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3 ottobre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

06 Ottobre 2016 - 04:00

IL CASO
Il centro di Cremona è diventato un orinatoio
Signor direttore,
sono scandalizzata dall’abbandono del centro storico di Cremona. Oramai viviamo in una latrina a cielo aperto. Non ho parole. Forse lo sconforto è tale che anche la rabbia viene meno.
In via Cesare Battisti fra la via Ingegneri e Corso Campi i cantoni sono diventati vespasiani. Un odore stagnante brucia le narici mentre strisce d’urina dal muro scendono verso il centro della strada. La stessa cosa capita a Sant’Agostino dove la porta laterale oramai è il posto preferito per questi incivili. Non parliamo poi del Cittanova, ora luogo di accampamenti e baldorie serali.
Le chiedo, ma il nostro Comune? Faccio un appello al sindaco Galimberti, persona buona e affidabile: salvi Cremona da questo scempio. Faccia qualcosa.
G. Rizzi
(Cremona)

Ancora una lettera — in redazione ne arrivano sempre di più — che denuncia il degrado di certe parti della città. Giusto appellarsi all’amministrazione affinché metta in campo risorse per intervenire laddove la situazione è grave ma non possiamo non richiamare tutti alla buona educazione e al senso civico.

LA POLEMICA
Architettura moderna o azzardo?
Benvenuto chi ‘esce dal coro’
Egregio direttore,
la ringrazio per l’opportunità che ho di esprimere alcune semplici considerazioni. Le opere degli architetti Michele Bianchi e Giorgio Palù son da tutti conosciute e hanno un sicuro merito: quello di far scrivere e parlare di architettura la cittadinanza.


A proposito di architettura negli ultimi sessant’anni il pensiero culturale e creativo è stato piuttosto debole e, proprio negli ultimi trent’anni si sono realizzate, ovunque, opere puerili che vorrebbero citare e ispirarsi alla grammatica e alla sintassi dei grandi maestri europei del Movimento Moderno, ma che han reso solo triste la vita di tante persone. Casermette e casermoni in quartieri dormitorio, o interventi fuori scala edificati in grandi aree , nel nome del funzionalismo, han visto la luce già degradati e privi di ornamenti, talvolta dei servizi principali, oltre che della dignità di un’anima propria, vincolate più all’ideologia marxista-leninista, che dai prezzi limitati dei capitolati. Queste realizzazioni, a mio avviso, dovrebbero far sobbalzare ben più degli slanci creativi targati Arkpabi. Da discutere ci sarebbero i falansteri periferici, o quelle tristi casette a schiera, che sembrano più a misura di nano da giardino, che ‘a misura d’uomo’.
Dopo la ricostruzione, talvolta speculativa degli anni ‘50 e ‘60 abbiamo avuto edifici dalle linee austere per il proletariato e, peggio ancora, palazzine con goffe ambizioni postmoderne, per il proletariato con ascendente borghese. Condannerei i loro progettisti ad abitarvi per un anno, senza condizionale!
Vogliamo accennare al centro storico? Svuotato, imbalsamato, finto, talvolta pittoresco, con una viabilità quantomeno schizofrenica. Pare che l’unico interesse tecnico-politico sia per la grande distribuzione, per le liturgie dei templi del consumismo? Ma la vita vera si recita altrove. Francamente se qualcuno esce dal coro, sia il benvenuto.
Massimo Franzini
(Cremona)

Tatuaggi fascisti noti a tutti
Di Canio punito senza senso
Egregio direttore,
preso atto della sua epistola a commento della mia dedicata a Paolo Di Canio, per dovere di chiarezza mi vedo costretto a replicare senza andar per le lunghe! Anche i bambini sanno che il cavalleresco, leggendario capitano della Lazio, è intarsiato di tatuaggi che hanno a motivo il Ventennio. Oltre al ‘famigerato’ Dux, sulla schiena, ha impressa un’aquila imperiale, le ali spiegate con l’effige di Mussolini al centro. Il vice presidente di Sky Sport come tale è ovvio che non li ignorasse. Svegliato di soprassalto da un’inopportuna pennichella, memore della norma transitoria generata da Mario Scelba, imperterrito Dc, che cantava ‘laudate sii mio Signore’ e nel privato fregava lo prossimo suo, diventata permanente, ha pensato bene di ripristinare l’andazzo in voga nell’immediato dopoguerra: epurazioni, licenziamenti, vessazioni, umiliazioni nel segno di Santa Democrazia: fascisti, presunti tali, parenti, amici ecc, in un crescendo rossiniano, scaraventati sul lastrico, come barboni. Forse è il caso di ricordare che la suddetta norma è anticostituzionale, antidemocratica. Vìola tutti i diritti peculiari inerenti le libertà religiose, di stampa, politiche e civili. In contrasto con l’articolo 3 della Costituzione che recita: ‘Tutti i cittadini, hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di razz, lingua, religione, opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’.
Luciano Pedrini
(Cremona)

