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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

19 Maggio 2016 - 11:31

IL CASO
Sportività, pessimo esempio dal campione Djokovic
Gentile direttore,
il 13 maggio Djokovic e Nadal hanno dato vita, presso il Foro Italico a Roma, ad una splendida partita di tennis. Nadal, tornato il giocatore dei tempi migliori, ha eguagliato in bravura e potenza l'avversario, attualmente numero 1 della classifica mondiale. E’ mancata solo un po' di fortuna. Djokovic ha comunque onestamente guadagnato la vittoria, sul campo... ma non nella vita. Non si possono dare esempi tanto negativi davanti a migliaia di persone, a milioni tramite la tv in tutto il mondo, con i giovani sportivi che seguono col fiato sospeso la loro disciplina preferita.
Non si può per un punto perso sbattere la racchetta a terra e poi non pago romperla, spezzarla con rabbia contro la panchina danneggiando anche quella. Che esempio è? Quale esempio dà? Quali messaggi vengono trasmessi? Assurdo! Esce dal campo inchinandosi per ricevere gli applausi. Da me non li avrebbe ottenuti! Vergogna! Quanto sono diverse le figure di Nadal e Federer, due signori! O anche i nostri Seppi, Volandri e ancor prima Panatta e Pietrangeli... E per fortuna tanti altri delle più diverse nazionalità. Il gioco del tennis viene da loro onorato: grazie campioni!
C. Rossini
(Cremona)

Ha ragione. Come si può pretendere dai ragazzi il rispetto dell’avversario e comportamenti corretti in gara, in ogni disciplina, quando dai personaggi più rappresentativi giungono simili esempi?

L'INTERVENTO
La non politica ha raggiunto il suo scopo: le persone non le credono più
Gentile direttore,
negli ultimi tempi è più volte risuonata la celebre frase di Luigi Einaudi «conoscere prima di deliberare», quasi ad esprimere un monito per una democrazia incapace di costruire concreti ed efficaci processi di riforma. Infatti, se oggi appare superata la tradizionale, rigida dicotomia tra pensiero riformista e conservatore, al contempo sembra manifestarsi in tutta la sua storicità la condizione di un Paese, l’Italia, chenonriesce in alcunmodoademendare i suoi più antichi difetti e ad affrontare le sfide più urgenti. Sfide che non riguardano soltanto le dinamiche interne all’apparato istituzionale –ovvero la realtà dei rappresentanti – ma anche e soprattutto aspetti cruciali della vita delle persone, rappresentate e non.
Appare, quindi, in tutta la sua problematicità il quesito proposto da Zygmunt Bauman: «che genere di libertà è quella che frustra l’immaginazione e tollera l’impotenza delle persone libere nelle questioni che le riguardano?», (Bauman 2000). Egli afferma che, oggi, non esiste un modo semplice ed ovvio di tradurre le preoccupazioni private in questioni pubbliche e, inversamente, di identificare e mettere in luce le questioni pubbliche nei problemi privati. In sostanza, sembra spesso sostenere l’avvenuta frattura di ogni ponte tra vita pubblica e privata, tra la Politica ed il Cittadino. Frattura insanabile? Il processo post bellico di anestetizzazione politica delle coscienze ha, con i suoi vantaggi ed i suoi ampi limiti, spostato, sbilanciando, il bisogno individuale rispetto al bisogno collettivo come prioritàdatutelare.
La negazione di un BeneComuneha prevalso ed annullato anche il riconoscimento di un Male Comune. La relatività assoluta: non esiste un Bene e quindi non può esistere il suo opposto, cioè il Male. Tutto è lecito, tutto è permesso. Il trionfo dell’Edipo. In questo quadro, gli stereotipi rappresentano i più significativi e frequenti processi di categorizzazione della realtà sociale impiegato dal potere. Stereotipi necessari per ridefinire un nuovo controllo sociale ed evitare contaminazioni pericolose. Il riappropriarsi di un modo diversificato di pensare è censurato. Addirittura pericoloso per la democrazia. Permane il divieto di deviare dal pensiero unico dominante, pena l'essere additato. Il grande schermo, Tv ed affini, catechizza bene.
La nuova coscienza del terzo millennio. Fascista, tradizionalista, razzista, cattolico ed altro sono gli slogan usati, gridati e standardizzati dal conformismo attuale. Guai uscire dal branco. Del resto si stanno creando gli Stati Uniti del Soldo, dove all'interno di una nuova Babilonia (Europa), si sta ergendo una non insolita Torre, dove i suoi sudditi, felici per i nuovi diritti conquistati, formano tanti piccoli mattoncini uguali. La non politica attuale ha raggiunto il suo obiettivo: che le persone non credano più in essa e se ne discostino. Dicotomia sociale o una società deragliata.
Claudio Merlini
(pedagogista)

Le piccole abitudini danno senso alla giornata
Egregio direttore,
il susseguirsi di giorni, circostanze, incontri, assegnano al tempo attimi per socializzare. Accade all’inizio giornata incontrarsi al bar dove il buon titolare d’esercizio saluta e si intrattiene con i clienti affezionati e per la sua discrezione si arricchisce di continue confidenze.
E’ rilassante dialogare, apprendere notizie bevendo il caffè. Seduti al tavolo a sfogliare La Provincia, commentare gli avvenimenti sportivi, opinioni sulla politica, sui fatti accaduti sul nostro territorio, preoccuparsi se non incontriamo qualche amico. E’ dare con queste semplici abitudini senso alla giornata (...).
Antonio Danesi
(San Daniele Po)

Vescovato, Fondazione Soldi una squisita ospitalità
Egregio direttore,
spesso e volentieri capita di imbattersi in notizie di maltrattamenti subiti dagli anziani in case di riposo o pseudo tali. Notizie che fanno male come quelle che riguardano gli asili nido.
Troppo facile prendersela con anziani e bambini, persone chiaramente indifese.
Mi fa piacere segnalare la notizia positiva del trattamento veramente squisito che ricevono gli anziani ospiti della Fondazione Soldi di Vescovato. La mia è un esperienza diretta in quanto lì è ospite mia zia. Un sincero plauso al personale medico, paramedico ed ai volontari per la loro gentilezza e professionalità.
Chiara Fogliata
(Ca' de' Co' )

Il tribunale di Crema poteva essere ancora lì
Egregio direttore,
riprendo la lettera di Tino Arpini, ‘La Presidente ci spiega l'efficienza del tribunale, ma la realtà è diversa’. Caro Tino, ho l'occasione per ringraziarti per il sostegno morale e psicologico che hai avuto per me durante la mia protesta in catene contro l'accorpamento del tribunale da Crema a Cremona.
Quello che oggi tu dici, lo sostenevo io allora. Hai scritto: alcuni rappresentanti e amministratori del territorio cremasco reclamano il ripristino del servizio di giustizia a Crema.
Proprio loro che se avessero consegnato nelle mani del prefetto di Cremona la fascia tricolore, il tribunale di Crema sarebbe ancora lì, al suo posto. Caro Tino, nel Cremasco manca l'uomo politico del territorio, l’uomo guida.
Cesare Forte
(Romania)

Aspm ai privati Se questa è trasparenza....
Egregio direttore,
in merito all’articolo apparso su Aspm ai privati, vorrei evidenziare che questa Amministrazione ha uno strano concetto di trasparenza. Fanno assemblee pubbliche per il taglio di alcune piante, referendum sulla scelta di lampioni e una informativa a 3 persone dove di mezzo ci sono centinaia di migliaia di euro. Forse l’ex consigliere Ghirri non si ricorda più dei tanti dibattiti in consiglio comunale (assemblea aperta al pubblico) sull’Aspm e sulla casa di riposo… memoria corta… e lingua lunga!
Fiorenzo Lodi
(Soresina)

