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26 agosto

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

28 Agosto 2016 - 07:00

IL CASO
‘Amatriciana solidale’ per aiutare i terremotati
Egregio direttore,
potrebbe sembrare una boutade o una bizzarria, ma mi permetto di lanciare una proposta a favore della ricostruzione delle zone colpite dal terremoto nelle province di Rieti e di Ascoli Piceno.
Poiché una delle località più danneggiate è Amatrice, suggerirei a tutte le trattorie e a tutti i ristoranti d’Italia, coordinati dalle rispettive associazioni di categoria, di maggiorare di 1 euro uno dei primi piatti più conosciuti e consumati sul territorio nazionale, l’«amatriciana» appunto, almeno fino alla fine dell’anno, e devolvere questo surplus in beneficenza a queste nuove vittime dell’ennesimo terremoto.
Credo che gli italiani, amanti della buona tavola ma grandi benefattori, non batteranno ciglio e faranno in massa questo piccolo sacrificio.
Giampietro Vicini
(Rivarolo del Re)

L’idea sarà anche bizzarra ma è buona e a livello nazionale è già partita una iniziativa molto simile chiamata ‘Amatriciana solidale’. Ogni ristorante, per ogni piatto di pasta, destina 2 euro alle popolazioni colpite dal sisma.

LA POLEMICA
Queste piante tagliate troppo poco
E ora sono già più alte delle case
Signor direttore,
la bagarre scoppiata a gennaio sul taglio degli alberi nelle strade di Cremona ora tace nel più totale silenzio.
Molti a quel tempo avevano alzato la voce, anche semplici casalinghe, per esporre il loro disappunto sul taglio troppo eccessivo dei rami. Io dissi invece che erano stati tagliati troppo poco. Infatti oggi, a distanza di soli sette mesi, come può vedere dalle fotografie che le mando, gli alberi dei viali di Cremona sono esattamente identici a come erano prima del taglio. Stessa chioma, stessa altezza, stessa pericolosità, sono soltanto leggermente smagriti. Questo tipo di alberi non dovrebbero superare il secondo piano, invece oltrepassano il tetto dei palazzi. Il lavoro di potatura voluto dal Comune è servito a niente. Per quel lavoro sicuramente tutti noi contribuenti abbiamo sborsato una cifra piuttosto elevata che ha alleggerito le casse comunali. Tra due anni il taglio degli alberi sarà necessario ancora, quando invece questo tipo di lavori devono cadere a dieci anni di distanza l’uno dall’altro. Spero che la prossima volta gli alberi vengano tagliati meglio, cioè più in basso, senza ascoltare le urla degli incompetenti, e soprattutto che il lavoro sia eseguito a metà novembre, non in gennaio come si è fatto.
D. D.
(Cremona)

Cancelli e blitz della polizia?
Tutto inutile contro l’invasione
Egregio direttore,
volevo intervenire sulla polemica di questi giorni sull’installazione della cancellata relativa ai giardini pubblici di Cremona e i vari blitz delle forze dell’ordine per instaurare l’ordine in alcune zone della città. Bisogna ribadire brevemente che con l’invasione incontrollata e caotica di migranti e l’incapacità del governo il futuro ci riserverà solo degrado. Questo governo buonista e incapace non è riuscito nemmeno ad inviare un commando per presidiare le coste libiche per evitare sbarchi come è stato inviato per addestrare i soldati libici, più incapaci di così!
dalicr@alice.it

Casalmaggiore, Franco Rossari
bibliotecario mai dimenticato
Egregio direttore,
vent’anni fa scompariva improvvisamente Franco Rossari, bibliotecario e artista di Casalmaggiore. Era il vero ‘genius loci’ della biblioteca di città, all’epoca ospitata in Palazzo Diotti. Il ricordo è dolce e amaro. Restituisce il profumo degli anni e accentua il distacco, la lontananza, l’assenza. È immobile e acuto come l’archetto gotico scoperto nel cortile, accanto al piccolo banano dagli avari frutti educato da Franco in una torrida estate degli anni Ottanta.
Il palazzetto del pittore Diotti era la sua casa, arredata, vissuta con cuore d’artista, ricca di preziosi mobili e suggestioni pittoriche. Il grande scalone portava alla porta dal maestoso catenaccio: nel piccolo vestibolo, l’accoglienza discreta e carnale di esuberanti piante grasse educate con nuvolette di vapori acquosi, un omaggio alla vita eterna dei libri e delle idee. La Biblioteca di via Formis custodiva il suo piccolo pianeta di quadri e manoscritti, l’isola felice di sogni e Cioni che gli rendeva meno aspra la vita nella città dei piccoli cuori.
Franco Giuseppe Bolsi
(Rivarolo del Re - Casalmaggiore)

Certe regole cieche creano situazioni di forte disagio
Egregio direttore,
anche escludendo le quattro frazioni, Pizzighettone non è un paesello, da un capo all’altro ci sono più di due chilometri e quando una persona di una certa età abita a questa distanza dallo studio del suo medico curante e ha delle difficoltà nel muoversi, non gli resta che recarsi nell’ufficio comunale dei servizi sociali e chiedere cortesemente se è possibile essere accompagnata.
Ma fatto ciò, dall’impiegata preposta si è sentita rispondere: «Vede cara signora, se lei abitasse in una delle frazioni non ci sarebbero problemi, ma lei risiede in Pizzighettone, e quindi non ha diritto a questo servizio, a meno che non sia disposta a pagarlo». Intendiamoci, l’impiegata non ha nessuna colpa, se questa è la regola essa non può far altro che applicarla. Però io mi sento in dovere di far presente all’assessore preposto, che questa signora per camminare deve far uso di un bastone di sostegno, perché (oltre ad altre patologie) le sue tre ernie discali non le permettono di camminare normalmente e che, come già detto, abita a circa due chilometri dallo studio del suo medico. Faccio presente che il suo Ise non supera la faraonica cifra di 6.000 euro l’anno. Ma al di là di queste considerazioni, essa è un cittadino come tutti e come tutti ha il diritto di usufruire di tutti quei servizi che un’amministrazione comunale metta a disposizione di tutti i suoi amministrati e non solo di alcuni. Una cosa però ho il dovere di precisare, ora Pizzighettone ha un’amministrazione diversa da quando s’è svolto il fatto, quindi spero proprio che ora vi siano persone consapevoli delle conseguenze derivanti da decisioni prese e che il ritengo sbagliate, e che abbiano l’umiltà e l’intelligenza di porvi rimedio.
Giulio Roveda
(Pizzighettone)

L’Eden Casanova del Morbasco io non l’ho mai visto!
Signor direttore,
faccio seguito per rispondere al signor Gianpietro Repellini, il quale mi accusa di essere solo un abitante che sa lamentarsi… sa dov’ero io quel giorno? Dov’era lei, a votare… Non voglio metterla sul personale ma sinceramente se a Casanova del Morbasco tutti reagiscono come lei il Comune non farà più nulla… come sta già facendo. E per ultimo le voglio chiedere se per caso lei ha bambini o nipoti e le chiedo: le sembra normale che non si possa uscire la sera di casa per andare in paese con i propri figli per paura di non essere visti e essere investiti perché è assente un marciapiede dove sono iniziati i lavori mesi fa (durati 10 giorni) e interrotti subito per quale causa inspiegabile? Le sembra normale entrare in una parte del paese accedendo da una montagna di terra? E avere un ammasso di rifiuti davanti a casa? Forse la sua risposta non doveva in nessun modo essere indirizzata proprio a me. Si faccia un giro in paese e valuti da sé la situazione.
Lettera firmata
(Casanova del Morbasco)

Esiste una nuova Resistenza fatta da persone indignate
Egregio direttore,
se la Resistenza è figlia della libertà, esordisco dicendo viva la Resistenza. Non mi riferisco a quella annualmente celebrata nella kermesse del 25 aprile dalla quale il mio intervento volutamente e temporalmente separato per evitare di venirne offuscato, confuso, assorbito. Il desiderio è quello di far affiorare l’esistenza di una realtà sociale, della quale mi onoro far parte, che potremmo definire Nuova Resistenza. Non è composta da ex partigiani, non ha obbiettivi strategici da sabotare, non ha bandiere o connotazioni politiche, non ha ricorrenze o piazze in cui manifestare. È un insieme di persone normali, semplici, lavorative, potremmo definirli neo Resistenti, che quotidianamente lottano per sopravvivere all’andazzo dei tempi. Resistono alla più alta pressione fiscale europea, alla mancanza di lavoro, alle speculazioni bancarie che annientano i risparmi degli azionisti. Resistono all’Europa degli speculatori finanziari, alle pensioni da fame, alle promesse elettorali, puntualmente disattese, alla disinformazione della televisione di stato, ai notiziari di Rai News 24 con l’onnipresente Renzi per il quale tutto funziona a meraviglia. Resistono al cattocomunismo imperante, all’invasione dei migranti, all’ingerenza clericale. Resistono alle devastazioni dei centri sociali, ai sindaci che dipingono di onde blu le vie dei centri storici, alle esagerazioni comportamentali degli animalisti e dei vegani. (...) Per il futuro auspico a questa nuova Resistenza, che annovera tra le sue vittime per (...) di trovare il suo giorno di ricordo e di celebrazione. (...), paritariamente a quella storica.
Dario Lampa
(Cremona)

Anche nelle piccole società si impara il calcio e il basket

Egregio direttore,
volevo, a distanza di due anni, replicare alla sua risposta ‘Da che mondo e mondo un baby sportivo sogna di arrivare a giocare in un grande club… Anzi in molte realtà c’è sinergia tra i due livelli’. Sull’ultima frase concordo proprio; probabilmente nella mia sostenevo proprio questa tesi, ma mi lamentavo che la sinergia era ed è a senso unico, e paragonavo il modo in cui avviene al colonialismo: rubare tutto quello che si può perché vince la legge del più forte, questo era infatti il titolo dato alla lettera. E’ facile attirare i baby atleti con lo specchietto! Lo spunto per riscrivere questi concetti arriva dalla polemica nata dal fatto che Rampulla ha ventilato la soppressione della scuola di calcio alla Cremonese!? Questa novità mi ha spinto a riproporre le mie tesi sui rapporti fra la grande società e le minori.
Mi sono chiesto: forse il grande Rampulla sta vedendo lo sport con occhi nuovi, forse si avvicina al mio pensiero? Mah! (...)
In quella mia vecchia lettera prospettavo una stretta collaborazione fra la grande società e le piccole, auspicando assistenza ed aiuto alle piccole da parte della grande e non opera di sciacallaggio. Lasciare i bambini bravi nelle piccole società significa ravvivare l’entusiasmo di tutta la provincia verso il basket. Nelle piccole società, ebbi a dire già altre volte, c’è modo di imparare come e forse meglio che nelle grandi. Il modo per creare e portare buoni giocatori alla squadra maggiore seguono altri percorsi, specie al giorno d’oggi! Come appare nella lettera al giornale in data odierna (21 agosto 2016), alcune società minori di calcio rivendicano la capacità di insegnare il calcio. Sono d’accordo come sono sempre più convinto che il basket si impari bene anche in periferia, a Gussola come a Pizzighettone, a Crema come a Casalmaggiore come dimostra la storia del basket cremonese, Soresina è stato per anni un esempio ed un faro per tutta la provincia!
Mauro Agarossi
(dirigente ASD Soresinese Basket 06)

Sisma/1.
Dopo la tragedia la sfida vera è la ricostruzione
Egregio direttore,
nelle zone colpite dal terremoto in Centro Italia è intervenuta la Protezione Civile e sembra che, dai primi dati, si possa dire che l’intervento sia stato tempestivo ed efficace. Del resto, la Protezione Civile, messa in piedi dall’indimenticabile Zamberletti, dopo il terremoto del Friuli del 1976, ultimamente ha sempre lavorato discretamente; e questo indipendentemente dalle vicende giudiziarie e non dei suoi coordinatori, primo fra tutti Bertolaso. Noi tutti speriamo che i soccorsi e gli interventi di sistemazione siano efficaci e veloci ma il problema, come insegnano la vicenda dell’Aquila e altre situazioni post-terremoto, come quella dell’Emilia, è sempre quello delle procedure di ricostruzione, soggette a storture e a fenomeni di corruzione generalizzata. Voglio credere che si tragga insegnamento da quelle vicende per non ripetere gli stessi errori. Mi permetta di concludere che Renzi è, dal suo punto di vista, e paradossalmente, ‘un uomo fortunato’, perché il terremoto gli permetterà di corroborare la sua richiesta di flessibilità alla UE e alla Merkel con ragioni più valide di quelle che ha avanzato alla cancelliera tedesca in occasione dell’incontro di Ventotene (e la Merkel non potrà dire di no); ma soprattutto perché le problematiche della ricostruzione gli consentiranno di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle questioni ancora pendenti, a cominciare dal referendum sulla riforma del Senato fino alla crisi economica.
Questi sono i fatti; vedremo se il presidente del consiglio saprà affrontarli, come dovrebbe essere per ogni uomo politico degno di tal nome.
V. Montuori
(Cremona)

Sisma/2.
Travolgente l’ondata di solidarietà
Egregio direttore.
la natura benigna, amica, produttrice di frutti e fiori e frutti nasconde, però, al suo interno, forze impetuose, distruttive ed imprevedibili. Di fronte ad esse l’uomo non può fare nulla, ma solo reagire come ha sempre dimostrato, con la travolgente forza dell’amore, che fa fiorire una lunga e straordinaria catena di solidarietà, che fa sentire tutti più uniti. Il recente terremoto ha evidenziato ancora una volta la piccolezza e l’impotenza del genere umano di fronte alle calamità naturali.
Preghiamo perché i soccorritori riescano a salvare diverse vite e vi siano molte persone pronte ad aiutare fisicamente, moralmente ed economicamente i terremotati del centro Italia, affinché, anche grazie al sostegno delle istituzioni, possano migliorare, il più presto possibile la loro situazione.
Maria Silvia Dioli
(Grumello Cremonese)

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