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30 settembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

02 Ottobre 2016 - 04:00

IL CASO
Parcheggio, tariffe ‘salate’
Piazza Marconi non va
Egregio direttore,
apprendo con preoccupazione dall’articolo pubblicato su La Provincia che il parcheggio interrato di piazza Marconi — gestito da Saba — sta registrando incassi la cui proiezione a fine anno darebbe una differenza di 1 milione di euro sui risultati attesi. Se ho capito bene, in base alla convenzione stipulata fra Saba e il Comune di Cremona — che regola l’operazione in project financing effettuata appunto da Saba — quest’ultimo (cioè noi cittadini) sarebbe chiamato a versare al gestore il mancato incasso.

Per questo motivo mi sento di portare il mio contributo di analisi sulla questione.
In posizione centrale a Cremona vi sono tre strutture deputate a parcheggio:
1) il Villa Glori (gestito da Aem);
2) l’autosilo di via Massarotti (gestito da Aem);
3) l’interrato di piazza Marconi (gestito da Saba).
Le tariffe sono le seguenti :
1) oraria 1,50 euro, con successivi euro 0,50 ogni 20 minuti.
2) oraria 0,90, anche per le successive frazioni di ora.
3) oraria di 1,70 euro, anche per le successive frazioni di ora.
Dal momento che sia dal Massarotti che dal Villa Glori si raggiunge la Galleria XXV Aprile (tanto per dare un riferimento) in 6 minuti, è evidente la praticità di tali parcheggi e l’antieconomicità del piazza Marconi, specialmente se si valuta la circostanza che basta trattenersi 61 minuti per vedersi costretti a pagare per due ore! Allora io mi chiedo, e domando a chi è preposto a fare delle valutazioni: la scarsa affluenza non sarà dovuta anche al fatto che l’utente si sente applicata una tariffa penalizzante?
Per quanto mi riguarda, la risposta è affermativa.
Luciano Losi
(Cremona)

Il parcheggio interrato di piazza Marconi è il più centrale tra i parcheggi cittadini ma gli incassi sono nettamente inferiori alle previsioni. Ognuno può dare le risposte che vuole ma i dati delle tariffe che lei ha ben ricordato — a mio avviso — spiegano se non tutta una parte della questione. Il parcheggio di piazza Marconi è il più caro. E non solo sulla tariffa oraria visto che risulta particolarmente penalizzante il pagamento oltre l’ora di sosta. Rivedere certe tariffe potrebbe portare a risultati diversi.

LA POLEMICA
Se vince l’andiamo a comandare non vince certo la buona politica
Signor direttore,
siamo nel pieno di una ondata populistica e superficiale che squalifica il confronto, l’analisi, la creazione di un terreno condiviso, la costruzione di compromessi alti, che vengono presentati tutti come ‘inciuci’, come elementi deteriori della politica per sostituirvi il ‘fare’ fine a se stesso, nella forma del comando. In questo modo si uccide la politica vera, che è per definizione la creazione di compromessi; di compromessi il più alti possibile, quelli cioè in cui si concede ad ognuna delle parti in gioco il massimo possibile. Certo, imporre le proprie scelte è una strada molto comoda, ma l’imposizione tradisce una delle regole di base della politica, quella che impone il rispetto di chi non è d’accordo con noi, privilegiando la convivenza rispetto all’uso del potere.
È come se tra due coniugi si verificasse un dissidio sulle vacanze: lei vuole passare quindici giorni al mare e lui in montagna. L’arte del compromesso, che prevede la ricerca e la realizzazione di soluzioni che mediano tra posizioni in partenza apparentemente inconciliabili, può portare in varie direzioni, tutte plausibili, ognuna più o meno adatta al tipo di legame che esiste tra i coniugi, ai loro caratteri: si può decidere che ognuno va dove vuole per una settimana e la seconda settimana la si passa insieme in collina; può essere che si faccia una settimana al mare e una in montagna; può essere che ognuno vada dove vuole con i soldi propri e i propri amici; può essere che si decida per quindici giorni in Liguria, così a giorni alterni si può fare una passeggiata in montagna o passare la giornata in spiaggia. Tutte queste e altre possibili soluzioni sono frutto di un qualche tipo (più o meno alto) di compromesso e sono tutte meglio che litigare e rischiare di non andare in vacanza, o passare quei quindici giorni senza parlarsi, arrabbiati come iene: sono meglio soprattutto perché quel paziente e difficile lavoro rinsalda il legame tra i coniugi. Al contrario, il marito può — cinque minuti dopo aver concluso il diverbio con la moglie — uscire di casa sbattendo la porta, andare in agenzia e prenotare quindici giorni in montagna con i propri amici del bar. Può cioè imporre la propria scelta, per potersi valere dell’enorme vantaggio che dà il partire non da una condizione di parità ma dal fatto compiuto: «Di' quello che vuoi, tanto ho già prenotato quindici giorni in montagna». Così la moglie si sentirà pressata dall’avvicinarsi della vacanza fissata dal marito, sarà condizionata a dire di sì per non perdere i soldi della caparra, si sentirà squalificata e svilita. Ecco, questa è una cosa che in una coppia è sempre bene non fare, perché o ci si rispetta o ci si comanda: e a nessuno piace essere comandato. Con queste premesse il ‘Vai a quel paese tu e la tua montagna’ è la reazione più logica e comprensibile che il marito deve mettere in conto. Ogni riferimento al doloroso strappo che questo governo ha deciso di operare nel corpo della nazione facendo passare a tutti i costi la ‘propria’ riforma di Costituzione e di legge elettorale non è puramente casuale.
Giampiero Carotti
(Soresina)

