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26 ottobre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

28 Ottobre 2016 - 04:00

IL CASO
Sono contrario alla festa di Halloween
Non ci appartiene
Gentile direttore, negli ultimi anni si sta diffondendo in Italia l’usanza di celebrare la festa di Halloween. Una ricorrenza anglosassone di origini pagane che non ha niente a che vedere con la nostra cultura. La notte delle streghe ha assunto prevalentemente una valenza commerciale: le vetrine si riempiono di cappelli da strega, lenzuoli da fantasma, scheletri, simboli di un evento che proprio non ci appartiene.
La festa di Halloween per gli anglosassoni ha una lunga storia ed è giusto che loro festeggino, mentre sarebbe opportuno che noi cercassimo di mantenere vive le nostre tradizioni. Se poi vogliamo far festa per spezzare la monotonia dell’autunno, niente di male, ma non impadroniamoci di leggende e riti altrui. La sera dei misteri divertiamoci dove vogliamo con chi ci pare e trascorriamo una normale e serena serata all’italiana! Che cosa c’entrano gli zombie e le zucche vuote?
Michele Massa
(Bologna)

Forse per ragioni anagrafiche la festa di Halloween non suscita in me alcuna emozione. Capisco invece che per i ragazzi, sicuramente influenzati dalle mode, sia un’occasione per divertirsi in compagnia. Non ci vedono niente di male. La nostra identità culturale va difesa su altri fronti.

L'INTERVENTO
Benvenuti nel circo della campagna referendaria
Un dubbio attanaglia gli italiani. Per incassare il tifo referendario di uno sbiadito e uscente Obama era proprio necessario un viaggio di Renzi in America con consorte e italiche eccellenze, compreso Cantone, preziosa icona di una guerra anticorruzione forse persa ma tuttora in agenda? Che gli Usa sponsorizzino il ‘si’ non ci cambia la vita. Suggerisce, casomai, varie considerazioni. La prima: all’iniziale errore di personalizzare troppo il verdetto del referendum, il premier rischia di rimediare con un errore forse più grave. Preferivamo la prima versione: la spacconeria era pur sempre una forma di coerenza al personaggio. Ma questo Renzi in versione seconda pare in preda a una nevrosi psicomotoria che lo spinge ad aggrapparsi a ogni mezzo, purché il suo suono sia un ‘sì’. Il che fa torto a l l’intelligenza degli italiani ma soprattutto alle chances della riforma. Pare non ritenerla capace di camminare colle proprie gambe e di proporsi per quello che è, cioè palesemente imperfetta ma pur dotata di un argomento considerevole: spezzare la maledizione di una trentennale paralisi. Questo ricorrere a un crescendo di effetti speciali, dalle mance elettorali alle benedizioni dei potenti, ha un retrogusto che non convince. Troppi giullari arruolati da palazzo Chigi, troppa gente di spettacolo che - dopo una sbirciata al vecchio ‘bigino ’ scolast ico, giusto per sapere cosa diavolo è questa famosa Costituzione di cui tutti parlano - s’improvvisa esperta e ci elargisce il suo prezioso, e non richiesto, parere.
Seconda considerazione: i modi in cui la campagna referendaria è condotta, sia per il ‘no’ che per il sì’, non sempre dicono molto sulla sostanza della riforma ma quasi sempre dicono moltissimo su cosa sta diventando il discorso pubblico sulla politica. Che è poi il modo in cui il potere sceglie di raccontarsi alla gente. E’ innegabile che questo modo sia in piena mutazione e in sconfinamento inesorabile nel genere ‘intrattenimento’ a crescente contenuto spettacolare. Come nei campionati di calcio, è partita la corsa agli ingaggi dei Vip. Vincerà la squadra più ricca o la più brava? Il fiorentino cerchio magico è proprio magico se riesce a convertire in ossequiosa testimonial del ‘sì’ la biforcuta linguaccia di Benigni. Ma non c’è limite al peggio se dal fronte del ‘no’ qualcuno ha arruolato persino l’al di là e trasformato la tempestiva beatificazione dell’anarchico Dario Fo in cifrata propaganda antirenziana. In un confronto che registra parecchie cadute di stile e di sostanza, il comune buon senso dell’opinione pubblica è nel complesso parecchio sottovalutato. Eppure la modernità politica occidentale è nata proprio con la nascita della famosa opinione pubblica. Quando la platea dei governati fu messa in condizione di osservare e valutare i governanti, il Palazzo fu chiamato a rendere conto di sé e iniziò quel che chiamiamo democrazia. Non staremo per caso tornando indietro? In quotidiana ‘overdose’ di notizie e sollecitazioni, siamo infatti sempre più incerti e confusi riguardo alla vera natura delle cose, paralizzati bersagli nel tiro incrociato di opposte, precarie e sfuggenti verità. I grandi Sacerdoti addetti ai riti informativi ci illuminano o ci depistano? La bioingegneria con loro fa miracoli: adrenalinici mezzi busti direttamente avvitati, supponiamo, sulle poltrone dei rispettivi talk show televisivi. Macinano giudizi e pregiudizi a ciclo continuo, solerti esecutori di un gioco delle parti - la casta e l’anti casta - in cui spesso la verità è quella di chi ha più fiato, più malizia verbale, più attitudine recitativa. Se sui pacchetti di sigarette leggiamo ‘Nuoce gravemente alla salute’ su certe maratone di aria fritta vorremmo leggere ‘Nuoce gravemente al patrimonio cognitivo di chi ascolta’ . Ultima considerazione : si converrà che nel polverone di parole che ci avvolge e confonde ci sono quelle leggere e quelle di piombo, che di colpo ti riportano alla nuda verità, senza effetti speciali. Otmar Issing, uno dei Padri dell’euro e primo capo economista della Banca Centrale Europea, sta per esempio candidamente ammettendo che la moneta unica è un fallimento, un castello di carta destinato a inevitabile crollo. Lo dice lui, non Salvini. E così, dalle facezie dell’info intrattenimento referendario, ti catapultano di colpo sul ponte del Titanic a chiederti a che vale tutto questo fare e disfare, viaggiare e incontrarsi dei potenti (che tanto potenti non sono più) se loro per primi sanno che la collisione finale è inevitabile. E noi, opinione pubblica mai così corteggiata e mai così impotente, restiamo lì, incollati al maxischermo della grande telenovela globale, con la solita Frau Merkel, nel doppio ruolo di Fata dei profughi e Strega degli europei e il resto del cast. Triste. Meglio distrarsi coi guitti, che per fortuna non mancano: che il set del Grande Fratello non ci neghi dunque il suo parere sul bicamerale paritario!
Ada Ferrari

Un ricordo
I valori d’eroismo sono senza tempo
Signor direttore,
per dirle come, quando frequentavo il ginnasio, e si era nel secondo dopoguerra, ci si tenesse ancora ad insegnare certi valori d’eroismo e di forza d’animo, ricordo che l’insegnante di francese ci fece imparare a memoria un pezzo classico (penso fosse di V. Hugo) nella sua lingua originale che ancora ricordo e fa: Mon père, cet hero au suourire si doux ecc. ecc. Ma sarà meglio che lo dica in italiano: Mio padre, questo eroe dal sorriso così dolce, seguito dal suo ussaro che preferiva fra tutti per le sue grandi capacità e per la sua alta statura, percorreva a cavallo, la sera di una battaglia, il campo coperto di morti su cui cadeva la notte. Ancora si sentivano i lamenti dei moribondi e fra questi quello di un ferito che chiedeva acqua. I due si avvicinarono e l’ussaro scese da cavallo per porgergli la borraccia dell’acqua. D’un tratto, mentre questi si chinava su di lui, l’uomo, una specie di moro, impugnò una pistola che stringeva ancora e mirò in fronte a mio padre esclamando: Caramba! Il colpo lo sfiorò tanto che il cappello gli cadde e il cavallo fece uno scatto all’indietro. Dagli lo stesso da bere - disse mio padre.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Partito democratico
Un piccolo consiglio a don Matteo
Egregio direttore,
un suggerimento a don Matteo. Uscito di scena l’Ulivo, il premier, invece d’aggrapparsi al Pd (Pateracchio demenziale) avrebbe dovuto scegliere un simbolo più adeguato e propizio come il sanbuco, unico santo escluso dai calendari per ragioni di pudore.
(M.R.)
(Cremona)

Dopo i due episodi
Auspico l’ispezione in tribunale
Signor direttore,
che fatti strani, guarda caso, continuano ad accadere nel tribunale di Cremona. Qualche settimana fa delle false armi sono entrate con ‘Striscia la notizia’ in quello strano palazzo e come d'incanto sono apparse delle telecamere vere che ‘ictu oculi’ hanno fatto arrestare due dipendenti perché senza che nessuno sapesse facevano uscire armi e droga vere da degli armadi blindati. Io spero vivamente e non solo io che il nostro ministro di giustizia mandi degli ispettori a controllare ovvero a rivoltare come un calzino tutto l'operato dei suoi dipendenti ed in qualsiasi ruolo compresi certi magistrati sia nella procura che nel tribunale ma anche qualche agente di p.s. Questo perché sono sicuro che gli Ispettori si accorgerebbero che non c'è due senza tre e sarei ben lieto di fare loro da cicerone, scrivania dopo scrivania e fascicolo dopo fascicolo, per aprire un po’ gli occhi a chi di dovere.
Alberto Nolli
(Soresina)

Con amici americani
Che bella visita al Museo del violino
Gentile direttore,
sono un cittadino cremonese che, dopo averci vissuto fin dalla nascita, a 19 anni, nel 1971, ha lasciato la città per altre destinazioni. Da diversi anni risiedo a Parma con scarsi contatti con Cremona ma, lo scorso 20 ottobre, ho colto l’occasione di alcuni amici venuti a trovarmi dagli Stati Uniti per tornare insieme a loro e visitare il Museo del violino. Grande è stata la soddisfazione di trovare una struttura di accoglienza e presentazione di grande livello, con personale preparato (ottima la guida in inglese), dove il valore intrinseco degli strumenti in mostra e l’eleganza dell’esposizione si accompagnano alla divulgazione di storia e cultura rese accessibili. Il culmine un’esecuzione di grande qualità nello splendido Auditorium. Ho apprezzato anche la facilità di accesso al parcheggio e la serenità di passeggiare in centro senza l’assillo del traffico (...).
Gabriele Leoni
(Parma)

Pacco non pervenuto
Il mio calvario con Poste Italiane
Signor direttore,
rifacendomi a una lettera apparsa alcuni giorni fa sul suo quotidiano, desidero esprimere tutta la mia insoddisfazione sul comportamento di Poste Italiane. Nello specifico: ho acquistato un pezzo di ricambio per un elettrodomestico inglese, ordinato tramite Amazon in un negozio di ricambi in Inghilterra, e pagato al momento dell’ordine. Consegna prevista il 19 ottobre e sapendo di non poter essere presente, ho scelto l'opzione di consegna presso l’ufficio postale Cremona 2, al Boschetto, con l'intenzione di recarmici con calma dal giorno successivo. Il venditore mi invia la copia della tracciatura inglese della spedizione, e Amazon copia della presa in carico di Poste Italiane all’arrivo del mio pacco a Bologna, con il numero di tracciatura italiana. Tutto bene? Il giorno 20 mi reco al Boschetto, ma il pacco non è ancora arrivato, torno il 21 e scopro, dopo una trasferta al centro Poste di San Bernardo, che il mio pacco è regolarmente arrivato nella sede Sda (gruppo Poste Italiane) di Piacenza e da lì partito per Napoli. Il 24 ottobre ho provato a contattare sia Sda che Poste It. mi risponde che devo inoltrare reclamo, cosa che faccio online e in risposta mi invia la schermata della tracciatura... Sda mi risponde che avendo acquistato un servizio Poste It. devo contattare il loro numero a pagamento 199... che faccio e mi risponde Tim Impresa semplice, oppure scrivere il mio problema su Twitter... A tutt'oggi 25 ottobre, nella pagina di tracciatura della mia spedizione sul sito ufficiale di Poste Italiane, compare come ultimo riferimento: 20-10-2016 09:29:00 In lavorazione presso il Centro operativo postale Napoli. Vorrei poter ridere di tutto ciò, ma penso a come sarebbe bello se vivessimo in un paese normale!
Fiorenza Brognoli
(Cremona)

Ditta sfrattata
Volevamo pagare l’affitto non in nero
Egregio direttore,
(...) da circa otto anni gestiamo una attività nell’ambito sociale. In accordo con la proprietà dell’immobile, concordammo di fare un contratto di comodato d’uso gratuito, anche se la richiesta mensile d’affitto era di 1.500 euro. Tale accordo e contratto di comodato regolarmente registrato fu fatto con la promessa da parte della proprietà che, nel giro di un anno, vedendo lo sviluppo del nostro operato, ci avrebbe fatto regolare contratto d’affitto. La proprietà ci mandò, per tutta risposta, la richiesta di restituzione dell'immobile. Sporgemmo regolare denuncia presso la Guardia di finanza che nell'immediato svolse una celere e approfondita indagine, sentendo anche i vari testimoni. Nonostante tutto, la causa civile intentata dalla proprietà per il rilascio della struttura proseguiva, ed essendo causa civile non può essere sospesa perché la nostra causa penale ancora non è stata ‘iscritta’. Legalmente può essere sospesa. Pur essendo rispettoso e fortemente credente nella giustizia , mi stupisco che una attività venga chiusa con i tempi che corrono per una azione vessatoria della propietà che, ribadiamo, non vuole fare un contratto regolare pur essendosi , intascata oltre 120mila euro in nero in questi anni. Ribadiamo che noi vorremmo pagare regolarmente (...). Speriamo che il pubblico ministero capisca la situazione e valuti al più presto, prima della udienza della causa civile e instauri un normale procedimento penale contro la querelata, affinché venga fatta chiarezza e giustizia e temporaneamente sia sospesa la causa civile di sfratto. Speriamo vivamente che questo nostro ultimo, disperato appello venga accolto.
lettera firmata

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