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2 settembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

04 Settembre 2016 - 04:00

IL CASO
Taglio delle piante nell’ambito di un’attività agricola
Gentile direttore,
durante questa estate si è parlato molto della decisione mia, e della mia famiglia, di disboscare i nostri terreni al Maristella. Una scelta che ho condiviso con mia sorella, in quanto comproprietarie del terreno, ma anche con mio marito e i miei figli, ormai adulti, mio cognato e le mie nipoti. La coltivazione arborea da noi piantata quasi vent’anni fa è cresciuta con noi e con i nostri figli. Decidemmo di piantare gli alberi per seguire un programma di coltivazione che ha una durata ventennale, sapendo da subito che passati vent’anni avremmo dovuto disboscare.
Comprendo il rammarico degli abitanti del quartiere confinante nel vedere gli alberi dei nostri campi cadere, ma le assicuro che non si avvicina ai sentimenti che proviamo noi, pensando a quanto la mia famiglia abbia amato il nostro ‘bosco’. I nostri figli ci si sono nascosti, ci hanno corso, saltato e giocato. Mio cognato e mio marito l’hanno curato, garantendoci di vivere in una dimensione di natura meravigliosa. Indirettamente, per questi vent’anni, anche i residenti delle case confinanti hanno goduto dell’incantesimo che la nostra coltivazione aveva creato grazie al nostro lavoro e alla nostra intuizione.
La decisione è stata quindi per noi assai sofferta ma, ad ogni modo, credo con fermezza che le ragioni e i particolari a supporto di essa non debbano essere di dominio pubblico, ma esclusivo della nostra famiglia. Trovo dunque ingiusto e spiacevole dover giustificare pubblicamente una scelta privata lecita, fatta nei tempi e nei termini corretti. Mi auguro con tutto il mio cuore che il mio messaggio possa far comprendere a tutti quanto questa vicenda ci sia dispiaciuta, e che possa servire a mettere un punto su una questione che non si sarebbe mai dovuta aprire in questi termini. Un’ultima precisazione: pur essendosi verificati in passato comportamenti scorretti posti in essere da alcune persone maleducate, non ho mai pensato di estendere il mio giudizio negativo su pochi alle tante, corrette nonché educate persone residenti nel quartiere che negli anni hanno apprezzato il bello di vivere accanto alla nostra proprietà.
Rosa Beatrice Soldi
(Cremona)

Comprendo e condivido la sua amarezza per le reazioni a una decisione presa nell’ambito di un’attività agricola pienamente legittima, che la comunità del Maristella deve capire e accettare. Spero che il comune crei altri polmoni verdi a beneficio della collettività.

LA POLEMICA
Basta avere timori reverenziali verso il Pd
Egregio direttore,
si può essere d’accordo con l’analisi sul Partito Democratico da lei pubblicata domenica 28 agosto. E’ una disanima soggettiva e accurata ma, come altre divulgazioni sull’argomento esposte da illustri analisti politici è soft, prudente, quasi timorosa e reverenziale verso una compagine politica si storica e importante ma sulla quale urge l’audacia di dichiararne l’obsolescenza. Questo mio sommesso contributo vuole solo dare più incisività al tema. Partiamo dalle origini. Fin dalla nascita del Pci era diffusa tra i compagni l’arguzia che quando il buon Dio creò l’uomo pose alla sua destra tutta la forza, brutale e becera, ed alla sua sinistra tutta l’intelligenza e la creatività. Col passare del tempo la storiella divenne convinzione e la convinzione si trasforma in assioma. Da qui la sicurezza, unita ad una certa dose di arroganza, che l’essere di sinistra significasse un’istintiva sagacia, capacità di fare e di risolvere al meglio e più di altri ogni qualsiasi questione, una specie di ‘we can’ nostrano. La verità emersa negli ultimi anni in un’Italia dove la sinistra non è mai stata istituzionalmente così rappresentata, che i dirigenti e i seguaci del Pd sono persone come altre, uguali, non più intelligenti, con i loro limiti e debolezze, insomma normali, incapaci di eventi prodigiosi o soprannaturali. Di ciò ha già preso contezza la base dell’esecutivo, quegli iscritti, elettori, soldati, ubbidienti e silenti sempre pronti alla chiamate del partito, nei quali serpeggia malcontento e defezioni. Sul fatto poi che il Pd sia democratico nel nome e nei fatti non lo credono più nemmeno i bambini dell’asilo nido. Quindi basta timori reverenziali verso la sinistra, spauracchi di ingovernabilità, paure del tipo? dopo di noi la tempesta? Rendiamola innocua, crolli pure il tempio dei pilistei, poi si vedrà.
(cerdella.60@gmail.com)