Riesumato il ponte sullo Stretto
Renzi pensi alle nostre scuole
Egregio direttore,
mentre in questa Italia perennemente disastrata si sono consumati, per mesi, nuovi gravissimi episodi di violenza da parte di alcune maestre a danno di bambini delle scuole elementari, e mentre conseguentemente appare sempre più urgente investire per dotare di telecamere tutti gli asili, le scuole materne ed elementari del Paese, il nostro premier non trova di meglio che riesumare l’idea putrefatta del ponte sullo Stretto, un maxi investimento utilissimo per soddisfare gli insaziabili appetiti mafiosi. Il tutto per — parole sue — togliere la Calabria dall’isolamento. Avesse almeno studiato la geografia...
S. M.
(Cremona)

In via dei Classici la plastica chi viene a raccoglierla?
Signor direttore,
non siamo nella fantasiosa Napoli, ma nella rigorosa Cremona, nel quartiere Po, in via dei Classici numero 8 dove la raccolta differenziata funziona. Peccato che da alcuni giorni, numero imprecisato, non venga ritirata la plastica.

Da considerare che noi condomini, stiamo accumulando in casa la differenziata, perché nei cassonetti, come si può evincere dalla fotografia, non c’è più spazio...
No comment.
Mario Carotti
(Cremona)

‘Cremona per Ugo 2016’
Bella serata al museo civico
Egregio direttore,
chiedo cortesemente spazio sul suo giornale per raccontare ciò che ho vissuto in prima persona come cittadina giovedì 22 settembre al museo civico, quando ci siamo trovati a cena con Ricky Tognazzi, in occasione della presentazione del programma ‘Cremona per Ugo 2016’.
Mi piace pensare a questo evento con gratitudine verso tutti coloro che hanno offerto l’occasione di celebrare la memoria di un grande cremonese quale è stato appunto Ugo Tognazzi.
C’erano il figlio Ricky, la nipote Bice con tutta la sua famiglia, erano presenti gli sponsor che hanno curato la cena, i gestori del bar del museo, i rappresentanti del dipartimento di musicologia e beni culturali di Pavia (sede di Cremona); la serata si è poi conclusa con la proiezione ‘Le grandi abbuffate’. Insomma l’atmosfera era quella di un vero e proprio simposio nell’insolito contesto del museo civico. Il Sindaco Gianluca Galimberti e l’assessore Barbara Manfredini hanno ribadito il significato dell’iniziativa che ha valore non in quanto evento spot legato alla ricorrenza, ma in quanto espressione di una cultura che raccoglie tutte le energie e le risorse presenti in una comunità. Hanno sottolineato anche altre iniziative legate alla memoria di Ugo: in particolare l’inaugurazione dell’Archivio Tognazzi nel mese di ottobre e la rassegna gastronomica dedicata ad Ugo con premiazione della migliore ricetta durante la Festa del Torrone a novembre. Sono convinta che la rigenerazione urbana passi attraverso le relazioni che si costruiscono tra cittadini a cominciare dal contesto di uno spazio fisico insolito come ad esempio un museo: la città vive e si rigenera quando è capace di aggregare per costruire relazioni positive e consolidare il senso di appartenenza alla comunità, magari attorno ad una mensa per gioire del bello e del buono che viene proposto.
Stefania Salvatori
(Cremona)

