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1 luglio

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

04 Luglio 2016 - 15:56

IL CASO
Urla, musica e petardi
A Soresina non c’è pace
Signor direttore,
le scrivo alle ore 00.59 per parlarle ancora una volta di Soresina e purtroppo non bene. Non sono passate troppe settimane dal famoso fatto che ha mandato il nostro paese sulle più famose testate e nei maggiori telegiornali nazionali. Con tanto di testimonianza video si è portato alla luce un serio problema di ordine pubblico e sociale ma la situazione non è per nulla cambiata. Extracomunitari? No no. Non mi sto riferendo a loro, ma ai ragazzi che frequentano l’oratorio di Soresina. Italiani e figli di soresinesi che forse un mese fa guardavano con indignazione la diretta da Piazza Garibaldi trasmessa su Rete 4. Schiamazzi, urla, musica ad alto volume, petardi sotto alle finestre e vicini o addirittura sopra ai cofani delle automobili tengono svegli fino a certi orari gli abitanti delle zone limitrofe l’oratorio. Per non parlare poi di lattine, carte e sporcizie varie che queste brave persone lasciano davanti alle case o in mezzo alla strada se non direttamente sui davanzali delle finestre. Non sono l’unico che è costretto a certi orari per controllare che i ragazzini non danneggino (con petardi o escrementi) automobili, accessi a case o garage dopo essere stati ripresi per certi comportamenti. Tutti abbiamo avuto 13, 14 e 15 anni e tutti abbiamo frequentato l’oratorio come un luogo di aggregazione, di divertimento e anche di insegnamento. Mi chiedo ora se rispetto e civiltà vengano spiegati a queste generazioni sia in oratorio che in famiglia. Soprattutto nessuno parla loro di chi alla mattina si sveglia per affrontare una giornata di lavoro?
Pierantonio Solzi
(Soresina)

In paese, mi pare di capire, le polemiche non mancano. Mi auguro che questa lettera possa innescare un dibattito costruttivo che coinvolga Comune, oratorio e associazioni, volto a un miglioramento della situazione.

LA POLEMICA
La massa non vuole capire
Ma semplicemente vuole credere
Egregio direttore,
vorrei approfondire in modo diverso la questione Brexit cercando di analizzare se me lo concede le tecniche che potremmo definire di ‘marketing’ usate per pubblicizzare l’uscita della GB dall’Ue cercando nel contempo di capire su quali meccanismi hanno puntato i sostenitori della Brexit. Una valutazione puramente oggettiva per comprendere come sono state sfruttate certe abitudini innate nell’uomo, comuni quindi a tutti quanti.
Strategia n. 1: un grande classico: la Paura. È stata sviluppata una comunicazione basata sulla paura dell’immigrato, sulla paura dello straniero ben sapendo che nella comunicazione politica il concetto di ‘paura’ funziona sempre. In qualunque settore e in qualunque Paese. A suo tempo Bush si riferiva alla ‘paura’ delle armi di distruzione di massa, oggi la Clinton basa la sua campagna elettorale sulla ‘paura’ nei confronti di Trump. Voi direte: ma come siamo così stupidi da farci ingannare da concetti così superficiali? Se ci si pensa non è affatto strano: l’uomo è da poco ‘sapiens’ ed ha in sé una storia di millenni basata su concetti molto ‘basic’. La ‘paura’ è un’arma di difesa da quando l’uomo è apparso sulla Terra. (...)
Strategia n. 2: identificare un nemico, avere sempre qualcuno da combattere e nel caso della Brexit il nemico era l’Ue. Semplificando il concetto se anche prendiamo le fiabe troviamo sempre il cattivo di turno, la strega cattiva o l’orco cattivo. E a questo concetto non si sottrae la politica: pensiamo a Berlusconi che vedeva come cattivi i comunisti, Grillo li vede nei partiti e così via.
Strategia n.3: una volta identificato il cattivo siamo noi contro di loro. Dalle interviste emergeva questo concetto di gruppo, di unione contro il nemico, come i tifosi delle squadre sportive. Caratteristica importante è che politicamente parlando questa unione dura sino al voto, poi scompare o si frantuma.
Strategia n. 4: la cosiddetta ‘media surfing’ secondo cui i media hanno bisogno di fare ‘notizia’ e per farla hanno bisogno sempre più di informazione choccante, di impatto, notizie sempre nuove. In questo periodo i media di informazione pro-Brexit hanno inondato l’opinione pubblica con notizie tipo ‘Arriveranno gli immigrati e violenteranno le nostre donne, ci porteranno disoccupazione e destabilizzazione’... Vero? Non vero? Non interessa: è stato strumentale e funzionale all’idea di base.
Strategia n. 5: fare leva sulle emozioni e non sui fatti. Perché è bene ricordare che le persone, in politica come in altri settori, ‘comprano’ (e quindi a maggior ragione votano) in base alle emozioni e non in base ai fatti. La prova? Il giorno dopo il voto inglese su Google Trends UK (indicatore dei temi più cliccati su Google) la domanda più frequente è stata ‘che cos’è l’Unione Europea’? Ovviamente si tratta di una ricerca sia di chi ha votato ‘remain’ e di chi ha votato ‘leave’: ma non dovrebbe essere il contrario? Prima ti informi e poi voti!
La sintesi di tutto cioè è quindi sostanzialmente una: la massa non vuole capire, la massa vuole credere. Gli inglesi non si sono sottratti a queste ‘strategie’ che torneranno nelle prossime occasioni di voto, comprese le nostra.
Stefano Bottaioli
(consulente finanziario)

Se l’autolettura è fuori tempo la bolletta è sulla ‘stima’
Gentile direttore,
in merito alla lettera del signor Primo Casagrande di Pizzighettone pubblicata su La Provincia di Cremona di lunedì 27 giugno, Linea Più, società del Gruppo LGH dedicata alla vendita di gas e energia elettrica, la ringrazia per l’opportunità e desidera precisare quanto segue. Il signor Casagrande, come risulta dal nostro database, ha fornito le autoletture, ovvero le letture eseguite autonomamente dal singolo cliente sul proprio contatore, nei seguenti giorni: 23/2, 5/3, 8/3 e 25/6; quest’ultima è stata comunicata al di fuori del periodo che avrebbe consentito di ricevere la fattura a saldo segnalato in bolletta, ovvero dal 5/5 fino al 9/5.
La bolletta relativa a tale periodo è quindi stata inviata basandosi sul consumo stimato, non avendo recepito al momento della fatturazione il dato di autolettura. Naturalmente, come abitualmente succede in casi come questo, la prossima bolletta terrà conto dell’autolettura del 25/6, cui si fa riferimento nella lettera pubblicata, e verrà calcolato il relativo conguaglio. Infine, per ciò che concerne l’utilizzo del call center (numero verde gratuito 800 189 600), ci risulta che il cliente ha chiamato in data 25 giugno, ma inserendo erroneamente il suo codice cliente non ha parlato con l’operatore; nella chiamata successiva ha riagganciato il telefono mentre era in attesa. Linea Più intende sottolineare che la struttura è stata negli ultimi mesi potenziata allo scopo di fornire un servizio sempre più adeguato ai clienti e soddisfare, nel miglior modo possibile, tutte le richieste.
Linea Più S.p.A.

Serve più attenzione: memoria e storia sono due cose diverse
Egregio direttore,
seguendo il telegiornale delle 13,30 del 22 giugno di Cremona 1 ho assistito alla sorpresa che alcuni ospiti della casa di riposo Giovanni e Luciana Arvedi hanno fatto agli studenti del liceo classico Vida, alle prese con l’inizio degli esami di Stato, portandogli fiori d’augurio per il buon fine della loro fatica. Questo particolare rapporto tra anziani e giovani è trattato nel libretto: ‘Ricordati di noi’. Nel suo titolo c’è tutto: la gioia degli anziani di farsi ascoltare e quella dei giovani per imparare. A mio parere, mentre il primo intento è stato raggiunto, il secondo non si è completato. Al coordinatore, il docente di storia prof. Samuele Lanzi, tutto preso nel mettere in evidenza lo stato d’animo di chi ‘il 25 aprile festeggiava la liberazione dal regime totalitario nazifascista e si preparava a celebrare la fine di un’epoca oscura, di sangue e di terrore’ è sfuggito il particolare che memoria e storia sono due cose diverse. A questo proposito, sarebbe stato utile che, per ogni testimonianza, storicamente errata, fosse stata fatta seguire una nota correttiva come, ad esempio:
1) quando si dichiara che tutti festeggiavano il 25 aprile 1945, per quanto sopra detto, mentre per la maggior parte della gente era per la fine della guerra;
2) si racconta di ‘aerei russi che stavano per raggiungere la zona di Casalmaggiore volando a bassa quota e mitragliando ogni essere umano intravisto’. Quando mai?
3) si riferisce ‘del bombardamento del 10 luglio 1944 della stazione di Cremona da parte del regime fascista’ mentre è ben noto che furono gli aerei dei liberatori alleati a mandare tante anime in cielo;
4) una signora parla del ‘giorno in cui i fascisti, a Persico Dosimo, bussarono alla sua porta e ritirarono la fede nuziale alla madre’ lasciando intendere che fosse sequestrata come, più avanti, dice del pentolone di rame, ecc.
Altri piccoli, pedestri e perfidi luoghi comuni popolari sono sparsi qua e là. Sarebbe stato infine opportuno che gli studenti avessero potuto ascoltare i racconti e le vicende di coloro che continuarono a battersi per l’onore d’Italia, fascisti e non fascisti.
Claudio Fedeli
(Cremona)

