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24 novembre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

26 Novembre 2016 - 04:00

IL CASO

Crema, carabinieri al Campo di Marte e non sulla strada per il traffico

Egregio direttore,
ho letto l’articolo sull'impiego dei carabinieri per il controllo del traffico. Il problema degli investimenti dei pedoni a mio avviso può essere attribuito in larghissima parte ai pedoni stessi che attraversando fuori dalle strisce e spesso all'improvviso a volte non danno tempo agli automobilisti di fermarsi per farli passare. Sopratutto i ragazzi di scuola che hanno sempre gli occhi rivolti a quei dannati telefonini e non guardano dove camminano e hanno la testa fra le nuvole. Per non parlare degli automobilisti che spesso e volentieri chattano al volante ignari che il mondo che li circonda è fatto di altre auto, pedoni e ciclisti. Impieghiamo i carabinieri in qualcosa di più serio tipo il controllo del territorio e di tutti quelli sfaccettato ubriaconi che sostano in viale Repubblica, ai giardini e al Campo di Marte.
Sebastian Morsellino
(Crema)

Il caso di Crema è particolare e l’impiego dei carabinieri è legato al numero di investimenti, ben cinque, nell’ultimo mese. Questa situazione non ha nulla a che vedere con i controlli di prevenzione al Campo di Marte che peraltro vengono fatti regolarmente.

LA POLEMICA

Poste messe male e non sempre i corrieri sono esempi di cortesia
Gentile direttore,
l’altro giorno, lunedì 21 novembre attorno alle 14, ho trovato sulla cassetta delle lettere un foglietto arancione delle Poste Italiane con una comunicazione per destinatario assente. Non c'erano altri riferimenti a parte un numero di cellulare che ho subito composto. ‘Ho suonato e lei non c'era ma adesso non torno più indietro’ ha risposto la voce di un ragazzo straniero a cui ho chiesto quando avrei potuto prendere possesso della missiva. ‘Ah, non prima di giovedì o venerdì, se vuole alle 15,30 sono al Centro Commerciale’ (?!) ha ribadito con strafottenza il personaggio. Immagino si tratti di un pacchetto contenenti chiavi di una abitazione dentro la quale ho urgenza di entrare e che il menefreghismo di quell'incaricato di Poste Italiane mi impedisce di fare. Mi sono recato presso l'Ufficio Postale di Casalmaggiore incontrando un impiegato a cui ho raccontato la vicenda. Mi è stato risposto che loro non c'entravano nulla poichè le consegne vengono affidate al corriere Sda, ‘Quelli col furgone bianco’ mi è stato sottolineato. Ora, al di là di individuare i furgoni bianchi o rossi che fanno le consegne, a me premeva sapere come avere tra le mani ciò che attendevo. ‘Guardi il pacco lo troverà da noi mercoledì (in che modo non si sa, visto che il corriere mi ha risposto che non sarebbe tornato da me prima di giovedi o venerdi). Oppure faccia un reclamo seguendo le istruzioni su Internet. Ho sporto reclamo in maniera telematica ma il giorno seguente Poste Italiane gentilmente mi ha risposto di non poter procedere per il mancato riconoscimento del mittente invitandomi a riformulare il modulo. L'ho fatto, anzi ho tentato di farlo perchè la procedura a quel punto si è bloccata chiedendomi una password. Ma quale? Possibile che il mondo sia diventato cosi incline al pressapochismo e alla strafottenza?
Rosario Pisani
(Casalmaggiore)

Scarsa democrazia
Le persone non elette divisive per il Paese
Signor direttore,
anche nelle nostre comunità va aumentando il differenziale tra i tanti che non hanno molto e quei pochi che hanno tanto. Non sono un sociologo ma penso che le nostre democrazie nominate siano seriamente anche loro malate. Penso che le persone non elette rendano impossibile l'unità di una nazione perché creano barriere insormontabili fra i nominati e i non, creando società multiple, frammentate, incapaci di parlarsi. In Europa come da noi non è che vi sia una situazione politica che sforni dei personaggi che possano dare speranza al Paese e ai giovani. Vediamo dei personaggi sostanzialmente mediocri o pallidi. La medesima ascesa con tanto entusiasmo e con troppe aspettative, del nostro unto si sta in qualche modo sciogliendo in un rivolo di proteste che vedremo emergere col il referendum.
Olivo Sudati
(Cremona)

