Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

15 luglio

Lettere al Direttore

Email:

emanzini@laprovinciacr.it

16 Luglio 2016 - 12:13

IL CASO

Più vantaggioso assistere i profughi che gli italiani
Signor direttore,
c’è una euforia solidale che non durerà, vivrà il tempo di un'emozione digitale. Ma è giusta goderla finché dura. Papa Francesco invita ogni chiesa, monastero eccetera a ospitare una famiglia di profughi e lo fa con un tale ritardo da figurare bene solo per averlo detto e non per averlo detto molto tempo fa. Salvo pochi, siamo tutti eredi della crisi e portiamo in dote una rabbia sociale che divora pretesti per sfamare figli; come per miracolo si aprono le chiese (buone ultime) e prima case sfitte e prima ancora si edificano campi di transito in cui richiedenti asilo trascorrono quasi sempre troppo tempo, non imparano quasi mai una parola di Italiano, spesso non apprendono nessuna competenza professionale. Un mare di soldi in cui l’onestà cola a picco. Cosa distingue i richiedenti asilo dagli italiani in coda? Molto più di un’identità nazionale, non è ideologia di razza, ma consapevolezza di guadagno: con i primi ci puoi guadagnare, con gli Italiani no.
Prima gli italiani? No non conviene, tutto qui.
Questo Paese non discrimina i suoi concittadini come non disprezza il denaro, ma prende a funzionare con l’affidabilità impeccabile di uno specialista quando trasforma un migrante in oro più prezioso della droga e delle armi. Il razzismo non c’entra, l’intolleranza nemmeno. E’ l'ideologia del denaro, l’assuefazione alla convivenza nel Paese più corrotto d’Europa, l’Italia capitale: mafia è riduttivo. Gli italiani in fila non sono competitivi e come umani sono un traffico che non rende.
Maurizio Mondoni
onestofedele@hotmail.com


Non posso darle torto ma le chiedo che cosa possiamo fare, in questo frangente, se non offrire assistenza ai profughi e premere perché Unione Europea e Nazioni Unite predispongano piani di aiuto e di sviluppo nei Paesi dai quali i richiedenti asilo provengono.

LA POLEMICA

Preserviamo il suolo e lavoriamo per lo sviluppo della città
Caro direttore,
in merito alla lettera siglata S. M., pubblicata mercoledì 13 luglio, ritengo doveroso fare alcune osservazioni. L’area di via Mantova è un ambito di trasformazione consolidato: l’ultima variante generale ha semplicemente confermato la previsione del Pgt 2008 del centrosinistra, introducendo per una piccola percentuale anche una destinazione commerciale (...). Al tempo, il dibattito si era concentrato su quel 6% di destinazione al commercio al dettaglio, ma era emerso comunque un consenso diffuso rispetto alla potenzialità di un’area a ridosso dell’autostrada. L’attuale Amministrazione ha ribadito la funzione strategica di quel comparto, utilizzando anche i canali che Regione Lombardia e la Camera di commercio mettono a disposizione per individuare possibili operatori e sostenere l’intero processo di insediamento delle attività produttive, dal reperimento delle informazioni fino all’avvio di impresa. La variante introdotta è pertanto finalizzata a rinforzare la natura logistica di quell’ambito, aumentando la flessibilità delle destinazioni. La scelta, maturata attraverso un approccio che diffida di valutazioni ideologiche, è di favorire l’insediamento di imprese, consapevoli che un territorio deve facilitare nuove opportunità occupazionali. Il tema del consumo di suolo comporta prima di tutto risorse consistenti sulla rigenerazione urbana, per favorire interventi volti al recupero ed alla riqualificazione energetica, ambientale e sociale. Compito di una amministrazione è utilizzare tutti i canali di finanziamento possibili (pubblici e privati) per rilanciare parti della città storica e delle periferie, nonché per garantire interventi di recupero del patrimonio pubblico e privato. Questo comporta da parte dei Comuni la necessità di favorire l’operatività del settore edilizio all’interno del centro storico, confermando la flessibilità per la riqualificazione del patrimonio esistente, senza gridare allo scandalo se ci sono interventi di qualità in grado di ristrutturare, trasformare e spesso resuscitare, anche con nuove destinazioni, edifici storici fatiscenti. Inoltre, è necessario operare per limitare alcuni errori urbanistici del passato che, in molte periferie delle città italiane, hanno previsto piani di intervento sovradimensionati o di edilizia pubblica residenziale pesante, incapaci di garantire la vivibilità degli spazi pubblici e una dimensione relazionale e comunitaria dei quartieri. (...) La scelta di questa Amministrazione di togliere la previsione della strada sud è proprio in netta discontinuità con il passato recente e remoto, dal Piano Gamba, passando per la fine degli anni ‘70, dove era prevista anche una circonvallazione a sud della Villetta, eliminata nella versione proposta a Regione Lombardia e limitata a un raccordo stradale, fino ad approdare alla proposta attuale di Strada Sud.
Pertanto, in risposta alla lettera siglata S. M., che ci invita con tutto l’orgoglio del suo anonimato a cospargerci il capo di cenere, non posso che rivendicare le nostre scelte, dettate dalla necessità di coniugare le molteplici esigenze di una prospettiva territoriale: valorizzare il rapporto con la città e il fiume, mediante l’ampliamento del Parco del Po e del Morbasco e con una più concreta sinergia con la sponda emiliana attraverso il contratto di fiume; eliminare la previsione urbanistica di una infrastruttura costosa e inaccessibile quale è la Strada Sud. Nel contempo, non rinunciamo alle potenzialità dello sviluppo di un’area industriale come quella di via Mantova (...); ci impegniamo per la crescita di filiere produttive innovative nell’area del Polo Tecnologico e a promuovere quelle iniziative legate alle nostre tradizioni nei settori zoo– agro–alimentari, dei servizi solidaristici ed assistenziali e dell’industria culturale legata soprattutto alla musica.
Andrea Virgilio
(Assessore al Territorio di Cremona)

