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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

25 Maggio 2016 - 11:55

IL CASO
Tutta estate senza piscina E il Comune non spiega
Gentile direttore,
sono un frequentatore della piscina comunale, da anni il mio ormai unico svago, non potendomi purtroppo permettere iscrizioni a società sportive o canottieri; in estate diventa la meta delle mie vacanze mentre in inverno, al coperto, mi permette di svolgere attività fisica. Da un po' di tempo, leggendo sulla stampa locale ciò che sta accadendo alla piscina comunale, ovvero il braccio di ferro fra Comune e Federazione Nuoto, mi sono chiesto come finirà questa vicenda.
Ho capito che probabilmente la piscina verrà chiusa da luglio a settembre per cercare una soluzione. Da libero e privato cittadino ho scritto e chiesto almeno tre volte un incontro con gli amministratori comunali (sindaco e assessore) e non mi è stato mai concesso, addirittura non si sono degnati nemmeno diunarisposta.
Di sicuro non è un modo democratico per affrontare la vicenda e tanto meno credo faccia piacere all'Amministrazione comunale venire a conoscenza, da frequentatore assiduo, dello stato di profondo degrado e di decadimento delle piscine comunali.
Mi domando se sia questa la partecipazione attiva di cui tanto si parla e se sia questo il modo di trattare un cittadino che usufruisce dei servizi pagando puntualmente le tasse. Di sicuro so che i cittadini come me resteranno senza piscina per almeno tre mesi, e so che gli amministratori del Comune di Cremona sono restii ad incontrare i cittadini.
Un’intera estate senza piscina comunale, questa è la soluzione a cui andremo incontro. Per tutto il resto invece, attendiamo risposte. Io ho detto ciò che accade e la mia piccola vicenda. Se qualcuno volesse rispondermi... io sono qui ad attendere!
Antonio Marchini
(Cremona)

Attendiamo che il Comune decida chi sarà il nuovo gestore della piscina comunale. Questa vicenda si sta trascinando da troppo tempo. L’arresto del sindaco di Lodi ha contribuito a complicarla ulteriormente, ma è impensabile che la struttura resti chiusa tutta l’estate.

LA POLEMICA
Disabili penalizzati, macché multe morali!
Egregio direttore,
conoscendo la sua sensibilità per i problemi sociali, e facendo riferimento alle lettere al giornale del 21 maggio scorso in merito ai parcheggi disabili e al rinnovo patente disabili, mi riferisco al siparietto poco edificante del sindaco e assessore in carrozzina. Per il secondo anno il nostro sindaco, continuando la «consuetudine» del suo predecessore, si è esibito nella «gita goliardica» in carrozzina, e per la seconda volta ha elargito le «multe morali».
Premesso che già l’anno scorso grazie al suo quotidiano (il 18/05/2015) avevo fatto notare l’incongruenza di tale gesto, vorrei precisare alcuni aspetti, e più precisamente:
- E’ troppo comodo una sola volta l’anno farsi fotografare su di una carrozzina, e i restanti 364 giorni? Inoltre non vedo cosa ci sia da ridere nel farsi vedere sulla carrozzina, non vedo nessun disabile ridere mentre la usa!
- Il sindaco, oltre che essere il primo cittadino, è anche il responsabile della polizia municipale, e quando espleta le sue funzioni è un pubblico ufficiale. A fronte di tutto ciò che senso ha sanzionare le infrazioni con la «multa morale»? Abbiamo già molte persone che approfittano di questa situazione di impunità, se poi ci si mette anche il primo cittadino, che esempio diamo?
Caro signor sindaco, questo comportamento è passibile di denuncia per omissioni di atti di ufficio, e non credo che basti una «multa morale»! Si legge spesso che l’amministrazione comunale manca di fondi, provi caro sindaco a mettere di servizio gli agenti della municipale nelle varie piazze (piazza Risorgimento che è vicina al comando...) e lì potrà vedere/ raccogliere moltissime infrazioni del tipo pedoni e ciclisti che impunemente attraversano i passaggi con il semaforo rosso, oppure nel parcheggio dell’ospedale dove oltre che vedere gli stalli per disabili occupati anche da chi il permesso non ha, fuori dal parcheggio sulla corsia di transito automobili parcheggiate, anche in doppia fila. Da lì di sicuro le risorse verrebbero....
Fausto Rebeccani
(Cremona)

