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16 novembre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

18 Novembre 2016 - 04:00

IL CASO

San Daniele Po, perché asfaltano il ponte anziché consolidarlo

Egregio direttore

rubo spazio per il ponte di San Daniele Po, ma vedere che la Amministrazione Provinciale di Cremona sta intervenendo a riasfaltare il manto stradale del suddetto ponte quando bisognerebbe intervenire urgentemente per metterlo in sicurezza mi sembra una assurdità inaccettabile. Mi si dirà che i soldi erano destinati a questo intervento, che toccava alla Provincia di Parma intervenire e che ormai era già tutto programmato per tempo. Ma a casa loro questi eccezionali amministratori se hanno una crepa nel muro con pericolo imminente di crollo, cosa fanno? Dipingono la casa così se cade quel poco che resta è almeno rinfrescato a nuovo?
Sono stato amministratore e debbo francamente dire che questo modo di amministrare la cosa pubblica non lo capisco. Forse si dovrebbero fare meno parole e più fatti e ascoltare di più i cittadini. Ma oggi si è pensato bene di proteggerli dalle critiche dei loro amministrati, eleggendosi fra di loro così evitano di rispondere ad eventuali critiche e magari di essere rispediti a male-amministrare casa loro. (...)
Virginio Lini
(San Daniele Po)


Come darle torto? I meccanismi burocratico-amministrativi avranno sicuramente una logica (tutta loro) che però a noi comuni cittadini spesso sfugge.

LA POLEMICA

Il 4 novembre è ormai dimenticato, che amarezza!
Egregio direttore,
ho letto con amarezza la lettera di Bruno Inzani condividendo in pieno la sua riflessione sulla celebrazione della Prima Guerra Mondiale, si lamenta delle autorità presenti ma quanti rappresentanti della politica nazionale se ne sono dimenticati?
Pensi che il 9 novembre il deputato del M5S nonché Vice Presidente della Camera Luigi Di Maio, in collegamento da Londra su La7, dove si trovava in cerca di voti degli italiani per il no al referendum costituzionale, ricordava i caduti inglesi della Prima Guerra Mondiale sfoggiando all'occhiello della giacca un papavero rosso (simbolo che rappresenta la memoria che gli inglesi rivolgono alla Grande Guerra), ma il 4 novembre non aveva presenziato a nessuna commemorazione nazionale perché impegnato nei paesi d'Abruzzo ad incontrare i cittadini per parlare del prossimo appuntamento alle urne del 4 dicembre, ma non è stato l'unico, tantissimi altri si sono dimenticati dell'importanza di quella data per la nostra storia.
La Festa nazionale del 4 novembre venne istituita nel 1919 ed è durata fino al 1976, poi una riforma del calendario per aumentare i giorni lavorativi la soppresse e progressivamente perse importanza sempre di più, purtroppo siamo un paese amaggioranza esterofila, usiamo vocaboli inglesi a sproposito spesso con orribili italianizzazioni, pertanto è naturale che anche i nostri politici rappresentino degnamente questo popolo.
In effetti in Italia si celebrano con più ardore le sconfitte rispetto alle vittorie!
Tino Bussatori Mascitelli
(Cremona)

Via Massarotti
Il permesso di fare rumore ha dei limiti?
Signor direttore,
abito in via Massarotti dove un locale al piano strada viene ciclicamente affittato a ‘gruppi’, non saprei come altro definirli perché non vi è indicazione sulla porta, ne insegna, ne si può vedere molto all'interno poiché le vetrine sono coperte da tendoni. Tali gruppi si ritrovano la domenica e altri giorni nel tardo pomeriggio, è capitato anche all'una e mezza di notte, urlando al microfono, facendo cori con musica a tutto volume, utilizzando strumenti come la batteria amplificata! Le finestre sopra alle vetrine e quelle del cortile interno sono aperte così che il baccano si sente fino quasi dalla rotatoria. Dico gruppi perché numerose sono le persone all'interno, tanto che non so se sia rispettata la sicurezza. In molti abbiamo provato a segnalare a chi di dovere il problema, basterebbe soltanto tenere il volume ad un livello di buona educazione, ma nessuno è intervenuto, neanche all'una e mezza di notte. Proprio di notte ci è stato suggerito di recarci noi a chiedere di abbassare il volume... ma i gruppi qui sotto non sono molto disponibili al confronto e penso che debbano intervenire altre persone. (...)
klelia@tiscali.it

Una scelta irrispettosa
Cremona Po aperto il 26/12, perché?
Egregio direttore,
vorrei porre all’attenzione sua e dei lettori una tendenza ai miei occhi tanto sbagliata quanto potenzialmente distruttiva. Mia moglie lavora come dipendente nel centro commerciale Cremona Po e, sebbene cosciente delle dure leggi del commercio in ambito orari e giorni di apertura, credo sia necessario porre dei limiti, oltre i quali si rischia davvero di sfociare nell’assurdo. Ho appreso che il Direttore del centro commerciale ha comunicato, peraltro con un preavviso che desta qualche pensiero, la decisione di aprire il giorno di Santo Stefano e di Santa Maria Madre di Dio. Volutamente ho preferito esprimermi in ‘Santi’ e non in date per dar peso all’importanza di questi giorni storicamente di sacrosanto riposo per i lavoratori e le relative famiglie. Lavoro in proprio da anni, anche in ambito commerciale, e sinceramente credo che questa sia davvero una scelta irrispettosa, dettata più da obiettivi statistici che dalle più giustificabili esigenze lucrative. Già, perché sfido che le marginalità derivanti dalle vendite di quei giorni possano coprire i costi di apertura dei singoli esercizi. Il 26/12 sarà giorno di sostituzione regali e poco più e il primo dell’anno di sonnolenti andirivieni al calduccio della galleria che sapranno molto di ‘così digeriamo il cenone’. E i fatturati? Forse ho perso qualche passaggio nella controversa evoluzione del volere imprenditoriale. Senza presunzione alcuna, credo che in buona sostanza ci siano agli ingressi del centro commerciale conta-persone che devono girare allo spasmo per mettere una toppa a qualcosa che non sta funzionando come auspicato. (...) Ognuno sia cosciente e responsabile delle proprie priorità e azioni e ne consideri non solo le cause, ma anche gli effetti.
Gianluca Minardi
(Cremona)

Un solido contributo
Donne cremonesi nella vita politica
Caro direttore,
ho presenziato con molto interesse, nel Salone dei Quadri del Palazzo comunale, alla presentazione della pubblicazione ‘1946-2016. Il cammino politico delle donne cremonesi’. Lodevole iniziativa che mette in risalto il contributo apportato dalle donne alla vita politica e istituzionale della nostra città. Una particolare emozione mi ha procurato il collegamento video realizzato con Lina Boschetti, ospite di Cremona Solidale. L’amica Lina – con la quale ho avuto il piacere di condividere, negli anni Settanta, l’esperienza in Consiglio comunale – ha offerto una interessante e appassionata testimonianza. Con questa mia nota, voglio ricordare anche il contributo recato alla vita pubblica cremonese da un’altra donna, Anna Rossi, consigliera comunale comunista in tre tornate amministrative, dal 1965 al 1980. Anna, che aveva ricoperto, anni prima, la carica di Presidente dell’Ente Autonomo Asili Infantili, ha espletato la sua attività consiliare non solo partecipando attivamente alle sedute del Consiglio (particolarmente impegnata sui problemi della scuola e dell’assistenza sociale) ma anche curando i rapporti diretti coi cittadini, mediante le sue costanti presenze nei quartieri e davanti alle scuole. Ho avuto il piacere di essere compartecipe con lei dell’esperienza nelle tre tornate amministrative, in una delle quali ho ricoperto la carica di capogruppo del Pci. Anna Rossi è oggi, e da molti anni, impegnata in un’attività di volontariato al Centro tutela diritti del malato presso l’Ospedale di Cremona.
Evelino Abeni
(Cremona)