La Paullese un inferno?
Mi sembra un po’ esagerato
Egregio direttore,
sono stato colpito dal titolo principale ‘La Paullese è un inferno’ sul giornale di domenica 26 giugno nell’edizione di Crema. So che è di moda sparare titoli provocanti da mettere sulle locandine delle edicole per accaparrare Lettori. Ma anche in questo ci dovrebbe essere il limite della decenza e della professionalità. Definire ‘inferno’ la Paullese per i rifiuti nelle piazzole di sosta e per le prostitute sulle strade di servizio è un po’ troppo. Le prostitute sono un problema annoso che era scomparso solo durante i lavori per la nuova Paullese e che alcuni sindaci stanno affrontando. I rifiuti sulle piazzole sono un problema recente e mi auguro che i Comuni e la vecchia Provincia sappiano risolvere presto.
Enrico Villa
(Crema)

Accetto la sua critica ma le faccio notare che nei titoli si cerca anche di usare un linguaggio corrente, quasi informale. Quante volte diciamo che una cosa ‘è un inferno’... Ci pensi!

Il grande Bruni meritava un funerale pubblico sul Po
Signor direttore,
la ‘Proprietaria del Morto’ non è solo un libro scritto dal compagno e amico Giuseppe Morandi ma è una situazione che inspiegabilmente si ripete nel tempo. L’altro pomeriggio sono andato a Cremona per portare il mio personale conforto all’amica kayaker Paola Tarquini Bruni, figlia del grande Renato, maestro di tanti sport, ma in particolare per noi rivieraschi, del canottaggio e del canottaggio a voga veneta. Paola, che vive a Trieste, ha potuto salutare il padre solo grazie alla cortesia di un custode del cimitero che le ha mostrato la bara. Potete immaginare il suo sconforto. Sconforto che è stato anche dei tanti amici, privati da questo lutto e impossibilitati a rendere a Bruno il dovuto omaggio perché il funerale si è tenuto in gran segreto sabato, mentre la notizia si è diffusa a Cremona solo domenica. Io ero con i Presidenti dell’Eridanea e degli Amici del Po a Ravenna per i Campionati di canottaggio, dove naturalmente c’erano altri Presidenti cremonesi. (...) Renato Bruni si meritava non solo un funerale pubblico, ma di essere portato sull’Ammiraglia Veneta a Cremona, dove gli Amici della Voga Veneta, a turno, lo avrebbero accompagnato almeno fino a Casalmaggiore sul suo amato fiume Po, quel percorso della Vogalunga a lui tanto caro.
Arcangelo Pirovano
(Casalmaggiore)

Stagno, invito il signor Scotti a brindare alla casa dell’acqua
Egregio direttore,
non ho il piacere di conoscere il signor Mario Scotti, ma credo sia doveroso rispondere alla sua lettera del 30 giugno. Innanzitutto quanto livore e astio, credo che l’equilibrio nei giudizi e la serenità siano alla base di ogni ragionamento sano ed equilibrato. Per il resto le dico che in via sperimentale l’acqua si potrà attingere dalla casetta di Stagno fino a settembre per tutti, dopodiché verrà distribuita solo ai cittadini di Stagno con una card, e solo loro, con un costo già noto, potranno attingervi. Per lo sproloquio sul Pd e sui comunisti vorrei ricordarle, pur avendo la mia storia politica alle spalle che non rinnego, che il gruppo che amministra Stagno Lombardo è frutto di una lista civica assolutamente trasversale, lo dimostra il fatto che alle elezioni di due anni orsono come ‘avversario’ avevo un candidato espressione del Pd e sostenuto ufficialmente dal Pd. Per i comunisti tralascio… nel paese di Stagno Lombardo, e nella mia mente, il muro di Berlino è ormai caduto da tempo e ben prima del 9 novembre 1989, forse nel suo modo di ragionare è ancora molto eretto e stabile. Le chiedo solo ‘rispetto’ nei confronti di chi fa parte del mio gruppo che, essendo trasversale, ha idee politiche ben diverse. Comunque chiudo con una battuta: visto che ha il terrore dei ‘comunisti’ le ricordo che mangiavano solo i bambini, e pertanto la invito entro il 3 settembre (perché poi se lei non risiede a Stagno non lo potrà più fare) a brindare con me, il mio gruppo, il parroco e i cittadini di Stagno Lombardo alla casa dell’acqua. La aspetto e, se vuole, mi trova in Comune tutti i giorni.
Roberto Mariani
(Sindaco di Stagno Lombardo)

Sulla ciclabile di via Postumia l’erba arriva al ginocchio!
Signor direttore,
volevo portare a sua conoscenza lo stato in cui versa la pista ciclabile di via Postumia. Mi chiedo, nessuno si è accorto di questa situazione? Aspettiamo che l’erba arrivi ad altezza uomo? Le posso garantire che non è per niente piacevole pedalare e trovarsi l’erba fino al ginocchio con relativi graffi!
Per non parlare poi dei topi (nutrie) che attraversano all’improvviso quando meno te lo aspetti.
Chi si deve occupare di questa situazione per caso è già in ferie? Mi permetto di allegare le fotografie che avvalorano la mia segnalazione nella speranza che al più presto si risolva il problema.
P. B.
(Cremona)

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