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29 agosto

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

31 Agosto 2016 - 14:21

IL CASO
Terremoto ‘solo’ 6.0 per contenere i rimborsi?
Egregio direttore,
un aiuto per sfatare una leggenda metropolitana. Il recente sisma è stato catalogato dall’istituto di vulcanologia e geofisica di magnitudo 6.0; al contrario della stampa italiana che a tale valore si è attenuta, quella estera ha spesso ripreso una magnitudo 6.2, valore certificato dall’Istituto europeo di geofisica. Non è cosa di poco conto: una legge che mi si dice voluta dall’allora governo Monti e oggi in vigore indica che sopra magnitudo 6,1 l’obbligo di ricostruzione è a carico dello Stato, mentre sotto tale valore ‘obbligo’ della ricostruzione a carico degli enti locali, con i rischi dovuti alle loro malferme finanze. Certo, una leggenda, ma come diceva il presidente Andreotti ‘a pensar male si fa peccato, però...’. Cremona ha tra i suoi figli degni esponenti del governo in carica: può girare loro questo curioso episodio attraverso il giornale?
Eliana Bertamonti
(Cremona)

Non c’è bisogno di scomodare nessuno. La risposta è semplice. Si tratta, appunto, di una leggenda metropolitana — che gira da anni — relativa al decreto legge 59 del 15 maggio 2012, con cui il governo Monti aveva riorganizzato la Protezione civile e che fa riferimento, in particolare, a un articolo, il 2, soppresso al momento della conversione in legge del decreto, avvenuta il 12 luglio dello stesso anno. In molti, sopratutto in Rete, fecero (e fanno tutt’ora) balenare il sospetto che fosse una mossa furbetta del governo per risparmiare suoi rimborsi dopo il terremoto dell’Emilia. Nella realtà, il provvedimento venne varato cinque giorni prima di quel terribile sisma. Infine, dopo il terremoto del 20 maggio 2012, lo stesso Monti firmò un decreto che assicurava la copertura totale delle spese per la ricostruzione.

Comune assente, a Crema disabili discriminati
Signor direttore,
quanto ha investito il Comune di Crema, negli ultimi anni, per superare le discriminazioni? Quelle vere intendo, quelle che riguardano un numero sempre crescente di cittadini cremaschi; quei cittadini che — loro malgrado — si trovano a vivere in condizioni di disabilità, talvolta congenite, altre dovute semplicemente a patologie geriatriche. Già, perché nonostante il gran parlare che si è fatto negli anni passati, chi è portatore di handicap nella nostra città non ha vita facile. Cittadini ‘discriminati’ potremmo dire, in quanto non posso fare ciò che agli altri cittadini è consentito. Non intendo fare l’elenco delle cose che non vanno; ad esempio è sufficiente tentare di fare una passeggiata con una persona in sedia a rotelle per accorgersi delle tante insidie che le nostre vie cittadine riservano a chi ha problemi di deambulazione: dai marciapiedi troppo stretti e costellati di buche, che ormai pare nessuno voglia più sistemare, al sistema di trasporto locale‎ poco adeguato alla fruibilità da parte dei soggetti più fragili. Non so per quale motivo, ma è evidente che la questione disabili non sia tra le priorità dell’attuale assessorato alle Politiche sociali di Crema.
Il problema, tuttavia, esiste ed è importante. Spero solo che presto qualcuno se ne occupi seriamente.
Flavio Rozza
(Crema)

Una polemica di poco conto quella sulle sale dei matrimoni
Caro direttore,
leggo stupore le opinioni agostane della consigliera Ceraso. Premesso che come cittadino vorrei che i consiglieri comunali fossero più presenti sul territorio e sui problemi reali della città, degrado delle periferie, centro storico, eccetera, mi chiedo se è il caso di fare la polemica su un fatto di poco conto. Il Comune di Cremona non ha una sala dei matrimoni: questa è la realtà. La sala rossa, detta di giunta, ha mille usi. Sede della giunta, delle riunioni informali, di qualche commissione... e dei matrimoni solo se viene scelta dagli sposi. E’ gettonata ma forse perché è l’unica gratuita. E qui si spiega la preferenza dei cittadini. Le altre bellissime sale sono in affitto. Alla fine del XIX secolo l’amministrazione comunale di Cremona creò una sala dei matrimoni, ove un tempo v’era la cappella del palazzo. Richiese addirittura al comune di Napoli i disegni della propria per avere degli esempi illustri. Tutta questa documentazione è reperibile presso l’Archivio di Stato di Cremona. Perché fece questi sforzi? Per dare decoro al matrimonio civilissimo. Ribadisco civilissimo. All’epoca il problema infatti era l’esistenza del rito civile in contrapposizione a quello religioso. Restò in uso qualche tempo e poi dopo varie vicende divenne la sede della collezione dei violini comunali. Ora Ceraso ci dice: le unioni civili non sono matrimoni. Lo stabilisce la legge. Bene, allora perché fare la polemica? Se si fanno nella sala rossa le unioni civili, alla fine, è come quando ci sono le riunioni di una commissione, o no? Se poi i cittadini che decidono di unirsi in un’unione civile voglio fare una bella festa, scegliere una sala apposita, addobbarla, insomma creare un clima di gioia, ecco, questo è un tema che esula l’ingerenza dei consiglieri comunali. Si chiama rispetto della libertà del cittadino. Libertà valore che una volta era tanto caro alla destra italiana, ma che oggi, forse appare desueto. Stia serena la Ceraso e torni a fare il lavoro di consigliere comunale, questo chiediamo agli eletti. Vada nei comitati di quartiere e vedrà che i problemi sono altri: radiali inesistenti, poca sicurezza, viabilità...
A.G.
(Cremona)

Amo e proteggo gli animali
Ma prima vengono gli uomini
Egregio direttore,
in merito ai recenti articoli pubblicati sul quotidiano la Provincia sul caso dell’ufficio diritti degli animali a Spino d’Adda, vorrei sottolineare quanto segue. L’ex sindaco Paolo Riccaboni ha una visione alla Walt Disney del regno animale, porta addirittura qualcuno a ritenere che i diritti degli animali debbano essere anteposti a quelli degli esseri umani. A A livello privato ognuno si comporta come crede, ma quando si coprono cariche pubbliche la scala delle priorità non ammette confusione in questo senso. Riccaboni, che abbandonato dagli elettori, cerca di cavalcare la strada del ritorno entrando nelle case attraverso gli animali, molto amati, soprattutto da persone anziane quando queste vivono abbandonate. Emanuela Lanci, ex assessore ai Servizi sociali denuncia nel 2014 l’esistenza di casi di disagio presso la scuola materna relativi a bimbi i cui genitori non possono pagare il pranzo. Interviene l’ex sindaco dalla stampa locale che in modo roboante smentisce l’assessore invece che verificare i fatti. Interviene la Solidarietà che lancia il programma ‘Aggiungi un Posto a Tavola’ a sostegno di ben 22 casi risolti. Altro che balle. Colpo di scena, Riccaboni passa personalmente l’annuncio alla stampa attribuendosi l’iniziativa dell’opera meritoria. Sono referente di un gattile con una ventina di ospiti presso l’ex Edilcasa, possiedo quattro cani con i quali passo parte del mio tempo, per non dire della tartaruga di vent’anni. Quando in Spino d’Adda viene segnalato qualche animale disperso, la gente non chiama Riccaboni ma me. Mentre si sta operando per portare a soluzione il problema dell’area cani, faccio presente senza trarne vanto che la priorità mia e quella della Onlus La solidarietà, con la quale collaboro, è rivolta ai bisogni di chi non ha voce la cui assistenza passa spesso anche attraverso gli animali da loro posseduti.
Marco Guerini Rocco
(consigliere di maggioranza Spino d’Adda)

Gli ecoautomobilisti mal serviti
I politici cremonesi cosa fanno?
Gentile direttore,
cari cittadini e Autostrade italiane, vorrei segnalare un ecorifornimento da me effettuato nella stazione di servizio area Cremona costato ben il 25% in più al litro rispetto ad ogni altro ecodistributore. Detto questo si vorrebbe incentivare l’uso di ecocarburanti per la mobilità? Con questo sistema, sparando i prezzi alle stelle e bloccando o togliendo, come in via Giuseppina, i self service a GPL? Mi appello al presidente di Autostrade e ai politici cremonesi affinché presentino una mozione per questo trattamento diverso per gli ecoautomobilisti che sono mal serviti.
Alex Conti
(Cremona)

Sisma/1.
Dissesto italiano
Chi ci governò paghi i danni
Caro direttore,
l’unica cosa giusta che disse Monti al suo insediamento fu: «Faremo pagare chi ha portato il Paese in questo stato». Poi, come al solito nulla è seguito. Noi amministratori immobiliari e condominiali siamo sempre chiamati a rispondere per danni/infortuni negli immobili gestiti anche per colpe altrui. L’avviso di garanzia è sempre dietro l’angolo e ci mettiamo sempre la faccia. Proporrei di far partecipare economicamente in ‘Casa Italia’ tutti coloro (politici e governanti a tutti i livelli dal primo Governo costituitosi ad oggi) che, pur conoscendo le problematiche del nostro territorio e le leggi antisismiche esistenti, non hanno deliberato o stanziato nulla al riguardo. Come pure avviato le necessarie ed importantissime procedure di verifica. Naturalmente con un bell’avviso di garanzia per disastro colposo. Vedrà come cambia la Storia d’Italia e quanti fondi recuperiamo immediatamente. Nel 2016 non possiamo ancora vedere simili strazianti immagini. Un caro abbraccio a tutte le popolazioni colpite dal sisma.
Francesco Chiavegato
(Desenzano del Garda)

