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8 ottobre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

10 Ottobre 2016 - 06:00

IL CASO
Aggredito verbalmente da un ciclista indiscip
linato
Gentile direttore, la prego voler considerare la pubblicazione di questa mia lettera aperta ai ciclisti indisciplinati. Sono ciclista anch’io, ragione in più perché quanto sto per raccontare getta discredito sull’intera categoria.
Ieri verso le 17,20 sono in auto in via Platina, svoltando a destra col verde verso piazza Marconi. Improvvisamente da sinistra mi taglia la strada un ciclista con maglietta piena di scritte e caschetto aereodinamico, costringendomi a frenare bruscamente e a suonare il clacson. L’aspirante Moser si ferma e comincia ad inveire contro di me, allora abbasso il finestrino. «Ho sbagliato — mi urla — ma se scendi dall’auto ti disfo». Parole testuali, indimenticabili, violente.
Io, allibito, né scendo né replico, e allora il ciclista mi ripete la sua minaccia-provocazione, davanti anche a un testimone, e poi visto che non reagisco finalmente se ne va. Venire minacciati da uno che ammette di avere torto e al quale i miei riflessi pronti l’hanno salvato da una possibile caduta, è davvero ingiustificabile. Scrivo questa lettera per due ragioni: prima per ricordare che il codice della strada va rispettato soprattutto dai ciclisti, in quanto parte debole in caso di incidente. Secondo per ricordare agli indisciplinati provocatori che non tutti i guidatori sono di indole pacifica come me.
Lettera firmata
(Cremona)

Non è la prima lettera che evidenzia quanto indisciplinati siano i ciclisti. Nel suo resoconto dei fatti c’è anche l’inciviltà del suo aggressore verbale, un aspetto che aggrava la semplice violazione delle norme del codice della strada. A questo punto credo che si debba imporre il rispetto delle regole anche agli utenti delle due due ruote. E, perché no, anche ai pedoni.

LA POLEMICA
Cremona, la Ztl funziona? Solo poche auto in meno in centro
Signor direttore,
quattro macchine in meno al giorno in centro città. Ad analizzare bene i dati forniti dal Comune, è difficile capire il perché di tanto entusiasmo per la rivoluzione della Ztl attuata dalla giunta Galimberti. Nel settembre del 2014 le auto transitate dai varchi sono state 11.904, nel 2015 11.763. È questo il risultato di una rivoluzione che sta portando malumori, proteste continue ed insofferenza da parte dei cittadini? Nei negozi del centro città il malessere è evidente. Commesse e impiegati sono costretti a lasciare le auto in zone lontane (in via Brescia zona Penny o al foro Boario finché c’è posto) mentre le aree sosta per i residenti dipinte di giallo (in ztl ma anche in via Larga e in altre zone) restano occupate per gran parte della giornata dai residenti (via Bonomelli) ma non equamente peché in via Robolotti, via Regina Teodolinda nessun residente ha una autorizzazione di parcheggio. E’ vero che i residenti votano, come ha fatto notare cinicamente un rappresentante della maggioranza, ma così è uno schiaffo verso chi vuol venire in città ed è costretto a pagare (e parecchio) negli stalli blu che vanno ad arricchire, in buona parte, una società privata che si lamenta per perdite nel bilancio. Dai numeri che emergono non si capisce dove sono i vantaggi oltre a un’evidente riduzione di approccio alle attività della zona? La barzelletta dell’inquinamento è evidentemente non una barzelletta. Sbagliato, Cremona, in particolare il centro, è una delle città più inquinate d’Italia anche se Cremona non è e non era Pechino, inoltre due volte alla settimana i furgoni del mercato (inutile per le botteghe e cittadini) non emanano certamente aria di montagna; tanto meno i mezzi pubblici! E se aggiungiamo tutti i non residenti che durante gli orari di ingresso alla Ztl continuano a girare inutilmente per trovare parcheggio il grado di Co2 va alle stelle e nei bronchi dei residenti. Per ritornare agli svantaggi procurati, evidentemente oltre che ai residenti che ai commercianti si dovrebbe guardare ad una maggiore equità dei diritti e dei doveri evitando il concentramento di manifestazioni extra, es: auto d’epoca e campagne & cascine ecc... ex Ortofrutta sarebbe meglio?
Molte, comunque, sono anche le lamentele da parte dei cittadini, soprattutto in merito al problema dei parcheggi. Chi lavora in centro storico è infatti costretto, per non incorrere in multe, a parcheggiare a oltre un chilometro dal centro. I pochi parcheggi liberi rimasti, infatti, prevedono l’utilizzo del disco orario che per chi lavora non è una opzione considerabile ma è la riflessino che in Centro si viene a piedi in bicicletta o con i mezzi pubblici. A meno che l’Amministrazione riconsideri la tangenziale sud e nuovo parcheggio in via Argine Panizza
(...). Sergio Denti
(Cremona)

Assurdo dare per 25 anni la piscina a un privato
Gentile direttore,
sono una mamma di due bambini che nuotano in una delle società natatorie di Cremona, girando sui social sono stata attirata dalla pagina facebook di ‘Società affiliate alla Fin della Provincia di Cremona’ e non sono riuscita a trovare e a capire cosa realmente sta succedendo in questa incredibile vicenda della gestione della piscina comunale. Consiglio a tutti di leggerla! Sto seguendo anche gli articoli de La Provincia che piano piano svelano molti dubbi di questa incresciosa vicenda. Ritengo un po’ la piscina comunale la casa delle nostre società natatorie e un po’ il tetto sportivo sotto cui far crescere da un punto di vista etico morale e sportivo i giovani del futuro e allora mi chiedo, visto che si parla di privatizzarne la gestione, perché non farlo anche per le case popolari? Mi spiego, ma perché un servizio pubblico di pubblica utilità deve essere privatizzato senza sentire gli inquilini e senza dar loro la possibilità, vista la lunga frequentazione (più di 50 anni) di gestirsela in maniera autonoma e magari, con l’avanzo finale d’esercizio, efficientare l’impianto da un punto di vista energetico con abbattimento ulteriore dei costi di gestione? Le Società si dicono pronte, ma il Comune ha dato il benservito. O sbaglio? Da persone più informate di me, sono venuta a conoscenza di alcuni numeri interessanti: mi sembra davvero cosa assurda dare per 25 anni la gestione ad un privato, pagandolo per gestire il servizio molto più del necessario 230.000,00 + Iva quando attualmente si è passati a 200.000 euro e la Fin disposta a scendere a 150.000. Scusate, ma questi sono soldi sono dei cittadini cremonesi. Pensate che il privato (Sport Management) apporti alla nostra piscina migliorie tali da valere quella cifra? Avete mai girato come me a far gare nelle piscine gestite da tale società veronese? Provate! (...) Chi frequenterà la piscina comunale quando le società cremonesi costruiranno la loro piscina coperta o si sposteranno in altre piscine della città? Osservo solo che dove gestisce gli impianti S.M. fa pagare più di 900 euro al mese per fare nuoto, pallanuoto o sincro e questo non tutti se lo possono permettere, specialmente quando si hanno due o più figli che in età adolescenziale magari fanno più di uno sport o hanno più di un’attività extrascolastica.
M.B.
(Persico Dosimo)

Sono un non renziano e al referendum voto No
Caro direttore,
ho letto con interesse il resoconto di Gilberto Bazoli circa l’assemblea provinciale del Partito democratico. Una cosa, in particolare, mi ha colpito: la dichiarazione di diversi iscritti intervenuti – in premessa ai loro interventi – di «non essere renziani». Però, seppure non marchiati da tale stigma, decisi a votare Sì (così come vuole Renzi) nel referendum costituzionale del 4 dicembre. Mi riesce difficile comprendere le motivazioni di tals «escusatio non petita», come se l’essere ‘renziani’ fosse un peccato da cui guardarsi bene. Debbo confessare che tutto ciò ha suscitato in me – pur riconosciuto ‘antirenziano’ – un quasi istintivo sentimento di solidarietà verso il premier, così misconosciuto da diversi suoi compagni, tanto da dover sottolineare preventivamente, nei suoi confronti, la loro diversità. Comunque, a questo mio sentimento intendo dare concretezza nei fatti: se diversi ‘pidiesssini cremonesi, non renziani’ dichiarano di votare Sì al referendum, io ‘non renziano’ sul serio voterò No… così da bilanciare le parti.
Evelino Abeni
(Cremona)

Vi spiego dove sono finiti gli elettori di centrodestra
Esimio direttore,
recentemente ho letto sulle pagine di un giornalone italiano che il centrodestra è passato dai 18 milioni di elettori del 2.011 ai 7 milioni delle europee del 2.014, perdendo in totale 11 milioni dei voti. A pagare il prezzo più alto è senza dubbio Forza Italia che ha perso i tre quarti dell’elettorato. Questa vistosa emorragia è stata in parte tamponata dalla Lega Nord attestata al 14 ℅e dai Fratelli d’Italia al 5. Ma cosa è successo? Dove sono finiti gli elettori di Forza Italia? La lettura è molto semplice ma nessuno osa parlarne. Dal 2.011 dopo il ‘colpo di stato’ architettato dai poteri forti con l'ausilio del grimaldello dello spread, si insediò a palazzo Chigi il plumbeo Mario Monti, seguito da Letta e dall’attuale Matteo Renzi, tre primi ministri non eletti da nessuno. Forza Italia decise di ‘suicidarsi’ appoggiando il centrosinistra in un governo di unità nazionale prima e con il patto del Nazareno in seconda battuta, decretando cosi il de profundis del partito del Cavaliere. Molto sospette sono state inoltre le scissioni ad orologeria in seno a Forza Italia, prima il Nuovo centro destra di Alfano e successivamente con l’A.l.a. di Verdini, attivi sostenitori del governo in carica. Gli elettori italiani non essendo degli sprovveduti e tanto meno degli allocchi, hanno preferito votare altri partiti o rifugiarsi nell’astensione. Semplice no?
Andrea Zecchini
(Camisano)

Impariamo dal nostro corpo a vivere in armonia
Signor direttore,
dovremmo imparare a muoverci in armonia, come facciamo con le nostre gambe per potere andare avanti e non prenderci a calci, per l’invidia perché uno é più avanti dell’altro, perché così facendo si rischia di cadere nella cattiveria.
Impara dalle tue gambe come si cammina in armonia nella vita con gli altri, cioé dai tuoi arti superiori con gli inferiori.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Sono d’accordo, Leo Nucci diventi cittadino onorario
Egregio direttore,
mi unisco anch’io al coro di voci che si sono levate sulla proposta di Evelino Abeni di conferire la cittadinanza onoraria al grande baritono Leo Nucci. Il suo stretto legame con la città di Cremona è praticamente iniziato dagli esordi della sua luminosa carriera artistica, un legame che non si è mai affievolito ma che è divenuto negli anni sempre più stretto e appassionato come è appassionante e fortemente professionale il suo vincolo con la musica e il bel canto, sino a rinunciare a esibirsi sui palcoscenici che non rispettassero le fondamentali volontà ispirate dagli autori del melodramma italiano. Cremona si è votata a capitale italiana della musica e del melodramma e non può, a mio avviso, perdere l’occasione di annoverare fra i suoi cittadini un artista che ha segnato profondamente la storia del melodramma italiano elevandosi fra i più grandi interpreti di tutti i tempi, accostandolo ad altri grandi autori e interpreti che ebbero i natali a Cremona e che portarono gli onori della città nel mondo.
Ma Leo Nucci non è solo un eccelso artista, è anche una persona dotata di una grande carica di umanità che si presta disinteressatamente e con grande generosità ad esibizioni a carattere benefico e a un colloquio continuo con il pubblico per trasmettere la passione per un’arte, la lirica, che regala ancora oggi intense emozioni; una dote, questa, indispensabile per chi crede nella necessità di farsi ambasciatore di quella grande cultura e umanità lasciataci in eredità e che oggi sembra essersi irrimediabilmente perduta, sacrificata da una società che è sempre più indirizzata alla valorizzazione di uno sfrenato egoismo individuale.
Virginio Lini
(Cremona)

Cambiano i tempi e con essi i motti
Egregio direttore,
cambiano i tempi, mutano le sentenze. Due i motti più emblematici dell’era fascista: ‘Credere, obbedire, e combattere!’; ‘O vincere, o morire’. Massime tanto fiere ed incisive si sino aggiornate a nuovi modelli espressivi: ‘Resistere, resistere, resistere!’. ‘O scardinare, o sparire!’. In definitiva, restiamo pur sempre gli italiani di allora, inclini all’identica perentorietà ed autoritarismo. Sia da monito per le generazioni future.
Achille Conti
(Cremona)

Vi do qualche consiglio sulla viabilità a Cremona
Signor direttore,
non capisco perché si continui a spendere denaro e perdere tempo con sopralluoghi da parte dei cosiddetti tecnici o monitoraggio del traffico con le famose spire. Basterebbe andare a chiedere consiglio ai bambini dell’asilo Gallina o ai ragazzi della scuola Stradivari per ottenere riposte adeguate. Mi auguro solo che la cosiddetta rotatoria sperimentale davanti alla trattoria Alba dia la precedenza a chi esce dalla città e che svolti in via Francesco Soldi. Le code è meglio che interessino la via Persico in entrata a fianco dell’Enel piuttosto che le case abitate tra il sottopasso e la rotatoria.
albi.mondo44@gmail.com

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