Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

19 luglio

Lettere al Direttore

Email:

emanzini@laprovinciacr.it

20 Luglio 2016 - 04:00

IL CASO

Impianto di trattamento dei fanghi
Fanghi non trattati sui campi
L’ambiente è minacciato
Egregio direttore,
la terra è un bene di grande valore perché ci dà nutrimento, paesaggio, ambiente, immersione nella natura, produzioni di eccellenze agricole che rendono, nel nostro caso, la pianura padana un modello per l’Europa. Bisogna perciò fare di tutto per preservare la fertilità di questa terra e si rimane sconcertati nel leggere sulla stampa notizie come quella apparsa in prima pagina sulla Provincia del 13 luglio 2016 dal titolo ‘Fanghi non trattati smaltiti nei campi’ Circa 110 mila tonnellate di fanghi industriali non trattati nelle campagne di Cremona, Lodi, Pavia.
Una bomba chimica smaltita sui terreni, una discarica di sostanze nocive, perché non trattate né inertizzate, destinata ad avere serie ricadute sulla salute di persone ed animali. Anche se la ditta fuorilegge in questione è stata chiusa e ci sono indagini in corso rimane la possibilità che fatti analoghi abbiamo a ripetersi. Da qui la preoccupazione nel constatare il venir meno di tutti quei presidi di controllo necessari a tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini. Siamo preoccupati per i continui tagli al personale di controllo degli enti locali, la riduzione di risorse per le ex Province che stanno svolgendo metà dei compiti a suo tempo svolti per mancanza di fondi. Aumenta il degrado dell’ambiente e il personale necessario continua a diminuire come leggiamo anche oggi sul quotidiano in merito alla riduzione degli organici della polizia provinciale.
No, così non va. Non si può lasciare sguarnita una provincia a grande vocazione agricola senza adeguati strumenti e personale di controllo. La terra, anche la più fertile, finisce per impoverirsi di fronte agli attacchi di inquinatori e speculatori. Per questo servono organismi e presidi di controllo a tutela dell’ambiente, delle campagne e dei corsi d’acqua. Risorse e personale indispensabili se si vuol mantenere il territorio all’interno di una economia ed una agricoltura sostenibile capace di produzioni genuine ed eccellenti e perciò apprezzate dai consumatori.
Andrea Ladina
(presidente della Federazione provinciale dei Verdi, Cremona)


Lo smaltimento sui campi di fanghi non trattati non è consenguenza della mancanza o della scarsità di controlli: illeciti e abusi sono presenti in ogni attività e non esiste deterrente per scongiurarli. Comunque è vero che la polizia provinciale è sotto organico.

LA POLEMICA

Mio figlio ingiustamente multato a Sesto
Gentile direttore,
le chiedo spazio per lamentare un episodio accaduto a mio figlio. Venerdì 15/7 mio figlio riceve una raccomandata per una multa presa nel comune di Sesto ed Uniti. In quel comune e su quella strada lui non c’è mai andato e quindi siamo andati al comando di polizia locale di Sesto. Qui ho trovato maleducazione e arroganza.
Quando ho fatto presente la cosa il vigile non credeva a quanto raccontato dicendomi che la responsabilità era comunque di mio figlio. Peccato che il giorno della multa e a quell’ora le 12.44 mio figlio era a pranzo nella mensa della ditta dove lavora. La macchina era in concessionaria dove è rimasta per due giorni. Ho chiesto al vigile come dovevo fare per contestare. ..risposta: è un problema suo e non mio. Dimostri che la macchina le è stata rubata e faccia denuncia...qualcuno la doveva pur guidare.
Complimenti gran bella onestà. Signor vigile, se anche le leggi non le ha fatte lei come ha detto, abbiamo risolto il problema da soli trovando nel personale della concessionaria educazione, professionalità e gentilezza. Dopo i controlli fatti hanno ammesso la responsabilità del loro meccanico.
Lavoro anch'io a contatto con il pubblico e devo dirle signor vigile. Come uomo in divisa ha messo in dubbio l'onestà di due cittadini gridando e non guardando nemmeno in viso le persone con cui gridava.
Giovanna Volpari
(Cremona)

Nizza/1. Responsabili anche i familiari degli autori
Egregio direttore,
ci stanno assassinando. Stanno ammazzando i nostri figli. Non esiste prevenzione, non esistono armi o eserciti o pena di morte per questi invasati di misticismo infetto che attentano liberamente alle nostre vite. Ora è il momento di prendere decisioni difficili ma inevitabili, lontane dalla filosofia democratica e buonista che ci considera tutti fratelli da capire e proteggere e con i quali integrarsi. La politica di salvaguardia dei diritti delle persone innocenti ora deve dimostrare che non è complice nel businnes del terrorismo con scelte dure e detestabili ma forse risolutive. Come? Responsabilità.
Colui che sta per compiere un atto barbaro contro gente inerme deve sapere che renderà complici del suo gesto tutti i suoi familiari. La colpa del padre ricadrà sui figli o i fratelli che saranno considerati criminali contro l’umanità, marchiati a vita in un mondo che li emarginerà senza riscatto. Credo che sia una bella responsabilità, difficile da digerire per uno a cui non sta a cuore la propria vita ma forse tiene a preservare quella dei suoi cari. (...)
S.C.
(Cremona)

Nizza/2. L’Islam ‘moderato’ è del tutto indifferente
Signor direttore,
è strano come tutto possa accadere, in un attimo, spezzando vite umane. È sufficiente dichiarare che stai consegnando gelati ed un mezzo pesante, un tir per l’esattezza (neanche fosse stato il tipico furgoncino dei gelati), può tranquillamente eludere le più rigide misure di sicurezza messe in atto a Nizza, come del resto in tutta la Francia, in occasione dei festeggiamenti del 14 luglio. Qualcosa di grosso ci si aspettava da parte dell'Isis ma nessuno si è preoccupato di controllare il carico di quel mezzo, che poteva trasportare di tutto, lasciato tranquillamente entrare in una strada chiusa al traffic.o. E nessuno si è preoccupato di chiedere documenti a questo essere (chiamarlo uomo mi sembra una bestemmia) che è stato lasciato libero di uccidere. Ed ancora una volta ne fanno le spese i più deboli.
Più di ottanta vittime che probabilmente potevano essere evitate. E l’ Isis chiama soldati questi delinquenti, che hanno dichiarato la guerra a persone indifese, soprattutto bambini: che prodezza! Ed intanto il mondo islamico quello considerato ‘moderato’ vive nella totale indifferenza, se non peggio, questi attimi di terrore bestiale.
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Nizza/3. L’attentatore poteva essere fermato
Gentile direttore,
mi è capitato di ascoltare questa affermazione dopo la strage di Nizza. ‘L'attentatore era dell’Isis e quindi non lo si poteva fermare’. Capo primo ho risposto non era dell’Isis e non era neppure un affiliato, molto semplicemente era una persona che aveva molti problemi e che ha usato l’attentato per vendicarsi di questa società che secondo lui lo ha messo in quelle condizioni. Ora però vorrei soffermarmi su un aspetto che spesso non viene preso in considerazione sia dalla politica che dai media. La domanda è si può fermare un pazzo che usa come in quel caso un mezzo di trasporto per fare una strage? Ebbene se analizziamo il racconto di alcuni testimoni prima che l’attentatore partisse per fare la strage, aveva fatto alcune manovre anomale tipo sgasare e muoversi avanti e indietro con il camion. Ebbene era il segnale che l’attentatore stava inviando sperando che qualcuno lo fermasse Non sarebbe la prima volta. Quando ci fu la strage delle torri gemelle alcuni attentatori furono fermati prima della strage in stato di ubriachezza anche quello era un modo per urlare la propria paura, in Belgio uno degli attentatori non ebbe il coraggio di farsi saltare assieme alle sue vittime, fuggì e fu ben contento quando lo catturarono, non sono super eroi sono persone che hanno molti problemi e tante paure e che usano l’ideologia del’Isis, di Al kaeda ecc, per superarle, l’Isis poi se ne appropria per farsi propaganda. .
Giuseppe Storti
(Bosco ex Parmigiano)

Non ho mai letto la biografia di Eisenhower
Egregio direttore,
avendolo contestato in una mia precedente in merito alla frase del generale Ike Eisenhower sull’onore dell’Italia che sarebbe stato salvato dai combattenti Rsi co-belligeranti dei nazisti, il kameraten Luc Pedrinen confidenzialmente ci informa che tale elogio gli è stato riferito da persone a lui molto vicine e meno male che tra queste, per credergli non ha citato anche la sua portinaia. Più avanti adombra in modo ridicolo che la famosa frase è stata eliminata addirittura da un complotto ordito dalla cricca demoplutocratica liberal-giudaico-massonica facendo emergere la sua vena nostalgica e razzista della vulgata del ventennio. Comunque, caro signor Pedrini nella mia non ho affermato di aver letto la mole di documenti del 5 volumi dell’immensa bibliografia del suddetto generale, ma ho riportato l'indagine di quanti in passato si sono già interessati alla questione poiché la castroneria da lei riproposta circola da decenni anche tramandata su libercoli pro-ex repubblichini (...).
Sergio.noci@tiscali.it


Signor sindaco, faccia seppellire quella donna
Gentile direttore,
e caro sindaco le chiedo di.... togliere il vestito della buracrazia nel quale lei è avvolto ogni giorno per trasformarsi in un cittadino normale che non può non rimanere scioccato da questo incidente burocratico avvenuto a Cremona per la nostra cara salma della concittadina parcheggiata all’obitorio di Cremona. I soldi ci sono, quindi avanti, superiamo tutte le barriere perché volere è potere! Mi appello, caro sindaco, alla sua umanità e al suo realismo: una persona morta merita rispetto. Mi appello anche a tutte le persone del Comune che possano consigliarle la scelta migliore, senza usare la politica che... troppo spesso fa più danni che benefici.
Alex Conti
(Cremona)

Sport Management fagocita le realtà sportive locali
Gentile direttore,
le chiedo la possibilità di chiarire alcune mie affermazioni riportate su La Provincia del 10 luglio scorso. L’attitudine della società Sport Management di fagocitare le realtà sportive dei territori su cui si insedia è un dato di fatto. La società stessa non ne fa mistero, vantando anzi sul proprio sito web un bacino di 1000 agonisti -solo di nuoto- raccolti tra le varie piscine che ha in gestione nel Nord Italia. Non vedo a cosa giovi negarlo, anche perché questa politica sportiva non è né scorretta né illecita: avrà però un impatto sul nostro territorio, e ignorarlo non ci aiuterà a prendere la decisione giusta. Il caso del cambio di tesseramento, quali che ne siano le motivazioni, della giovane campionessa cremonese Giulia Verona, a cui auguro i migliori successi, non è affatto il punto della questione -né ho mai detto una cosa simile- ma è pur sempre un dato di realtà, che, insieme all’arrivo di Sport Management, potrebbe segnare una nuova era del nuoto cremonese.
Andrea Sozzi
(Cremona)

Noi irriducibili vogliamo che i giovani sappiano
Egregio direttore,
Giorgio Carnevali non sbaglia quando il 12 luglio scrive: ‘Siamo al delirio più totale’ perché è avvolto nell’ebbrezza, nel turbamento e nell’esaltazione del suo delirio democratico. Questo gli impedisce di capire che non c’è pazienza che tenga per poter arrivare a vedere qualche risultato positivo, almeno per noi italiani, nel metodo di governo appioppatoci dai padroni delle stanze dei bottoni per estendere il loro dominio. Pedrini e il sottoscritto siamo i testimoni di quel tempo in cui si combatteva contro le prepotenze dei sopraddetti insaziabili boss e, per questo, preferiamo continuare a vivere una irriducibile diversità, non soltanto in quella veste, ma assumendo anche un ruolo critico verso i produttori di quel letame culturale che ci circonda. Riteniamo di far conoscere a chi non c’era la verità sui nostri tempi perché siamo sempre stati chiamati in causa con coloro che furono definiti feccia dell’umanità, criminali, esseri inferiori, dementi in quanto combatterono, a centinaia di migliaia, sotto le insegne della Rsi. Questi epiteti ci furono affibbiati da chi doveva giustificare la propria vigliaccheria. Esistono libri poco conosciuti in cui si parla delle vicende e dei sentimenti che animavano i giovani volontari della Rsi. È sufficiente leggerne almeno uno come, ad esempio, quello intitolato: ‘La generazione che non si è arresa’ scritto, nel 1964, da Giorgio Pisanò. Fu ristampato nel 1997, l’anno della sua morte con il titolo: ‘Io, fascista’.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Sogno la vecchia casa della mia infanzia
Signor direttore,
vedo ancora la vecchia casa dove fui bambino / la rivedo in fondo al mio cammino / brilla nel sole d’oro. Dice il cuore: oh vecchia casa sono tornato ancora / ti rivedo bella come allora / non partirò mai più. Vedo un volto che non c’è / un sorriso che svanì / ma vi porto ancora qui / nel cuore qui con me. Ma tu casa che un giorno vedesti / nel tuo cuore fiorire tanti affetti / anche senza parlare tu mi dici: / sogna ancora quei giorni felici!
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

E’ proprio vero, l’uomo deriva dalla scimmia
Signor direttore,
agli inizi del mio vivere nel mondo, non credevo che l’uomo derivasse dalla scimmia. Ma dopo il lungo il percorso della mia esistenza, la continua conoscenza di persone dispettose, invidiose, arroganti, mi ha costretto a ricredermi e a pensare che mi ero sbagliato.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi