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1 settembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

01 Settembre 2016 - 17:55

IL CASO
Le donne abbiano il diritto di mostrare volto e sorriso
Egregio signor direttore,
sono a inviarle un’altra breve riflessione sulle donne ‘velate’, che andrebbe corredata della foto qui allegata.
«E se dietro quei veli che tanto ci spaventano si celasse un viso come questo? E allora impegniamoci e lottiamo perché tutte le donne abbiano il diritto di mostrare il proprio volto, ma non mossi dalla paura della tanto temuta ‘donna nera’, ma dal desiderio di vedere sempre più sorrisi... come questo».
Chiara Tambani
(Cremona)

La questione — tornata d’attualità in questi giorni a proposito del burkini in spiaggia — dell’abbigliamento delle donne musulmane presenta, a mio modo di vedere, tre profili: la libertà della donna, la libertà religiosa e la sicurezza pubblica. A proposito della prima sono senz’altro d’accordo con lei. Sulla seconda, che è connessa alla prima, credo che sia diritto della donna musulmana — purché si tratti di una sua scelta, non di un’imposizione minacciosa — osservare la prescrizione coranica del velo. Ma distinguerei tra il velo e l’occultamento pressoché completo del volto femminile, previsto da particolari tradizioni e al quale i fondamentalisti costringono le loro donne. Burqa e niqab rendono non identificabile la persona, e dunque interessano anche, soprattutto oggi, la sicurezza delle nostre società.

LA POLEMICA
Via Bella Rocca, auto costrette sul marciapiede
Egregio direttore, in qualità di proprietario della casa in via Bella Rocca n.1, approfitto della sua ospitalità per avvisare gli addetti alla viabilità di Cremona che li riterrò direttamente responsabili di eventuali incidenti dovessero succedere al sottoscritto ed alla sua famiglia in occasione dell’uscita dal portone di casa: infatti in quel punto la strada stretta costringe le auto a salire sul marciapiede prospiciente l’ingresso, sfiorandolo.
Ho chiesto a suo tempo che venissero installate (a mie spese!) due colonnette di protezione di fronte al portone: per tutta risposta è stato esteso di pochi metri il divieto di sosta al marciapiede opposto, inutilmente visto che continuano a parcheggiarci. Naturalmente la situazione si è fatta seria da quando hanno limitato, con motivazioni pretestuose, la circolazione di via Tibaldi, costringendo il traffico unicamente in via Bella Rocca. A tale proposito apro una piccola parentesi: i vari personaggi che si sono alacremente impegnati affinché ciò avvenisse, non hanno fatto una gran bella figura dal momento che tutta Cremona conosce le vere motivazioni! Purtroppo è sempre la solita Italia.
Maurizio Cristina
(maurizio@otticacristina.it)

Sisma/1.
La prevenzione invece di spese frivole
Egregio direttore,
ennesimo terremoto, ennesima catastrofe per le persone e per le dimore. Ancora a stupirci del perché e mai a convincerci sul da farsi. Fior di scienziati, che probabilmente parlano una lingua sconosciuta ai nostri governanti, stanchi di dare suggerimenti, la buttano sulle spese che l’Italia ha sostenuto negli ultimi cinquant’anni con 120 miliardi di euro per la ricostruzione. Una politica di prevenzione e di messa in sicurezza degli immobili (emulando magari l’esempio del Giappone e della California che, con i terremoti, ci convivono) sarebbe costata meno ma bisognava metterla nel bilancio delle spese nazionali, magari a scapito di qualche altra più frivola come le auto blu oppure i vitalizi o mega stipendi a parlamentari e dirigenti pubblici immeritevoli. La solidarietà da parte degli italiani, fortunatamente, è tanta e generosa come, puntualmente, lo sono i funerali di Stato ai quali, gl’immeritevoli, non mancano mai.
Bruno Tanturli
(Crema)