Malato di sclerosi multipla chiedo più assistenza
Signor direttore,
è vero, siamo solo uno su 1050, in Italia, ad essere ammalati di sclerosi multipla, anche se siamo in forte aumento. Io sono fortunato perché nonostante la progressione, sto ancora meglio di tantissimi altri. A Cremona esistono persone meravigliose dell’Aism che mi aiutano.
La dottoressa Ferrari, nonostante mille difficoltà, è sempre gentile, umana, competente. Il centro del San Raffaele è all'avanguardia ed i medici aggiornati e professionali. Purtroppo però non tutti sono fortunati come me. La sclerosi multipla è invalidante, è ancora poco conosciuta, nonostante gli sviluppi. Le armi per la battaglia ci sono, ma possono e devono migliorare. Questo lo si può fare solo con la ricerca e con una rete di supporto ai pazienti ben coordinata.
Lo stesso centro dell'ospedale andrebbe adeguato alle esigenze ed al numero dei pazienti. Le risorse ci sono, è questione, come sempre, di priorità. Voglio affrontare con determinazione e trasparenza l'argomento, consapevole delle sofferenze di tante persone anche per altre malattie genetiche e non, più gravi delle mie. Per il momento mi è ancora data la possibilità di parlare a favore di chi soffre, e vi assicuro che non sarà facile fermarmi.
Questa è la settimana mondiale per la sensibilizzazione alla sclerosi multipla, e non posso, non devo tacere: facciamo in modo che questo sia un nuovo inizio anche per Cremona, perché si potenzi l'assistenza, la ricerca, la formazione, la cura di ogni malato. Parliamone, enti pubblici, ospedale, associazioni e malati. Confrontiamoci, miglioriamo i servizi. È possibile, se vogliamo ce la faremo.
Giuseppe Martinenghi
(Cremona)

Mio cugino partigiano ucciso a 16 anni dai fascisti
Egregio direttore,
il lettore G.A. D’angelo incapace di restare sul tema del contendere, nel tentativo di sviare l’origine della discussione replica con due strane richieste a chiarimento che cercherò ugualmente di argomentare. Nella prima, ironizzando sul fatto che, nonostante le organizzazioni clandestine della Resistenza erano da tempo attive anche nei nuclei urbani, il duce poté stare tra la folla milanese il 16 e il 19 dicembre del '44 senza essere accoppato e addirittura tenere il famoso discorso al Teatro Lirico, dimenticando che era protetto dalle milizie di Pavolini, Ricci, Xa MAS e dai tedeschi.
Va ricordato che a quel discorso, nel delirio delle sue ultime illusioni tra il vittimismo del tradimento e la resurrezione artificiale del mito di un ritorno al fascismo «ante marcia» ormai nessuno credeva più e seguì poi una fine disastrosa priva di stile e azioni coerenti compresa la fuga ingloriosa verso la Svizzera travestito da tedesco assieme ad altri gerarchi.
Nella seconda parte, letto su qualche libello, riporta del figlio del podestà di Codevigo (Pd) seviziato nel maggio del '45 a guerra ampiamente finita e -— dice lui — nonostante i fascisti fossero arresi e disarmati. Ebbene sig. D'Angelo, mio cugino Noci Gianfranco, partigiano della 10a SAP Divisione Ghinaglia, fu assassinato a soli 16 anni da vigliacchi fascisti in una imboscata alle porte di Trigolo mentre rincasava dalle manifestazioni tenutesi a Cremona per la prima Festa del 1° Maggio dell'Italia liberata.
Sergio Noci
(Soresina)

Mille Miglia a folle velocità spero che fiocchino i verbali
Signor direttore,
domenica scorsa Gussola ha vissuto il suo momento magico e storico: il passaggio della Mille Miglia. Non capita tutti i giorni, anzi no, tutti gli anni che un evento del genere interessi il nostro territorio. Chissà quando capiterà ancora. Tutto bellissimo, stupendo. Sembrava di essere, dal mio punto di osservazione, a Montecarlo, sulla curva mitica del «Tabaccaio». Automobili fantastiche di grossa cilindrata (numerose le Ferrari datate) hanno aperto la kermesse già dalle prime luci dell’alba, praticamente dalle sei alle dieci, sfrecciando a velocità molto elevata (130/150 kmh) nel centro abitato di mia residenza.
Mi è stato comunque riferito che anche nei paesi successivi l’atteggiamento dei piloti non è cambiato. Mi auguro, a questo punto, che un verbale a questi signori venga notificato, come è stato notificato alla sottoscritta, nei giorni scorsi, dal comune di Piadena per avere infranto il codice della strada, superando il limite consentito di ben due chilometri! A mio figlio, due anni fa, è successa la stessa cosa nella tangenziale di Parma (sempre di due chilometri il limite consentito). (...)
Gabriella Pasini
(Gussola)

