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6 agosto

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

06 Agosto 2016 - 14:08

Lettere al Direttore

IL CASODon Giuseppe Nevi

Islamica esclusa dalla messa
Don Nevi è stato frainteso
Egregio direttore,
pongo una riflessione in merito all’articolo uscito sull’edizione del 4 agosto, inerente la vicenda della ragazza musulmana che ha partecipato alla S. Messa in San Michele. Non le nascondo il mio disappunto nel leggere l’articolo, che seppur rispettoso delle opinioni di don Nevi, parroco di Sant’Imerio, mette in risalto la differente posizione dei preti coinvolti come per dimostrare la bontà dell’uno nell’accoglienza della ragazza e la chiusura dell’altro nella volontà di ‘respingerla’ (questo il verbo utilizzato). Ora, ad un lettore attento ed onesto non può certo suscitare rammarico tale contrapposizione, creata ad hoc per fare scalpore e dare una cattiva immagine di don Nevi. Se si analizza ciò che  avvenuto, al di là delle considerazioni qualunquiste, si può certo capire la volontà del parroco di Sant’Imerio, che con spirito di verità ha voluto spiegare alla ragazza le ragioni di ciò che sarebbe andata a fare partecipando alla S. Messa. Infatti, alla richiesta della ragazza, don Nevi non le ha negato la partecipazione, ma ha voluto farla riflettere per capire che cosa significa essere cristiani e che cosa significa essere musulmani. Non c’è stata quindi una volontà di esclusione o di rifiuto della persona, come viene  spiegato un po’ meglio tra le righe dello specchietto nella parte opposta della pagina (ahimè, pochissimi avranno avuto la pazienza di leggere). La decisione di non partecipare è  stata della ragazza, che dopo aver riflettuto ha preferito recarsi in un’altra parrocchia. Ciò che ha fatto don Nevi è stata a mio giudizio un’azione esemplare e nel segno di un’accoglienza vera, che non nega le diversità e il credo di ciascuno. Ha spiegato che la S. Messa non  è un incontro e nemmeno un’assemblea, ma  la partecipazione al sacrificio di Cristo che, fattosi carne,  è morto in croce per noi. Questa partecipazione non è riconosciuta dall’Islam ed  è proprio sulla base di questa differenza sostanziale che il sacerdote ha ritenuto che la manifestazione di solidarietà organizzata dalla comunità islamica andasse sviluppata fuori dalle chiese, non dentro. Diversamente, pur apprezzando lo slancio ecumenico, sarebbe stato ed  è stato un atto poco rispettoso del nostro e del loro credo. Come si suol dire: pane al pane e vino al vino. La vicinanza si può e si deve dimostrare in altro modo.
Marco Anzoni
(Cremona)


La proposta di partecipare alla messa in memoria del parroco trucidato a Rouen era stata lanciata dal consiglio francese del culto musulmano e poi dall’analogo organismo italiano. Vi hanno aderito le conferenze episcopali dei due Paesi. La presenza dei musulmani al rito domenicale ha avuto un significato di testimonianza contro la violenza e contro l’uccisione di un religioso cristiano. Ritengo sbagliato che un parroco abbia sostenuto che tale manifestazione di solidarietà si dovesse tenere fuori dalle chiese: pur con motivazioni ineccepibili, da tale scelta sarebbe scaturito un significato profondamente diverso.

LA POLEMICA

Non è vero che i profughi non sanno e non vogliono lavorare
Caro direttore,
vorrei rispondere al signor Dante Benelli di Drizzona, che a sua volta risponde ad una mia lettera pubblicata il 2 agosto. Vorrei innanzitutto fare alcune precisazioni in quanto il signor Benelli ha scritto delle cose inesatte. Io non dirigo una comunità ma bensì ho conseguito il diploma di dirigente di comunità e attività sociali. E alcune volte dopo la firma metto tale titolo. Chiarito questo, faccio presente che le cose scritte dal signor Manes non sono da me del tutto state smentite, ho soltanto chiarito alcuni punti che ho ritenuto importanti chiarire. Ho poi affermato che dare dei vigliacchi a coloro i quali scappano dalle guerre sia stata un’uscita non felice. Attualmente come volontario (la maggior parte di noi volontari lavorano) sono presidente dell’associazione onlus In cammino con S. Francesco la cascinetta didattica di Castelverde associazione che si autofinanzia. Il fine della associazione è di attivare corsi gratuiti (meccanica, ciclomeccanica, informatica, orto sociale ecc). La nostra associazione è nata per dare qualche opportunità in più ai giovani (ma non solo giovani) con lo scopo di fare riscoprire la propria manualità. Noi ospitiamo tutti, non escludiamo nessuno, sempre però attenti alle regole dello status quo. E’ da circa un anno che abbiamo l’onore di aver come allievi alcuni ragazzi della Caritas con i quali abbiamo iniziato un corso didattico importante. I ragazzi oltre ad interagire con i nostri allievi italiani, all’insegna di una sana aggregazione, hanno imparato ad aggiustare così bene le biciclette che la Caritas li usa al proprio interno per aggiustare le loro biciclette. Da noi fanno anche volontariato. Ci aiutano nella manutenzione e pulizia della cascina e sono bravissimi. Noi in cambio a volte diamo loro una piccola paghetta e li ospitiamo in cascina a mangiare. Gli immigrati che abbiamo conosciuto sono delle bravissime persone (sia cattolici che mussulmani), educate e cortesi e mi permetto di dire gran lavoratori. Che poi fra di loro ci siano dei furbetti (che noi non abbiamo conosciuto) questo è fisiologico come in tutte le realtà umane.
Quindi non e’ vero che questi ragazzi non sanno fare nulla. Alcuni sono diplomati, altri laureati, altri nel loro paese erano meccanici, muratori ecc. Mi si consenta di dire che a loro mancano le stesse opportunità che mancano a volte anche ai nostri ragazzi italiani, essendo però più penalizzati, perché non avendo documenti idonei non possono frequentare le nostre scuole o lavorare. Io capisco la polemica di taluni, ma non posso ammettere che si debba andare ad offendere persone già in sofferenza e deboli.
Come volontario indipendente e al di sopra dei vari inconcludenti bla, bla, bla, mi sono permesso di fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo per denunciare l’attuale inconsistente gestione del fenomeno immigrazione che viene gestito con soldi pubblici, senza però alla fine dare a queste persone un futuro. Si spendono e alla fine si sprecano milioni di euro comunitari per tenere parcheggiate persone che alla fine saranno rimpatriate.
Gabriele Cervi
(Cremona)

Sono favorevole agli speed check
Signor direttore,
consapevole che fra le mura urbane avvengono molti sinistri, da ciò la necessità di calmierare i vari utenti stradali, condivido la scelta dei check speed o come diavolo si chiamano. Si sente la necessità, oltre che di correggere la velocità degli autoveicoli, di esprimere il disappunto per quei ciclisti che non utilizzano le ciclabili, non dispongono di luci di posizione e altro... Polemica su polemica, ma se siamo sulla strada un comportamento comune va ascritto.
fbasso@libero.it
(Cremona)

Renzi fa le ferie a Rio e io ve lo dico in rima
Egregio direttore,
voilà, porca l’oca:/ vacanze carioca!/ Il premier con i suoi/ non sono più tra noi,/ qual trama più sottile/ delle ferie in Brasile?/ Si creda pure un Dio/ ma se la Borsa affonda/ sia giusto mandi in onda/ le lor vacanze a Rio?
P.F. Mari
(Cremona)

Divieto di sosta cartelli occultati. Perché?
Egregio direttore,
recentemente nel quartiere Giuseppina in piazza Migliavacca e via Rivelli, sono stati installati divieti di sosta al mercoledì e al venerdì dalle ore 11 alle 12,30 per pulizia strade. Ma come si evince dalle foto che vi ho inviato in redazione, i cartelli sono stati installati in modo da essere occultati alla vista degli automobilisti che parcheggiano. Domanda: si tratta di una svista o di un altro modo per far cassa? A volte a pensar male ci si azzecca.
Eliso Paolo Subacchi
(Cremona)

Noci su Eisenhower fa marcia indietro
Egregio direttore,
l’ex presidente della Fondazione Ponchielli Serghei Nociski risente ancora dei postumi del ‘tragico’ evento (per lui ma non per i laboriosi soresinesi). Il caldo africano aggrava uno status mentale approssimativo, necessitando di interventi mirati. Il prode Anselmo, sorry, Serghei Nociski (alias Noisettes), uomo qualunque, nella precedente epistolona, cacofonica, affermava categorico, dopo aver consultato volumi su volumi, citandone anche i titoli, su Eisenhower di non aver trovato traccia della famosa frase incriminata: «L’onore dell’Italia è stato salvato dai combattenti di Salò», ragionamento da soldato a soldato, estraneo alla politica, essendo appurato che da antifascista non poteva adorare Mussolini! Oggi fa marcia indietro, rifugiandosi nell’angolo, piagnucolando! Parla d’indagini, effettuate da Sherlock Holmes? Miniaturizzato incute profonda tenerezza. La mia portinaia, santa donna, non consulta i «gossipari» ma aspetta ansiosa La Provincia per farsi un paio di risate, quando appaiono, miracolose, le sue meditate letterine. A mo’ di propaganda le rifila al vicinato che contento approva; rivolgendo all’autore epiteti impubblicabili!
Luciano Pedrini
(Cremona)

Anch’io saluto due eroi del pedale
Egregio direttore,
ho letto con una certa emozione il ricordo del signor A.M.G. sicuramente amante sincero del ciclismo che con commovente sentimento e vibranti parole ha esaltato il ricordo di due magnifici interpreti dilettantistici di questo grande sport che vorrei ancora una volta citare; Fausto Guadrini ed Eugenio Pedretti. Sono trascorsi molti anni dalle loro comuni gesta rese indimenticabili per quelli della mia generazione che, seppur giovanissimi, le hanno vissute e condivise nonostante l’umiltà dei protagonisti non ne abbia fatto risaltare la grandezza. Un destino ingiusto li ha accomunati in una battaglia impari contro mali infami. Questa volta ‘il caro Geni ed il caro Fausto’ non ce l’ hanno fatta, nulla hanno potuto contro l’erta più dura e più spietata, a nulla è valsa la loro tenacia temprata da dure battaglie sul mezzo a due ruote. Nello scontro più difficile, la lotta per la vita hanno dovuto soccombere. Un’erta impossibile, insormontabile che ha piegato la forte fibra messa sempre a dura prova non solo dal mezzo a due ruote. Io so che si sono battuti con coraggio e discrezione fino all’ultimo e che la loro onestà e modestia resteranno un esempio per tutti coloro che con silenzioso affetto sono stati loro vicini nei momenti più difficili in cui anche mantenere la speranza si fa dura.
Angelo Ongari
(Cremona)

Lavori fatti a Gombito
Non c’è disinteresse
Egregio direttore,
ci rivolgiamo a lei per rispondere alla lettera della dott. Pedrazzini del 2 agosto nella quale viene evidenziato un certo disinteresse dell’amministrazione comunale di Gombito nella cura degli spazi pubblici, cimitero compreso. Qui vogliamo affermare con chiarezza che tale immagine non corrisponde al vero: a noi non risultano pervenute segnalazioni di rifiuti abbandonati; il parchetto ‘La corte dei giochi’ è stato completamente rinnovato con giochi sostituiti a maggio 2016 e l’area è in attesa di inaugurazione ufficiale. Tutti questi lavori sono stati voluti ed eseguiti da parte della maggioranza e da alcuni volontari (quindi manodopera a costo zero) che offesi ed umiliati dalla denuncia della figlia della suddetta dottoressa (consigliere di minoranza), attendono ancora di comprendere come mai in questa famiglia c’è un così forte interesse per il verde in generale, e pubblico in particolare. Per quanto riguarda il cimitero negli ultimi due anni l’area è stata rintonacata, ripitturata e ripiantumata. Come mai la sensibilità della Dottoressa è stata così sollecitata dalla visione del topo e di qualche foglia secca attuale e non è mai stata turbata dalle condizioni di totale abbandono di anni e amministrazioni precedenti? Forse il fratello della dottoressa, allora vicesindaco, impediva una visione più oggettiva?...
Gruppo di Maggioranza

(Gombito)

Santa Sede chiusa di notte
Di chi ha paura il Papa?
Gentile direttore,
è di qualche giorno fa la triste notizia proveniente da Rouen (...). Alcuni mesi fa, papa Francesco invitò i parroci ad aprire gli oratori e le chiese ai richiedenti asilo ad accogliere i fratelli migranti e se necessario tenerli aperti anche di notte. All’udienza del mercoledì successivo aggiunse che non bisogna aver paura degli stranieri, è solo propaganda di certa politica. Silenzio assoluto invece sulle centinaia di chiese cristiane date alle fiamme in Africa e in Asia, censura totale sulle suore stuprate e sui missionari ammazzati a colpi di machete dalle milizie islamiche nei paesi sopracitati. Eccolo servito il Santo Padre, un sacerdote assassinato per mano islamica, il primo in Europa, un martire ed è solo l’inizio perche tra non molto il tiro si alzerà verso i vertici della chiesa di Roma. Sembra che la città' del Vaticano venga chiusa ai fedeli dalla 20 alle 7 del giorno successivo. Una domanda sorge spontanea, di chi avrà mai paura Sua Santità e i suoi sudditi alla luce del fatto che gli stranieri non sono un pericolo?
Andrea Zecchini
(Camisano)

Impariamo a usare gli eco carburanti
Gentilissimo direttore,

mi permetto di evidenziare che proprio ieri ho visto sul quotidiano la promozione del trattore stradale IvecoStralis ma non quello ecologico a metano liquido (LNG). Vorrei evidenziare che a Piacenza, poco distante da noi, si vanno a rifornire gli ecoIveco a metano che trasportano l’acqua Levissima nei centri commerciali e appartengono all’azienda Maganetti spedizioni. L’autista gentilissimo mi ha fornito i consumi: 200 kg. di metano liquido per 700 km. di autonomia e 40 kg. di metano gassoso per 150 km. d’autonomia quindi 850 km di atonomia a gas. Detto questo....forse si dovrebbero diffondere questi dati e magari anche da parte di qualche concessionaria invece dei soliti carburanti cari e puzzolenti e distruttivi della nostra salute.
Alex Conti
(Cremona)

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