All’Istituto Apc 45 minuti per dare un documento
Egregio direttore,
le chiedo spazio per esprimere la mia incredulità e il mio disappunto in merito a quanto mi è accaduto lo scorso 30 agosto, presso l'ufficio del Dsga dell'Istituto Apc di Cremona: mai avrei pensato che per consegnare (e sottolineo: solo consegnare!) un documento alla Dsga fosse necessaria un’attesa di 45 minuti in piedi, unico utente davanti ad un ufficio. Questo è, infatti, il tempo che si è reso necessario perché la signora, alla quale ero stato annunciato e alla quale, vista la mia posizione, ero inequivocabilmente ben visibile, si degnasse di rivolgermi un cenno di attenzione (...). La signora, avendomi finalmente dato udienza, alle mie rimostranze ha ritenuto opportuno rifiutarsi di ricevere la documentazione che dovevo consegnare in segreteria, inviandomi dal dirigente scolastico. Tanto imbarazzante era la sua posizione che un’impiegata, avendo assistito alla scena, alla mia richiesta di spiegazioni, si è incaricata di ricevere i documenti. Ora, con il rammarico di chi ha lavorato per 35 anni nella pubblica amministrazione, mi chiedo: è questo lo stile con cui un cittadino può essere impunemente trattato in un ufficio pubblico? (...)
Salvatore Circo
(Castelverde)

Attenzione al virus dell’amore gay
Signor direttore,
la signora Ceraso della Lista Perri si sta coprendo di ridicolo dinnanzi ai cremonesi nel voler dare libero accesso alla sala della giunta soltanto ai matrimoni civili, escludendo le unioni gay, come se non fossero ugualmente famiglie di fatto! Io proporrei, scherzando, di fare spesso una giusta disinfestazione della stanza, perché le sale del Comune vengono attraversate da diverse coppie gay non conosciute, e il virus dell’amore gay presente nel profondo dell’animo degli esseri umani potrebbe diffondersi! Sui consiglieri della Lega e delle destre stendiamo un velo pietoso. Sono sempre pronti per un pugno di voti a parlare agli istinti più bassi dell’ignoranza, e a giorni alterni se la prendono con gli immigrati o le famiglie gay. I gruppi fondamentalisti cattolici come il circolo La Croce vivono la quotidiana ossessione patologica contro i gay e le loro famiglie. L’omosessualità non è una malattia, ma lo è l’omofobia. L’avversione verso le persone lgbt ha le stesse radici dell’odio che i nazisti manifestavano contro gli ebrei! Dagli ultimi studi medici risulta che avere atteggiamenti negativi contro i gay potrebbe celare un’attrazione impulsiva inconscia verso di loro. Ma grazie al cattolico cristiano sindaco Gianluca Galimberti, il Comune di Cremona ha recepito in toto la legge sulle unioni civili.
Luciano Bartoli
(bartlux@libero.it)

Festa in strada
Ringrazio tutti
Signor direttore,
Anna e Luca del Carpe Diem di Casanova del Morbasco ringraziano tutti coloro che hanno partecipato alla 2ª Festa in strada rendendola un successo. Un ringraziamento particolare al comune di Sesto ed Uniti che ne ha reso possibile l’organizzazione, ai nostri collaboratori direi fantastici tutti, a don Franz dell'oratorio di Casanova del Morbasco, a don Giuseppe dell’oratorio di Borgo Loreto. Vi aspettiamo numerosi alle nostre prossime iniziative. Grazie.
Luca Molardi
(lucamolardi@gmail.com)

Piadena, sindaco e assessori dimenticano il disco orario
Signor direttore,
martedi scorso verso le 19 ho visto alcuni amministratori di maggioranza (tra cui il sindaco) parcheggiare in piazza Garibaldi (lato nord) le loro autovetture per recarsi in municipio per una riunione (di cui avete dato resoconto mercoledi). Dato che fino alle 20 esiste l’obbligo di esporre il disco orario (valido due ore) per curiosità ho voluto dare un’occhiata alle autovetture parcheggiate. Ce n’erano 5, una di un privato cittadino ed aveva esposto regolarmente il disco orario, delle altre quattro, quelle degli amministratori, una sola aveva tutto in regola (non il sindaco).
Ora i casi sono tre: a) lei non sa chi sono io….; b) tanto i vigili non passano mai, rischio multa meno che zero; c) mera dimenticanza. Ora dato che sono un garantista non solo a parole, ma anche nei fatti (quindi non simpatizzo Pd), sono propenso per l’ipotesi C, anche se a pensarci bene la dimenticanza di tre su quattro, mi sembra una percentuale altina. E poi sopratutto da amministratori comunali che dovrebbero dare l’esempio...
Lettera firmata
(Piadena)

Facebook oscura Mama Africa onlus
Gentile direttore,
le scrivo per rendere pubblico un atteggiamento che Facebook sta perseguendo: chiude immotivatamente pagine antifasciste, antirazziste e libertarie. E’ il caso della pagina ‘Mamafrica’ voce della onlus Mama Africa da oltre un decennio in prima linea nel volontariato attivo in Africa e con ben 15 progetti umanitari in corso. È in atto un attacco massiccio da parte di tutti quanti in qualche modo si sentono minacciati da Mama Africa, razzisti, fascisti, cattooltranzisti, omofobi... L’oscuramento della pagina è avvenuto per ben tre volte in una settimana a dispetto degli oltre 285.000 iscritti che hanno protestato in massa contro questo provvedimento iniquo, immotivato, inquietante. Nonostante le migliaia di sollecitazioni, Facebook non ha mai dato una spiegazione. Ciò che si sa per certo è che gruppi di bulli-fascisti segnalano in massa la pagina e a Facebook non si prendono nemmeno la briga di verificare l’oggetto segnalato ma si limitano a fare una sommatoria delle segnalazioni.
Elisabetta Sardini

(Lodi)

Terremoto. I governanti devolvano una mensilità
Caro direttore,
questa volta mi sento in dovere di lanciare un forte appello ai nostri governanti, politici, etc. perché non donate una vostra mensilità a quella povera gente sfortunata dell’Abruzzo che hanno perso tutto in un attimo?! Centinaia di morti che ormai non si contano più. Giusto chiedere al popolo accorati appelli, tramite numeri verdi, protezione civile, Croce Rossa, soccorsi vari. Si organizzano pranzi, cene, feste benefiche, coll’intero incasso devoluto ai terremotati. (...).
Andrea Delindati

(Cremona)

L’irreligiosità è negare la libertà religiosa
Gentile direttore,
la posizione assunta da don Giuseppe Nevi, ha rafforzato la barriera che già divide i fedeli di religione diversa (...). Negli anni 70/80 ero responsabile del centro elaborazione dati del traffico passeggeri e merci degli aeroporti di Linate e Malpensa. Mi accadeva sovente di transitare nei pressi di una chiesetta posta all’interno dell’aerostazione. Passeggeri di religione islamica ponevano un tappetino da viaggio sul pavimento all’esterno della chiesetta e officiavano i loro riti religiosi. Avrebbero potuto scegliere altri luoghi, invece no. Preferivano quel luogo sacro ai cristiani e, nel rispetto di quella sacralità che accomuna i templi religiosi, si sentivano a loro agio e più vicini al loro Dio. Non era raro vedere cristiani pregare nella chiesetta e nel contempo musulmani fare altrettanto a pochi metri di distanza. Erano immagini che colpivano nel profondo. Voglio far riflettere coloro che vedono nell’Islam una religione da combattere e da estirpare dal nostro territorio. Tertulliano, un acuto apologista cristiano nel 200 affermò: «Che uno adori Dio, un altro Giove, che uno tenda le sue mani supplicanti verso il cielo, un altro verso l’altare della buona fede, che uno dedichi al suo Dio la propria vita, un altro quella di un caprone.... ma che non venga accusato di irreligiosità se affermo che è sbagliato togliere la libertà religiosa e proibire la scelta della divinità, in modo che non mi sia consentito adorare quello che voglio ma che io sia costretto ad adorare quello che non voglio». Per questa sua tolleranza religiosa gli fu negato il titolo di Padre della Chiesa. Lo scrivente è un agnostico alla costante ricerca, finora infruttuosa e per certi versi colpevolista di quel Dio che è sempre in cima a suoi pensieri. Per questo motivo ritiene che l’irreligiosità consiste nel negare la libertà religiosa.
Ernesto Alberichi
(Spino d’Adda)

Con la proprietà vicina la Cremonese è più forte
Egregio direttore,
è appena iniziata una nuova stagione calcistica e voglio augurare a Rampulla, neo presidente della Cremonese, almeno una parte dei successi che anni fa ha avuto un altro giocatore ‘bandiera’, Giampiero Boniperti, quando venne nominato presidente della Juventus. Un successo coronato da 9 scudetti e varie coppe compresa quella dei Campioni, anche se non bisogna dimenticare che a fianco di Boniperti (presidente) c’è sempre stata la figura dell’avvocato Agnelli (presidente onorario) che con arguta intelligenza non mancava di far sentire all’ambiente circostante, autorità sportive, arbitrali, stampa, pubblico e giocatori, il peso autorevole della proprietà. Quando invece la proprietà si è resa ‘latitante’ come nel periodo buio dei Cobolli Gigli e J.C. Blanc presidenti, i risultati sono sempre stati deludenti se non addirittura fallimentari. Solo con il ritorno della proprietà (Andrea Agnelli) alla guida della società, la Juventus ha saputo risorgere e ritornare agli antichi splendori. Mai come in questo caso si è dimostrato vero il proverbio: ‘l’occhio del padrone ingrassa il cavallo’ ed è a questa antica saggezza che credo si sia ispirato il nostro Cavaliere tant’è vero che quest’anno, nonostante i gravosi impegni (Ilva in primis) si è dichiarato disponibile ad una maggiore collaborazione con il neo-presidente Rampulla. Una collaborazione che ritengo indispensabile sia sotto l’aspetto manageriale che dell’ immagine. Ed è proprio su questa maggiore presenza attiva della proprietà che, a mio avviso, si devono fondare le speranze di successo della Cremonese, visto che giocatori e allenatori di ‘categoria superiore’ anche negli anni precedenti non sono certo mancati ma ahimé con scarsi risultati.
Antonio Boschi
(Cremona)

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