Sisma/2.
Stanziati 50 milioni
Il costo di un giocatore di calcio
Caro direttore,
quando leggo che il Governo ha stanziato l’enorme cifra di 50 milioni per affrontare il disastro causato dal terremoto e sento persone che si arrovellano nel sostenere che la Juventus ha speso poco a comperare tal giocatore: solo 50 milioni. Secondo me c’é qualcosa che non va in questo nostro sistema di convivenza civile e va intaccare il nostro equilibrio psichiatrico.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Sisma/3.
L’universo non è retto da in intelletto pietoso
Signor direttore,
di fronte a queste tragedie come quella di Amatrice (che sono state, sono e saranno sempre la quotidianità di questo mondo), come è possibile continuare a pensare che l’universo sia retto da un intelletto simile al nostro, pietoso e misericordioso (quando lo è) e non piuttosto da una forza cieca, infinitamente potente, da una forza a cui urge solo la sua esistenza di cui noi e l’intero universo sono una prova della sua presenza; noi, che solo nella volontà di procreare e di esistere abbiamo un’idea di ciò che è, noi che però, grazie all’enorme sviluppo dell’intelletto l’abbiamo costretta a riconoscersi per quella che è, noi che l’abbiamo negata proprio nella sua forza maggiore: quella riproduttiva, questa catena che ci costringe a continuare la specie come l’ultimo verme. Noi, i nichilisti, noi che non temiamo il vuoto che la sua scomparsa comporta, noi che sappiamo che solo dalle sue ceneri può nascere lo spirito, uno spirito veramente nuovo, noi per cui tutti i soli, stelle, galassie non valgono assolutamente niente.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Ingiusta la regola della Vanoli sugli abbonamenti over 65
Egregio direttore,
io e mio marito siamo tifosi e abbonati alla Vanoli Basket della primissima ora. Fra 2 mesi mio marito compirà 65 anni. La campagna abbonamenti si concluderà qualche giorno prima, e per tale motivo non avrà diritto a nessuna riduzione sul costo dell’abbonamento. Normalmente gli abbonamenti scontati ad avvenimenti sportivi non partono dal giorno del compimento dei 65 anni, ma a partire dal 1 gennaio. Ciò non avviene per la Vanoli basket. Troviamo questo comportamento discutibile sul piano del principio. Continueremo a seguire la Vanoli da abbonati, ma riteniamo che la Società debba rivedere questa regola che davvero riteniamo ingiusta.
F.G.
(Cremona)

Ho lasciato Centropadane in attivo: ecco i numeri
Gentile direttore,
la lettera del signor Biganzolli mi induce a precisare la situazione reale finanziaria ed economica di Centropadane alla fine del mio mandato il 31 luglio 2014. La situazione finanziaria era la seguente: un credito certo riconosciuto da decreti approvati dalla Corte dei Conti di 244 milioni, un importo di fatture per 14 milioni ancora da definire e oltre alle somme sopra citate quanto dovuto per interessi e poste figurative sul ritardato pagamento del citato valore di subentro; su detto credito si è poi espresso il Ctu (perito del Tribunale civile di Roma) nella causa attivata contro lo Stato durante il mio mandato, che ha definito in 301 milioni il sopracitato credito complessivo di Centropadane S.p.A. al 31 dicembre 2014. Una situazione debitoria di 224 milioni (214 verso privati e 10 verso lo Stato). Uno stato finanziario quindi palesemente attivo.
La situazione economica della Società si è sempre chiusa dal 1999 al 2014 con bilanci annuali in attivo, così come certificato dai Collegi dei Revisori e dalle Società di Certificazione succedutesi. Uno stato patrimoniale della Società di oltre 80 milioni a fronte di un versamento dei Soci attualizzato al 2014 di 8 milioni.
Circa l’impossibilità a partecipare alla gara della nuova concessione, la stessa era connessa ai criteri di gara decisi dalla concedente (Anas e ministero delle Infrastrutture) che prevedevano un capitale sociale, un importo di opere realizzate nel quinquennio precedente la gara e una consistenza di personale tecnico che Centropadane non possedeva. Ogni altra informazione si voglia assumere dalla Società non potrà che confermare quanto dichiarato.
Francesco Acerbi
(Cremona)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    01 Settembre 2016 - 08:43

    Mi chiedo sempre come fa un nichilista, nel momento stesso in cui sostiene di esserlo, a non suicidarsi. Non capisco il nesso logico tra lo stare in vita e l'essere nichilista. Me lo spieghi il Biagi, per cortesia.

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