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27 settembre

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

29 Settembre 2016 - 04:00

IL CASO

Con due isole pedonali più auto in piazza Marconi
Gentile direttore,
leggo con grande disappunto che il parcheggio gestito da Saba non decolla. Francamente la strozzatura della zona Ztl di piazza Roma non rende facile l’utilizzo dello stesso. Penso che se fossero state create due isole pedonali con ingresso libero da piazza Roma, il problema sarebbe stato meno evidente.
Emilio Carulli
(Cremona)


Anch’io penso che la creazione di due isole pedonali sarebbe stata funzionale alla circolazione stradale, ma non sono convinto che tale soluzione avrebbe portato un maggior numero di clienti all’autosilo di piazza Marconi. I cremonesi sono restii a utilizzare il parcheggio interrato, peraltro molto caro.

LA POLEMICA

Cremona, il Comune fa i lavori senza avvisare
Signor direttore,
la settimana scorsa in data 21 settembre avete ospitato una nostra lamentela sul modo di procedere nei lavori in corso in via Belvedere dove noi abbiano ufficio e negozio. Ora questa mattina se è possibile le cose sono ulteriormente peggiorate, non si sono fermati ai lavori fatti a metà via come denunciavamo la settimana scorsa ma si stanno facendo proprio davanti al nostro negozio-ufficio-magazzino. Le allego le foto che parlano da sole. Tengo a ribadire che il problema non sono i lavori in corso che devono essere fatti per vari motivi.
Ma ripeto: è possibile che nessuno in Comune si degni di avvisare prima gli utenti della cosa in modo che ci si organizza? È chiedere troppo? La mancanza di comunicazione genera comunque malessere oltre a disservizi. È questione di educazione civica.
Luciano Laudicina
(Cremona)

A Casalbuttano nostalgia del vecchio Pc (e non solo)
Gentile direttore,
vorremo mettere in risalto la situazione politica a livello comunale di Casalbuttano ed Uniti. Quest’anno lo storico Pci ora Pd ha celebrato i suoi 70 anni di storia con l’ annuale festa di agosto grazie all’ encomiabile impegno dei volontari della sezione. A distanza di circa due anni e mezzo del nuovo corso amministrativo prendiamo atto della totale emarginazione a livello politico di un grande partito a seguito della presa del potere di chi ha voluto ‘rottamare’ tutto chiedendo pero’ il supporto elettorale di ben 971 voti... e al Pd nessun posto in giunta o consiglio comunale, anzi mi sono permesso di occuparlo io il loro posto tra i banchi del consiglio comunale come l’occupazione della Crimea, visto che sono spariti,alla casa di riposo nomine assenti e tutti vissero felici e contenti. La politica a Casalbuttano ed Uniti ha perso entusiasmo, ora c’è un nuovo corso il catto-progressivismo, ma di facciata. Se penso a compianti segretari di partito del Pci, probabilmente quanta amarezza proverebbero, la vera ‘rivoluzione’ amministrativa o primavera politica, ricca di novità ed entusiasmo, voglia di fare per Casalbuttano è stata nel 1990-1995 grazie al sindaco Giuseppe Carrara, oltre alla ottima amministrazione illuminata 2009-2014 del sindaco Donato Daldoss che ha coniugato in sintesi il liberalismo cattolico, il centro moderato, la Lega-Nord e la destra social cristiana popolare. Ormai il paese è destinato a una dolce morte voluta dai ‘nuovi conservatori’ e a molti piace e vogliono così: ma l’ entusiasmo della riscossa e rivincita non demorde mai al grido di ‘boia chi molla’! (...) Ci riprenderemo Palazzo Turina.
Giacomo Mondini
(segretario politico di Nuova Linea)