Per parlare bisogna sapere
Sul caso villa Merli odiosi moralismi
Egregio direttore,
Giorgino Carnevali, il 2 novembre mette il naso inopportuno anche su ‘Villa Merli’ confermando la sua carenza in materia di cronaca e di storia nostrana. Non può, pertanto, esprimere valutazioni su ciò, che non conosce, particolarmente su persone che può anche non aver incontrato. Il suo atteggiamento peggiore si manifesta quando assume le vesti del giusto, del saggio e del moralista, che pretende di ‘far memoria’. A questo proposito, egli cita quel libro che tratta le vicende ribellistiche (?) vissute dal giovane Enrico Assi, il quale, da prete mal consigliato, le fece conoscere ai cremonesi suscitando l’indignazione di quelle sue (?) pecore che avrebbero meritato misericordia invece di ingiurie malefiche, strafottenti, per lo più campate in aria, raffazzonate dai principali responsabili delle atrocità accadute durante e dopo la guerra civile, da loro voluta e provocata. Riservandomi di tornare, al momento più opportuno, sulle canagliate diffuse su Villa Merli, invito i miei concittadini a leggere il libretto: ‘I Cappuccini a Cremona’ pubblicato e diffuso, nel 1987, dal Convento di Cremona dei Frati Cappuccini di via Brescia. In esso si parla anche degli ‘operatori’ di Villa Merli, dei loro capi e di Farinacci nonché dei loro comportamenti di ‘gentiluomini’. Da questo libretto si può dedurre in che cosa consiste la vera ‘misericordia’ cristiana, ben diversa da quella strumentale contenuta nel libro citato dalla frenesia giorginiana.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Linea Più cosa dice?
Bolletta in ritardo. Conto salato e multa
Caro direttore
i ritardi costano e a pagare...
Da maggio (siamo a novembre) epoca del cambio residenza in città, dopo varie lamentele per mancata fatturazione di Linea Più arriva finalmente con ben cinque mesi di ritardo la bolletta (la vedo on line per posta non ancora arrivata) e mi accorgo che oltre agli importi sbagliati (tariffa da cantiere e non residente) manca l'addebito del Canore Rai. Ora come potevo accorgermi a luglio se il pagamento del canone era in dirittura di arrivo se la bolletta la vedo solo ora? Scaduto quindi il termine utile del 31 ottobre. Nelle FAQ di Linea Più manca la voce ‘causa ritardo fatturazione per colpa nostra’. Quindi mi rivolgo all'Agenzia delle Entrate: il call center nazionale mi dice che non si sa al momento quale sia la cifra della sanzione (che non credo sia da addebitare a me ma a chi non ha trasmesso a Linea Più i miei dati) e quindi anche se volessi pagare un importo più alto del dovuto arriverà una seconda sanzione con l'importo esatto da pagare che sarà più alto.
Morale: bolletta in ritardo, conto salato e sanzione.
Fabrizio Pizzamiglio
(Cremona)

Dubbi sulla posizione
Super violino, statua davvero molto bella
Signor direttore,
prima di tutto un complimento grandissimo per l’articolo sul ‘super violino’. (...) Chissà com’è spettacolare vederlo dal vivo, sperum de poder vegner prest a Cremuna dai me, cusé el vèdi anca me! L’unica cosa da dire è che purtroppo è stato piazzato in un posto un po’ fuori mano e lontano per le persone anziane che fanno fatica a camminare! Non era forse meglio un po’ più in centro? Poi vicino alla stazione c’è la possibilità che qualche vandalo lo rovini! Comunque (come sempre) noi portiamo il valore della musica (e porteremo sempre) nel mondo. Bravissimi! Anche le foto sono super. (...).
Candido Albertini
(Mannheim, Germania)

Così perdiamo tutti
Voto Pd ma ci vedo. Stop all’accoglienza
Egregio direttore,
ho trascorso l’intera nottata per seguire le elezioni americane. Sono rimasto basito dal risultato, ero per il male minore, Hillary Clinton. A mente fredda dico che tra la mia ispirazione e la realtà ha vinto quest’ultima. La Clinton viene da oltre 40 anni di potere a volte oscuro. Errori politici macroscopici vedi il rovesciamento di Gheddafi senza avere un piano per il dopo. In ciò con la complicità dei francesi e inglesi che oggi si defilano sulla questione immigrati. Tutto a danno dell’Italia che è la porta principale per questi immigrati. Ha perso papa Francesco con la sua misericordia ad oltranza, in questo Renzi deve cambiare registro, gli italiani non lo seguiranno, il troppo stroppia, c’è bisogno di un blocco navale. L’Europa, in primis i Paesi dell’est che hanno avuto solo benefici con l’ingresso in Europa, non ha alcuna voglia di accogliere i migranti. (...) Siamo una nazione asfittica, venivamo da oltre 10 anni di crisi, con in più due terribili terremoti, per cui dobbiamo pensare ai nostri. Io voto Pd, non ho il prosciutto sugli occhi, non vivo di ideologia, per cui dico basta all’accoglienza indiscriminata. (...)
Domenico De Lorenzo
(Cremona)

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