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8 settembre (1)

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

10 Settembre 2016 - 23:55

IL CASO
Non stipiamo i profughi nella caserma Manfredini
Signor direttore,
no ai migranti nella caserma Manfredini. Certo ci vuole coraggio e volontà politica e sociale. I ghetti non hanno mai funzionato anche se gestiti da associazioni caritatevoli ed il futuro della gestione dei migranti sta appunto in un progetto di accoglienza che sia immediatamente accompagnato da un inserimento sociale che può passare con attività volontarie in cambio appunto dell’accoglienza stessa. Mi appello ai parlamentari e consiglieri regionali che conosco personalmente ovvero Agostino Alloni, Franco Bordo, Cinzia Fontana e Luciano Pizzetti.
Il problema di un nuovo arrivo di profughi rimanda in agitazione la politica e le associazioni. A Cremona si sta parlando di riaprire la caserma Manfredini e di stiparli lì. Ho già sostenuto che il numero di profughi-migranti che ci sono in città sono troppi. Da ‘sinistra’ non sono d’accordo di fare accoglienza in questo modo. E’ assolutamente sbagliato costruire ‘ghetti’ e creare comunità senza futuro stipate in quei luoghi. Quella dell’arrivo dei profughi non è più una emergenza. E’ e sarà una costante-dicono i più esperti- dei prossimi 10-15 anni. Che senso ha ‘stipare’ i migranti in questi luoghi? L’effetto che si ottiene è quello di far nascere situazioni sociali e psicologiche difficili e aumentare i problemi.
Il ministero degli Interni, la Prefettura, i Comuni devono cambiare radicalmente indirizzo. L’accoglienza deve essere accompagnata ad un percorso di lavoro (gratuito finché sono accolti), di studio della lingua e di educazione civica. La cura del territorio è una delle emergenze ambientali che abbiamo anche nelle nostre pianure. Perché dunque non ospitare i migranti nelle ‘cascine’ ed impegnarli in attività di cura del territorio? Non grossi numeri ma nuclei di una decina di persone al massimo con accordi e progetti precisi con i proprietari degli immobili e le associazioni di categoria (Coldiretti, Cia, Confagricoltura ecc.) e la rete di cooperative che già hanno esperienza.
Certo ci vuole coraggio e volontà politica e sociale. I ghetti non hanno mai funzionato anche se gestiti da associazioni caritatevoli ed il futuro della gestione dei migranti sta appunto in un progetto di accoglienza che sia immediatamente accompagnato da un inserimento sociale che può passare con attività volontarie in cambio appunto dell’accoglienza. Insomma qualcuno suoni la sirena e faccia capire che non possiamo andare avanti a gestire l’accoglienza solo con atteggiamenti ‘caritatevoli’. E se dobbiamo cambiare alcune norme facciamolo (...)
Gian Carlo Storti
(welfare Cremona)

Sono d’accordo, ma nell’immediato bisogna gestire i nuovi arrivi e in tal senso può essere una soluzione utilizzare temporaneamente la caserma Manfredini per l’accoglienza dei migranti.

LA POLEMICA
Multe per divieto di sosta alle auto dei disabili
Egregio direttore,
siamo proprio ‘alla frutta’! L’Amministrazione comunale di Cremona ha deciso, recentemente, di multare anche le auto in divieto di sosta che espongono il permesso per gli invalidi. La settimana scorsa, parcheggiando in via Navigatori Padani zona quartiere Po, proprio nel giorno di passaggio del mezzo per la pulizia strade, per la prima volta in tanti anni sono stato multato.
La cifra è di poco conto, ma mi dolgo del fatto che, come spesso accade, se non ci sono parcheggi nelle vicinanze, nel giorno fatidico della pulizia delle strade, si potrebbe anche chiudere un occhio come avveniva in passato; da poco tempo, invece è stato cambiato il regolamento della giunta comunale e quindi si possono multare, per divieto di sosta, anche i mezzi che espongo il permesso invalidi, cosa che prima non era. Conclusione: bisognava proprio accanirsi sulle fasce più deboli? Non oso pensare che sia per fare cassa... Ai lettori l’ardua risposta.
Mario Carotti
(Cremona)

Via Sonzogni o Sonzogno?
Sono altri i problemi
Egregio direttore,
stamattina ho letto l’articolo del signor Alessandro Botta inerente la diversità della via Sonzogni e Sonzogno del signor Vincenzo Caporali e del sindaco Garoli. Questo articolo, rispetto ai problemi esistenti non sarebbe neanche da leggere, poiché come dice la signora Anna Bennetollo, tutto ciò può dar fastidio ai residenti della via. I vari problemi dei quali ho già avuto incontri con il sindaco e la giunta (deposito dei rifiuti da incivili, sosta al passaggio a livello con motore acceso nonostante il cartello dello spegnimento e superamento della velocità, pochissimi che si interessano della nuova segnaletica, sono due anni che vi abito e non ho mai visto nessuno che viene a pulire la via; lo faccio io (...)
Roberto Bertoni
(Casalbuttano)