Grumello, la fontana dei Caduti ridotta in condizioni pietose
Egregio direttore,
sono un cittadino di Grumello Cremonese e la disturbo perché vorrei dire al signor sindaco come si può tenere la fontana in piazza dei Caduti in quel modo: non funzionante e sporchissima. Se non gli piace, piuttosto, che la faccia spostare, farebbe più bella figura così come l’aiuola dei quattro venti.
A. A.
(Grumello Cremonese)

Il destino dell’Italia ultimo problema per i Savoia
Gentile direttore,
il signor Angelo Rosa nella sua poco convincente difesa di Casa Savoia (lettera del 27 settembre) dimentica di citare alcuni dettagli che inchiodano questo Reale Casato alle sue responsabilità storiche e sociali.
Ai Savoia non interessava l’Unità d’Italia, a loro premeva includere al Piemonte le regioni del nord: Lombardia, Veneto, Venezia Giulia e Liguria. Questo era anche il disegno primario di Cavour.
Garibaldi partì da Quarto diretto in Sicilia con al suo seguito dei volontari che indossavano una camicia rossa ma non con l’esercito piemontese. Ciò significa che Casa Savoia, in caso di fallimento, non voleva essere coinvolta in quell’impresa.
L’errore imperdonabile del casato Sabaudo fu di considerare l’Italia un protettorato del Piemonte. I funzionari piemontesi calarono sul territorio nazionale, anziché avviare una politica di risanamento sociale, peggiorarono la situazione già insostenibile al punto che furono la causa prima delle ribellioni del Sud che si materializzarono con il brigantaggio. Con una decisione d’imperio, considerata ‘colpo di stato’, poiché contraria alla volontà espressa dal parlamento, Vittorio Emanuele III coinvolse l’Italia nella prima guerra mondiale. Giolitti successivamente affermò: «Hanno conquistato con 700.000 mila morti ciò che avevo ottenuto con trattative diplomatiche».
Successivamente questo insignificante personaggio anziché occuparsi del destino d’Italia (troppo impegnato con i suoi hobby preferiti: filatelia, numismatica), preferì affidare il gravoso compito al fascismo.
Affermare che i membri di Casa Savoia fossero personaggi mediocri significa nobilitarli.
Ernesto Alberichi
(Spino d’Adda)

Bocca torni alla Pergolettese
Fogliazza ci faccia un pensiero
Egregio direttore,
a nome di un gruppo di tifosi della Pergolettese vorremmo chiedere a Cesare Fogliazza, visto che il direttore sportivo ha dato le dimissioni, che lavorasse per il ritorno del signor Bocca visti i buoni rapporti che esistono ancora fra loro. Per certi ruoli l’età conta poco e conoscendo la sua capacità e serietà ci fare i un pensierino.
A. A.
(Crema)

Cremona for Kenya a favore dei terremotati: grazie a tutti
Gentile direttore,
sabato 24 settembre si è tenuta la cena benefica a favore dei terremotati del centro-Italia presso la Caserma Col di Lana, generosamente messa disposizione dal Comandante Colonnello Ivan Cioffi. È stata l’occasione nella quale Cremona ha dimostrato il suo gran cuore che non si sottrae mai alla sua più grande dote: la solidarietà e il soccorso per chi soffre. Questo vuole essere il ringraziamento a tutti i numerosi intervenuti, oltre che alle autorità civiili, religiose e militari. Un ringraziamento particolare va all’Ambasciata del Kenya a Roma, che ha inviato una splendida lettera al nostro sindaco, all’UNSI e a tutte le Associazioni che hanno collaborato e contribuito fattivamente all’ottimo risultato. Sono stati incassati 6.000 euro che saranno inviati personalmente a Vasco Errani con preghiera di rendicontazione. Mi permetta di ringraziare altresì la dottoressa Ferrari, preside dell’Istituto Einaudi, la quale ha messo a nostra disposizione dieci allievi del corso alberghiero, che hanno dato un tocco di classe a tutta la serata. Ringrazio le giovani promesse Clarissa Bevilacqua e Yuya Tonouchi che hanno allietato la serata con un concerto di altissimo livello artistico, e il Maestro Maggi per la sua originale esibizione strumentale. Ed, infine, caro direttore, mi permetta di ringraziare lei e i suoi collaboratori che da sempre seguono questa grande avventura che ha portato Cremona ad essere conosciuta nel mondo non solo come città della musica, ma anche come città della solidarietà.
Licio D’Avossa
(Presidente Associazione Cremona for Kenya Onlus)

Solo un mondo di pace può globalizzare la solidarietà
Gentile direttore,
le mando questa mia semplice riflessione sulla pace. ‘La pace è un lungo percorso democratico di responsabilità. Ma il più corto per raggiungerla con l’impegno, dialogo e sentita umanità. La pace porta luce nella mente e fa aprire il cuore, dona coraggio, bellezza nella persona e aiuta a seminare amore. Quando c’è pace, bellezza e voglia di amicizia nella persona, ci sarà collaborazione, bene e armonia giusta nella casa. Quando c’è pace, gioia, armonia nella casa, ci sarà gentilezza e una dolce ospitalità.଍ Spirito giusto per essere uniti nella condivisione e nella solidarietà.஍ Quando c’è pace e unione nelle diversitàࠣculturali, ci daràࠬforza per sconfiggere l’indifferenza e globalizzare la solidarietà. Allora ci sarà࠳solidarietà tra le nazioni, sapremo costruire ponti per aiutare chi è in difficoltà.
Francesco Lena
(Cenate Sopra - Bergamo)

Il buonismo dell’accoglienza porterà il Paese allo sbando
Signor direttore,
vorrei rispondere alla lettera del signor Storti pubblicata il 22 settembre nella quale sosteneva che è scandaloso che in provincia di Cremona su 115 Comuni 61 non vogliono migranti, anche se non si è chiesto chi li ha accolti è contento si o no. Non voglio parlare di politica come ha fatto lui, basti vedere tv e giornali per capire in che condizioni siamo messi e fino a quando dureranno questi sbarchi capitanati da trafficanti di povera gente, gestiti da cooperative, centri d’accoglienza e Caritas, solo per il lucro di far soldi, le cose non miglioreranno. Non è vero che tutti scappano dalle guerre, perché sono solo giovani che non superano i 30 anni, che portano con sè i bambini innocenti, solo per impietosire chi li accoglie: colpevoli di oltre 10.000 morti annegati. Ultimamente in Egitto oltre 600 profughi e clandestini in un barcone si sono capovolti in mare, se ne sono salvati solo 100. Questa non è accoglienza. Sono tragedie i cui colpevoli sono coloro che non fermano questo traffico. Qual è il futuro di questa gente quando arriva a destinazione? Quando si sa che in Italia c’è il 30% di disoccupazione, con migliaia di italiani in miseria... L’Italia è la nazione europea con meno nascite, ma aumentano quelle straniere, e quale sarà il nostro futuro? L’accoglienza è sacra per chi è in difficoltà ma bisogna fare i conti giusti: su 100 migranti solo 10 sono profughi con diritto d’asilo, gli altri 90 sono clandestini.
Vorrei fare anche una osservazione alla Caritas italiana che con il buonismo dell’accoglienza accoglie nelle sue strutture spacciatori di droga, come è già capitato anche a Cremona, e persone pronte a delinquere.
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)

Ho perso per strada il portafogli e mi ha avvisato: grazie
Egregio direttore,
sono a chiederle un po’ di spazio per ringraziare una gentilissima signora. La mattina del primo ottobre transitavo in bicicletta in via Massarotti, di fronte alla caserma della polizia stradale. Mi si sfilava dalla tasca il portafoglio e cadeva a terra. In quel frangente transitava un suv con la signora a bordo che mo ha avvertito. Di nuovo grazie.
Giuseppe Ferrari
(Cremona)

‘Saltando sulle note’ un successo per Aipa Onlus
Egregio direttore,
il presidente e il consiglio direttivo di Aipa Onlus - Associazione italiana pazienti anticoagulati, sezione di Cremona desiderano ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile l’ottima riuscita della manifestazione ‘A Cremona saltando sulle note’ che si è svolta domenica 18 settembre e in particolare: Cristiano Dusi e i volontari della Asd Sported Maris, la Canottieri Baldesio con il remoergometro, la Croce rossa italiana e il Gruppo giovani, i musicisti e della scuola Ponte Sound, Lecolededanse di Laura Costa, L’Agenzia Agricola di Giuseppe Carletti con le mele, la Wonder, a tutti i volontaria e agli operatori ecologico. Un sentito ringraziamento all’assessore Alessia Manfredini e al consigliere Luca Burgazzi che ci hanno onorato della loro presenza. Al direttore del giornale La Provincia e ai giornalisti il nostro grazie per l’attenzione che hanno riservato alla nostra associazione.
Walter Montini
(presidente Aipa Onlus)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    06 Ottobre 2016 - 11:34

    sono certo che Franzini, parlando di casermoni senza senso, pensasse a quello edificato di fianco alle palafitte di Palù Bianchi. il famigerato Opifici22 per quanto resterà disabitato?

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