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8 novembre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

10 Novembre 2016 - 04:00

IL CASO

Radiali cittadine spesso vuote, il comune tagli alcune corse

Signor direttore,
vorrei dare un consiglio di buon senso alla dottoressa Alessia Manfredini, che già mi aveva risposto nel merito: dia ancora un taglio ai passaggi giornalieri alle radiali perché sempre vuote (al massimo una o due persone). La radiale è quella con la scritta Cambonino. Basta chiedere agli autisti per verificare ciò che affermo. Oltretutto sarebbe un risparmio di soldi pubblici in questo tempo di magra.
Qualche domenica fa, con in centro varie iniziative, la radiale alle 16,45 circa era vuota! La gente da quel quartiere forse viene in centro per i giorni di mercato, i negozi sono cari, e molti monomarca si trovano in tutti i centri commerciali. Ventidue passaggi non mi sembrano pochi!
Lucia Villa
(Cremona)

Il nodo del trasporto urbano è difficile da scogliere. La ricerca dell’equilibrio fra servizio ai cittadini (di tutti i quartieri) e sostenibilità dei costi non è mai facile.

LA POLEMICA

Orti devastati dalle nutrie e dalla burocrazia
Egregio direttore,
mercoledì 26 ottobre nella cronaca del casalasco, il giornale da lei diretto ci narra che a Piadena le nutrie hanno invaso zone orticole finora mai devastate. Infatti un ortolano di quel paese ha visto decimata la sua produzione annuale di finocchi e radicchio rosso. Per quanto riguarda questo enorme e ormai decennale problema, sarà bene affermare che non riguarda più l'ente locale piadenese ma bensì l’Unione amministrativa dei Comuni di Piadena e Drizzona. Chi scrive, pur non essendo cacciatore, da anni in ottemperanza alle disposizioni provinciali ha sempre dato la caccia a questo roditore sia con trappole che col mezzo delle armi a munizione spezzata. Col nuovo piano di controllo della nutria 2015-2017, in qualità di operatore tipo ‘A’ pensavo di iniziare l'attività di contenimento già dal principiare del corrente anno e all'uopo stipulavo una regolare copertura assicurativa per infortuni e responsabilità verso terzi. Gli organi provinciali, per il Comune di Drizzona, già dal mese di aprile hanno firmato il relativo decreto autorizzativo nei miei confronti per iniziare ma nulla è avvenuto. Infatti l'ente locale non ha ancora provveduto a notificarmi l'atto di nomina anche perché non ha tuttora individuato un luogo adatto per il sotterramento e tantomeno reperisce i denari per l'acquisto di un congelatore che contenga le carcasse degli animali abbattuti. Per queste ragioni nel territorio di Drizzona non si spara un colpo da troppo tempo e nemmeno le gabbie hanno fatto scattare i loro dispositivi facendo così incrementare la popolazione di questi dannosi, versatili e sgraditi ospiti. In Italia la burocrazia è sempre la complice primaria dell'inefficienza e del degrado ma come d'abitudine la responsabilità non viene mai addossata a nessuno perché diversamente andrebbe ad intaccare la direzione politica degli enti preposti. In questa attesa dal sapore kafkiano o paradossale, la mia polizza assicurativa è scaduta senza effetti e probabilmente molti altri orti saranno devastati.
Dante Benelli
(Drizzona)

Piadena-Casalmaggiore
Che fatica per avere una raccomandata
Gentile direttore,
il 2/11/16 trovo nella cassetta postale a Piadena un avviso di giacenza di raccomandata presso ditta Nexive a Casalmaggiore. Come da indicazioni, alla telefonata negli orari indicati mi si risponde che l’indomani - giorno del passaggio a Piadena dell’incaricato - la raccomandata sarebbe stata recapitata entro le ore 14. Si trattava di un semplice pretesto! Il giorno seguente provo invano a telefonare al numero indicato sul talloncino dell’avviso. Decido allora di recarmi personalmente negli uffici di Nexive. Nella campagna circostante di Casalmaggiore trovo una specie di baracca in cui due uomini e una signora si aggirano tra scatoloni di corrispondenza nel più totale degrado ambientale (ricevitore telefonico sconnesso e riverso sul tavolo, fili elettrici sparsi e aggrovigliati sul pavimento, stampante - mi si dice - guasta, ecc.). Non ottengo risposta alle mie rimostranze relative all’impossibilità di comunicare telefonicamente. Dopo 10 minuti viene infine ritrovata la mia raccomandata. La ditta Nexive mantiene un attraente sito web, in cui vengono dichiarate varie certificazioni relative all’attenzione per il lavoro, la sostenibilità, ecc. Ma per favore... almeno un minimo di pudore! Sarebbero queste le privatizzazioni finalizzate a contemperare risparmio e funzionalità?
Enrico Cardesi
(Piadena)

Addio a Zelioli Lanzini
Nostro papà ricordato dalla città: grazie
Caro direttore,
l’affetto, la stima e la vicinanza che la città ci ha dimostrato nel momento triste della perdita del nostro papà ci impone, là dove non potremo farlo personalmente, di ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno voluto manifestare il loro cordoglio in questo mesto momento. Per questo le chiediamo un pochino di spazio sul suo giornale per abbracciare virtualmente tutti, ma proprio tutti: dagli operatori sanitari dell'ospedale cittadino che lo hanno soccorso e curato con passione e umanità, ai giornalisti che hanno raccontato un poco di lui con grande eleganza, dagli amici che ci sono stati vicini in ogni momento, ai suoi pazienti che lo ricordano ancora con enorme affetto.
Facciamo perciò un abbraccio sentito, forte e sincero alla città, intesa non come istituzioni politiche ed amministrative, ma proprio come comunità di cittadini, perché è questa città che si è stretta a noi e che ha tributato ad un uomo retto l'amore e il rispetto che ha meritato.
Cristiana e Simonetta Zelioli Lanzini e famiglie
(Cremona)

In barba alla privacy
Bambini ‘costretti’ ad assomigliare a...
Gentile direttore,
a nome di tutti i bambini in tenerissima età, con affetto e simpatia vorrei fare alcune domande a parenti e amici di famiglia. Perché sin dal nostro primo vagito, avete l’impellente necessità di attribuirci una somiglianza? Peraltro, le vostre tesi sono spesso discordanti, nascono scuole di pensiero, per qualcuno abbiamo il taglio degli occhi della nonna materna, per altri sono quelli del papà, qualcuno pensa al fornaio ma non lo dice. Mentre dormiamo morbidi e rosei come gelèe alla fragola, ci scrutate meticolosamente il nasino, la bocca e quante disquisizioni su quei quattro capelli che abbiamo! E quando ritenete che siamo in grado di capirvi, perché ci parlate con quella strana vocina in falsetto esagerando in diminutivi, accrescitivi e vezzeggiativi? Con le prime sillabe che balbettiamo, deve obbligatoriamente arrivarci la solita, ineffabile domanda: ma tu, vuoi più bene a mamma o a papà? Basta, non ve lo diremo più. La riteniamo una domanda ‘sensibile’ e anche se siamo piccoli, vogliamo la nostra privacy! E se proprio non avrete altro da chiederci, apprezzeremo il vostro silenzio.
Michele Massa
(Bologna)

La Brexit disattesa?
Gli inglesi contano come gli italiani: zero
Egregio direttore,
dopo molti anni finalmente una buona notizia. Dai giornali, dalla radio e dalla tv, vengo a sapere che il popolo inglese, come quello italiano, non conta un tubo. Pensavo fossimo gli unici al mondo e invece no, e ciò francamente mi rallegra un po’, non è bello pensare di essere gli ultimi della classe. Ma venivamo al perché di questa mia. Tutti sappiamo che non molto tempo fa, nel Regno Unito è stato indetto un referendum che chiedeva al popolo se dire addio all’Unione europea oppure no e, giusta o sbagliata che sia, questo popolo ha preso una decisione votando per la Brexit. Ma ora il loro Parlamento (che sul mio giornale ‘La Provincia’ leggo che si considera sovrano) potrebbe cambiare il risultato, ribaltando così l’esito referendario.
A parte il fatto che di sovrana, piaccia o non piaccia ne hanno già una (e che a questo punto credo farebbe bene a far sentire la propria voce) dovrebbe essere il popolo ad essere sovrano, e non certo i loro parlamentari. Se poi nel corso degli anni questo popolo capirà d’aver sbagliato, credo che nulla impedirà loro di rientrare nell’Unione, sempre che le menti eccelse di Bruxelles non gli dicano che le scogliere di Dover non devono superare i dieci metri d’altezza, e francamente la cosa... non mi meraviglierebbe.
Giulio Roveda
(Pizzighettone)

Le cose non stanno proprio così. Il referendum sulla Brexit era consultivo e ora il Parlamento deve semplicemente ratificare il voto espresso nel referendum. La volontà del popolo inglese sarà rispettata.


Rifugio del cane
L’ordine è contestare il Comune di Cremona
Gentile direttore,
non vorrei sembrare ripetitiva, ma devo rispondere alla signora Superti che conferma di essersi prestata ad adottare qualche cane presente nell’ex canile comunale per impedirne il trasferimento a Calvatone. Peccato che le bestiole rimangono in una gabbia di una sorta di struttura privata e non nel giardino di casa! Ma l'ordine è ‘contestare l'amministrazione comunale’ che ha osato interrompere una convenzione che durava da trent’anni con l'associazione zoofili a cui va tutta la mia simpatia e una domanda: come si fa a costruire un patrimonio attuale di un milione di euro circa ed essere una associazione onlus che si occupa solo di cani? Bravi! Ma questi soldi arrivavano anche dalla amministrazione comunale? Erano soldi pubblici? (...)
Rosetta Facciolo
(Associazione ‘Dalla parte degli animali’)

Corso sul Fascismo
La politica usata per ‘fare la guerra’
Egregio direttore,
l’annuncio del corso di storia ‘Le origini del Fascismo a Cremona’, che sarà condotto da A. Garioni e G. Corada, mi ha riportato agli anni settanta-ottanta quando fummo inondati da una pioggia di pubblicazioni sul Ventennio, In città, in quel periodo, si parlava e scriveva del saggio di F.J. Demers: ‘Le origini del Fascismo a Cremona’, libro recensito, l’11 ottobre 1979 su ‘La Provincia’ dallo storico Elisa Signori, la quale ne rilevava le carenze.
Altri libri pappagalleschi, in quanto scritti da storici improvvisati per lo più ispirantisi alle interpretazioni marxista, entrarono in circolazione unitamente a ricerche, più meritevoli d’attenzione perché basate sull’esame dei diversi giornali dell’epoca e sui documenti ufficiali delle Prefetture (un esempio: la tesi di laurea dell’allora studente prof. Vincenzo Duchi). L’iniziativa di cui trattasi ad opera di un rappresentante del locale Anpi dimostra come i comunisti nostrani conducano gramscianamente la ‘Lotta continua’ basandosi sulla teoria conflittuale predicata da Lenin secondo la quale non è più la guerra la continuazione della politica bensì è la politica a diventare la continuazione della guerra con altri mezzi.
Il partigiano, nello spirito dell’interpretazione classica e nobile della guerra, non ha spazio. Lenin insiste affermando che il nemico è da considerare come un vero e proprio criminale e, pertanto, l’azione del suo annientamento trasforma il partigiano nella figura centrale del conflitto. Italiani, riflettete!
Claudio Fedeli
(Cremona)

Il caso gestione
Piscina, tuffarsi con la muta
Egregio direttore,
guai a soluzione irrichiesta. Sulle nubi che da tempo vanno addensandosi sulla piscina comunale ecco il mio parere. Una proposta arguta: tuffarsi con la muta!
P. F. Mari
(Cremona)

Adoro Leopardi
L’‘Infinito’ rivisto in chiave padana
Signor direttore,
essendo un appassionato lettore di Leopardi, ho tentato di esporre in forma diversa e a me più confacente il suo immortale Infinito,
Sempre caro mi fu questo fiume solitario ed i suoi boschi che lo circondano e del suo corso sinuoso e vario il mirare confondono. Ma sopra remandovi, interminate lontananze oltre questa, ed altissimi silenzi e profondissima pace io nel cuor mi fisso dove giammai il cuore s’impaura. E come il vento che odo stormire fra questi pioppi, io l’inebriante sua voce alla forza di questo cuore paragono. E mi rammento l’infinito universo coi suoi soli e galassie e il tempo passato e l’attuale e quello che verrà, pure illusioni. Così fra queste immensità si perde il mio pensiero consapevole che di esso sono la parte pensante ed eterna ed il navigare mi è dolce in queste acque.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

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