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2 novembre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

04 Novembre 2016 - 04:00

IL CASO

Cremona salvi il torrione l’ultimo avanzo del castello

Signor direttore,
le scrivo in merito al torrione di via Ghinaglia. Come molti sanno questo è l'ultimo avanzo d'uno dei più gloriosi castelli d'Italia che fu demolito nel XVIII secolo per la miopia del Clemente Magio che lo volle destinare a cava. Successivamente il rudere fu restaurato nel 1962 dal vicesindaco M. Coppetti che lo salvò dalla speculazione edilizia di quegli anni. Ora giace abbandonato e cadente. Sulla sua sommità al posto dei cannoni crescono rigogliose le erbe che con le loro radici indeboliscono le strutture cinquecentesche. Per non parlare dell'intorno: a sud dei bei parcheggi lo nascondono al viandante più curioso, a ovest, un'aiuola lo cinge ed è diventato il rifugio dei bau bau del quartiere. Il torrione ha resistito all'assedio del 1648 ma non resisterà all'oblio contemporaneo.
In queste ore siamo tutti sconvolti per il terremoto di Norcia. La basilica ferita di San Benedetto, la crollata chiesa di Santa Rita e i mille monumenti che sono stati cancellati dalla furia del sisma. Giacciono inerti ricordandoci sempre che le architetture del passato, che tanto amiamo, non sono perenni. Vanno protette per farle vivere più a lungo. Per il nostro torrione basterebbe un poco d'impegno. E se il comune non c'è la fa che ci pensino i cittadini a salvare l'ultimo resto del loro amato castello. Del resto auspicare l'impegno dei cremonesi è partecipazione e in definitiva una forma concreta di democrazia diretta tanto in voga in questi anni.
R.M.D.
(Cremona)


Sono d’accordo. Il presidente del Consiglio ha promesso alle popolazioni terremotate che la basilica di San Benedetto di Norcia e gli altri edifici monumentali crollati o semidistrutti saranno ricostruiti. Al ‘nostro’ torrione dobbiamo pensare noi cremonesi, tanto più che in questi mesi, grazie alla pubblicazione del volume di Gianantonio Pisati e Monica Visioli sul ‘Castello di Santa Croce’ (un’edizione straordinaria del Bollettino storico cremonese) e al ciclo di conferenze in corso, promosso dalla Società storica cremonese e dall’Archivio di Stato, si sta risvegliando l’interesse per il maniero distrutto (e per quel poco che ne resta). Mi auguro che il suo appello non venga lasciato cadere.

LA POLEMICA

Le meraviglie del Comunismo, ragguagli storici
Signor direttore,
leggendo la lettera a lei indirizzata in data 25 ottobre da questo signore che si firma (anzi, non si firma affatto) D.D., dal principio pensavo si trattasse di una missiva ironica ed anche goliardica nei confronti di regimi molto spietati ed autoritari. Poi, continuando nella lettura, mi sono accorto che questo signore fa sul serio (...). Vediamo di dare qualche ragguaglio in merito a fatti storici realmente accaduti.
“Il sicario di Stalin estrasse una piccozza, tenuta nascosta tra le pieghe dell'impermeabile, e sferrò un violento colpo alla testa del vecchio rivoluzionario, che gli sfondò il cranio. Trotsky spirò alle 18,48 del giorno successivo (21 agosto 1940). “Dal 1929 al '32, Stalin e i comunisti 'repressero' con fredda determinazione i kulaki e i subkulaki, deportandoli a morire con le mogli e i figli - quindici milioni di esseri umani - nelle tundre gelate della Russia europea e nelle zone disabitate della Siberia. A questa deportazione, e alla mancata messa a coltura di molti campi, fece seguito una terribile carestia (1932-33) che comportò altri sei milioni di morti.” Hitler ed il suo staff non seppero fare di meglio! “Cina: la notte tra il 3 e il 4 giugno 1989 i carri armati dell'Esercito di Liberazione Popolare cinese uccisero nella Piazza, il cui nome rimane nella storia, centinaia di persone, mettendo fine alle proteste degli studenti che reclamavano la democrazia.” “Cuba: Alina Fernandez Revuelta, figlia naturale dell’ex presidente cubano, vive a Miami dal 1993, quando è fuggita da Cuba con un passaporto falso. L’eredità di Castro per i cubani è un Paese in rovina (...). Vogliamo ricordarci anche di Pol Pot, fondatore del partito comunista cambogiano, considerato un assassino di massa? Vogliamo ricordare le Foibe, dove vennero trucidati dal comunista Tito migliaia di italiani, colpevoli solo di essere italiani? Vogliamo continuare con le meraviglie del comunismo?
Ad ogni modo la risposta più bella l’ha data lei, signor direttore: la storia le da torto, signor D.D., se ne faccia una ragione!
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Anziani
Sono depositari della saggezza
Gentile direttore,
soprattutto nel dopo Brexit ho che letto che il voto degli anziani non dovrebbe ‘pesare’ quanto quello dei giovani quando si decide il futuro di questi ultimi. Vorrei precisare che i più maturi da sempre sono stati depositari di quella saggezza da trasmettere seguendo la scala generazionale. Molti di quei vecchi che oggi ipotecano il futuro dei giovani hanno combattuto anche una guerra per offrirci quella libertà di cui oggi tutti godiamo. Ma in tempo di internet, tutto quello che viene dal passato appare come un disvalore.
Michele Massa
(Bologna)

La memoria
Atrocità a villa Merli. Vigilare e camminare
Egregio direttore,
bravi, bravi ed ancora bravi. Perché nessun valore è conquistato una volta per tutte. I fatti di Villa Merli devono preoccupare ancora tutti noi. «Vigilare affinché ciò che è successo non accada mai più. La vigilanza presuppone che ci siano custodi capaci di apprezzare la preziosità e la insostituibilità di ‘valori’ per la vita sociale; suppone che i custodi siano disposti a stare svegli. Presi nel vortice della civiltà dei consumi forse ci siamo addormentati di fronte a quei ‘valori’» ( dal bel libro Cattolici e Resistenza - Enrico Assi, già vescovo di Cremona).
Fare memoria, anche con un significativo coinvolgente motto, quello delle “Aquile randagie”, una storia, un insegnamento, tante testimonianze: “Ciò che noi fummo un dì…voi siete adesso, chi si scorda di noi scorda se stesso”. È la storia delle Aquile Randagie, un gruppo di giovani scout studenti e lavoratori che, con i loro sacerdoti si ribellarono al fascismo fra Monza, Milano e la Brianza. Bravi, quel servizio da voi presentato sulle atrocità (documentate!) di villa Merli, sprona tutti noi a “… continuare a camminare. Non m’importa molto della strada, purché la vostra ricerca non vi perda. Perdere le cose è duro; perdere la giovinezza è ancor più duro, ma non irrimediabile. Perdere noi stessi è la più grande sventura che possa capitare a una generazione di giovani che hanno tanto sofferto per ritrovarsi” (quell’animo ‘incheto’ di don Primo Mazzolari). (...)
Giorgio Carnevali
(Cremona)

Pizze e pizzaioli
Eccellenza italiana. Cremonese a Milano
Signor direttore,
volevo informare con la presente che il signor Roberto Ghisolfi della pizzeria Lo Spicchio di via Decia 25 Cremona in questi giorni si trova a Milano alla manifestazione “Che Pizza” a rappresentare Cremona con i suoi Fiori di pizza.
Questa manifestazione unisce la qualità il gusto e la particolarità di un prodotto famoso in tutto il mondo e che grazie al lavoro alla ricerca ed alla passione di 16 pizzaioli continua ad essere un eccellenza tutta italiana che tutto il mondo ci invidia.
Fiorella Baresi
(Cremona)

Terremoto
Infame quella frase del politico israeliano
Gentile direttore,
a venti alle otto di domenica mattina, al quarto piano, ho nitidamente percepito la scossa di terremoto (...).. Ho acceso subito la televisione e inizialmente le notizie hanno comunicato un sisma di magnitudo 7,1, in pratica dieci volte superiore a quello che abbiamo subito doppiamente nel 2012 con epicentro tra Bologna e Modena. Già conoscevo l'infame frase di un viceministro d'Israele, Ayoub Kara, che ci farebbe vittime dell'ira divina per un mancato voto Unesco riguardante la conservazione di beni culturali nella città di Gerusalemme. Un’ora dopo leggo sul suo giornale le scuse ufficiali anche in vista di una imminente visita del presidente Mattarella.
Signor ministro Kara, le sue sono affermazioni da Medioevo profondo! E ricordo che ad aver cacciato un gruppo d'ispezione Unesco in visita a Gerusalemme è stato proprio il suo Paese! Perché? Perché ritenuto filopalestinese! Mi stupisco che una reazione del genere provenga proprio da un Paese che così tanto ha dato e sta dando all'arte, soprattutto al cinema: mi basti citare i nomi dei registi Amos Gitai e Ari Folman. Possibile essere così evoluti nell'arte del creare e così retrivi nell'arte di fare politica, soprattutto militare ed estera?(...).
Igor Paulinich
(Cremona)

Teatro
«Così fan tutte» Fischi giustificati
Egregio direttore,
desidero innanzitutto complimentarmi con il critico musicale del suo quotidiano Roberto Codazzi che, non facendosi coinvolgere in una difesa ‘campanilistica’ della rappresentazione ha descritto puntualmente e obbiettivamente la recita di «Così fan tutte». Un solo aspetto è stato omesso ed esattamente che alla fine del primo atto moltissime persone, non solo melomani ma anche molti giovani, hanno lasciato il teatro. I buum e i fischi erano più che giustificati se si pensa che il finale del primo atto è terminato con tutti i protagonisti in mutande. Il perché di questa decisione lo dovrebbe spiegare il regista «Maestro Micheli».
Mi ha inoltre meravigliato che il bravissimo maestro Capuano abbia potuto accettare di dirigere un allestimento del genere. I maestri concertatori non hanno allora la possibilità di esprimersi? (...) Tralascio qualsiasi considerazione sullo scenografo, e le voci, specialmente quelle femminili (...). Una domanda vorrei comunque porre al sovraintendente dottoressa Angela Cauzzi: quante altre rappresentazioni simili dovremo subire? Ed infine Cremona, all’interno del circuito lirico regionale è destinato a subire le decisioni altrui?
Gian Carlo Joriini
(Cremona)

Costituenti
Tutti condizionati da rancori e Alleati
Egregio direttore,
l’analisi delle “paure” politiche, fatta da G. Carotti con la sua del 19.10, risente dell’influenza dei luoghi comuni di cui è pregna la zona soresinese, influendo sulle sue interpretazioni storiche dell’avvento del fascismo, il quale prevalse, non soltanto ribattendo le prepotenti violenze - non solo manesche - dei socialisti, ma portando l’aria della modernità tra i contendenti politici di origine ottocentesca. La nota più stonata della lettera è il commento sul comportamento dei costituenti, nominati, nel 1948, dai partiti del Cln. Erano tutti condizionati da vecchi rancori e subordinati agli intendimenti degli Alleati.
I vincitori li protessero dalle conseguenze, che un popolo libero riserva ai traditori, con l’inserimento dell’art. 16 nel trattato di pace e, pur disprezzandoli, continuarono a servirsi di loro per influire, anche culturalmente, sulla nostra società. La paura smisurata fu appunto quella dei costituenti, che sfornarono l’attuale (...) costituzione, la quale partiva con l’esclusione dalle competizioni politiche di milioni d’italiani, che avevano affrontato i sacrifici della guerra combattendo per l’onore d’Italia. Le parole più scandalose sono quelle scritte in chiusura della lettera in quanto è noto (...) che, in realtà, quello delle leggi elettorali è il metodo democratico più ipocrita per fregare, reciprocamente, i contendenti.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Soresina
Chiusura del Ponzini e risorse mal spese
Signor direttore,
negli ultimi giorni il suo giornale ha dato spazio ad una notizia: la chiusura del Ponzini di Soresina. Leggo le considerazioni della giunta provinciale: «Centomila euro per meno di 40 alunni». Leggo il giorno successivo le dichiarazioni della vice preside che conferma(...) l’esistenza della scuola fino al 2020 con due classi. Un breve calcolo 100,000 euro per 3 anni uguale 300,000 euro per meno di 40 alunni, ma diamo la possibilità a due bidelli e un insegnante di andare «comodamente» in pensione. Ma è una follia: a 20/25 km. da Soresina ci sono tutte le scuole superiori che una famiglia può scegliere (...) ma davvero le risorse della scuola sono così mal spese?
Anna Maria Stradiotti
(Cremona)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    04 Novembre 2016 - 11:18

    Lo Stato di Israele si è scusato immediatamente delle frasi del viceministro. La faccenda era già stata chiusa prima di cominciare. In compenso non ho visto nessuno lamentarsi della delirante decisione dell'Unesco sull'attribuzione dei nomi. Neanche Paulinich si è lamentato di tale aberrazione. Adesso però ho capito perché...

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