Ospedale di Cremona plauso a Chirurgia generale
Signor direttore,
dicono che la sanità barcolli, che faccia acqua da tutte le parti, che gli scandali siano all’ordine del giorno. A me non pare poi così tanto allo sbando la nostra sanità (almeno qua da noi).
Dopo anni di incertezze, mi faccio coraggio, mi rivolgo alle strutture pubbliche sanitarie specializzate. Ho deciso, mi ricovero. Reparto? Chirurgia Generale (3° e 4° piano del nostro ospedale). L’équipe, il cui impegno, la competenza, la preparazione professionale, ma soprattutto l’esempio di umanità che oggi difficilmente si riscontra nelle strutture sanitarie, la dicono lunga. (...).
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Bene il raduno delle Vespe E Beretta non si lamenti
Signor direttore,
buon giorno, premetto che sono felice ed orgoglioso titolare di una Vespa Piaggio d’epoca, vorrei entrare nel merito Dell’articolo apparso su questo quotidiano il giorno 24 maggio sul raduno dei vespisti. Anch’io ho partecipato a questo grandioso evento e vorrei ringraziare e lodare il presidente Carcano Ettore e tutti gli amici dello staff del Vespa Club di Crema (...).
Il club ha richiesto con largo anticipo le autorizzazioni necessarie e il Comune ha sbagliato ad autorizzare le bancarelle ma vorrei comunicare ai «lamentosi» del quartierino (Beretta & C.) di guardare, come dice la Bibbia, la trave nel proprio occhio piuttosto che la pagliuzza nell’occhio altrui, che di stupidate in Crema ne hanno combinato tante.
Se fosse per loro avremo ancora le auto in via Mazzini e non mi vengano a parlare di inquinamento ricordate che i gas di scarico delle vespe è odore di libertà. W la vespa w la libertà
Sebastian Morsellino
(morsellino2043@gmail.com)

Mantegono il potere con la ‘loro’ Costituzione
Egregio direttore,
ho apprezzato l’acutezza dell’analisi fatta da Claudio Merlini nell’intervento su Spazio del 19 cm. Per combinazione, è stata impaginata nello stesso settore del giornale anche la lettera di Sergio Noci. Rileggendo il seguente periodo dell’intervento: «...in questo quadro gli stereotipi» rappresentano i più significativi e frequenti processi di categorizzazione della realtà sociale «impiegati dal potere» ho ritenuto che gli stereotipi snocciolati dal Noci, pur dozzinali ed offensivi, confermino e rendano ragione a quanto Merlini sviluppa nella continuazione del periodo, da me citato, con le valutazioni negative delle imposizioni e i metodi adottati, per concretizzarli, dai deragliatori della nostra società, i quali continuano la loro opera distruttiva recitando la farsa del sì e del no sulle modifiche della «loro» costituzione, che gli permette di mantenere quel potere a loro assegnato dai nostri nemici, ma vincitori, della 2ª guerra mondiale.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Diritti civili, confronto utile con Anversa e Marzano
Egregio direttore,
«Casalmaggiore possiede gli anticorpi culturali»: così ha concluso, con soddisfazione, il giornalista Rai Giovanni Anversa, al termine del suo dialogo con la filosofa, scrittrice e docente universitaria, Michela Marzano.
L’occasione è stata la serata di venerdì in Auditorium, svoltasi davanti a un folto pubblico (250 persone), accorso con la consapevolezza di avere finalmente l’occasione «senza intenti polemici, ideologici o divisivi», citando sempre le parole di Anversa, di comprendere meglio la scottante tematica dei diritti civili e della loro universalità. Il punto di partenza dell’indagine filosofica della Marzano, muove dall’esperienza della sofferenza, del limite, dell’assenza, come elementi intrinseci e comuni ad ogni esistenza umana. Scaturisce spontaneo e forte il bisogno di attivarsi per riparare questa dolore.

Gli organizzatori del convegno.
(Casalmaggiore)

Poste Italiane da chiudere una zavorra per il Paese
Caro direttore,
le Poste Italiane sono alla fine. Stanno riducendo ancora il personale di recapito, così la posta arriverà, forse, almeno due giorni alla settimana. Ma come si farà a recapitare i quotidiani tutti i giorni? Questo giornale, come sarà recapitato nelle campagne? Le poste chiamano questa operazione «riduzione dell’esubero». Ma quale esubero se già sono ridotti all'osso? Io non capisco come Poste Italiane abbia potuto fare una pubblicità martellante quando si trova in «braghe di tela».
Qualcuno mi ha detto che Poste Italiane ha un appoggio statale. E così capisco allora la loro pubblicità costosissima. Quella la paghiamo noi! Questa mi sembra una grossa ingiustizia, in confronto alle altre banche che non hanno un appoggio statale. San Paolo, Carige, BNL se la devono cavare con le loro forze. (...)
Ma non è meglio che Poste Italiane chiuda definitivamente come la Fiat Mirafiori e Postalmarket, così ci liberiamo di un ente inutile che zavorra l’Italia?
Francoise Marie
(Crema)

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