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27 agosto

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

29 Agosto 2016 - 04:00

IL CASO
Ex mercato ortofrutticolo
Pensare bene il suo utilizzo
Egregio direttore,
un tempo il mercato ortofrutticolo era frequentato da molti cittadini consumatori che alle ore dieci era consentito loro di fare acquisti a determinate condizioni, ma con grande convenienza e risparmio su beni essenziali come verdura e frutta. Ora il Comune dà prova di superficialità e di carenza gestionale e, in una prospettiva di futuro della città, vuole trasformare l’area favorendo pochi.

Mi riferisco all’indiscrezione secondo la quale la Giunta vuole convertire l’ex mercato ortofrutticolo a luogo per giovani e onlus. È incongruente adibire un posto così strategico a fini socio-assistenziali, sopprattutto dare ad altri ciò che è della città, in cambio di cosa? (...) Ma esiste una soluzione che forse non è stata tenuta in considerazione. Perché non adibire la struttura a mercato coperto permanente, dando la possibilità agli operatori commerciali interessati di avere un posto fisso sul quale contare. Il Comune avrebbe un introito permanente su un bene comune, anziché spese correnti. Inoltre questa soluzione porterebbe a limitare il mercato bisettimanale nel centro storico riducendone l’area occupata, molto vasta, con conseguenti disagi per il traffico.
È necessario che il Comune di Cremona si renda conto che i beni della città devono essere redditizi, non fare convenzioni o accordi a reddito zero! (...)
Da ultimo in questa struttura, essendo recintata e murata, si potrebbero tenere manifestazioni varie (anche a pagamento). Ne è prova l’attuale festa dell’Unità, che ora si svolgono in centro, togliendo parte del traffico e del conseguente inquinamento.
Sergio Denti
(Cremona)

Non credo ci sia ancora nulla di definitivo sul nuovo assetto dell’ex mercato ortofrutticolo ma solo il fatto che si discuta dell’utilizzo di un’area dismessa da anni è un bel passo avanti. L’area, sia per dimensioni che per collocazione, si presta a varie soluzioni. Vedremo gli sviluppi.

LA POLEMICA
La cascina Obizza di Ricengo ridotta a un cumulo di macerie
Egregio direttore,
ogni volta che si transita davanti alla cascina Obizza di Ricengo, al passante viene un colpo al cuore nel vedere la villa settecentesca, stile Palladiano, ridotta quasi ad un ‘cumulo di macerie’.

Alcuni anni fa, alcuni temerari riuscirono a racimolare alcune migliaia di euro per la messa in sicurezza del monumento con la speranza che in futuro, con altri fondi statali, si riuscisse a ridare al complesso l’antico splendore. Nel frattempo i danni al salone principale e al timpano, a causa dell’incuria e delle intemperie, si sono fatti notevoli, forse irrimediabili, le piante e le erbacce, infiltrate ormai dappertutto, recano all’edificio un aspetto sinistro. Solo i piccioni e altri volatili sembrano gioire, appollaiati sul posatoio ricavato dall’orribile impalcatura in metallo, visibile a km di distanza. (...) Non ci sono soldi, fanno sapere dal ministero dei beni culturali. Nel frattempo, viene varata dal governo Prodi la legge 1.998 che dà garanzia statale sui debiti dei giornali di partito, pazzesco. Nel 2015 il governo del ‘non eletto’ Matteo Renzi ha versato alle banche creditrici la bella somma di 107 milioni di euro, soldi pubblici, in virtù dei debiti accumulati dalla vecchia gestione del giornale l’Unità, senza intaccare il patrimonio del Partito Democratico, proprietario della testata, incredibile. Concludo affermando che sarebbe bastato solo il 10% della somma sopracitata per recuperare un monumento nazionale, considerato dagli esperti, di notevole interesse storico, artistico e culturale.
Andrea Zecchini
(Camisano)

Al 118 e al Pronto soccorso personale di grande valore
Egregio direttore,
vorrei, se me lo concede, usare questo spazio per valorizzare e ringraziare il personale del Pronto soccorso dell’ospedale di Cremona. Purtroppo ho frequentato il triage più volte nel corso delle mie vacanze estive e ho avuto anche un trasporto notturno con chiamata al 118. Io devo dire che gli operatori di questo reparto sono molto professionali e l’accoglienza è sempre stata rassicurante.
Si parla di lunghi tempi di attesa: io trovo che il personale sia ridotto al l’osso e, giustamente, curino prima i pazienti più gravi è davvero bisognosi di attenzione. Se potessi li ringrazierei ad uno ad uno, ma purtroppo, di molti non conosco il nome. (...) Per fortuna ora sto bene. Il mio abbraccio va a tutti coloro che mi hanno seguita anche se spero, la prossima volta, di incontrarli al supermercato.
Elisabetta Ferrari
(Cremona)