Serve entrare nel merito
Utile ragionare sui punti della riforma
Caro direttore,
quando in una campagna elettorale il ragionamento prende il posto dell’appartenenza aiuta a capire meglio le scelte che abbiamo di fronte.
Posso dire questo perché nel corso dell’iniziativa che il comitato del NO di Gussola ha organizzato martedì 15 novembre è emerso un modo nuovo di organizzare una iniziativa, un modo che ha cercato di coinvolgere il numeroso pubblico.
Questo passaggio a mio avviso porta il merito sia degli oratori, il Prof. Corada e il Prof. Montuori che hanno risposto in modo puntuale alle domande che i quattro studenti universitari Roberta Cerioli, Luca Bozzetti, Vanessa Azzoni e Marco Fellini hanno posto in modo dettagliato portando gli oratori ad entrare nel merito dei vari punti della riforma della Costituzione Boschi-Verdini.
Dall’attenzione con cui i presenti hanno seguito l’iniziativa mi fa dire che questa è riuscita molto bene, che ha aiutato a capire il senso delle modifiche costituzionali, portando alcuni a dire che quando il cambiamento tanto sbandierato non si sa dove porta è meglio non cambiare. (...)
Sante Gerelli
(Gussola)

Molti dubbi sul perdono
Chi abortisce risponda alla legge dello Stato
Signor direttore,
il bambino è una risorsa, per sé e per la società, alla quale, diventando adulto, si fa, per il resto dei suoi giorni, utile, cercando la felicità sua personale e contribuendo a quella collettiva. Quindi, chi abortisce, deve rispondere alle leggi dello Stato, non a quelle della Chiesa. La quale, preoccupandosi dell’anima (cioè dell’aldilà) più che del corpo (cioè dell’aldiqua), non si capisce proprio perché s’immischi in questioni che non la riguardano, che non la devono riguardare. Stupisce quindi, e in negativo, che papa Francesco autorizzi, in confessionale, a perdonare, naturalmente per delega di Dio, chi abortisce. L’aborto, a mio parere, va risolto fra la coppia, i medici, e gli uomini di legge. Perdonare si può, sì, ma solo qualche lieve marachella.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Grazie alla signora
Portafogli trovato e dato ai carabinieri
Egregio direttore,
le chiedo spazio per segnalarle quanto mi è accaduto nella mattinata del 22 novembre quando ho distrattamente smarrito il portafoglio, presumibilmente nel tratto di via Palestro che congiunge via Dante con viale Trento e Trieste. Mi ero da poco accorto di averlo perso quando sono stato contattato dal Comando Provinciale dei Carabinieri presso il quale l'oggetto smarrito era stato consegnato, tant'è che ne sono rientrato in possesso nel giro di poco più di un'ora. Purtroppo non so chi sia la signora che ha ritrovato e prontamente consegnato il mio portafoglio per cui vorrei, sottolineandone l'estrema onestà, ringraziarla pubblicamente per mezzo del suo giornale.
Paolo Trovati
(Cremona)

Rissa a coltellate: già liberi
Certa magistratura agisce senza senso
Gentile direttore,
pochi giorni fa, in una rissa tra filippini scoppiata proprio sotto Palazzo Lombardia, a Milano, per poco non c'è scappato il morto (come era accaduto solo pochi giorni prima in un violento scontro tra sudamericani). Il pm ha chiesto la misura cautelare in carcere per tutti e cinque gli stranieri, per lesioni e rissa aggravata, ma il gip ha rimesso in libertà tutti e subito. L'ennesima conferma di come una parte della magistratura, peraltro molto ben pagata con le nostre tasse, continui a rappresentare un vero cancro per il Paese. Un cancro che non si estirpa ma che, al contrario, si continua a blandire. In attesa che volino altre coltellate, il suddetto magistrato ritirerà infatti i suoi 8.000 euro di stipendio o giù di lì. C'è forse futuro per un Paese del genere?
L. G.
(Cremona)

La magistratura, al netto di errori e storture sempre possibili, agisce applicando la legge. Dissentire è legittimo ma giudico eccessivi — e non li condivido — i toni della sua lettera.