Sisma/2.
Ascoltiamo giapponesi e americani
Signor direttore,
sono stati ammirevoli e degni di lode i soccorsi sui luoghi terremotati, delle province di Rieti e di Ascoli Piceno (24 agosto ). (...) Ma per contro, la medesima encomiabile generosità e premura non si è riscontrata nella prevenzione. I nostri politici, i più pagati d’Europa (...), dovrebbero dimostrare maggiore attenzione ai bisogni dei cittadini ed un po’ meno ai propri interessi. (...) La nostra amata Italia è tutta soggetta ad alto rischi sismico, dal 1900 ad oggi sono avvenuti, trascurando quelli di lieve entità, ben 16 disastrosi terremoti, causando circa 120.000 morti.
I più disastrosi sono stati: 28 dicembre 1908 - Reggio Calabria – Messina - 80.000 morti; 13 gennaio 1915 – Avezzano e Territorio della Marsica – 30.000 morti; 23 luglio 1930 – Irpinia (Campania) – 1.425 morti; 15 gennaio 1968 – Valle del Belice (Sicilia) – 231 morti; 6 maggio 1976 - Friuli (nord di Udine) – 1.000 morti; 23 novembre 1980 – Campania e Basilicata – 2.914 morti; 31 ottobre – 2 novembre 2002 – San Giuliano di Puglia – 30 morti, di cui 27 bambini; 6 aprile 2009 – L’Aquila – 309 morti; 24 agosto 2016 – centro Italia – province di Rieti e di Ascoli Piceno – morti a tutt’oggi, 290.
Per tutti questi sismi i soccorsi sono avvenuti in modo celere, si sono allestite tende, fornito container, ecc. e si sono spesi, negli ultimi 40 anni, ben 147 miliardi mentre, per mettere in sicurezza tutto il nostro Paese sarebbero bastati soltanto 20 – 25 miliardi di euro. I disastri dovuti a terremoti potrebbero essere ridotti, se non azzerati, mediante adeguato lavoro di prevenzione (...). Esperti giapponesi ed americani ci accusano di non avere il culto della prevenzione e ci insegnano come prevenire e accogliere i terremoti. Loro costruiscono grattacieli con ammortizzatori, interrompono la connessione tra terreno ed edificio in modo che il movimento del terreno non si trasmetta all’edificio.
L’ingegnere giapponese Yoshteru Morusaki, docente emerito all'Università di Kobe, ordinario alla Kwansei Gakuin e direttore dell’Istituto per la prevenzione dei disastri, precisa: «L’esperienza ci ha portato a costruire edifici rispettando severi controlli antisismici. Temo che in Italia manchi una cultura della prevenzione». In Italia, dopo i disastri causati dai terremoti, i vari governi che si sono succeduti nel tempo, hanno tentato di ricostruire i paesi distrutti dal sisma, ma tale ricostruzione ha provocato soltanto uno sperpero di denaro e lavori eseguiti non secondo una guida antisismica ma, purtroppo, secondo profitti e vantaggi personali. Si salvano alcuni centri disastrati, come il Friuli (...). Altra ristrutturazione da ricordare positivamente è il Comune di Norcia che, malgrado fosse ubicata vicino alle zone colpite dall’ultimo terremoto, non ha subito danni.
Tutti gli altri tentativi di interventi di ricostruzione hanno subito ritardi, tanto che, molti sfollati, dopo 30 e più anni, vivono ancora in baracche o in accampamenti improvvisati (...).
Ora io mi domando: cosa avverrà agli sfollati, dopo questo ultimo terremoto?
S. Lo Buglio
(arch.lobuglio@libero.it)

Crescita zero, debito alle stelle Il toscano passi la mano
Egregio direttore,
crescita zero e debito alle stelle. Son bastati due anni di governo per ridurci, man mano, nell’averno tanto da far capire a quel toscano sia giunta l’ora di passare la mano...
M.R.
(Cremona)

Grazie a medici e infermieri di Ortopedia e traumatologia
Egregio direttore,
desidero ringraziare tutto il personale medico e infermieristico del reparto d’ortopedia e traumatologia dell’Ospedale maggiore di Cremona per le cure prestate nei miei confronti, con dedizione e impegno. A loro va tutta la mia stima.
Angelo Barbieri
(Casalmaggiore)

Musulmani in chiesa
Ha ragione don Nevi
Gentile direttore,
vorrei dire la mia a nome di tante persone sulla questione di don Giuseppe Nevi, in sua difesa come cattolico credente, su ciò che ha saputo dire da vero prete sulla questione dell’imam Lakricat accolto in cattedrale a Cremona (...), alla partecipazione alla S. Messa con tanto di saluto e strette di mano. La chiesa è un luogo sacro per i cristiani: lasciando che si cantasse il Corano da esponenti musulmani siamo proprio fuori dalle righe, quando il Corano ha un suo Dio, Allah, e in suo nome si uccidono persone innocenti.
Non è vero che tutte le religioni pregano lo stesso Dio, basta sfogliare il Corano. Non vorrei che si tramassero questioni politiche, come pensano i partiti di sinistra. È vero che l’accoglienza è sacra, ma la religione è un’altra cosa, mai i musulmani si convertiranno al cattolicesimo, quando loro non riconoscono Gesù Cristo, pilastro della Chiesa cattolica. In tutte le religioni c’è il bene e il male, il peccato e la morte. Nei musulmani la maggioranza è brava gente onesta e affabile, ma si nascondono gruppi islamici condotti dall’Isis tagliatori di teste. Anche nella Chiesa cattolica dove c’è la santità di un Dio della misericordia si nascondono preti e anche superiori traditori, di un peccato orrendo su bambini e adulti, sporchi di un peccato così grande nel presentarsi a celebrare la S. Messa. (...) Ecco perché le religioni non sono tutte uguali, i buoni e i cattivi ci sono in tutte le parti, ma mai pensare noi cristiani al ricongiungimento con altre fedi, anche se stiamo andando alla deriva con la chiusura di chiese per mancanza di preti e la riapertura, in aumento, di moschee. (...).
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)