Il gattile di Cremona/1.
Non versa in stato pietoso
Signor direttore,
sono quasi 20 anni che frequento la colonia dei gatti sita in via Bissolati 89 e mi sono caduti gli occhi dalle orbite nel leggere la lettera del 21/9 di una signora siglatasi F.T. di Crema nel cui testo si descrive una realtà da orrore in cui verserebbero i gatti, realtà peraltro mai riscontrata dallo scrivente. Voglio testimoniare che, contrariamente a quanto scritto nella lettera, non ho mai visto del ‘cibo ammuffito ovunque’ e che le ciotole vengono rifornite di fresco 2-3 volte al giorno. I divani non sono rotti e le coperte servono per coprirli e dare conforto ai gatti. I teloni di plastica agganciati ai pilastri servono per proteggere i corridoi dalle intemperie stagionali e l'effetto ‘discarica’ che la signora vuole rappresentare è una sua percezione soggettiva. Certo che potrebbe essere organizzato tutto meglio ma bisogna fare i conti con risorse sempre insufficienti per tutti i fabbisogni. (...) Infine chiedo all'autrice della lettera come è riuscita a diagnosticare, come una provetta veterinaria, occhi rossi, zecche e malattie a manipoli di gatti quando in realtà non ne aveva vicino neanche uno dato che i mici erano scappati per il trambusto provocato dal gruppo guidato dal signor Zoltak. Forse la signora ha doti medianiche?
Bruno Del Grande
(Cremona)

Il gattile di Cremona/2.
Deve andarsene da lì
Signor direttore,
le scrivo in riferimento alle lettere sul gattile di Cremona. Le scrivo schiettamente senza giri di parole. Il problema del gattile sta alla base e cioè che si trova in un convento del 1.100. I rifugi per i gatti non si devono fare in antichi monumenti, perché di questo passo apriremo gelaterie anche in Duomo. Se la gente non si rende conto dell’assurdità, ebbene mi permetto di farlo notare. La nostra città è una delle più belle d’Europa e questo perché abbiamo strutture meravigliose, come i conventi abbandonati della zona Bissolati di cui uno è stato trasformato nel rifugio per i gatti. Mettere dei gatti dentro un monumento che gli altri ci invidiano e farlo cadere in macerie perché il comune se ne lava le mani, ebbene questo grida vendetta davanti alla logica e al buon senso. Le signore che accudiscono ai gatti devono andarsene da questo monumento e lo si deve fare senza arrecare danno a nessuno, perché il Comune deve trovare immediatamente un’altra sede dove rifugiare i gatti. Questo lo dico senza prendere nessuna posizione, soprattutto verso quella signora di Crema che parla di sporcizia, vera sporcizia, perchè pure io ho visto essendo nel corteo che seguiva il profugo polacco in visita al convento. E senza prendere difesa per le gattare, che fanno il loro lavoro nel bene o male che sia. Questa mia lettera è rivolta al sindaco e alla amministrazione comunale. Chiedo categoricamente, facendomi portavoce di molti cremonesi che la pensano come me, di predisporre subito la scelta di una struttura dove spostare il gattile. (...)
D.D.
(Cremona)

Cremonese-Piacenza una sconfitta meritata
Signor direttore,
come volevasi dimostrare, una squadra che sarà costata 1/5 rispetto alla Cremonese è venuta allo Zini ed ha vinto (e secondo me con merito). Non aggrappiamoci al palo ed alla traversa colpiti nel secondo tempo perché allora dovremmo citare almeno due clamorose occasioni fallite dal Piacenza. Il problema, come avevo già accennato con una mia precedente mail da voi cortesemente pubblicata nei giorni scorsi, è sempre lo stesso: ogni anno si cambia troppo. Molti giocatori che andavano tenuti, vengono svenduti e se ne comprano tanti altri assolutamente non all'altezza(anche se provengono da categorie superiori). La difesa traballa paurosamente, il centrocampo non rifornisce adeguatamente le punte e siamo assenti sulle fasce. Che ce ne facciamo quindi di attaccanti come Brighenti, Stanco, Scappini e Maiorino? La squadra è lenta, macchinosa, manca della necessaria cattiveria agonistica e nessuno sa calciare una punizione.
aldo.maccagnoni@libero.it

Sindaco o sindaca? Per me la diatriba è chiusa
Signor direttore,
ho letto su La Provincia del 25 settembre la lettera del signor Stefano Regina a proposito del mio intervento per la qualifica di ‘sindaca’ attribuito da La Provincia alla signora Virginia Raggi, sindaco di Roma. Le argomentazioni portate dal signor Regina per ‘accettare la denominazione di sindaca’ non mi sembrano molto convincenti, anzi mi sembra che non diano alcuna giustificazione plausibile per l’attribuzione a tale funzione della qualifica al femminile. Sarebbe come accettare ingegnere e ingegnera, dottore e dottora, professore e professora, ecc.! Per me, comunque, la diatriba è chiusa!
Gaetano Antonioli
(Cremona)

Cellulare da riparare. Non ricevo risposta
Signor direttore,
con riferimento alle varie comunicazioni delle lungaggini per la riparazione di cellulari, desidero brevemente comunicare la mia situazione. Per la seconda volta ho portato il mio cellulare marca Brondi al negozio di Media Word a Gadesco Pieve Delmona in agosto e a tutt’oggi 26 settembre pari a 8 settimane (52 giorni) non ho ancora ricevuto nulla nonostante le mie lamentele. Non potendo farne a meno mi sono recato in un negozio a Ostiano e ne ho comperato uno nuovo, di un’altra marca.
Francesco Bodini
(Ostiano)

E’ ingiusto addossare tutti i mali ai Savoia
Egregio direttore,
i sabaudi governavano il Piemonte. Che aspirassero a unificare l’Italia non ci vedo niente di truffaldino e che, dopo le sfortunate e sanguinose insurrezioni di Milano, Brescia e Venezia, mandassero emissari fra quelle popolazioni lo trovo doveroso.
Che quelle popolazioni fossero poverissime è provato dalle rivolte, che certe tasse fossero odiose è sicuro, (fino al 1940 i fascisti ci tassavano la bici e altro).
Che i Savoia non fossero santi lo penso anch’io, ma addossare a loro tutti i mali dell’epoca è ingiusto. Siamo calpesti siamo derisi perché noin siam popolo ma siam divisi...
La verità, quella vera, è sempre auspicabile, quella che fa comodo no. Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini, con tutto il rispetto loro dovuto, agitavano e sobillavano la popolazione alla protesta ma non avevano truppe di sostegno. I Savoia le avevano e questo facilitò il loro progetto.
Cacciati gli austriaci dal nord e i borbonici dal sud, rimane da capire perché quasi tutti i governanti succedutisi dall’Unità in avanti cioè dal 1896 al 1911 impegnassero risorse per occupare Eritrea, Somalia e Libia anziché dedicare tutto il possibile a migliorare l’Italia e i suoi abitanti. Per quanto io ricordo, dal 1935 al 2016 il cambiamento è stato veramente favoloso.
Angelo Rosa
(Viadana)

Cristianesimo sopravanzato dai valori temporali
Caro direttore,
come mai i musulmani che, al di fuori di Maometto, non hanno avuto altri profeti né tantomeno gerarchie ecclesiali sono giunti ad oltrepassare un miliardo e trecentomila fedeli, mentre il cristianesimo, con tradizioni assai precedenti, sta confermando solo un miliardo scarso di anime smarrite?
Non perché l’evoluzione del mondo occidentale, col prorompere del capitalismo, abbia finito col convertirsi ai valori temporali piuttosto che a quelli dello spirito? Che l’euroscetticismo imperante sia valso solo a dimostrare pavidità e vergogna nel negarsi alle radici cristiane? Che la molteplicità delle lotte sostenute dal papato ed in particolare da Karol Wojtyla siano cadute nella peggiore indifferenza? Col ritorno al paganesimo, all’agnosticismo se non, peggio, al nikilismo hanno finito col prevalere sui princìpi della dottrina cristiana? Lasciamo ai lettori più ortodossi e convinti risposte a dubbi tanto inquietanti.
Massimo Rizzi
(Cremona)

Acqua, perché non si paga ciò che in effetti si consuma?
Signor direttore,
una replica alla risposta di Padania Acque spero sia concessa. Conosco le tipologie di fatturazione dei consumi. Quello che mi è difficile capire, e come me sicuramente anche ad altri ‘clienti’, è perché le date di fatturazione non possano coincidere con le date di autolettura. Che la normativa ‘consenta’ non significa che la fatturazione mista debba essere la norma. Non capisco perché nel 2016 non si possa pagare per quello che effettivamente si è consumato...
Fiorenza Brognoli
(Cremona)

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