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22 luglio

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

22 Luglio 2016 - 10:41

Lettere al Direttore

IL CASO

Il soffitto è trattenuto da assi di legno
Soffitto puntellato da anni. Gravi disagi al cimitero


Signor direttore,
leggendo su ‘La Provincia’ lettere che si lamentano (giustamente) delle erbacce sulle tombe del cimitero di Cremona, ho trovato il coraggio di mandarvi le foto dell’ala semi interrata Gruppo A del grattacielo, dove ci sono i forni dei miei genitori.
Questo degrado (il soffitto è trattenuto da assi di legno fatiscenti e puntellato da tubi arrugginiti e quando piove filtra acqua che rende scivoloso il pavimento) c’è dal settembre del 2012, e peggiora con il passar del tempo, tanto da farmi temere che crolli tutto quando mi reco in visita ai miei cari.
Nel gennaio del 2015 ho segnalato questa cosa agli uffici del Cimitero, lasciando tutti i miei dati e le coordinate del posto da sistemare e mi è stato assicurato che avrebbero mandato gli addetti ai lavori a chiudere almeno i buchi. Questa primavera, avendo visto lì intorno dei muratori con calce e cazzuola mi ero illuso che finalmente fossero arrivati, non è stato così, hanno chiuso solo i buchi più piccoli, lasciando l’ala che avevo segnalato, esattamente com’è da quasi quattro anni.
Spero che, se pubblicherete questa lettera (vi ringrazio anticipatamente per questo) gli addetti al lavoro siano più solleciti a fare le riparazioni.
Maurizio Lambri
(Cremona)


C’è poco da aggiungere. Giudico scandaloso che dopo quattro anni non si sia posto rimedio alla situazione con un intervento di ripristino urgente per la dignità del luogo e per la sicurezza di chi lo frequenta.

LA REPLICA

Sport Management collabora con oltre 300 società
Signor direttore,
in relazione alle affermazioni del consigliere comunale Andrea Sozzi, ospitate sulla vostra testata in data 10 luglio e 19 luglio, la società Sport Management ci tiene a precisare quanto segue.
Sport Management ha presentato al Comune di Cremona, come è noto, una proposta di project financing che prevede l’investimento di ingenti capitali, mantenendo quasi inalterato il contributo economico comunale ad oggi garantito per la sola gestione dell’impianto sportivo. L’obiettivo è quello di migliorare la struttura e gli annessi servizi, con un progetto gestionale che tuteli le realtà locali garantendo l’accesso e l’utilizzo dell’impianto a prezzi convenzionati.
È scorretto e assurdo affermare che Sport Management fagociti le piccole società, anzi è esattamente il contrario: abbiamo sviluppato collaborazioni di successo con oltre 300 società in tutta Italia che hanno conservato la propria identità territoriale e hanno attivato una partnership con Sport Management per poter portare i propri giovani in una struttura di alto livello, perché sostenere queste attività era troppo oneroso.
Nella maggior parte dei 45 Centri Natatori gestiti in tutta Italia, Sport Management porta avanti rapporti di partnership che coinvolgono associazioni del territorio, strutture sanitarie, cooperative sociali, associazioni sportive per diversamente abili, che sono da sempre considerati interlocutori privilegiati per lo sviluppo delle attività del Centro. Queste realtà praticano e fanno crescere le proprie attività sportive anche a livello agonistico (nuoto, pallanuoto, nuoto sincronizzato), in maniera del tutto autonoma, risultando nello stesso tempo perfettamente integrate nell’armonia della gestione. Anzi, Sport Management sostiene queste realtà, affittando gli spazi acqua con corsie dedicate alle specifiche attività a prezzi agevolati, proprio come è stato presentato nel progetto per Cremona.
Inoltre, Sport Management affianca e sostiene lo sviluppo di particolari progetti sportivi, un esempio il progetto AcquaRio, dedicato al supporto dell’attività di otto nuotatori paralimpici italiani che si preparano alle Olimpiadi di Rio, appunto. A questi atleti Sport Management ha concesso gratuitamente alcuni spazi acqua per gli allenamenti nel Centro Natatorio di Brugherio, in provincia di Monza, quando non sono stati disponibili gli spazi su Milano. In più il Centro ospita gli atleti nella palestra.
Inoltre, il caso dell’atleta Giulia Verona è esemplare, perché Sport Management sta garantendo alla giovane atleta cremonese tutto ciò che le occorre per raggiungere i risultati che il suo talento merita.
L’operato di Sport Management è trasparente e attento alle esigenze della comunità e lontano dall’immagine negativa che si vuol far passare, prendendo tutte le distanze dalle comunicazione negative e non veritiere emerse negli interventi del consigliere comunale Andrea Sozzi, anzi riteniamo che il nostro arrivo può essere solo un vantaggio, sfruttando a pieno la nostra esperienza e la nostra managerialità, sia per gli atleti che vogliono crescere sia per la Città che vede sviluppare e migliorare i propri servizi.
Infatti Sport Management collabora in maniera totalmente sinergica con le istituzioni e le tante società sportive territoriali, rispettando le identità locali e fornendo appoggio e sostegno attraverso la sua struttura ampiamente organizzata, anche a livello sportivo agonistico. In questo modo gli atleti di talento delle varie realtà locali non devono andare altrove ad allenarsi, cercando opportunità di crescita in altre società, ma possono rimanere radicati allenandosi nelle società d’origine, con il supporto di Sport Management.
Ci sarebbero tanti esempi all’interno dei Centri gestiti da Sport Management che attestano questa collaborazione virtuosa tra le società locali e la nostra società, tra questi la sinergia tra il Team Canottieri Lecco e il Team Nuoto Sport Management nel Centro Al Bione di Lecco, il supporto reciproco tra la società Master Nuoto Sport Management, il Sincro e il Nuoto Master Melzo (MI) e la collaborazione tra la Busto Sincro e il Syncro Sport Management.
Ufficio stampa Corporate Sport Management

Che fine hanno fatto i postini?
Da tre settimane senza posta
Egregio direttore,
voglio portare a sua conoscenza un problema che ormai si presenta da diverso tempo.
Abito in città e da ben tre settimane non ricevo più la corrispondenza ordinaria. Essendo una sua quotidiana lettrice, ho avuto modo di venire a conoscenza che anche in altri quartieri cittadini e non, c'e lo stesso problema.
Ma che fine hanno fatto i portalettere? Non ne vedo più neanche uno in giro! La cosa che mi stupisce è che le bollette arrivano eccome e pure puntuali, la posta ordinaria no. Va bene che questo tipo di corrispondenza è gestito diversamente, ma ad esempio una persona che ha stipulato un abbonamento per posta e ne vorrebbe usufruire cosa fa? Disdice tutto? Non legge più? Spero in una soluzione a breve.
Lettera firmata
(Cremona)

Le società seguano le norme del ministero della Salute
Egregio direttore,
mi sia concesso esprimere le mie perplessità in merito al decesso del 77enne stroncato da un malore durante una partita di tennis alla Canottieri Bissolati.
Sono almeno 15 anni che il ministero della Salute emette comunicati per scoraggiare le persone anziane e non solo, ad astenersi nella stagione estiva a praticare attività sportive nelle ore più calde e precisamente dalle ore 11 alle 18, chiarisco per evitare fraintendimenti che mentre per un cittadino comune che decide spontaneamente di praticare attività sportive in orari sconsigliati, e patisce un malore che talvolta può essere fatale, non si può certamente imputare tale malore a nessuno, ma per una società canottieri frequentata da migliaia di iscritti è necessario un regolamento che si adegui alle note del ministero della Salute, sconsigliando vivamente l’accesso tassativamente ai campi da tennis esposti al sole per esempio quando la temperatura supera i 30 gradi (quando è accaduto il tragico fatto alle 16.30 circa del 19 luglio, la temperatura era di 33-34 gradi).
Faccio notare che in molti villaggi turistici d’estate durante la giornata c’è la presenza di un medico. (...) Auspico che la direzione della Bissolati e di tutte le Canottieri cittadine, tramite i propri direttivi, deliberino celermente esprimendosi a favore, delle indicazioni del ministero della Salute.
Elia Sciacca
(Cremona)

In via S. Zeno buche pericolose
Ma chi controlla certi lavori?
Egregio direttore,
mi associo alla lettera del signor Moreno Formis del 20 luglio nella quale, giustamente, segnala che bastava ‘qualche badilata di catrame’ in più per rendere l’intervento di asfaltatura a macchia di leopardo di via San Zeno meno criticabile.
Da fruitore ciclista giornaliero della via, alla vista della preparazione del manto stradale e successiva apparizione delle costose macchine operatrici, ho pensato che il momento tanto atteso era arrivato.
Invece mi ritrovo asfaltati alcuni rappezzi, mentre nella zone centrale della via rimangono profonde e pericolose buche.
A questo punto mi chiedo chi controlla il lavoro finale ed il risultato ottenuto dopo aver spostato e pagato macchinari complessi.
Bastavano proprio alcune badilate di catrame per accontentare questo piccolo gruppo di contribuenti del quartiere, che regolarmente si recano al botteghino a pagare le tasse. È come portare oggi a rammendare una calza piena di buchi e la sarta la restituisce dopo averne riparato solamente i più grandi con la promessa che riparerà i più piccoli nel 2017.
G. M.
(Cremona)

Il comunismo già condannato dalla storia, non da me!
Egregio direttore,
il pubblico ministero della storia contemporanea, tale Giorgio Carnevali, dall’alto della sua ridondante competenza, conferma che la verità è un optional della sinistra, adattabile ai terribili fatti che dal ‘43 al ‘45, con la guerra fratricida hanno costellato il panorama insanguinato dell’Italia. Asserzioni strampalate lontane dalla realtà!
Con certezza è appurato che i mascalzoni e persone per bene c’erano sia da una parte che dall’altra e soprattutto, malgrado ciò sparavano tutti! Scimmiotta i vincitori che si rifanno spudoratamente al ‘guai ai vinti!’, affibbiando loro tutte le fettenzìe compiute. Ha velleità umoristiche che rimangono tali. Pretende di graffiare; a mala pena fa il solletico. Respingo categoricamente l’accusa sia di negazionismo che di revanchismo! Testimone della guerra civile sono qui in tale veste per raccontare la verità nascosta che l’antifascismo tenta, maldestro, di occultare e modificare.
Come fa il maestrino della penna rossa, avvolta nello scudo crociato, negando anche l’evidenza! Tira in ballo i campi di sterminio nazisti (puntuali come una cambiale) ma tace spudoratamente su quelli bolscevichi, antesignani nel tempo, spuntati come funghi negli anni ‘30, opera omnia del più grande gangster del XX secolo. Quel baffone di Giuseppe Stalin ideatore e costruttore di tutti i campi di sterminio siberiani. Ignorati dai viaggi della memoria anche se a milioni morirono ebrei, gay, dissidenti, persino comunisti italiani non allineati. La storia però ha già ristabilito la verità su tragedia e ferocia del comunismo e su prevedibilità e positività della destra conservatrice, cattolica e nazionalista, allergica al cattocomunismo. Da qui la qualifica di italioti a quelli che sostengono quell’incesto assurdo e abnorme connubio tra comunismo e cristianità che fa a cazzotti con la logica! Che lui gradisce e sostiene!
Luciano Pedrini
(Cremona)

Unioni civili, per i sindaci non c’è l’obiezione di coscienza
Gentile direttore,
mi scusi ma non capisco perché il Sindaco di Montodine dovrebbe dare delle motivazioni per la celebrazione delle unioni civili. Le leggi dello Stato vanno rispettate e fatte rispettare specie se si ricopre la funzione di primo cittadino.
In realtà i Sindaci non possono rifiutarsi di fare un atto d’ufficio, dal momento che giurano sulla Costituzione e si impegnano a rispettarla, indipendentemente dai propri convincimenti personali.
La legge Cirinnà, in vigore dal 5 giugno 2016, è stata introdotta dall’art.1, commi 1-35, della legge 20 maggio 2016 n° 76, pubblicata in gazzetta ufficiale della Repubblica italiana il 21 maggio 1016 ( GU serie generale n° 118 del 21-05-2016) e non prevede l’obiezione di coscienza.
Gian Pietro Garoli
(Sindaco di Casalbuttano ed Uniti)

Quel fascista cercava disertori e mi mise una roncola al collo
Signor direttore,
sono una donna anziana di 88 anni. Le scrivo per raccontarle un mio ricordo che mi viene ancora alla mente a molti anni di distanza.
Era il 1940, c’era la guerra e avevo 12 anni. Abitavo in una cascina di Alfiano Nuovo. In quel periodo vagava per le campagne intorno a Corte de’ Frati un fascista che faceva spavento solo a guardarlo: vestito di nero, un fregio a forma di teschio sul cappello, pistole infilate nella cintola, cinture di munizioni a tracolla, coltelli, granate a mano. Aveva l’abitudine di capitare all’improvviso nelle case, magari mentre la gente mangiava. E terrorizzava tutti, frugava nelle stanze e minacciava con le pistole.
Un giorno capitò nella povera cascina dove abitavo con la mamma e il papà, la mia nonna e i miei tre fratellini. Entrò nella cucina dove stavamo cenando e mi ghermì davanti ai miei famigliari spaventati e dopo avermi afferrata la folta chioma mi mise una roncola al collo. Cercava dei disertori e minacciava di morte una bambina affinché confessasse. Quell’episodio mi colpì molto e ancora adesso lo ricordo nelle mie notti. Non so che fine abbia fatto quell’uomo. Il suo nome era Mario Merlini.
Esterina Tomasoni
(Cremona)

La Regione stanzia soldi ma dimentica Casalmaggiore
Egregio direttore,
La Provincia del 20 luglio presenta con giusta evidenza il milione di euro stanziato dalla Regione per le ciclabili a Cremona; ricorda poi i 700.000 euro dati, sempre dalla Regione, a Crema per un tunnel ciclo pedonale. E a Casalmaggiore? Niente!
Dato che quello pubblicato non è un caso isolato ma ormai una regola, mi chiedo: perché? Mi pare di ricordare prima fosse diverso.
Fabio Araldi

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    24 Luglio 2016 - 10:18

    insomma, Sciacca sostiene che delle società private dovrebbero impedire ai propri soci di giocare a tennis perchè il ministero della salute sconsiglia vivamente agli anziani di stare all'aperto nelle giornate troppo calde! invece a calcio e a bocce si potrà giocare tranquillamente (Sciacca ce l'ha proprio con il tennis !) anche a beach volley, e a briscola pure si potrà giocare anche se sotto il sole. Ricordo a Sciacca che sui pacchetti di sigarette c'è scritto "nuoce gravemente alla salute" e lo ha detto il ministero, che fa parte dello stesso Governo che ne mantiene il monopolio sulla vendita, ma allora le canottieri dovrebbero vietare ai soci di fumare perché lo ha "consigliato" il ministero della salute? Negare la libertà altrui non porta a niente di buono ( e io giocherò volentieri in luglio anche io fino ai miei 80 anni. Perché il tennis non è una questione di vita o di morte: è molto di più!)

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