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17 ottobre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

19 Ottobre 2016 - 04:00

IL CASO

Cremona città del Baskin? No, questo sport è nato a Soresina

Egregio direttore,
chiedo spazio per un argomento interessante. Su La Provincia di venerdì 14 ottobre , nella pagina della cronaca di Soncino-Orzinuovi, nell’articolo ‘Soncino baskin...’ ho letto l’affermazione: «Questa disciplina è stata inventata a Cremona, per l’appunto soprannominata ‘Città del baskin’ a firma (ark).
Penso che si continui a perpetrare un equivoco! Mi pare di ricordare che il Baskin è stato inventato a Soresina dalla professoressa Mariana Beretta.
Mariana, tempo fa, ha iniziato ad allenare i diversamente abili al gioco del basket in collaborazione con l’allora allenatore dell’Annabella Pavia, signor Calamai. Avevano entrambi intuito che questo sport poteva essere di aiuto a questi ragazzi e il Calamai era diventato divulgatore di questa idea. La professoressa Beretta ha poi avuto la grande, geniale intuizione di sviluppare un basket integrato dove giocatori di basket erano di supporto ai diversamente abili nello svolgimento del gioco, realizzando appunto il baskin.
Così, a mia memoria, sembra che siano andate le cose e se così fosse risulta abbastanza stucchevole che Cremona si auto celebri la città del baskin, arrogandosi soprattutto il merito dell’invenzione. Mariana Beretta non scenderà mai nell’agone ed allora è giusto che sia fatta chiarezza e spero che queste mie righe siano lo spunto per farla.
Mauro Agarossi
(Ticengo)


Facciamo chiarezza per l’ennesima volta. Esiste una sola Federazione Baskin (il cui marchio è registrato e, pertanto, non utilizzabile da altri). E’ nata a Cremona e in questi anni ha esportato il modello in tutto il mondo. Organizza campionati ufficiali sia a livello nazionale che locali, con precise regole e rapporti tra normodotati e disabili in campo. Altro è l’attività di Mariana Beretta, che fa praticare ai suoi ragazzi basket integrato, con altre regole e sotto la gestione del Csi. Sono due sport differenti, con organizzazioni e circuiti diversi, che in comune hanno il solo fatto di fare coesistere nella stessa squadra atleti disabili e normodotati. Insomma: non c’è una gara a chi è arrivato prima, ma solo il lodevole impegno comune nella creazione di creare occasioni di integrazione attraverso lo sport.

LA POLEMICA

Nuovo’ Pronto soccorso: privacy non rispettata

Egregio direttore,

in merito alla inaugurazione del nuovo assetto del Pronto soccorso dell’Ospedale di Cremona, prevista per lunedì 17/10, vorrei segnalare a mio parere, una deficienza nella riorganizzazione dei locali.
Avendo avuto occasione di attendere in sala attesa sabato 8 agosto per diverse ore, a causa problemi salute di un congiunto, ho notato che chi è in attesa può vedere all’interno delle due postazioni Triage le operatrici che intervengono sui pazienti arrivati in Pronto soccorso: misurazione pressione, applicazioni vari strumenti, eccetera, attraverso la porta che si apre automaticamente. Sarebbe bastato che fosse stata applicata fino ad un’altezza di due metri circa, una mascheratura adesiva.
Le infermiere, riescono comunque a controllare gli arrivi dei pazienti (anche con l’ausilio dei volontari presenti) attraverso i loro sportelli, e la tanto decantata - privacy- verrebbe così rispettata.
Libero Zerbini
(Olmeneta

Cittadinanza onoraria
Quella volta che Nucci cantò per 14 persone
Egregio direttore,
vorrei dire la mia, perché anch’io ho conosciuto bene Leo Nucci. È successo tanti anni fa, non ricordo la data esatta, so che Leo allora era un baritono quarantenne di grande richiamo. Un suo concerto a Soresina , patria di un Club numeroso intitolato a Renata Tebaldi, avrebbe dovuto riempire il Teatro Sociale, invece, non so per quale strano caso, quando Leo venne alla ribalta e ci contò, eravamo in quattordici. Pensi direttore, quattordici persone sperse nella platea: il nostro presidente Franco Frosi piangeva di delusione. Ma Leo non si scompose, sorridente e sereno si spese come davanti a una folla e noi lo ricambiammo con un entusiasmo che gli fece dire : «Pochi, ma buoni!». Scoprii quel pomeriggio che Leo, non solo era un mio coscritto, ma la data del compleanno corrispondeva esattamente alla mia. «Ma siamo gemelli!», mi disse e diventammo amici. Da allora, insieme a mio marito, lo seguii come il tempo mi permetteva: al Regio di Torino, a Genova, a Venezia, a Milano, a Parma, a Cremona, ma anche ancora a Soresina (stavolta teatro gremito!) e Casalbuttano. A Leo non interessa dove, lui è sempre uguale, puntualissimo nei grandi teatri del mondo come nella piccola provincia, lui si dà , con la sua consueta grande generosità lui ci dona la sua splendida voce : a Casalbuttano ho visto come spettatore il nostro grande Aldo Protti che lo applaudiva in visibilio dopo una ‘cavatina’ da campione! Ben venga dunque la cittadinanza onoraria per questa grande voce che sfida il tempo, sono certa che in cuor suo Leo Nucci si sente già cremonese.
Rita Bosio Grassi
(Soresina)


La via sbagliata
Ho altri problemi. Scopra Linea la verità
Pregiatissimo direttore,
sulla base dell’articolo ‘L’eroe Ottavio Sonzogno. Una strada, due nomi, una polemica’. ispirandomi al programma televisivo condotto dal maestro e pedagogo Alberto Manzi: «Non è mai troppo tardi», preso atto che due esponenti del movimento ‘Nuova Linea’ dopo essere stati Amministratori locali nel mandato elettivo 2009/2014, solo oggi si accorgono della toponomastica errata della via ‘Sonzogno/Sonzogni’ e tale dubbio sembra diventare causa di presunte notti insonni da parte dei casalbuttanesi, ritenendo io, da ‘supponente’, di avere problemi locali maggiormente contingenti da risolvere, invito i due Esponenti a farsi carico, risolvendo tale rebus. Appena verrà risolto, sarà mia premura riconoscere pubblicamente il loro impegno e successo.
Ritengo di offrire una chance in più per espugnare (verbo a loro molto caro) nel 2019 palazzo Turina. Più democratico di così….
Gian Pietro Garoli
(Sindaco di Casalbuttano ed Uniti)


Referendum
Il Sì elimina storture, il No non risolve nulla
Gentile direttore,
vorrei rispondere alla signora Ornella Pedersoli di Camisano, così come a tutte quelle persone arrabbiate con la Politica. Votare No al referendum del 4 dicembre non risolve i suoi problemi e non può accomunare Renzi a Monti o alla Fornero. Il Sì cancella il Cnel, un organismo formato da 64 persone che percepiscono 1.300 euro al mese per dare pareri non vincolanti, da oltre 50 anni; il Si cancella i 310 senatori che costano 90 milioni all’anno e in seguito non ci saranno più i vitalizi faraonici. Inoltre Renzi ha già cancellato i Consigli provinciali, a dimostrazione della sua determinazione. Cara signora tenga presente che gli oppositori di Renzi voteranno No solo per un fatto di interesse di parte, sono quelli che avrebbero voluto proporre ed approvare la stessa riforma, ma non ci sono riusciti. Si domandi perché Berlusconi dopo il patto del Nazzareno ha cambiato idea.
Dante Fazzi
(Pieve San Giacomo)


Nobel per la letteratura
Dylan, non stupiamoci. Come gli antichi poeti
Gentile direttore,
è stata curiosa la notizia della scomparsa di Dario Fo e dell’annuncio del premio Nobel a Bob Dylan nel medesimo giorno; le testate nazionali che ritengo più valide hanno sottolineato il fatto in vari modi. Dario Fo, l’ultimo italiano ad essere stato insignito del prestigioso premio, ha avuto una vita ed una carriera veramente intense. Sulle barricate negli anni Settanta con la sinistra estrema, aderì al Movimento Cinque stelle in età avanzata. Non la ritengo tutto sommato una contraddizione. Si fece burla di papi e re per ridare dignità agli umili. Bob Dylan invece lo conobbi tramite le bellissime traduzioni di De André: ‘Via della povertà’ forse è la migliore. Perché Dylan insieme a Cohen, a Seeger e Guthrie (e chissà quanti non conosco) sono stati i poeti che hanno reso migliori gli Stati Uniti d’America. Poeti (e non cantautori) perché? Perché l’ha annunciato una nobile dell’illuminato re di Svezia: fin dai tempi di Omero la poesia è cantata! L’invenzione della poesia senza musica risale a meno di due secoli fa, ma pare oramai tornare nuovamente alla musica, dal momento che molti amici poeti, e me compreso, rifiutano di leggere anche un solo brano senza accompagnamento.
Igor Paulinich
(Cremona)


Il Super Violino
In provincia si critica chi esce dalla banalità
Egregio signor direttore,
da alcuni giorni essendo da tempo abbonato lettore, leggo purtroppo eccessive critiche in merito al Super Violino di Piazza Stazione. E’ risaputo che se in una provinciale cittadina come Cremona un architetto vuole uscire dalla solita banalità con fantasia e genialità viene bersagliato, ma sinceramente trovo eccessivo le critiche mosse all’architetto Palù, tra l’altro mio fraterno amico dalla nascita, addirittura qualche lettore ha scritto che lo stesso Palù avrebbe più Santi in terra che non in Paradiso. Beh, a queste bassezze rispondo che l’architetto Palù non ha certo bisogno di questi fantomatici Santi in Terra per affermarsi nella sua professione, e gli attestati di stima ricevuti da più parti in Patria e non, vedi: sala Auditorium Arvedi, premio a Londra design Hotel, e non per ultimo premio Compasso d’Oro 2016 tanto per citarne qualcuno, ne sono inconfutabile prova. Carissimo architetto Giorgo Palù continua per la tua strada con i tuoi geniali progetti, ricordandoti però qualche volta che sei un Soresinese doc come il sottoscritto.
R.C.
(Soresina)


Debito Pubblico
Renzi e Padoan fanno il gioco delle tre carte
Gentile direttore,
finalmente sembra che gli immani sforzi compiuti dal nostro presidente del consiglio, Matteo Renzi, con l’indispensabile ausilio del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, protesi alla riduzione del nostro enorme debito pubblico, stiano avendo successo. E’ notizia di queste ore infatti che la Banca d’Italia ha comunicato che il nostro indebitamento da 2255 miliardi di euro, di luglio 2016, a 2224 miliardi, scendendo quindi 31 miliardi. Nello stesso comunicato della BdI è possibile verificare che, durante lo stesso periodo, le disponibilità dello Stato sono scese da 101.025 miliardi di euro a 64.635. In altre parole, a fronte di una strombazzata diminuzione del debito di 31 miliardi di euro, si è verificata una diminuzione delle disponibilità del tesoro di oltre 36 miliardi. Non so quale impressione abbia fatto a lei questa notizia; a me ha fatto immediatamente ricordare i comunicati che il ‘Ministero dell’Abbondanza’, del regime orwelliano di Oceania, diramava in continuazione, oppure, usando un’espressione leggermente più colorita, il gioco delle tre carte.
Davide Vacca
(Reggio Emilia)


Ministri stakanovisti
Che bisogno ci sarà di lavorare di notte
Signor direttore,
dalle notizie apparse sembra che il Consiglio dei ministri stia lavorando alacremente e rigorosamente di notte per mettere a punto la legge di stabilità 2017. Lavorare di notte per questi stacanovisti sembra proprio diventato un vanto. Io però da povero sprovveduto mi pongo qualche domanda che può anche sembrare banale: perché invece di lavorare di notte non cominciano prima? Perché non evitano queste inutili maratone? Io credo ancora, forse a torto, che la notte sia fatta per dormire e nutro grande rispetto per tutti quei lavoratori che per garantire il bene comune, l’assistenza ai malati, la sicurezza l’informazione e tutti i servizi essenziali, sono costretti a rinunciare al riposo notturno. Ma i nostri governanti proprio no. Vorrei che qualcuno, più addentro ed esperto di me, mi spiegasse che senso hanno queste veglie notturne diventate consuetudine magari fatte dopo che la giornata dei Nostri è stata occupata nei talk show televisivi o peggio ancora a non imperdibili convegni non proprio essenziali per le sorti del nostro povero Paese.
Felice Resmini
(Soresina)

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