Inquinamento Tamoil
Bissolati in giudizio? Prima la diplomazia
Egregio direttore,
mi consenta di fare una precisazione - che mi è stata richiesta - sulla mia lettera recentemente pubblicata in merito alla possibile causa legale da intentare avverso Tamoil a seguito dell'inquinamento nel sottosuolo della canottieri Bissolati. Nella mia precedente lettera avevo fatto sostanzialmente due sottolineature: 1) l'iter che - a mio parere - andrebbe seguito per arrivare ad assumere la decisione dell'azione legale; 2) la necessità di ottenere assicurazioni che l'intero impianto di stoccaggio non dia luogo ad ulteriori perdite, che vi sia un proficuo prosieguo della bonifica, indicandone possibilmente una ipotetica data finale. Non ho espresso alcuna indisponibilità alla valutazione di un'eventuale azione legale per il ristoro delle spese sopportate e dei danni immateriali causati dall'inquinamento (ci mancherebbe altro!), ma ritengo che si debba andare in giudizio solo se risulta impercorribile la via diplomatica, della trattativa. Credo infatti che sia di reciproco interesse non avventurarsi in un'azione legale, che avrà fatalmente una durata di diversi anni, e penso che potrebbe essere significativo l'interesse di Tamoil per il possibile ritorno d'immagine verso la cittadinanza se fosse disponibile in questo senso. Da parte della canottieri Bissolati ci sarebbe a sua volta il vantaggio di non pregiudicare il rapporto con il soggetto proprietario in pratica della totalità delle strutture del Cral Tamoil, in vista di un ipotetico (splendido) progetto di fusione fra i due sodalizi, nel quale potrebbe inserirsi la trattativa per il riconoscimento dei danni subiti. (...)
Luciano Losi
(socio canottieri Bissolati)

Verso il Referendum
La riforma costruisce un’Europa politica
Egregio direttore,
certamente mi sarò spiegato male ma la prego di correggere e quindi di precisare che l’oggetto della lettera pubblicata in data 22 novembre 2016 era ‘Con il SI al referendum’ ( sopra alla mia lettera ha scritto ‘Con il NO al referendum’). Infatti intendevo dire che la riforma costituzionale va in direzione della costruzione di un’Europa politica, delegando sovranità alle istituzioni europee. Una vittoria del NO comporterebbe un attacco speculativo al debito pubblico italiano da isolamento.
Marco Ivan Guareschi
(Cremona)

Tutti contro Trump
Il muro con il Messico voluto da Clinton
Egregio direttore,
i gendarmi d’Oltreoceano, all’ombra della bandiera a stelle e strisce, dediti alla prevenzione dell’ordine mondiale e globale, pacifisti (sempre in guerra), modello impeccabile da imitare, sono improvvisamente diventati un popolo immondo, retrogrado un coacervo di razzisti sol perché Donald Trump, tycoon per eccellenza, palazzinaro lungimirante, saccoccie estralarge dacui deborda dinero a profusione ma quel che più rode tanti benpensanti ipocriti e invidiosi una moglie giovane e desiderata, ha vinto le elezioni presidenziali democraticamente. Differenziandosi da Renzi! (...) Su stampa e tv omologate si sta assistendo ad un bombardamento di prediche e geremiadi del Pd, i soliti opinionisti sinistrorsi ‘altamente selezionati’. Inginocchiati dinanzi al Muro del pianto invocano Madonna Hillary, l’ex first lady uscita allo scoperto dopo aver comandato a bacchetta ‘l’uomo più potente del mondo’. Massacrato e triturato è bene si sappia che Donald Trump è soltanto un nazionalista e adibito al bene del suo popolo. Il famigerato muro con il Messico, esecrato dalla sinistra proletaria, fu un’invenzione del democratico Bill Clinton che da presidente firmò il progetto, avviandone la costruzione nel 1994.
Luciano Pedrini
(Cremona)

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