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21 ottobre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

22 Ottobre 2016 - 19:00

IL CASO

Piscina comunale sono favorevole alla gestione della Fin

Egregio direttore,
negli ultimi giorni è stata pubblicata una lettera scritta dal signor Losi Luciano, che giustamente ha sollevato un paio di punti interessanti ma che non rispecchiano quello che le società canottieri vogliono realmente fare e quindi a mio avviso deviano fortemente la percezione che si vuole dare ai cittadini sulla vicenda. Parlo naturalmente da ‘addetto ai lavori’ fortemente interessato perché da 40 anni frequento l’impianto comunale quotidianamente come ex atleta, come genitore, come utente, come socio della Canottieri Baldesio, come responsabile del settore master nuoto della Baldesio (ottava società in Italia). Posso assicurare al signor Losi, che il pallino resta al Comune, non vogliamo assolutamente gestire direttamente noi l’impianto, lo vogliamo semplicemente salvare! La nostra piscina deve rimanere in mano alla città di Cremona in modo che tutti i cittadini ne possano usufruire come anche tutte le società sportive di Cremona che sulla maglia nelle competizioni in giro per l’Italia, Europa, portano la scritta Cremona (e non Verona come sembra stiano girando le cose). L’intervento delle canottieri da quello che ho visto, letto, vissuto finora in prima persona, è solo ed esclusivamente un aiuto (non voluto né cercato dal Comune malgrado la nostra esperienza) nell’evitare che l’impianto chiuda. Uno stadio del nuoto come abbiamo a Cremona non c’è in tutto il Nord Italia... e non stà in piedi solo perché accedono all’impianto i cittadini che amano nuotare e che giustamente hanno i loro spazi. Non sarebbe possibile mantenerlo se le società non affittassero centinaia di ore corsia alla settimana per far nuotare i loro atleti. Una battaglia del genere a suon di lettere è avvenuta a Mantova nel 2013, dove addetti ai lavori, società e anche genitori di atleti, spiegavano a gran voce come le ‘tariffe calmierate’ non erano piu’ rispettate, le quote degli atleti erano triplicate, gli spazi acqua non esistevano più per nessuno. Oggi quelle società non esistono piu’!!!! 150anni di storia cancellati!!! E’ chiaro che Federazione italiana nuoto è la nostra favorita, è l’unica che può garantire al pubblico cremonese un accesso a quote bassissime (...)
Paolo Morabito
(Cremona)


Ho dovuto accorciare la sua lunghissima lettera, ma il senso è chiaro: lei è favorevole alla gestione Fin. Il dibattito è aperto.

LA POLEMICA

Viabilità disastrosa nel quartiere di San Bernardo
Signor direttore,
vorrei avere alcuni chiarimenti dall’assessore alla mobilitàsulla nuova viabilità nel quartiere San Bernardo di Cremona. Per prima cosa mi spieghi la genialità dei sensi unici e della nuova rotonda in via Persico. Perché non ha lasciato i due sensi di marcia del sottopasso di via Brescia che non avrebbero certamente causato tutta questa rivoluzione e reso le cose più semplici, senza spendere ulteriori soldi? Assessore, avete buttato soldi dei contribuenti cremonesi e reso il transito più caotico di prima. per quanto concerne il sottopasso di via Brescia. Non dica che era voluto dal comitato di quartiere e dai residenti perché non è vero. Quando lei fece la riunione nella sede del palazzo Duemiglia, la maggior parte dei presenti era contraria al suo progetto di mobilità. I cittadini si devono sobbarcare il doppio della strada per arrivare o recarsi dall’altra parte della via Brescia e alla via Persico. Non ha forse pensato che questa viabilità renda anche più caotico il transito dei mezzi di soccorso facendo perdere tempo prezioso?
Avete voluto fare ugualmente questi sottopassi e in particolare quello di via Brescia sapendo che non rispettavano le norme. Perché date la colpa alla precedente amministrazione? Se aveste rispettato le regole, avreste evitato di far pagare i vostri errori ai cittadini cremonesi, perché ora tutti i vostri pasticci si ritorcono su noi contribuenti perché certamente voi non pagate. Dovrete restituire alla Regione, alla ditta appaltatrice e al proprietario dell’immobile situato appena dopo il sottopasso della ferrovia parecchi soldi per non aver fatto le cose a norma.
Chissà perché in questi ultimi anni di politica gestita da partiti della sinistra si stanno buttando soldi dei contribuenti, facendo opere faraoniche che non danno la certezza della regolarità di legge.
Perché non pensate di sistemare le strade che sono disastrate, di togliere le tante barriere architettoniche che ancora condizionano il passaggio di disabili, o di anziani che fanno fatica a camminare su marciapiedi che sono tutti pieni di buche? E per finire i parchi. Sono un altro disastro: oltre a essere sporchi e con giochi per bambini quasi inesistenti.
umbe51ancona@fastpiu.it

No al Referendum
Contro lo scempio della Costituzione
Signor direttre,
Il dibattito che si va dipanando in queste ultime settimane rischia di incappare a mio parere in alcuni errori di prospettiva. In questo referendum noi cittadini siamo chiamati a giudicare una proposta e una sola, non a scegliere tra vari modelli di Costituzione: non c'è la possibilità di presentare proposte alternative, anche se ce ne sarebbero a decine. Ciò avviene perché qualcuno ha deciso di approvare a qualunque costo la Costituzione che gli pareva: non c'è stata una Costituente in cui tutte le voci erano equamente rappresentate, non c'è stato un confronto con la società civile, non c'è stato neppure un dibattito sul fatto che queste riforme siano o meno necessarie per il Paese, per uscire dalla crisi. C'è stata una forzatura netta, sia sulla Costituzione che sulla legge elettorale, approvate con procedure inaccettabili, con voti di fiducia, con maggioranze differenti tra una lettura e l'altra.
Chi tanto si lamenta della divisione del paese e delle lacerazioni che questo referendum sta provocando dovrebbe fare un esame di coscienza sereno e forse capirebbe che la responsabilità di aver messo l'Italia in questa dolorosa condizione non è di chi si rifiuta di obbedire al capo e di chinare la testa, è di chi ha deciso di forzare ad ogni costo pur di approvare ciò che gli pare. Oggi non si contrappongono neppure due coalizioni politiche, come alcuni sembrano ritenere: da una parte ci sono effettivamente le forze di governo (e quelle che ci entreranno il 5 dicembre) che hanno scritto e si sono approvate la loro proposta, che spingono ovviamente per il Sì. Dall'altra parte non c'è una coalizione. Ciò che appare (per errore di prospettiva) come ‘un’ fronte del No è in realtà una serie di diversi fronti del No che non hanno e non hanno bisogno di condividere visioni politiche o programmi. Infatti le ragioni per cui scelgono il No sono molte e diverse, spesso profondamente diverse: ma questo non è un limite, perché questo variegato fronte del No non si è formato con l'obiettivo di sostituirsi a Renzi e al Pd alla guida del governo. Condivide fermamente uno e un solo obiettivo: la necessità di evitare che si faccia scempio della Costituzione.
Giampiero Carotti
(Cremona)

Cremonese
Prenda un ‘locale’ il posto di Rampulla
Signor direttore,
sono un ex tifoso della Us Cremonese, ho novant'anni, e mentre sono stato un ipertifoso ai tempi degli amici Luzzara, Miglioli, Carletti & C., da qualche tempo ho rinunciato alla mia passione grigiorossa poichè l'età non consente ormai certi "passatempi"! Quando il signor Rampulla, ex calciatore di valore nazionale, è diventato presidente della Cremonese mi son chiesto come mai avesse accettato tale carica poichè la sua notorietà in campo nazionale avrebbe potuto fargli guadagnare un incarico più prestigioso.
Ora capisco: piuttosto di niente andava bene anche la Cremonese per un incarico che gli garantiva uno stipendio!
Ma appena si è presentata un’altra occasione, certamente più prestigiosa e più remunerativa, l'amore per la Cremonese si è dissolto come ghiaccio al sole, ed il ‘nostro’ ha accettato di volare in Cina dove certamente il compenso è ben diverso!
Il signor Rampulla ha giustamente curato i suoi interessi, ma ora la Cremonese è bene che per la presidenza grigiorossa trovi un tifoso locale che abbia a cuore la sorte della nostra società!
Gaetano Antonioli
(Cremona)

Sesto Cremonese
Compensi alzati. E’ inopportuno
Egregio direttore,
da cittadino sestese, ancor prima che ex amministratore del Comune di Sesto ed Uniti, seguo con attenzione e cerco di mantenermi informato sulle vicende del mio paese, e in particolare le vicende di carattere etico morale. Leggendo l’articolo pubblicato domenica 9 ottobre sul nostro quotidiano dal titolo; ‘Compensi, scoppia la polemica’, non mi ha sorpreso la notizia dell’aumento dell’indennità di carica del sindaco e degli assessori (...). È noto che la legge non fa obbligo di applicare al massimo le indennità previste per tipologia dei comuni, la legge fissa solo il limite massimo consentito. Se così non fosse, che bisogno c’era di scrivere in delibera che è stata mantenuta ‘l’invarianza’ della spesa, e nelle sei pagine dell’atto deliberativo cavillare in modo tale da fare invidia a Macchiavelli? Era sufficiente scrivere: ‘In applicazione della legge, ecc’. Sicuramente non è stata violata nessuna norma di legge, rimane però l’aspetto etico che ognuno interpreta a modo suo. Personalmente, a 45 giorni dalla nomina, penso che sia stata una manovra dal punto di vista, etico/morale, inopportuna.
Mario Rossetti
(Sesto ed Uniti)

Parole in libertà
Donne, non fate certe domande
Egregio direttore,
vorrei tanto che per qualche volta le gentili signore evitassero a noi uomini le solite insidiosissime domande. «Mi trovi grassa?» è senza via d’uscita. Se rispondiamo «No», ci danno del bugiardo, se diciamo «Si», incassiamo una sberla. «A cosa stai pensando?» e si aspettano «A quanto mi manchi!»,ma probabilmente stiamo solo pensando al calcetto del giorno prima. E poi, perché chiederci ogni volta se ci piace il nuovo smalto? Ahinoi, per la quasi totalità di noi uomini, tra il rosso veneziano, quello cardinale e il pompeiano non c’è proprio nessuna differenza!
Michele Massa
(Bologna)

La Provincia
Meglio il giornale unito, detto in rima
Signor direttore,
penso e ripenso ed al pensar impazzo, /come ha potuto il quotidiano del Torrazzo / essersi diviso in due e cambiar così l’andazzo / di chi vuole le notizie in un sol mazzo / ed al bar non andar avanti e indietro come un pazzo / cercando l’altro pezzo. / Meglio sarebbe stato graffarlo nel mezzo / come fanno tutti in questo mondo pazzo / e buttar le novità in fondo al pozzo / per non sentir di queste nuove il lezzo.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Questione di opinioni. E comunque solo lei ci sente il lezzo....

Castelverde
L’assessore Bruschi non è ‘in panchina’
Egregio direttore,
premesso che non sono il difensore d’ufficio della sindaca di Castelverde, con tutto il rispetto dovuto al ‘suo’ quotidiano, già l’incipit della lettera ‘Politica & misteri assessori giubilati”’a firma della signora Maria Paglioli che afferma : «quotidiano esperto di tutti gli anfratti della politica cremonese, potrebbe aiutarci a capire alcuni misteri della giunta Locci» mi lascia alquanto perplesso in quanto viene sancita una funzione di verità assoluta che, mi permetta, nessun giornale può avere.
Vorrei gentilmente ricordare che un sindaco, indipendentemente dell’appartenenza politica, non deve agire con il paraocchi diventando un mero esecutore di ordini di scuderia.
Di conseguenza, qualora la dott.ssa Locci avesse esplorato l’area Malvezzi, a mio avviso lo scopo era: confrontarsi e documentarsi e non necessariamente entrare in tale orbita.
Riguardo poi alla signorina Bruschi, lasciata ‘in panchina’, sarebbe riduttivo pensare che il suo impegno sia legato esclusivamente ad una rappresentanza nell’Azienda sociale, puntualizzando che si trattava di ‘Comitato di sindaci’ ma soprattutto ritengo che l’assessora, come in tutti i comuni, abbia quotidianamente problematiche locali da risolvere con il supporto dell’assistente sociale. Di conseguenza i cittadini di Castelverde non pagano un’indennità ad una assessora che da mesi ‘non lavora’.
Gian Pietro Garoli
(sindaco di Casalbuttano ed Uniti)

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