuole dare potere al duo Pd-Renzi
Gentilissimo direttore,
non si aboliscono le Province, non si abolisce il Senato, si sopprime ‘solo’ il voto popolare: in fondo, passasse il Si alla ‘riforma’ Renzi-Boschi, arriverebbe a definitivo compimento la rivoluzione politico-mediatico-giudiziaria che ha tolto di mezzo Dc, Psi, Pentapartito prima, Berlusconi poi, per consegnare il potere agli ex comunisti, oggi Pd, ovvero a coloro che, in Italia, con libere elezioni democratiche, non sono mai approdati al governo.
Questa riforma costituzionale, unita alla Legge elettorale della Camera (Italicum), ha proprio questo scopo: consolidare il potere del Pd e di Renzi; vanno fermati con un No forte e chiaro...
Antonio Agazzi
(capo gruppo di Servire il cittadino - Crema)

Referendum/2
Iscritto allo Spi-Cgil un Sì per cambiare
Signor direttore,
sono un iscritto allo Spi-Cgil e sono consapevole della posta in gioco del prossimo referendum. Sono un riformista e pertanto ogni qual volta si ha l’opportunità, sono dalla parte del cambiamento nel nostro Paese.
Non sarò mai dalla parte di Salvini e della Meloni, tanto più oggi questi ultimi vogliono lasciare tutto quanto uguale, mentre chi vota Sì vuole un’Italia più semplice, più veloce e una classe dirigente più sobria nei numeri e nei costi.
Desidero infine esprimere la mia solidarietà al compagno Mario Coppetti di Cremona, socialista e partigiano, già presidente dell'Anpi provinciale, oggetto di attacchi personali, per la sua scelta di votare Si.
Giuseppe Strepparola
(Rivolta d'Adda)

Referendum/3
5 buone ragioni per votare No
Signor direttore,
ecco perché votare No:
1) questo governo non è legittimato dal voto sovrano del popolo italiano, come sancito dall’articolo 1 della Costituzione Italiana (in poche parole non è mai stato eletto democraticamente, ma imposto dall’ ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: 2) non avremo più la possibilità di eleggere democraticamente i senatori ma dovremo subire le vessazioni di politici che ci imporranno le loro scelte in base ai loro schieramenti come sta avvenendo attualmente per le provincie; 3) c’è un proverbio che recita piuttosto di niente è meglio piuttosto ma io dico meglio niente che peggio, e questa riforma è il peggio; 4) altra considerazione da fare, specialmente per gli indecisi: questa riforma non trova d’accordo il Pd con spaccature interne (vedi D’Alema, Bersani, Rosi Bindi) e Renzi ha il coraggio di chiamare accozzaglia l’opposizione? Perché la sua cos’è; 5) le ingerenze esterne di leader politici (Obama, Merkel, Hollande) ed autorevoli quotidiani finanziari (...)
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Referendum/4
Renzi ricattato dalla finanza Usa
Gentile direttore,
un recentissimo articolo del Financial Times, la più importante testata economico-finanziaria inglese, prevede che in caso di vittoria del No al referendum del 4 dicembre sarebbero a rischio fallimento otto banche italiane con conseguente catastrofe economica e forte probabilità di uscita del Belpaese dall’area euro. Fa sorridere che tale annuncio provenga proprio da un paese che ha spontaneamente scelto di uscire dall'Europa cinque mesi fa. Da un anno le banche italiane perdono in borsa tra il 35% di Isp ed il 68% di Ucg. Gli altri Stati perdono, ma molto meno. Al di là del fatto che le borse sono un termometro spesso impreciso dell’economia reale, potremmo concordare che la sbandierata ripresa economica annunciata da quasi dieci anni non si è ancora vista. E' evidente che il nostro premier si sia trovato costretto a chiedere, all’insaputa della quasi totalità di noi, un prestito (che se non sbaglio ammonta a 4 miliardi di euro!) a JP Morgan; la quale ha messo come condizione (nessuno in finanza fa beneficenza) un cambio della costituzione italiana, ritenuta, come quelle di altri paesi del sud Europa, troppo vicina a valori antifascisti. Troppo ostacolante a circolazioni finanziarie veloci. (...)
Igor Paulinich
(Cremona)

A Cremona
Trovata e restituita la borsetta, grazie
Signor direttore,
vorrei ringraziare, non avendo la possibilità di farlo personalmente, il signor Bragalini Giuseppe di Grumello Cremonese, che ha trovato e restituito la mia borsetta ai vigili urbani, domenica 30/10 dopo la partita Cremonese - Pistoiese. Grazie mille.
Maria Luisa Bottazzi
(Cremona)

Nuova costituzione
Norme transitorie da superare
Egregio direttore,
leggendo gli spropositi che, in questi giorni, alcuni politici commettono dichiarando: «Io sono di destra, la destra siamo noi, ecc.», provo una profonda delusione. Qualcuno di loro ha sempre dichiarato di battersi per la realizzazione di quei punti fermi e di quei capisaldi come la giustizia sociale, i diritti e la difesa dei lavoratori e dei produttori e la formazione di uno stato organico, che fanno parte dell’ideologia fascista; ma esitano nel dichiararsi apertamente fascisti. Quando trattano della Costituzione, dovrebbero anzitutto proporre la cancellazione di tutte le sue norme transitorie per prendere, poi, l’iniziativa per l’apertura di una Costituente intesa a dar vita ad una nuova Costituzione che unisca tutti gli italiani. Se oggi le problematiche d’affrontare appartengono ad un contesto diverso di quello del passato, è pur sempre il liberismo che, pur essendo in crisi profonda, viene usato come un modello socio-politico-economico in quanto predominante grazie alle imposizioni di forze esterne. Tra l’altro, l’attività dei comunisti si è ravvivata. (...) Essi operano con disinvoltura spargendo a piene mani un cumulo di menzogne sul ventennio (...).
Claudio Fedeli
(Cremona)

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery