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7 novembre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

09 Novembre 2016 - 04:00

IL CASO

Lo ‘spider violino’ con contributi cremonesi

Pregiatissimo signor direttore,
alcuni quotidiani oltre a varie agenzie giornalistiche hanno dato notizia nei giorni scorsi della vittoria di un giovane ricercatore italiano che è stato premiato a Londra e che ha superato moltissimi altri contendenti di varie nazioni.
Luca Alessandrini il ricercatore di Rimini diplomatosi in una prestigiosa università londinese ha infatti ottenuto un premio in denaro di una certa entità per aver creato un materiale molto resistente e acusticamente valido ed interessante utilizzando la tela di ragno e con il quale ha costruito un violino.
La notizia riportata segnalava con evidenza che l’Alessandrini era giunto al temine delle ricerche e alla costruzione del violino grazie alla collaborazione dell’Anlai.
Ci spiace che il giornale la Lei diretto abbia pubblicato la notizia ma tralasciato quest’ultimo particolare che non è solo molto importante ma che rende merito alla città e ci spiace anche perché l’Anlai ha interessato per il raggiungimento degli obiettivi che hanno portato la ricerca al premio londinese vari maestri liutai cremonesi in particolare i maestri Elisabetta Giordano, Massimo Ardoli, Davide Sora, Federico Fiora, ma anche Giorgio Scolari, Massimo Negroni, l'Academia Cremonensis oltre ai membri del Direttivo Salvatore Dugo, Roberto Villa e ovviamente il presidente Gualtiero Nicolini
Nella speranza che tale lacuna possa essere superata per rendere giustizia ai vari professionisti La ringraziamo dell'attenzione.
Cdn Anlai
(Cremona)


Diamo a Cesare quel che è di Cesare. E lo faccio con piacere. Con una precisazione, però. Il lancio dell’Ansa che noi abbiamo pubblicato, corredando la notizia con la fotografia del giovane ricercatore che mostra il suo violino, non conteneva riferimenti alla collaborazione al progetto di ricerca dell’Anlai e dei maestri liutai cremonesi da voi citati. Se così fosse stato, naturalmente avremmo dato con ben maggiore evidenza la notizia della creazione dello ‘spider violino’ di Luca Alessandrini. Sottolineando, con orgoglio, il contributo cremonese alla ricerca.

LA POLEMICA

Caccia ai fantasmi: così si copre Ostiano di ridicolo
Egregio direttore,
amore e sdegno che impongono un intervento nell’assurdo caso dei fantasmi di Ostiano; amore per esservi nato e ben conoscere i luoghi che mi si dice infestati da non si sa cosa: sdegno per gli atti della giunta e le dichiarazioni del sindaco che gettano discredito su un luogo ricco di storia e una comunità che ha espresso nei secoli personalità di spicco sia nelle arti sia nelle scienze e quindi non merita il ridicolo. Se di fantasmi si trattasse, vorrei quelli degli illustri ostianesi: Cesario Gussago, Bartolomeo Manfredi, Ciro Chistoni o di quei colti borghesi che vollero, tra Settecento e Ottocento, dotare il borgo di uno splendido teatro e ritornati schiaffeggiassero certe illetterate ‘capre’ . Si è vantato il fatto che il Comune non ha costi per queste fantasiose indagini; ma utilizzare gratis il teatro comunale e coprire di ridicolo Ostiano e i suoi abitanti non mi sembra un prezzo da poco. Ben farebbero il primo cittadino e la sua egregia giunta a occuparsi di ben altri defunti, ossia meglio curare il luogo in cui riposano i nostri cari. Ostiano non necessita di ectoplasmi ma di atti concreti che ne valorizzino il notevole patrimonio storico artistico e tengano ordine nel suo bel centro storico e non solo.
Giuseppe Merlo
(Ostiano)

Radiomaria e terremoto
Non capisco il perché della reprimenda
Signor direttore,
non sono un teologo con le pantofole, né tanto meno un giansenista, ma mi torna difficile capire la recente reprimenda contro Radiomaria. Va bene, ormai i vari sacramenti sono diventati un optional, va bene tutto, compresa la misericordia, ma l’avere paura da chi con coraggio osa parlare del sacro timore di Dio, mi sembra troppo. Ormai, anche le gerarchie sanno parlare di tutto, comprese le indulgenze ospitali, dimenticando i principi, della paura del giudizio universale. Se non ci fosse questa certezza, perché credere? Io credo.
Olivo Sudati
(Cremona)

Celebrazione IV novembre
Eravamo in pochi. Torni giorno di festa
Signor direttore,
dopo parecchi anni, ho partecipato alla celebrazione che ricorda la fine della Prima Guerra Mondiale in piazza del Comune. Mi ha preoccupato vedere le generazioni che dovrebbero essere il futuro ed alle quali bisognerebbe trasmettere anche il ricordo di questa recente pagina storica, rappresentate da pochi studenti di due istituti scolastici cittadini, anche la popolazione era veramente scarsa. Non si potrebbe ripristinare il giorno festivo del 4 novembre, in modo che più persone possano partecipare a questo momento di orgoglio militare nazionale?
L’altra nota dolente è che le autorità presenti, ad iniziare dal prefetto che si è limitato solamente a leggere la lettera di saluto del ministro della Difesa, il sindaco e i rappresentanti provinciali non hanno detto una parola a ricordo dei nostri nonni e padri che 100 anni fa passarono molti mesi in trincea e parecchi di loro persero la loro giovane vita per difendere la nostra patria.
Sono molto preoccupato per il futuro di questa nostra Italia, però allo stesso tempo anche fiducioso perché fino a quando esisteranno enti e realtà come l’Associazione nazionale alpini che continuano ad organizzare varie mostre e manifestazioni, oltre a mantenere in ottimo stato trincee, camminamenti e manufatti militari della Grande Guerra, potremo ricordare il sacrificio di quei soldati e non solo italiani. W gli alpini e tutte le forze armate italiane.
Bruno Inzani
(Gruppo alpini di Cremona)

Riflessione sulla vita
Dobbiamo inseguire nuovi orizzonti
Signor direttore
nella vita, se vogliamo dare un senso più vero alla nostra esistenza, dobbiamo inseguire sempre nuovi orizzonti, anche se il rischio di inciampare nel filo che ci separa è inevitabile. Invece di stare lì a cullarci ad osservare i dolci o tragici tramonti sia nostri o di altri.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Volontariato negato
I migranti vogliono farlo: perché no?
Signor direttore,
in queste settimane, a piccoli gruppetti, alcuni migranti si sono armati di scope e sacchi dell’immondizia e hanno raccoltole foglie al cimitero, in alcune vie del paese e nel giardino della scuola materna. Binanuova si divide sui migranti mentre la burocrazia blocca tutto. Alcuni abitanti di Binanuova vedono con favore questa iniziativa altri no. Ed il sindaco Karin Spinelli scrive alla prefettura per avere un parere. Nella lettera fra l’altro scrive: «Se dovesse accadere qualcosa di chi sarebbe la responsabilità visto che non ci sono convenzioni o progetti in essere? Certo la situazione deve essere affrontata, visti i numeri presenti a Binanuova. C’è un gruppo di volontari autorizzati (e assicurati) che ogni giorno lavora con e per il Comune che mi sento di ringraziare».
Uno dei migranti, si legge su un giornale locale dice: «Siamo tutto il giorno qui, mangiamo e dormiamo. Così non va bene. Dobbiamo fare qualcosa e abbiamo pensato di renderci utili, per farci voler bene. Non capisco perché non si possa fare». Ecco il punto è proprio questo. Perché non si può fare? A che serve un sindaco che non risolve un problemino come questo? Evidentemente non si ‘ vuole sporcare’ le mani e non intende integrare queste persone nella sua comunità. Non ho idea che cosa possa rispondere il prefetto. Speriamo che sia più avanti del sindaco anche se, e questo è vero, vi sono ‘buchi’ nella normativa. Dovrebbe essere normale che se un migrante è accolto, in attesa del definizione giuridica, sia obbligato a ricambiare con attività sociali ed a frequentare corsi di lingua e di educazione civica. Per fortuna che vi sono associazioni che si fanno carico dell’integrazione. E questo è il consiglio che diamo al sindaco di Gabbioneta Binanuova: si rivolga ad una di queste associazioni e costruisca un progetto. Lo può fare , glielo assicuriamo.
Gian Carlo Storti
(Welfare Cremona)

Via Giuseppina-Via Sebenico
Incrocio pericoloso. Non per la Provincia
Gentile direttore,
l’incrocio tra via Giuseppina (Provinciale n. 87) e via Sebenico è uno degli accessi principali per Bonemerse, essenzialmente utilizzato da veicoli che vanno e vengono dal nostro Comune e, purtroppo, è molto spesso teatro di incidenti automobilistici. (...) La sicurezza dell’intersezione tra la SP 87 e via Sebenico riguarda innanzitutto l’incolumità dei Bonemersesi e questo è il primo motivo per cui abbiamo inviato un’ interrogazione all’Amministrazione Bini con domande e proposte riguardo a quell’incrocio. Dal nostro Comune abbiamo saputo che, secondo la Provincia, l’incrocio non è classificato ad ‘alto tasso di incidentalità e pensiamo che questa sorprendente classificazione, davvero poco corrispondente ai fatti, possa essere dovuta alla mancata segnalazione di incidenti; comunque, in seguito alla nostra interrogazione, si è svolta una riunione tra i rappresentanti di Bonemerse, Cremona, Malagnino e della Provincia (alla quale, il sindaco Bini, non ha invitato proprio i sottoscritti): dal verbale risulta che sono state considerate delle ipotesi suggerite da noi come, ad esempio, allargare la Giuseppina per ricavarvi una terza corsia per chi svolta in via Sebenico provenendo da Sospiro e la partecipazione dei 4 Enti alle spese per sopperire alla mancanza di risorse. Intanto proponiamo che almeno gli eventuali oneri di urbanizzazione, derivanti dai possibili interventi del Consorzio Agrario nelle aree che ha da poco acquistato lungo Via Sebenico in Bonemerse, siano destinati alla sicurezza del vicino incrocio e che l’Amministrazione Bini si attivi affinché la costruzione di nuove uscite/entrate del Consorzio non peggiorino la sicurezza dell’area.
Luca Ferrarini, Angelo Garioni
(consiglieri di minoranza a Bonemerse)

Trotsky e Stalin
I comunisti non sono tutti uguali
Signor direttore,
premetto di non essere comunista. Per obiettività, proprio perché Trotsky fu ucciso da un sicario di Stalin, forse sarebbe il caso di riflettere sul fatto che i comunismi non furono, e tuttora non sono, tutti uguali. E lo scontro che coinvolse i due personaggi citati, eredi di Lenin rappresentano ed hanno incarnato con la loro storia, le loro idee, i loro comportamenti, con i loro dissidi e la coerenza o incoerenza rispetto all'ideologia, la diversità che c’è stata ed ancora sopravvive nella teoria e nella pratica del marxismo-leninismo. Al lato pratico dell’esperienza storica, la diversità si concretizzò nel trotskysmo, oppresso permanentemente dallo stalinismo. Con una sorprendente eccezione, sfuggita agli storici, ed agli osservatori, e cioè che i principi fondamentali della ‘Rivoluzione permanente’, il più noto dei testi teorici di Trotsky, fu attuato e messo in pratica a Cuba. Quando si mettono sullo stesso piano la dittatura di Stalin che comportò lo sterminio di milioni di persone, ed il regime cubano che seppure abbia compiuto errori, ma non certo di questa entità, si confondono il pregiudizio con la realtà storica. (...)
Claudio Maffei
(Cremona)

Referendum
Voltafaccia di Cuperlo. Bella coerenza...
Gentilissimo direttore,
(...) ieri abbiamo ancora una volta assistito all’ennesimo suicidio della democrazia consumato nella famosa sede della Leopolda a Firenze dove premier e sindaco hanno fatto gli onori di casa da titolari – inquilini del famoso stabile. Sì, inquilini perché nessuno o pochi lo sanno che la vera proprietà e la gestione tecnico finanziaria della Leopolda si trova all’estero in due diverse località e quindi lascio immaginare a chi vanno versate le tasse. Poi il premier fa la morale alla giustizia affinché perseguiti i trasgressori e i fautori di tangenti che poi è lui stesso che ha la ramazza per il manico. Ma quello che mi fa più inorridire, è il voltafaccia scandaloso di Gianni Cuperlo che dopo un piccolo colloquio chiarificatore ha deciso di appoggiare il suo capo Renzi a fronte di tante promesse che come in passato saranno forse mantenute. La coerenza prima di tutto.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

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