Paderno, sindaco scorretto verso la minoranza
Egregio direttore,
segnalo la continua condotta scorretta del sindaco Cristiano Strinati del Comune di Paderno Ponchielli, nei confronti della minoranza e quindi dello stesso consiglio comunale. Il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali cita che i consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici tutte le informazioni utili all’espletamento del loro mandato. Ebbene, il sindaco in questione spesse volte non ottempera a quanto sopra con tacite elusioni dei problemi e con risposte dilatorie tendenti a precludere il diritto di accesso agli atti. Troppo spesso di fronte a precise interrogazioni ha affermato per iscritto o a voce in consiglio di avere già risposto in merito mentre ciò non è mai avvenuto. In una recente interrogazione sul taglio indiscriminato di piante in diverse parti del territorio comunale con relativa sparizione del cospicuo legname di risulta senza nessun bando di gara per la vendita, il sindaco indispettito ha risposto di rivolgersi ad altri soggetti per chiarimenti come se il Comune e lui stesso non fossero direttamente competenti in materia. Ad altre interrogazioni sull’alienazione a privati di un’aiuola pubblica in via Aldo Moro, nonostante contenessero una serie di obiezioni tecnico-giuridiche sulla illegittimità della vendita, prima di dare risposte concrete, ha proceduto ugualmente all’atto notarile affermando di aver agito in modo legittimo. (...)
Sergio Noci
(consigliere di minoranza di Paderno)

Orina sul mio portone credo di sapere chi è stato
Signor direttore,
purtroppo devo denunciare un ennesimo episodio vandalico avvenuto in via Radaelli (piazza Lodi) avvenuto nel tardo pomeriggio del 12 luglio. Ennesimo perché il precedente era uno sputo sempre sulla porta di casa. Verso le 18.30 rientro a casa e trovo questo ‘regalo’ sulla porta di casa, pipi ovviamente umana vista l’altezza e la quantità (buona parte è entrata anche direttamente in casa) chi é stato non penso sia una persona che viene di sicuro da un ambiente civile (...). Ahimé non per razzismo né per populismo, che di certo non mi appartengono, devo constatare che quasi sicuramente il regalo é stato fatto da uno dei tanti ospiti della Casa dell'Accoglienza visto che più di una volta sono stati ‘beccati’ dalla sottoscritta a fare i proprio bisogni fisiologici davanti al portone dell'ospedale vecchio (di fronte alla casa in cui risiedo). Io non ho niente contro gli ospiti citati ma visto che ‘la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri’ vorrei che fosse così sul serio soprattutto per quelle persone che lavorano e pagano le tasse.
Elena Bonetti
(Cremona)

Linea Fs Mi-Cr via Treviglio condizioni indecenti
Egregio direttore,
chiedo cortesemente spazio nella sua rubrica per esprimermi in merito allo status della sicurezza della nostra linea ferroviaria Milano-Cremona via Treviglio espressa dal direttore commerciale Trenord, Rosa Frignola, sulle pagine del suo quotidiano. Ci terrei a far presente al direttore commerciale che noi pendolari conosciamo molto bene il livello di sicurezza della linea (del quale non dubitiamo) in quanto lo testiamo quasi quotidianamente sulla nostra pelle. Infatti, i costanti guasti ai passaggi livello (recentemente quello tra Casaletto Vaprio e Crema) fermano i convogli sia nell’immediato sia nelle fasce orarie successive creando forti disagi agli utenti. Per non parlare del materiale rotabile ‘antiquato’ che nel periodo estivo offre il servizio di ‘lotteria del climatizzatore’ dove, se sei fortunato a trovare una carrozza climatizzata, puoi godere di un viaggio a temperature umane quando fuori si superano i 35°. I pendolari sono stanchi delle promesse sia dell'assessorato regionale competente sia di Trenord. E’ ora che si prendano a cuore i propri clienti, i quali sborsano mensilmente centinaia di euro per un servizio che, a mio avviso, non li merita. La domanda sorge spontanea: se fossero loro ad arrivare in ritardo al lavoro a causa dei guasti del servizio pubblico oppure se viaggiassero in condizioni climatiche intollerabili per un’ora o più, come reagirebbero? Starebebro a guardare? Io non credo.
Christian di Feo
(Soresina)

Radiali per Cavatigozzi
Islamici, quante pretese!
Signor direttore,
l’articolo su La Provincia a pagina 8 di venerdì 8 luglio è veramente ridicolo. Noi cittadini di Cavatigozzi sono anni che finite le scuole della città, le radiali la domenica sono state soppresse, e con questo non ci siamo mai lamentati; in più non abbiamo mai preteso radiali concordate. La prima volta che la comunità mussulmana partecipa, con tutto rispetto alla loro religione, la fine del Ramadam presso la palestra di Cavatigozzi, si lamentano per la mancanza dei mezzi pubblici cioè le radiali.
Noi di Cavatigozzi sono anni che siamo sul pericolo tutti i giorni percorrendo la via Milano e non ci lamentiamo, mentre per la comunità mussulmana è pericoloso arrivare a Cava o in bicicletta o a piedi, ci vogliono per loro i mezzi pubblici concordati del Comune. Noi di Cava aspettiamo la ciclabile da anni (....) fino alla Cava per adesso non arriverà, Arriverà sino alla strada di Picenengo. Bella questa, invece di iniziare da Cavatigozzi, iniziano da Cremona, ma per noi di Cava che interesse ha la ciclabile a Picenengo? Purtroppo abbiamo capito che noi cittadini di Cava, anche con le riunioni fatte, non siamo ascoltati (...).
Giulio Resemini
(Cavatigozzi)

Il giornale dedica troppo spazio a Ventura
Signor direttore,
capisco che i politici cremonesi vogliono trovare spazio sul suo giornale per dire la loro. Però mi sembra esagerato lo spazio che viene dato ogni giorno (quasi sempre una fotografia, quando non sono due) al consigliere comunale Marcello Ventura, che ora è all’opposizione dopo aver combinato poco quando era il delegato allo sport del sindaco Oreste Perri durante la passata amministrazione. Ventura ora interviene su tutto, attacca tutti e cerca di diventare il paladino di chi ha qualche problema. Tutto legittimo per carità, anche se il suo partito non è certo quello che si può definire un colosso nelle preferenze dei cremonesi. Davvero non capisco (non ha una logica) lo spazio che il suo giornale concede a questo politico. Ormai attraverso le fotografie che quasi ogni giorno vengono pubblicate, lo abbiamo conosciuto di profilo destro e sinistro, di fronte, sorridente o arrabbiato, con gli occhiali o senza. Nessuno vieta a Ventura di dire la sua, ma farlo diventare una figurina come quella dei calciatori mi sembra davvero troppo.
F.C.
(Cremona)

Giardini pubblici, disastro
Ve lo dico in rima
Egregio direttore,
dopo l’avvicendar di qualche tonfo, per il rimbellimento dei giardini parve affacciarsi l’ora del trionfo, ma breve fu il sollievo ai cittadini. Patì di piogge l’infido calcestre, e successivamente la calura provvide a tramutarlo in pista equestre, un’onta, per la vista, che perdura... Chi possa raffrenarci d’evocar, i tempi d’un nostalgico passato, prima che l’intervento di Kipar ci rinseccasse il core assieme al prato? Scongiurerem la Vergin del Pilar, di rimediar a quanto deturpato?
P.F. Mari
(Cremona)

Eppure Eisenhower rispettò i combattenti della Rsi
Egregio direttore,
troppa grazia dal tovarish Serghei Noci (...). Ha le sembianze di quel giapponese ritrovato nella giungla in completo assetto da combattimento anche dopo anni dalla fine delle ostilità. Dovrebbe sapere, data l’età, che i piagnucolanti (coloro che frignano eternamente), secondo uno studio scientifico, spengono i neuroni. «L’onore dell’Italia è stato salvato dai combattenti della Rsi» è stato captato e divulgato da un corrispondente di guerra di un prestigioso quotidiano newyorkese.
Trascorsi 70 anni non ricordo la testata! In seguito, romano d’adozione, ho conosciuto un ufficiale dei marines dislocato presso l’ambasciata Usa in via Veneto. Amico carissimo, oltre a confermare la frase mi confessò che lui condivideva appieno. Pretestualmente l’ex presidente soresinese afferma d’aver letto libri e documenti dell’immensa bibliografia di Dwight David Eisenhower, una caterva di scritti impossibili da consultare in pochi giorni. Evidentemente lui conosce solo alcuni titoli scovati su Internet e, a mala pena, visto le sontuose copertine. Sta di fatto che l’affermazione, impolitik, introvabile sarà stata resa tale dalle centrali capitaliste - liberal - giudo - massoniche della Casa Bianca in combutta con lo Stato Maggiore del Pentagono. (...).
Luciano Pedrini
(Cremona)

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi