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17 giugno

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

17 Giugno 2016 - 14:47

IL CASO
In provincia c’è posto per altri 400 migranti
Signor direttore,
(...) vi sono comunità non italiane che a Cremona si muovono convintamente sulla strada dell’integrazione. Ogni comunità ha il suo passo, alcuni più veloce, per altri più lento. Noi che ci rendiamo conto che abbiamo bisogno di loro e del loro lavoro per mantenere il livello di benessere raggiunto. Dobbiamo essere da quella parte ed incentivare ogni iniziativa che va nella direzione dell’accoglienza e dell’integrazione. Ed è per questo che bisogna sostenere la realizzazione della consulta del migranti come passo ulteriore verso l’integrazione. Mi ha colpito la vicenda dei profughi accolti in chiesa a Ventimiglia che dà concretezza a quella accoglienza chiesta a gran voce da papa Francesco che ha invitato gli uomini di chiesa ad aprire le porte ai migranti. E la dichiarazione del vescovo di Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta, è chiara e ferma. Infatti si è detto disposto anche ad accogliere le tende in un terreno del seminario, chiedendo alla Croce Rossa di pensare a pasti e assistenza e alla Protezione civile di allestire i servizi igienici. «Se vorranno uscire da qui usciranno per conto proprio, non perchè io li caccio» ha dichiarato.
In queste ore sta rinascendo la polemica per un ulteriore possibile arrivo di altro 400 migranti nella nostra città. ‘Ma non ci sono più posti’ scrive al centro pagina il giornale locale. È questo un segnale che si dà prima di tutto alla popolazione ostile all’accoglienza. Non credo, personalmente, che non sia possibile trovare posti per 400 migranti su tutta la provincia di Cremona. I luoghi ci sono e le risorse economiche ed umane anche. Il problema semmai come denunciano le varie organizzazioni del terzo settore ed in particolare la Comunità Pachistana Cremonese sono i tempi biblici che la nostra burocrazia impiega per dare loro risposte precise circa i documenti che permettano loro di muoversi in Italia ed in Europa. Bisogna dunque lavorare su questi versanti e non incitare al respingimento. Nel 70° anniversario del Referendum che ha scelto la Repubblica e ha permesso alle donne di votare, non dobbiamo disarmare, anzi dobbiamo rilanciare quei valori ed interpretarli nel mondo di oggi. Complimenti dunque alla giunta Galimberti e a tutti gli altri sindaci che hanno compiuto questa scelta.
Gian Carlo Storti
(Welfare Cremona)

La sua è una voce fuori dal coro formato da tutti coloro (e sono molti) che affermano che è insostenibile l’arrivo di altri migranti nel nostro territorio e in Italia in genere. Il problema dell’immigrazione ruota attorno alla seguente domanda: c’è lavoro per tutti?

LA POLEMICA
Via Sesto pericolosa, si può fare qualcosa. Piuttosto di niente...
Caro direttore,
quali promotrice e firmatario della richiesta di una pista ciclo-pedonale Cremona-Casanova del Morbasco, vogliamo contribuire a dibattiti/polemica in corso con alcune precisazioni: Anzitutto basta beghe tra politici di varie e opposte fazioni per appropriarsi paternità e gestione dell’iniziativa. Poi vogliamo rimarcare che, da sempre, abbiamo invocato un incontro/accordo tra le due amministrazioni comunali per studiare-progettare-programmare-pianificare…soluzioni alla indubbia pericolosa viabilità tra Cremona e Casanova. Tali abboccamenti se e quando, anche in passato, ci sono stati, non hanno mai prodotto nulla di concreto, se non un burocratico fumo negli occhi ai rispettivi cittadini.
Se Cavatigozzi aspetta da anni che si realizzi quanto promesso e deciso in materia, figuriamoci quanti e quali palliativi noi dovremo ancora registrare prima che i due Comuni si accordino su seri impegni da prendere, e prima che quei politici la smettano di fare chiacchiere dandosi reciproca colpa di passate e presenti inadempienze. Per entrare nel merito: nella nostra petizione si chiedeva attenzione alla pericolosità di una strada bi-comunale, la cui viabilità è problematica soprattutto per pedoni e ciclisti; ma non solo, visti gli ormai frequenti più o meno gravi incidenti tra automezzi che sfrecciano troppo veloci, in punti sia larghi che stretti della carreggiata. Prevedendo come è avvenuto, che ci rispondessero «non ci sono soldi», avevamo anche scritto che «se non tutto e non subito, si prenda almeno in considerazione la sistemazione della strada tra il confine di Casanova e via Bonisolo». Sistemazione che non vuol dire reperire e spendere milioni in ‘studi di fattibilità’ per un esagerato raddoppio della carreggiata lungo poche centinaia di metri (bastano tre metri in attesa di una futuribile pista); coinvolgendo oltre tutto la Provincia, per un tratto di strada che è di competenza del solo Comune di Cremona.
Ci stupisce poi che, in alternativa, si parli di ‘senso unico/strada chiusa’ orientando il traffico su ‘altre direttrici’. Ma scherziamo? E i pulman? Dovrebbero percorrere, in un senso o nell’altro, la altrettanto stretta e pericolosa via Costa e tratti di Castelleonese? Comprendiamo che Cremona cerchi di ‘accontentare”’ Picenengo con qualche promessa di ciclabile. Anche qui però ci sembra che si ipotizzino costi enormi di realizzazione, non dicendo che almeno per metà la strada è già stata allargata (Barilla, Coop…) e fornita di annessa ciclabile che va solo asfaltata e cordolata in alcuni tratti. Non si dice che non sarebbe risolto il pasticcio provocato dalla chiusura del passaggio a livello che convoglia il traffico locale oltre binari tutto sulla strada in discussione (via Cava). Che si ignorano altre possibili misure per dissuadere dalle elevate velocità e aumentare la sicurezza di tutta la via Sesto. Dunque con poco costo e subito, si potrebbe dare adempimento al detto: ‘putost de nièent (numa per adès) l’è mei putost’.
Jiurgita Gelumbauskaite
Enrico Gabbioneta
(Casanova del Morbasco)

Al tramonto sul Po si rinnova il mito di Fetonte
Signor direttore,
(...) nei tramonti di fuoco che si ammirano sul nostro fiume, gli antichi vedevano la fine di Fetonte figlio del Sole del quale voleva guidare il carro fiammeggiante e che, avvicinatosi troppo alla terra e per evitare che la incendiasse, Zeus lo fulminò e lo precipitò nel fiume Po. Anche oggi noi vediamo ammirati il ripetersi di quel fatto mitico. Sul grande fiume, grigio d’afa, soffuso d’azzurro qua e là e di fumide lontananze senza palpito e di foschi allungati riflessi di nuvole e di boschi nello specchio d’acqua che immobilmente va, ad un tratto il cielo si squarcia ed una grande fiamma investe il cielo. Tutto arde, avvampa, splende. Rosso rame è il sabbione, i riflessi sull’acqua sono di sangue, colma d’oro è la mia città. Un attimo. È passato! Ma i nostri occhi hanno scorto precipitare il carro nel fulgore del mito, ed il nostro cuore ora è pieno del lamento smarrito che le Eliadi sorelle, tramutate in tenere pioppelle, fanno sul fanciullo morto.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Equitalia ti stritola nella morsa fiscale
Signor direttore,
volevo rispondere all'articolo sull’alternativa a Equitalia: ci si chiede chi può sostituirla? Semplice, per le capacità dimostrate, anche il pizzicagnolo che ha la botteghina all'angolo della strada. Per quanto riguarda invece l'operato, la possono sostituire tranquillamente un clan di mafiosi; che non esitano ad ammazzare la gente, che non hanno pietà per nessuno, nemmeno per le famiglie oneste con bambini. (...) La differenza è solo che i primi, usano il tritolo per risolvere i problemi e i secondi ti stritolano in una morsa fiscale (...).
O. Manara
A. Baiguera
(Cremona)

Europa preda del terrore
Sono senza parole
Il premier francese: «Questa guerra durerà una generazione». Hollande minaccia di vietare i cortei. Torna l’allarme anche in Belgio: combattenti in arrivo dalla Siria pronti a fare attentati. Altri innocenti perderanno la vita. «Mi si accuserà di generare ancora più ansia, ma la realtà è questa»: lo ha detto il primo ministro francese, Manuel Valls, il giorno dopo l’uccisione di una coppia di poliziotti nella banlieue di Parigi. E sulla contestata legge sul lavoro: «Il governo — ha spiegato — non cambierà il testo che è già il risultato di un compromesso con i sindacati riformisti da diversi mesi. Lancio un appello a non organizzare più grandi manifestazioni». Poco dopo in consiglio dei ministri e Hollande rincara la dose: «Se la sicurezza di cose e persone non potrà essere garantita non verranno autorizzati altri cortei e manifestazioni sportive». Anche in Belgio, intanto, torna la paura. In un messaggio intercettato i servizi segreti belgi avvertono le forze di sicurezza che! altri attacchi sono imminenti» (...). Cosa altro aggiungere: sono allibito, incredulo, senza parole.
Andrea Delindati
(Cremona)

Pd locale, tutti i dirigenti si dovevano dimettere
Gentile direttore,
a seguito delle dimissioni dalla segreteria cittadina del Pd cremonese da parte di Lia a Beccara, motivate attraverso un documento nel quale si denunciano mancanza di coinvolgimento , partecipazione ed elaborazione di una proposta politica (anomalie che non sono altro che la scoperta dell’acqua calda visto che l’andazzo denunciato è una consuetudine consumata da anni), mi preme osservare quanto segue. Il cosiddetto passo indietro effettuato dalla Beccara avrebbe dovuto essere subordinato alle dimissioni in massa di tutto il gruppo dirigente responsabile da anni di questo stato di degrado del partito a Cremona.
Le persone che onestamente si dimettono dai loro incarichi, visto che sono stanche di subire queste frustrazioni politiche, ma che non vincolano le loro dimissioni a quelle dei responsabili veri di questo disfacimento, fanno un esercizio degno ed onesto, che, purtroppo, facilita i responsabili del mal funzionamento di questo partito. In ogni caso ringrazio la Beccara nell'aver fatto presente (sia pur con grande ritardo) una situazione che il sottoscritto da anni denuncia.
Giorgio Demicheli
(Cremona)

Carlo Barzaghi sbruffone?
Era un criminale fascista
Egregio direttore,
il lettore Claudio Fedeli nella sua ultima mi contesta con una storiella fumosa letta chissà dove prendendo le difese di un certo Carlo Barzaghi, affermando che era solo uno sbruffoncello di quartiere e non ha mai ammazzato nessuno. Vediamo nei dettagli chi era questo tizio che si vede nella foto di copertina nel saggio ‘Il sangue dei vinti’ di Pansa e che viene definito genericamente «fascista ucciso il 28 aprile 1945». Quell’immagine è stata copiata dal libro ‘Storia della guerra civile’ dell'ex esponente della RSI Giorgio Pisanò. Inoltre, la medesima foto è possibile trovarla negli archivi dell'Istituto di Storia dell’Età Contemporanea (ISEC) di Sesto S. Giovanni (Milano) con allegato anche un dossier che spiega chi era Carlo Barzaghi, esponente di spicco della Repubblica di Salò, intimo collaboratore e autista di Franco Colombo, comandante della Legione autonoma mobile Ettore Muti di Milano. Barzaghi era conosciuto come il boia del Verziere e responsabile di gravi crimini di guerra tra i quali: la compilazione di numerosi elenchi di ebrei e oppositori di regime deportati nei campi di sterminio e dell’elenco dei 15 prigionieri politici detenuti a S. Vittore, fucilati il 10 agosto 1944 in piazzale Loreto dal Gruppo Oberdan della Legione Muti su ordine di Walter Rauff e Theo Saevecke, ufficiali della Sicherheit Polizei stanziati nel famigerato Albergo Regina. Credo che basti a sbugiardare il racconto di Fedeli.
Sergio.noci@tiscali.it

Grazie per le manifestazioni che vivacizzano Gussola
Signor direttore,
desidero ringraziare l’azienda di autotrasporti lombardi di Gussola per il continuo prodigarsi in manifestazioni che fanno partecipi le realtà sul territorio, come ristoranti, bar ed altre attività economiche. Tutto questo si è svolto sabato 4 giugno, in occasione del memorial per ricordare l’amico Luigi Vainer Lombardi, prematuramente scomparso nel 2013 a soli 49 anni. Un grazie particolare per la tenacia degli organizzatori che hanno creduto in questa manifestazione, nonostante la presenza sul territorio della Mille Miglia che ha ridimensionato l’importanza dell’evento, ma non ne ha sminuito l'impatto economico per noi ristoratori.
Adriano Mangoni
Ristorante "La Main Ouverte" Gussola

Troppe buche in strada a Castelvetro Piacentino
Egregio direttore,
il doveroso suggerimento di un oriundo. Solo per rammentare al signor sindaco di Castelvetro Piacentino, dottor Luca Quintavalla, che sarebbe ora di sollecitare l’Amministrazione provinciale affinché provveda a far riparare le frequenti cavità ravvisabili sul manto stradale di sua pertinenza, alias oltrepadana.
Massimo Rizzi
(Cremona)

Se tutta l’umanità fosse gay il mondo non esisterebbe
Egregio direttore,
nella lettera pubblicata il 12 c.m titolata ‘I bimbi hanno bisogno d amore, non di differenze sessuali’ a firma Luciano Bartoli due affermazioni in particolare mi hanno colpito: la prima recita ‘i figli non sono sono perché un uomo va a letto con una donna’ che mi ha lasciato alquanto perplesso; la seconda affermazione testuale ‘il celibato e la castità sono contro natura e se facciamo come i preti, il mondo finirebbe in una generazione’ che, più che perplesso, mi ha lasciato basito. Sostenere che la castità, il celibato e i preti sono contro natura e quindi causa dell’eventuale fine del mondo mentre l’omosessualità è la normalità, più che paradossale è ridicolo. Basta la semplice constatazione che se agli albori dell’umanità i nostri progenitori fossero stati omosessuali, il mondo, come lui lo chiama, anziché finire, non sarebbe nemmeno iniziato. Voglio precisare che gli omosessuali hanno tutto il mio rispetto vantando tra loro amici che vivono la loro natura in modo normale e discreto senza ricorrere alle carnevalate dei gay pride.
Nanni Papadia
(Cremona)

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