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7 luglio

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

09 Luglio 2016 - 08:28

IL CASO
Il canile va a Brescia
Inidoneo il S. Francesco
Egregio direttore,
mi riferisco all’articolo apparso sul suo giornale relativamente alla aggiudicazione alla clinica San Francesco di Brescia della gestione dei cani, attualmente ospiti presso il rifugio di Cremona e che dovrebbero essere portati a Brescia. Il Comuna, come pubblicato sul suo giornale, aveva dapprima dichiarato la inammissibilità della clinica San Francesco di Brescia poi, temendo una denuncia al Tar, cosa ha fatto? Non solo ha accettato il contrario di quello che il bando aveva espressamente richiesto — presenza di canile sanitario e rifugio nella stessa struttura, ubicazione nella provincia, distanza adeguata dal capoluogo — ma non si è nemmeno accertato se la clinica San Francesco aveva i requisiti richiesti per affidargli l’incarico. Da una indagine in anagrafe veterinaria regionale risulta che la clinica San Francesco non solo non dispone di un canile sanitario, l’unico esistente in tutta la provincia di Brescia è a carico dell’Asl che, avendolo avuto in concessione dal Comune di Brescia, non può certo cederne una parte, ma che la clinica San Francesco non è nemmeno censita a livello regionale tra le strutture sanitarie. Cosa dire poi del ribasso del 33% pari a un terzo della cifra di appalto se non che l’offerta non appare assolutamente congrua e adeguata a garantire ai cani cibo, cure, sterilizzazioni? Mi sembra che nei dirigenti del Comune ci sia parecchia confusione su come si fa e si gestisce una gara di appalto. È inutile richiedere requisiti specifici se poi di fronte alla possibilità di una denuncia al Tar va bene tutto! Cittadini, un servizio di meno!
Marina Aris

LA POLEMICA
Si sistemano le scuole di Cremona calpestando quelle di Crema
Egregio direttore,
la signora Maura Ruggeri, vicesindaco di Cremona (vedasi La Provincia di domenica scorsa) ha ribadito la necessità di tenere unite tutte le sedi dello Stanga presenti nel territorio provinciale ed ha anche suggerito aggregazioni per Crema: il liceo artistico Munari dovrebbe a suo dire andare insieme all'Istituto professionale Marazzi, perché avrebbero elementi formativi comuni. Mi permetta che dal Suo giornale io possa porgere pubblicamente alcune domande a questa signora. Primo: forse che il sindaco di Crema non sa gestire il proprio territorio ed ha bisogno di un aiutino da parte di colleghi cremonesi? Secondo: se non è opportuno dividere lo Stanga, perché mai bisogna dividere il Munari, che non ha alcun problema di dimensionamento, per risolvere i problemi di Ipiall e Marazzi? Terzo: come si fa a spacciare affinità tra liceo Munari corso design e Marazzi corso moda? Come noto, il Dpr 15/3/2010 n. 89 regola il nuovo ordinamento dei iicei mentre il Dpr 15/3/2010 n. 87 regola il nuovo ordinamento degli istituti professionali. Essi prefiggono obiettivi didattici e formativi profondamente differenti per i due percorsi, riassunti nei rispettivi allegati ai decreti ove vengono chiaramente delineati i profili educativi, culturali e professionali dei licei (Munari) e degli istituti professionali (Marazzi), che ovviamente sono tra loro molto diversi. Tutto questo appare altresì evidente nei piani di studio che prevedono quasi tutte materie differenti (e differenti classi di concorso per il loro insegnamento), ed anche per le poche materie comuni obiettivi alquanto diversi, visto il percorso liceale previsto per il liceo artistico Munari ed il percorso professionale previsto per l’istituto Marazzi. Ma ho seri dubbi che la vicesindaco di Cremona sia a conoscenza di tali normative e di tali differenti offerte formative. Nel caso, si informi meglio.
Ma, se come è possibile, fosse a conoscenza di tale norme, allora il suo intervento apparirebbe ancora più fuori luogo. Ma temo che la ‘ragion di Stato’ (ovvero mettere a posto le scuole di Cremona calpestando i diritti di quelle di Crema) sia in realtà l'unico elemento che ha motivato e motiva l'intervento di tale amministratrice pubblica.
Guido Antonioli
(Pandino)

Da Viadana a Vieste bella esperienza in comunità
Egregio direttore,
a volte basta poco, un pullman, qualche idea e tanta voglia di condividere un periodo con altre persone. (...) Quattro righe che descrivono una bella esperienza, quella fatta all’inizio di giugno assieme ad altre 100 persone, un soggiorno marino a Vieste, organizzato da Fausto Tenca, un impegno non indifferente, ma che alla fine ha dato parecchie soddisfazioni. Poteva essere tutto finito il 12 giugno, quando ognuno di noi scendendo dal pullman ha imboccato la strada per raggiungere la propria abitazione, ma non è stato cosi, me ne sono accorto mercoledì sera, il 29 giugno a Viadana, Tenca si esibiva con i cantanti Dino e Michele e tra il pubblico vi erano quasi tutti i partecipanti al soggiorno di Vieste, saluti, pacche sulle spalle sorrisi tra persone che sino a 20 giorni prima non si conoscevano. (...) Un’esperienza importante sia quella di Vieste, che quella di Viadana dove canzoni e parole portavano le menti e le sensazioni di parecchi di noi a quasi 50 anni fa, rivangando ricordi, momenti della nostra vita, ricordi belli e brutti, ma che sono state la nostra colonna sonora che ci ha portato sino ai giorni nostri. Ho sentito che tutto questo sarà presente in un cd, scelta a mio avviso importantissima perché metterà tutti sullo stesso piano e ci farà sentire protagonisti di una bella avventura. (...)
Sante Gerelli
(Gussola)

Con l’euro i nostri non eletti hanno ucciso l’economia
Signor direttore,
mai come in questo momento di difficoltà con l’euro, è difficile calcolare la misurazione della ricchezza mentre il concetto di risparmio è dinamico, quello di ricchezza è statico... Il primo concerne infatti un flusso di risorse che si accumulano in un determinato periodo di tempo, mentre il secondo concerne lo stock di beni reali o finanziari esistenti in un determinato momento. In realtà i due concetti sono collegati soprattutto nel senso che il risparmio accumulato durante un certo periodo di vita va, a parità di altre condizioni, ad aumentare la ricchezza di chi risparmia. La misurazione di tale ricchezza non è cosa facile perché dipende dal valore che varia nel tempo. Si pensi ad esempio al valore degli immobili, che varia nel tempo. Più facile sembrerebbe calcolare quello delle azioni (...). Non sono un economista, ma ho capito che i nostri non eletti con l’euro hanno ucciso il risparmio, e con esso il lavoro e di conseguenza l’economia.
olivosudati@libero.it

Grazie al comitato Alfiano 2000
Egregio direttore,
attraverso le pagine del suo giornale desidero ringraziare vivamente i fratelli Silvio e Giorgio Bonaldi e il comitato Alfiano 2000 per aver reso possibile il ritrovo degli ex abitanti di Alfiano Vecchio, Alfiano Nuovo, Pieve, Grumone e Ca’ dell'Ora. Una messa partecipata nella chiesetta affollata e un aperitivo condiviso sulle tavolate disposte nell’unica via del paese hanno permesso il piacevole incontro di gente di ogni età (dalla piccola Giulia di pochi mesi al novantaseienne Gino Pellizzoni) e hanno favorito il lasciarsi andare sull’onda dei ricordi.
Rosa Raffaini
(Cremona)

Concorso Enercom
Ho qualche obiezione da fare
Gentile direttore,
ora che il concorso ‘Dai luce alla bellezza della tua provincia’ si è concluso, desidero offrire alla sua riflessione alcuni spunti sull’organizzazione e la gestione del concorso stesso. Premetto che mi congratulo con i vincitori e sottolineo di non avere alcuna velleità di polemica nei loro confronti.
1. Poiché il concorso era basato sulla partecipazione popolare con la raccolta dei coupon, a mio parere sarebbe stato corretto rispettare quanto questa consultazione aveva promosso, ma, poiché si è ritenuto utile anche il giudizio di una commissione di esperti, questo non doveva prevaricare e sovvertire quanto il conteggio aveva espresso, bensì affiancarlo. Occorreva, cioè, prevedere una classifica sulla base della giuria popolare ed una sulla base della giuria di esperti (...).
2. Desidero evidenziare la scelta di dubbio gusto della pubblicazione, in data 28/6, di un lettore, non meglio identificato, che spara a zero sulle fotografie classificatesi ai primi posti nel giudizio popolare. Ritengo che una persona, anche se professionalmente preparata, non possa permettersi di stroncare le opere dei partecipanti, evitando di farsi identificare. Proprio perché si trattava di un concorso aperto a chiunque avesse inteso ‘dar luce alla bellezza’ del proprio territorio, ciascun partecipante, con i mezzi e l’abilità di cui era in possesso, ha creduto e voluto dare un segno di appartenenza e legame alla sua terra, lasciando agli amici ed ai parenti la possibilità di votare la sua opera. Spiace constatare che chi possiede, a suo dire, la tecnica sopraffina, poi manchi di stile e sensibilità. La tecnica senz’anima è un inutile esercizio di pratica manuale.
3. Ma torniamo al concorso. Il regolamento prevedeva che la scelta della giuria fosse fatta all'interno delle prime 20 opere classificate. Così non è stato, infatti, nelle 5 opere scelte, ve n’è una non inserita nei primi 20. E questo, a prescindere dalla qualità della foto, è scorretto.
4. Inoltre, nelle edizioni del giornale successive alla decisione della commissione, si ribadisce più volte che si ‘è tenuto conto della classifica della giuria popolare’, ma non si capisce come questo sia avvenuto, a fronte del fatto che le prime 4 foto premiate hanno ottenuto, in tutto, 14.337 punti, mentre le prime 4 della giuria popolare hanno totalizzato 48729 punti. Si obietterà che la qualità non è quella numerica, ma io rimando a quanto esposto al punto 1: erano necessarie due tipologie di classifica, per non dare ai lettori la sgradevole sensazione di essere stati ‘usati’ soltanto a fini di marketing.
5. Ultimo punto: com’è possibile, in data 25/6, titolare la pagina sul concorso in termini trionfalistici su un vincitore e poi, in data 29/6, ribaltare totalmente l’esito con un titolo che esalta il nuovo vincitore? Quantomeno inopportuno, a mio parere. Con queste riflessioni assolutamente personali, intendo offrire ai lettori ed agli organizzatori un’altra possibilità di vedere le cose, utilizzando la piazza comunicativa e di confronto che offre il giornale locale.
Lina Di Maio
(Cremona)