Nel mondo esistono due forze contrapposte
Signor direttore,
mi permetta questa replica al signor Carotti di Castiglione d’Adda del 30 u.s.: Se l’intelletto del creatore non è simile al nostro, a chi sono rivolte tutte le preghiere (...)? E poi, chi ha mai detto che Dio non esiste? Dio esiste, eccome! E quello che succede ne è una prova. Se poi permette quanto succede, è segno che c’è qualcuno più forte di lui su cui non ha potere. Segno di manicheismo ossia dell’esistenza nel mondo di due forze che si contrappongono. Si consoli, signor Carotti, anche sant’Agostino fu manicheo per tanto tempo e solo le lacrime e le suppliche della madre che si era fatta cristiana lo indussero a convertirsi. Si legga poi Tertulliano quando dice: credo quia absurdum (credo perché è assurdo) e si sentirà tranquillo. E poi lasci in pace la Bibbia dove si trova tutto e il contrario di tutto.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Chi legge tanti libri è solo un po’ meno ignorante
Caro direttore
certe persone, leggendo tanto tanti libri si credono spavaldamente più importanti e anche più intelligenti, invece di pensarsi modestamente solo più istruiti e un pó meno ignoranti.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Inceneritore, che succede?
Indispensabili garanzie
Egregio direttore,
premetto che la rubrica ‘Spazio aperto’ — utile e molto interessante — vede solitamente la risposta dei soggetti che vengono chiamati in causa dalle lettere pubblicate. Questo non si è verificato per Linea Reti e impianti srl e per l’amministrazione comunale di Cremona in relazione ad alcuni aspetti della questione inceneritore, toccati dalla mia lettera del 10 luglio e da quella di Benito Fiori del 31 luglio.
Forse è stato perché non si voleva 'disturbare il manovratore', proprio nel momento clou della trattativa Lgh-A2A (...). Ma ritengo sia giusto pretendere che nessun calcolo o programmazione si possa fare senza la certezza delle adeguate tutele per la salute dei cittadini e, quindi, risulta legittimo e imprescindibile ottenere le garanzie di una corretta gestione e monitoraggio dell’inceneritore.
Reputo positiva la pubblicazione dei dati sugli inquinanti emessi in continuo in atmosfera — postati sul sito internet di Linea Reti e impianti Srl — se non fosse che la lettura di questi elementi si rivela incomprensibile. (...) Non si capisce il senso del riportare i dati medi mensili per i singoli inquinanti. Non è spiegato il meccanismo di formulazione della media e, soprattutto, nessuno ha ancora chiarito se sia stato finalmente installato il nuovo software che blocchi immediatamente il forno al superamento dei limiti di inquinamento previsti per le emissioni in atmosfera. Attualmente — e da circa due mesi — l’impianto sembrerebbe inattivo ma, di grazia, è possibile sapere cosa sta succedendo?
Luciano Losi
(presidente del Comitato di quartiere 15, Cremona)

Matrimonio uomo-donna
Dov’è nella Costituzione?
Gentile direttore,
vorrei chiedere alla consigliera Ceraso (già assessore nella giunta Perri) a quale articolo della nostra Costituzione si riferisce, quando afferma che la stessa prevede il matrimonio tra uomo e donna, perché io non sono riuscito a trovarlo.
Roberto Magarini
(Cremona)

La sede dei vigili di Soresina
Risparmi a scapito dei disabili
Egregio direttore,
(...) in merito all’accesso disabili della nuova sede dei vigili di Soresina, sono mio malgrado a constatare ancora una volta la gestione dell’informazione da parte dell’amministrazione a proprio piacimento. Ho seguito personalmente a suo tempo le opere e le trattative per lo spostamento della sede dell’Ufficio delle entrate e steso le ipotesi per la nuova sede dei vigili dovendo decidere se e quali arredi rilevare dall’Unione. Dall’ufficio entrate era stato a fatica accettato e concesso l’uso dell’accesso dal cortile (quello dotato di rampa) solo per il personale in carico alla Polizia locale, dovendo quest’ultimi passare negli spazi ad essi assegnati depositari di dati sensibili, regolati da autonomi tempi e modi e protetti da sistema di sicurezza. Il nuovo progetto di sistemazione doveva quindi prevedere (come da planimetria agli atti), un nuovo ingresso per il pubblico con relativo scivolo e un secondo ingresso dalla via Monti, secondo criteri dettati dalla normativa e dalle esigenze della polizia locale. Legittime e corrette pertanto le osservazioni del signor Zanenga. I nuovi accordi con l’Agenzia delle entrate (se ci sono stati) porteranno sicuramente ad un risparmio economico a scapito però della funzionalità e della eguale fruizione da parte di tutti i cittadini.
Rita Bonizzoni
(ex assessore Comune di Soresina)

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