A Gussola una festa speciale per ragazzi speciali
Signor direttore,
quando l’emozione ti toglie il fiato ti fa aprire gli occhi in modo diverso, ti permette di vedere cose, fatti, visi, spesso non noti, che la quotidianità nel suo correre ti nasconde. Poi, in poche ore, in una giornata di fine estate, domenica 28 agosto, scopri spazi e visi, parole, che ti erano vicini anche gli altri giorni ma non li notavi appieno, questo grazie all’iniziativa che si è svolta a Gussola nei locali del centro culturale e nel parco appresso, ‘una festa speciale per ragazzi speciali’ iniziativa nata da un’idea di Tino Cavalli, percepita e sostenuta da un gruppo di volontari che con il loro lavoro e le loro strutture hanno dato corpo a questa bella iniziativa, il mondo dell’associazionismo locale era presente nella quasi sua totalità nel sostenere l’iniziativa.
Cucina ottima e abbondante, una bella armonia attorno ai tavoli, scambi di sensazioni sul nostro modo di vivere di fronte ai drammi del mondo, con un pensiero particolare rivolto al terremoto che ha colpito in questi giorni una parte importante del nostro paese. Tra un’iniziativa e l’altra ha trovato posto la musica, un momento toccante dove i ragazzi venuti da istituti o associazioni della zona si sono esibiti cantando brani degli anni ‘70, ad accompagnarli Fausto Tenca, sempre pronto e disponibile in queste scadenze importanti della vita, ancora una volta se ce ne era bisogno ha dimostrato che la sensibilità e il mettersi al pari degli altri non è fattore diminutivo ma un arricchimento sia della tua vita che della vita di altre persone, bisognose di aiuto e di calore umano. Occhi lucidi, tremolii di labbra, applausi sinceri.
Per concludere la splendida giornata, un pubblico numeroso ha partecipato alla tombola benefica, iniziativa questa che a Gussola potremmo chiamare Tombola sociale, perché con il tempo è diventato luogo di incontri e nascite di amicizie (...).
Sante Gerelli
(Gussola)

Mi sono ammalato a 65 anni non ho diritto all’invalidità
Carissimo direttore,
sono invalido al cento per cento e non posso percepire l'assegno perché secondo l'art. 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118 il limite d'età è 65 anni. Io essendomi ammalato dopo i 65 anni d'età non avrei diritto all'assegno mensile. Secondo me è una legge insensata, stupida e irragionevole, è da rivedere! Mi rivolgo agli enti che si interessano a questo come Asl, Inps, ai sindacati stessi, e anche ai nostri governanti. La legge è proprio ridicola e assurda, in quanto se una persona si ammala prima dei 65 anni d'età ha diritto a percepire l'assegno mensile fino al decesso, io che ho 69 ho già perso 4 anni.
Claudio Tomasoni
(Cremona)

Danni sulle auto
L’anarchia è un’altra cosa
Gentile direttore,
di ritorno dalle vacanze leggo con stupore di danneggiamenti, all’altezza di corso Garibaldi, contro auto di lusso e ciò che mi stupisce di più è che si tratterebbe di un atto di militanti anarchici. Parrebbe un’azione compiuta a casaccio, senz'altro fine che distruggere qualcosa. Bene: un’auto di lusso può essere posseduta da un proprietario che magari è uno squallido sfruttatore di migranti, ma non è escluso che possa essere posseduta da un artista di successo che ha scritto un disco che ci fa impazzire. O da un luminare della medicina che ha trovato la cura per la nostra nonna da tempo malata. Ad artisti dichiaratamente anarchici quali Fabrizio De André, Georges Brassens, Nelo Risi ed Alessio Lega ho in gran parte ispirato i miei testi poetici e ho letto per la quasi totalità le opere di Stirner, Bakunin e Malatesta. Conoscendo bene la questione filosofica dell’anarchismo, posso con certezza dire che il danneggiamento di quelle auto è stato un atto, più che stupido, inutile. L’anarchismo non colpisce oggetti, colpisce persone. Su prove provate. Inutile dire che potremmo discutere fino a domattina o anche per tutta la vita su quanto possa essere utile assassinare un re od un tiranno.
Igor Paulinich
(Cremona)

Migranti al Quirinale?
Ve lo dico in rima
Egregio direttore,
Mattarella: Basta muri/ Per chiunque? Siam sicuri?/ Visto quanto è solidale/ ne vorrebbe al Quirinale?/
P.F. Mari
(Cremona)

Rivarolo del Re, 50 anni fa venne qui Rita Pavone
Egregio direttore,
da ex consigliere della locale associazione Pro loco negli anni ’80 mi fa piacere che l’ente continui la sua attività con un volenteroso gruppo di giovani. La verde età non consente loro di avere una memoria storica dell’impegno che dai primi anni ’50 i vari comitati hanno profuso per dare lustro ad un piccolo paese come Rivarolo del Re. Di manifestazioni nel tempo ne sono state pensate e allestite tante ma il top rimane sempre la fiera di settembre, nata come classica fiera di merci e bestiame nel lontano 1927 e ripresa dopo la guerra da un vivace Ente permanente divertimenti, di seguito comitato Fiera e infine Pro loco. Il successo è stato immediato, anche perché si è pensato subito a ingaggiare i migliori cantanti della radio e in seguito della televisione. Proprio quest’anno cade il 50° anniversario del più grande exploit artistico della Fiera con la venuta in paese di Rita Pavone, un mito degli anni ‘60: migliaia i fans presenti con un delirio generale mai più visto nel nostro veglione, nelle nostre vie e nella nostra piazza. Altri tempi, altre passioni, altra voglia di sognare: che nostalgia!
Giampietro Vicini
(Rivarolo del Re)

Schiamazzi notturni
Pattugliate via Baldesio!
Egregio direttore,
abito in un piccolo condominio di via Baldesio i cui appartamenti sono occupati da inquilini cordiali e tranquilli che intrattengono fra loro ottimi rapporti. Purtroppo al piano terra, sotto i portici al n. 6, c’è un locale pubblico — salsamenteria, bar e mescita di vini e liquori — la cui attività si concentra nelle ore serali, particolarmente nei fine settimana. Di giorno infatti apre poco prima di mezzogiorno al mattino e verso le 18 al pomeriggio. Alla sera, dalle 21 in poi, la clientela è costituita soprattutto da giovani, molto rumorosi, che si trattengono spesso fino alle 2 di notte, quando il locale dovrebbe chiudere, occupando i tavoli sistemati sotto il portico. La notte fra venerdì e sabato scorsi si è passato il limite, perché una ventina di ragazzi e ragazze alcuni giovanissimi e forse minorenni, forse dopo abbondanti libagioni, ha schiamazzato e urlato in modo così violento da essere insopportabile. Alle 2,20 ho chiamato il 113 per chiedere l’intervento di una pattuglia e il centralino dei carabinieri mi ha risposto che avrebbe provveduto quanto prima. Dopo un’ora, non essendo venuto nessuno, ho richiamato il 113, ma il centralino non ha risposto. Perdurando le grida e il fracasso, alle 3,30 sono sceso personalmente sotto il portico invitando i ragazzi ad andarsene e a smettere immediatamente gli schiamazzi. Cosa che, fortunatamente, è avvenuta.
Vorrei rimarcare che nessuno si è mosso (se a richiedere l’intervento fosse stato il sindaco, la telefonata sarebbe stata ignorata come nel mio caso?), anche se sicuramente qualche pattuglia dei carabinieri o della polizia si sarà trovata a controllare le vie del centro e i giardini. Non sarebbe opportuno inserire anche via Baldesio nei giri di controllo che le forze dell’ordine compiono ogni notte? Giustamente il signor questore si sta occupando di far controllare i pubblici esercizi con risultati importanti. Perché non far transitare anche in centro qualche pattuglia?
Bruno Saccani
(Cremona)

Voglio persone così sincere da ammettere di essere false
Caro direttore,
non riesco a capire il pessimismo dilagante e depressivo che respira tanta gente nel suo vivere quotidiano. Eppure io porto ancora la speranza di essere circondato e non travolto da persone corrette e non corrotte, leali e non false. Sincere a tal punto, che una volta scoperte, ammettono la sincerità di essere false.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Paderno, Strinati e i vassalli della sicurezza ‘fai da te’
Egregio direttore,
sono passati solo pochi mesi dalla bella trovata scaturita dal vulcanico ingegno del sindaco Cristiano Strinati di Paderno Ponchielli di difendere il paese dai malviventi con il sistema WhatsApp che i furti avvenuti nei giorni scorsi suonano come una beffa al tanto sbandierato progetto in salsa mediatica solo ad uso e consumo del primo cittadino. All’epoca le mie critiche a tale sistema di sicurezza come effimero palliativo furono biasimate e rimanendo nell’ombra mise in campo gli ascari delle sue truppe cammellate che si prestarono a ‘sparare’ lettere di scadente intelligenza contro il sottoscritto. In difesa del loro ‘comandante’ c’era chi vantava tale metodo come panacea per sventare rapine e furti. Altri ne vantavano il progetto come migliore delle videocamere (riferendosi a quanto da me segnalato nel programma delle ultime elezioni amministrative). Guarda caso, progetto ora adottato dallo stesso sindaco e dagli altri paesi dell’unione dei Comuni. (...) Dopo i furti alle famiglie oggetto di incursione dei ladri sarebbe utile sapere dove sono finiti questi improvvisati vassalli della sicurezza creativa ‘fai da te’ del loro amato sindaco.
Sergio.noci@tiscali.it

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