Risponde Davide Pettinari responsabile marketing e comunicazione Enercom: «Il concorso fotografico è stato ideato per dare la possibilità a tutte le foto di partecipare e cercare di vincere, anche quelle fatte da persone non professioniste del mondo della fotografia, grazie proprio al voto popolare dei coupon giornalieri. Sono stati pubblicati anche coupon con valore maggiore proprio per poter far arrivare tra i primi 20 anche fotografie che non ricevevano voti singoli. Poi per poter dare più valore al concorso si è deciso di istituire una giuria tecnica che scegliesse in base ai parametri indicati nel regolamento le foto veramente meritevoli, tra le selezionate dal pubblico, dal punto di vista fotografico e coerenti con il tema del concorso. Il tutto vigilato dal funzionario della Camera di commercio di Cremona e dal dottor Calvaruso, garante nei confronti del ministero per la Gestione corretta del concorso. Concluderei dicendo che è solo il primo concorso, ed avendo avuto un ottimo successo, verrà riproposto sempre per mettere in risalto la provincia di Cremona ed anche le critiche serviranno per migliorarlo e far si che il prossimo concorso fotografico sia ancora migliore».
Davide Pettinari
(responsabile marketing e comunicazione Enercom)

Considerazioni in rima su Euro 2016
Egregio direttore,
mai dire mai. Non serve affatto piangersi addosso. Dopo il sorteggio cos’è sta lagna? O Francia o Spagna purché se magna!
M.R.
(Cremona)

L’Infinito di Leopardi rivisto in chiave enologica
Signor direttore,
vorrei proporle la versione dell’Infinito di Leopardi, rivista da un intenditore di vini: ‘Sempre caro mi fu questo fermo Gutturnio e questo calice che, una volta vuoto, delle vicine cose lo sguardo annebbia. Ma sedendo e vuotando indeterminati calici oltre questo, e soavi bevute e profondissimo piacere dentro di me raggiungo, dove per poco il mio cuore esulta. E come il vino sento pulsare nelle vene, così questo gradevole piacere a questo misero mondo vado paragonando, mondo che mi rammenta infinite guerre e tanti mali e miserie ed il precario presente. Così sopra queste tragiche realtà si eleva il pensier mio e il naufragare mi è dolce in questo soave mare’.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Come mai dopo decenni il canile è stato privatizzato?
Gentile direttore,
vorrei esprimere un parere e chiedere un chiarimento a proposito della gestione del canile di Cremona. A prescindere dal fatto che non condivido l’idea che il canile comunale dalla conduzione pubblica si sia trasformato in esercizio privato (tipico del sud), ma questo è un mio pensiero ad alta voce, vorrei chiedere all’assessore competente se si sono fatte le dovute ricerche e approfondimenti riguardo il veterinario di Brescia che forzatamente richiede la direzione del rifugio. Mi permetta di dire che non mi sembra opportuno che tutti gli animali vengano trasferiti in un’altra provincia, senza poi effettuare i dovuti controlli che invece si compirebbero se essi rimanessero sul nostro territorio. Sindaco Galimberti, potrebbe illuminarmi al riguardo? Come mai il canile è stato privatizzato? Potrebbe fornire ai suoi cittadini conoscenze e competenze rispetto questa nuova controparte?
G.P.
(Cremona)

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