Chiesa e Islam, dall’iniziativa più incomprensioni che altro
Egregio direttore,
mi consenta queste brevi considerazioni: non credo che la presenza degli islamici nel duomo di Cremona giovi in alcun modo alla fede cristiana ma che, al contrario, abbia creato, in molti, incomprensioni e sconcerto; non credo che una scelta del genere porterà ad incrementare le presenze alla messa, in continue diminuzioni; credo che una maggiore attenzione nei confronti degli ebrei porterebbe certamente a migliori frutti spirituali.
M. F. C.
(Cremona)

Bonemerse e il caso rimborso
Quattro cose da chiarire
Gentile direttore,
dobbiamo replicare alle dichiarazioni del Sindaco Bini e della giunta di Bonemerse in merito al rimborso di 36.000 euro al noto costruttore.
1) E’ un fatto che il Sindaco non abbia mai risposto chiaramente alle nostre 4 interrogazioni quando abbiamo chiesto se l’amministrazione comunale fosse al corrente o meno della regolarità dei pagamenti, del noto costruttore, per tasse comunali per gli anni dal 2012 al 2015: anche nell’ultima interrogazione chiedevamo una risposta limpida, ma il Sindaco Bini ci ha comunicato che ‘per quanto attiene i versamenti dei tributi locali, questi rimangono impregiudicati…’, il lettore giudichi la trasparenza della risposta del Sindaco che è tanto cauto nel risponderci quanto veloce nel rimborsare un costruttore. Non è nostro compito controllare se un contribuente versi o no i tributi comunali, ma prima di dare soldi dei bonemersesi a qualsiasi soggetto, è doveroso sapere se questi abbia dei debiti con il nostro Comune.
2) E’ un fatto che Areariscossioni abbia inviato il sollecito per il debito da 26.000 euro al costruttore, per IMU non pagata nel 2009, immediatamente dopo la nostra email del 13 giugno 2016.
3) E’ un fatto che, da quando siamo in Consiglio Comunale, l’unica categoria a cui l’amministrazione Bini ha fatto uno sconto sui tributi locali è quella dei proprietari di aree fabbricabili residenziali non urbanizzate: i proprietari ci risultano essere solo 2, tra cui ovviamente il noto costruttore, e dal 2015 gli è stato fatto uno sconto sull’IMU, per quel tipo di aree, del 5% rispetto agli anni precedenti.
4) E’ una scelta del Signor Bini e della Giunta non compensare debiti con crediti dato che la legge 27.12.2006 n. 296 consente di farlo con una semplice modifica del regolamento finanziario del Comune: i Signori Bini e Guarneri amministrano Bonemerse da 12 anni, non ci hanno pensato? Nel caso avrebbero impiegato pochissimo tempo.
Luca Ferrarini e Angelo Garioni
(consiglieri comunali di minoranza a Bonemerse)

Monticelli, l’amministrazione assente per cinque anni
Egregio direttore,
nonostante vari solleciti devo far notare che questa Amministrazione, arrivata al quinto anno del suo mandato non ha effettuato nemmeno un’opera pubblica. Vedi mancanza di una scuola media, di una sala polivalente, del palazzetto dello sport a San Nazzaro, gli immobili di proprietà che stanno crollando per mancanza di manutenzione. Per non parlare poi delle condizioni delle strade sporche, piene di buche o da asfaltare, la Pavesa è impraticabile. Poi le varia discariche in alcune zone del Comune che non vengono rimosse e le piste ciclabili, una delle opere svolte dalla Provincia anni fa, che non vengono manutenute così come il taglio dell’erba. La staccionata del Parco Po non viene mai sistemata, da vedere le condizioni in cui si trova, e non è stata effettuata l’annuale disinfestazione dei tigli di via Granelli. I vigili poi grazie all'Unione non si vedono più, nè per la vigilanza né per il controlli riguardanti la velocità, specie nelle frazioni.
Sicuramente faranno tante promesse e tante parole visto che manca meno di un anno alle prossime elezioni. Spero che i cittadini quando sarà il momento tengano conto di tutto ciò.

Angelo Metti
(San Nazzaro - Monticelli d’Ongina)

Maleducati e anche arroganti
In centro si vede di tutto
Signor direttore,
il 23 agosto verso le ore 23 ero in Corso Garibaldi e stavo assistendo ad uno spettacolo musicale molto gradevole. All’improvviso sono spuntati un ragazzo e una ragazza in sella a due biciclette e sono passati con arroganza davanti agli spettatori che si trovavano seduti a godersi lo spettacolo. Una totale me mancanza di rispetto. Il ragazzo, visto che la strada era transennata, ha buttato a terra una transenna scatenando l’ira delle persone presenti. Il giovane, invece di scusarsi, si è messo a fare lo spaccone sfidando chi lo contestava. La situazione non è degenerata solo grazie all’intervento di un agente della polizia locale che si trovava tra il pubblico e che ha gestito con intelligenza e determinazione la vicenda. (...) Faccio presente che il ragazzo non era italiano.
Franco Nico Ranzenigo
(Cremona)

Nella vita i valori spirituali hanno una priorità assoluta
Egregio direttore,
arrieccolo l’indomito cosacco. Serghei Noci elargisce apparente comprensione mentre schizza veleno da ogni poro. ‘L’er udito mio’ lo tiene in ambasce. Tranquillo, il valzer del tempo non lo ha logorato. Caso volle che a 20 anni non scaldassi, scranni di atenei, indossassi rustici panni grigio verdi e scarponi chiodati per servire la Patria e difendere anche sudditi di tal fatta. In un impeto idillico mi apostrofa con un ‘caro’. Ipocrisia eleva all’ennesima potenza! Mai dubitato che Eisenhower fosse antifascista e meno che meno un supporter di Benito!
Dovrebbe sapere che nella vita non esiste soltanto il materialismo vacuo e spiccio. I valori spirituali hanno la priorità assoluta. (...) Il Generale parlava da soldato a soldato, rievocando dogmi e codici della vetusta cavalleria. Impasto di lealtà, generosità, coraggio, ideali, miti antichi e moderni che hanno fatto grandi i popoli che li hanno applicati e professati. Riferimenti inespressi ma che indubbiamente facevano riferimento ai paracadutisti della Folgore che nella piana di Anzio, in inferiorità numerica difesero eroicamente l’Urbe; le straordinarie imprese dei marà della Decima che in mare e in terra diedero filo da torcere ai bovari d’Oltreoceano macchiarono con il loro sangue il candore delle nevi. Per ultima ma non ultima l’epopea dell’Amba Alagi in Etiopia, teatro della resa delle forza italiane agli ordini del Principe di Savoia-Aosta a cui gli inglesi resero l’onore delle armi mentre con la bandiera da combattimento ben salda tra le mani, seguito dai suoi eroici soldati, laceri e feriti sfilò vinto ma non domo al loro cospetto. (...)
Luciano Pedrini
(Cremona)

Ritornare non è per forza il premio per un buon lavoro
Gentile direttore,
a seguito della polemica tra il signor Demicheli e il signor Acerbi nominato ultimamente presidente di Autovie Padane, faccio notare, che il fatto che quest’ultimo, dopo anni alla direzione di autostrade Centro Padane, (ora Autovie Padane) sia rientrato dalla stessa porta in cui è uscito, non dimostra per nulla il premio del lavoro fatto in precedenza. Chiunque può documentarsi, tramite internet, sui bilanci degli ultimi anni di Centro Padane e vedere un indebitamento consisente (dell’ordine di 240 milioni e passa di euro). In aggiunta Centro Padane a scadenza della concessione non è riuscita a partecipare alla gara di rinnovo, in quanto sprovvista dei proventi per poter entrare a far parte del novero dei partecipanti. Per cui, tra situazione debitoria (240 milioni di euro), cifra di subentro (360 milioni di euro) si è potuto assistere al fatto che tutti i gruppi che ambivano a questa concessione sono fuggiti, salvo il gruppo Gavio che negli anni precedenti, oltre ad una partecipazione azionaria, ha avuto la possibilità di poter essere appaltatore di numerose opere incompiute. (...) Da ultimo la letteratura di manager pubblici e privati strapagati, ma che hanno combinato disastri non è una novità e quanto ho detto prima, conferma la continuità con questa tradizione negativa.
Francesco Biganzolli
(Cremona)

Si può migliorare il mondo vivendo ma anche morendo...
Signor direttore,
ci sono persone che tentano di migliorare il mondo vivendo e persone che ci riescono morendo. Il guai è che spesso sono le stesse. È così che si fa se vuoi passare alla storia.
Pietro Ferrari
(Cremona)

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