Via Brescia, sottopasso inutile
Via E. Soldi, ciclabile inutile
Egregio direttore,
volevo spendere due righe per complimentarmi con questa amministrazione comunale per il ripetersi di sbagli a riguardo al famigerato e inutile sottopasso di via Brescia. Ora in un sol colpo sono stati cancellati il 50% dei parcheggi automobilistici di via Eside Soldi per la costruzione di una pista ciclabile unidirezionale di cui nessuno sentiva alcun bisogno. Adesso sono impaziente di guardare le altre grandi opere in programma per migliorare la viabilità del quartiere. Mi auguro che queste persone non ricevano premi o incentivi di nessun genere.
Alberto Mondini
(Cremona)

Vogliamo fare i dotti e facciamo la figura degli stupi...dotti
Signor direttore,
a volte il nostro volerci dimostrare tanto Dotti puó portarci a fare la figura degli stupiDotti. Quindi, é consigliabile di starsene comodamente seduti coperti e difesi dalla coltre del nostro saggio silenzio ed ascoltare la Dottrina degli altri poco Dotti, é solo così che potremmo correre il rischio di dovere imparare qualcosa che non sapevamo.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Via Persico in buone condizioni
Era necessario riasfaltarla?
Signor direttore,
circa un anno fa in occasione della creazione della nuova super-ciclabile di Via Persico e del conseguente senso unico, questa parte di strada era stata sistemata ed erano stati delimitati anche i parcheggi carico-scarico, per disabile, ecc.
Ora questo primo tratto è stato nuovamente asfaltato, apparentemente senza motivo, così da dover anche ripristinare la segnaletica relativa ai posti auto.
Mi chiedo: era proprio necessario? Non si potevano utilizzare questi soldi per sistemare altre strade/marciapiedi che versano in stato pietoso?
Gianluca Bardella
(Cremona)

Luce più breve, più basso il cielo
Anche l’estate se ne è andata
Signor direttore,
due parole per salutare l’estate. E così te ne vai pure tu, estate. Di giorno in giorno più breve è la luce, più basso il cielo. Un’ala lunga di vento si stende liscia sulla faccia del mondo. È il vento umido, molle, delle sere precoci. Cosa più resta al vecchio cuore che già si gonfia di pianto? Restano le tristi dolcezze di autunno e le luci dell’ultima sera.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Mi ha cercata per darmi una foto di mio padre: grazie
Egregio direttore,
le scrivo per comunicare un commosso ringraziamento a quel signore che pochi giorni fa è capitato a casa mia con una foto di mio padre in mano, felice di avermi trovata dopo molte ricerche, e di consegnarmela.
Ho capito solo che è un medico di Crema, poiché la commozione e la sorpresa mi hanno impedito di capire il nome e poi lui aveva molta fretta.

È una foto molto bella da lui fatta più di trent’anni fa presumo, a un ‘personaggio’, tale era il mio papà in quel di Casalmorano: un commerciante di vini e uve appassionato di politica negli anni in cui ancora si andava dall’oste del paese a pigiare l’uva e si portava a casa il mosto ottenuto nelle tinelle o nelle brente col ‘biroch’. Mio padre era l’unico in paese ad avere una macchina pigiatrice a manovella elettrica: ora sarebbe un reperto quasi archeologico. Ho ancora nella testa e nel cuore ‘l’aspro odor dei vini l’anime a rallegrar’ che invadeva cortile e casa nel periodo autunnale della vendemmia e della pigiatura: il cortile piene di casse di uva comprata nel piacentino o altrove, i clienti che contrattavano il prezzo e il mio papà che magnificava la qualità delle uve. Lui si presentava con barba e capelli lunghi sulle spalle e abbigliamento alla Garibaldina. Aveva un mantello rosso lungo fino ai piedi ed era un mazziniano convinto prima, poi repubblicano di Ugo La;Malfa e infine per reazione e disgusto al malcostume politichese appassionato di Pannella, per dire che la politica o meglio i politici non cambiano anzi peggiorano. (...)
Edera Bertelli
(Annicco)

Nel parco di Crema mancano i bagni pubblici
Egregio direttore,
l’altro giorno stavo attraversando il parco pubblico di Crema quando un tizio si è alzato dalla panchina ed è andato a fare pipì contro un albero del parco, mentre c’erano persone di passaggio o sedute sulle panchine intorno. Ho pensato che i nostri ‘vecchi’, che erano più ‘indietro’, avevano costruito bagni pubblici. Ora, che siamo più ‘avanti’, per fare pipì o vai nel bagno di un bar o lo fai nel parco pubblico. Già, siamo più ‘avanti’.
Gianfranco Pandini
(Trescore Cremasco)

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