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10 novembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

12 Novembre 2016 - 10:35

IL CASO
Villa Merli e il fascismo
Dopo 70 anni i nomi non vanno fatti
Gentile direttore,
solo oggi sono venuta a sapere di articoli scritti sul suo giornale che riguardano il fascismo e Villa Merli. Non entro nel merito della cosa non essendone perfettamente a conoscenza, ma vorrei far presente alla persona che ha scritto questi fatti che non si fanno nomi e cognomi dopo 70 anni di persone ancora in vita e di altre già defunte. Il fascismo, Villa Merli hanno fatto storia, sono storia, ma esiste anche una legge sulla privacy che è un segno di rispetto e di garbo che bisogna avere per le persone. Nomi, cognomi, nati a... il... residenti in... figli di...
Ma stiamo scherzando?
Scriva quello che vuole ma senza coinvolgere nessuno. Nell'articolo è stata nominata mia mamma che all'epoca aveva 20 anni ed è andata a lavorare dove ha trovato senza nemmeno sapere cosa dicevano in quell'ufficio. Di conseguenza sono stati nominati anche i miei nonni materni morti da 50 anni. Avete dato della spia a mia mamma senza nemmeno sapere le cose. Resto in attesa delle sue scuse.
Giovanna Volpari
(Cremona)

Abbiamo fatto il nome di sua madre, che a Villa Merli faceva la dattilografa, perché è stata scagionata da ogni accusa. Abbiamo anche specificato subito che la persona che è stata riconosciuta da sua mamma al momento dell’arresto ne ha capito la buona fede. Sappia, comunque, che dopo 70 anni i documenti d’archivio sono accessibili a tutti.

LA POLEMICA
Referendum:
chi vota no è contro il governo, non contro la riforma
Egregio direttore,
in questi giorni sto leggendo e ascoltando varie ragioni del No per il referendum del prossimo 4 dicembre, tutte scelte rispettabili, ma non condivisibili perché le persone non tengono conto dei contenuti della riforma.
Scrivono No perché affermano che Renzi non è stato eletto. Allora io rispondo: il Governo e i suoi Ministri non vengono eletti, ma possono essere scelti anche tra la società civile, non è necessario che siano parlamentari. Dicono No perché, secondo loro, avremo un Senato di nominati e non eletti. Ma i consiglieri regionali e i sindaci che ne faranno parte saranno eletti. Sostengono che con il No avremo un Governo oligarchico. I poteri del Premier non cambieranno assolutamente, ma avremo una maggiore stabilità. In Italia negli ultimi 70 anni abbiamo avuto 63 Governi, contro i 24 in Germania, 20 in Gran Bretagna. Dicono No perché la Costituzione non si può cambiare. E perché mai!
Dicono No perché Forza Italia, Lega, Movimento 5 stelle, minoranza Pd, Sel, e varie organizzazioni sono tutte schierate per respingere la riforma. I vertici politici invitano a votare No, ma solo nella speranza di fare cadere l’attuale Governo. Infatti Brunetta dice: «Se vince il No torneremo a governare». (e quando mai! )
Dicono No perché affermano che l’attuale Parlamento è stato eletto con una legge definita, dalla Consulta, incostituzionale. Allora sarebbe tutto incostituzionale: dai provvedimenti approvati in questi ultimi due anni e persino l’elezione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Addirittura sostengono il No perché pensano che con l’introduzione dell’APE ( anticipo pensionistico ) l’attuale Governo preleverebbe una percentuale dalle pensioni. L’APE risolve, in parte, la legge Fornero permettendo di andare in pensione con 3 anni e 7 mesi di anticipo e, di conseguenza, liberando posti per i giovani. L’APE, ovviamente, è volontaria e non rientra nella riforma, come non rientra l’antipatia o meno di Renzi.
Il Sì, invece, elimina i 310 Senatori che percepiscono 15mila euro al mese più un sostanzioso vitalizio e li sostituisce con 100 Senatori già pagati e tenuti a presenziare alle sedute al contrario degli attuali, molti dei quali assenteisti. Elimina il CNEL mandando a casa 64 consiglieri che percepiscono 1.300 euro/mese per dare pareri non vincolanti. Snellisce le procedure per l’approvazione delle Leggi senza doppi o tripli passaggi Camera-Senato e dando scadenza certa alla conversione in Legge dei decreti.
Inoltre mi stupisco degli iscritti e simpatizzanti del Pd che assommano il loro No a quello di Forza Italia, Lega, FdI e Grillini per far decadere dal Governo il loro segretario politico.
Dante Fazzi
(Pieve San Giacomo)

Tanti ‘fondatori’ illustri
Presto nascerà il P.d.R
Partito dei Rottamati
Signor direttore,
a breve nascerà un nuovo partito. Si chiamerà P.d.R. (Partito dei Rottamati). In ordine strettamente alfabetico, si riportano i nominativi dei fondatori: Alfano, Bersani, Bindi, Casini, D'Alema, Damato, De Mita, Di Pietro, Fini, Pomicino. Tanti altri si aggiungeranno; basterà attendere le prossime elezioni.
aldo.maccagnoni@libero.it

Bonemerse
La mobilità sicura
è una nostra priorità
Egregio direttore,
rispondo alla lettera dei signori Ferrarini e Garioni, da voi pubblicata il 7 novembre, per evidenziare ai medesimi che la sicurezza della mobilità sulle strade di Bonemerse, è stata e continua ad essere una delle priorità della nostra amministrazione. Lo testimoniano le numerose opere pubbliche realizzate allo scopo in questi anni: nuova segnaletica stradale, nuovi marciapiedi, barriere di protezione dei pedoni, nuove piste pedonali e ciclabili, l’attenzione ai portatori di handicap, nuovi dossi stradali, la manutenzione delle strade, il miglioramento e l’ampliamento dell’illuminazione pubblica, la realizzazione di nuovi parcheggi ecc. sono atti concreti di miglioramento della sicurezza per tutti. Questo nel centro abitato di Bonemerse, dove l’azione è dipesa dalla nostra volontà e limitata dalle risorse finanziarie disponibili e dai vincoli di finanza pubblica imposti dallo Stato. Bonemerse ha migliorato così il proprio volto e ancora non abbiamo terminato. Diverso è il discorso riguardante la viabilità delle provinciali Bassa di Casalmaggiore (SP 85 sulla quale sbocca la nostra via Marconi), e via Giuseppina (SP 87 sulla quale sbocca la via Sebenico del comune di Cremona e Malagnino) e che coinvolge gli automobilisti in ingresso e uscita da Bonemerse. La pericolosità di quegli incroci ci è nota da sempre. Ma non compete all’amministrazione di Bonemerse intervenire. Nonostante ciò, negli anni scorsi e recentemente, abbiamo avuto colloqui con l’Amministrazione provinciale per sollecitare provvedimenti atti a ridurre i rischi d’incidenti. La stessa ha ridotto il limite di velocità in quei tratti stradali e segnalato al contempo che l’incidentalità di quegli incroci è bassa (5 incidenti fra il 2010 ed il 2015) e sulla base di quei dati, ci sono altri luoghi dove è prioritario intervenire. Nel frattempo la grave crisi economica ha tolto finanze alle amministrazioni pubbliche riducendo la loro possibilità di risolvere problemi già noti. Non c’è trascuratezza sulla questione; il problema per la nostra amministrazione non è nuovo; le soluzioni possibili sono onerose e chiare ai tecnici degli Enti competenti ad adottarle; il confronto con le stesse è ancora aperto. E la minoranza sa, tramite nostro, tutte queste cose.
Oreste Bini
(sindaco di Bonemerse)

Destra o sinistra? E' uguale
Le repressioni non hanno ‘colore’
Signor direttore,
vorrei spendere poche righe per fare un po’ di chiarezza. Suppongo che la lettera inviata dal signor Claudio Maffei in data 7 novembre si riferisse alla mia precedente del 2. Io non ho mai inteso paragonare Fidel Castro a Stalin, come non l’ho mai accostato a Pol Pot e tanto meno Cuba alla Cina. Ho solo voluto evidenziare quanto le repressioni, ispirate da regimi di sinistra non sono state, e non saranno mai, diverse da quelle ispirate da regimi di destra. Rossi o neri: qual è la differenza? La mia non vuole essere e non è una polemica, sia ben chiaro, e non interverrò ulteriormente. Probabilmente il signor Maffei non ha letto la lettera firmata dal signor D.D. del 25 ottobre dalla quale ho preso lo spunto. Il mio non è né pregiudizio né confusione storica!
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

In via Pagliari a Crema
Le strisce bianche tracciate sulla sabbia
Signor direttore,
risiedo a Crema in via Pagliari.
Volevo portare l'attenzione sul solito ‘lavoro cremasco’ di come l'amministrazione comunale si cura dei lavori nella zona non centrale di Crema. Nei giorni scorsi hanno tracciato le strisce bianche sulla sabbia, sulle foglie secche e hanno tralasciato alcuni tratti senza nessun motivo...
Giovanni Lupo Stanghellini
(Crema)

Canore Rai in bolletta
Agenzia delle entrate dà le indicazioni
Egregio direttore,
con riferimento alla lettera pubblicata domenica 6 novembre a pagina 37 dal titolo ‘Nella bolletta Linea Più nessun prelievo per il canone TV’ specifichiamo che il canone RAI viene inserito nella bolletta della fornitura elettrica sulla base di quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate tramite flussi di dati appositamente definiti. Le società di vendita dell'energia elettrica, infatti, non possono sapere se il cliente, pur avendo i requisiti per il pagamento, sia esentato dal canone poiché le richieste vengono inoltrate dai clienti direttamente all’Agenzia delle Entrate.
Il cliente che rilevasse la mancanza in bolletta dell’importo relativo al canone RAI deve pertanto rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per far aggiornare la sua posizione e nel frattempo provvedere al pagamento degli importi utilizzando il modello F24.
Ufficio stampa Linea Più

Assurdo parlare di tagli
Autobus al Cambonino
Servizio irrinunciabile
Gentile direttore,
vorrei rispondere alla signora che chiede di ridimensionare il servizio autobus da e per il quartiere Cambonino, affermando che è inutile in quanto i mezzi circolano vuoti. Innanzi tutto, la gran parte delle volte, l'autobus è utilizzato da molte persone, tanto che spesso siamo stipati come sardine. In secondo luogo, si tratta dell'unico mezzo di collegamento tra il quartiere e il centro ed è quindi indispensabile per la popolazione residente e in particolare per gli anziani.
Inoltre, alla signora non dovrebbe riguardare a che scopo il servizio viene utilizzato. Se ha tutto questo tempo per contare le persone sui mezzi pubblici, perché non si propone come servizio taxi volontario, in modo da ridurre le spese comunali?
Angela Maianti
(Cremona)

Genitori inascoltati
Preferiamo imparare a nostre spese
Signor direttore,
dai nostri genitori impariamo poco del tanto che pretendono di insegnarci gratis. Ma il resto lo impariamo o impareremo a nostre spese, quando non ci sono più.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Inquinamento
Le colpe maggiori dei mezzi pubblici
Egregio direttore,
inquinamento con sorpresa. Quei nostri governanti che avevano imposto la mordacchia a tanti privati automobilisti ritenendoli primi responsabili del degrado atmosferico, sono stati ocstretti a fare un’imprevista retromarcia. Accortisi, al ministero dell’ambiente, che le cose andavano in modo assai diverso, si sono arresi all’evidenza con l’ammissione che tale responsabilità ricadeva, prevalentemente, sui mezzi pubblici ritenuti i più inquinanti. Ci costerà una caterva, come già successo con la soppressione delle centrali termonucleari, però, vuoi mettere quanto possa inorgoglire avere nelle nostre amministrazioni quei moralisti dei Verdi?
Massimo Rizzi
(Cremona)

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