A ragion veduta scrivo degli orrori del fascismo
Egregio direttore,
(...) D’Angelo, contesta una mia lettera sulla Resistenza partigiana bollandola come retorica e propagandistica, per poi con vittimismo concludere che in democrazia chissà perché non viene dato spazio all’ideologia fascista, simulando un vuoto di memoria su ciò che è stato tale regime dittatoriale e la sua misera fine.
Con disonesta manipolazione e una contorta versione dei fatti sulle testimonianze autentiche del sacrificio di tantissimi italiani che persero la vita per una giusta causa; nel suo delirio chiama martiri i carnefici che si sono comportati in quel periodo da criminali al fianco di altri criminali; gli stessi che ogni anno con un manipolo di altri nostalgici commemora con labari, lugubri gagliardetti, bandiere aquilate e inni di quel disastroso ventennio.
A differenza del mio contestatore, quello che scrivo non sono fole per ciarlatani lette sui libri di Pansa et similia senza verificare le fonti per la delizia dei vinti e il portafoglio dello scrittore, ma è tutto documentato da filmati, foto, libri di storici italiani e stranieri (...)
Sergio Noci
(Sergio.noci@tiscali.it)

Grande Chapelle a teatro brava Fondazione Ponchielli
Egregio direttore,
nella serata di domenica 15 maggio La Grande Chapelle, recente ensemble nato con l’intento di scoprire e diffondere il patrimonio musicale spagnolo, in occasione del Festival Claudio Monteverdi ha dato vita ad un concerto dal titolo Salve Regina in cui ha presentato Messa, mottetti e Magnificat di Tomás Luis de Victoria.
Accolti dall’intima e fresca cornice della chiesa di Sant’Omobono in Cremona, si è potuto subito godere un clima di raccoglimento che ben ha preparato alla fruizione del concerto.
I tre strumenti e le otto voci, diretti da Albert Recasens, hanno fatto vibrare della loro musica ogni centimetro del luogo sacro: passione, dolcezza, forza e tenerezza hanno caratterizzato quest’impeccabile performance. Destreggiandosi mirabilmente nella complessità delle musiche proposte, La Grande Chapelle ha fatto il dono di poter fruire della rara bellezza del barocco di Tomás Luis de Victoria.
La purezza dei soprani, la limpidezza dei tenori ed il calore dei bassi, accompagnati da un organo, da un fagotto e da una tiorba, hanno educato l’orecchio dell’uditorio, accompagnandolo attraverso le antiche musiche della Controriforma. (...) Per questo è doveroso rendere merito alla fondazione Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona che ogni anno dà l’occasione di partecipare a questi eventi così rari e così culturalmente pregnanti (...).
Giovanni Platto
(Brescia)

La gara ciclistica a Sesto in odore di elezioni
Egregio direttore,
sono un cittadino di Sesto Cremonese e le chiedo un piccolo spazio per fare alcune considerazioni sulla gara ciclistica che si è svolta domenica 15 maggio a Sesto (...).
Questa manifestazione è stata per anni fiore all’occhiello della tradizione Sestese, si svolgeva il giorno di Pasquetta su un tracciato che toccava tutte le frazioni di Sesto, affinché tutta la comunità potesse godere di questo giorno di festa anche nel nome dello sport. Mi suona molto strano che in un tempo brevissimo sia stata allestita questa corsa sbandierata ai quattro venti dall’amministrazione ed in particolare dal nostro sindaco come il recupero della tradizione, ma non era stata proprio l’amministrazione a definirla troppo onerosa per la comunità e a sopprimerla cinque anni fa?
Capisce direttore che qualche dubbio può venire. Cos’è cambiato rispetto al passato? Non mi sembra che i costi siano cambiati, anzi vista la categoria di ciclisti alla partenza, presumo che questi siano notevolmente aumentati. Allora mi chiedo, non sarà il periodo pre elettorale che ha risvegliato nell’amministrazione tanta voglia di tradizione?
Cosa c’è di più tradizionale di un proliferare di opere e lavori a meno di un mese dalle elezioni. Lascio a tutti i cittadini sestesi che leggeranno questa lettera la risposta.
Gianpietro Repellini
(Cremona)

Per il convegno all’Avis l’Aima ringrazia
Gentile direttore,
con la presente voglio sottolineare l’iniziativa organizzata da Aima Onlus il giorno 7 maggio, un convegno svolto presso l’auditorium dell’Avis dal titolo ‘Riconoscere la persona al di là dello stigma’. (...).
L’associazione Aima, anche grazie all’Alzheimer Cafè, contribuisce a sostenere la valorizzazione dell’individuo affetto da demenza attraverso l’organizzazione di attività specifiche e concentrandosi su ciò che la persona ancora è, sostenendo affettivamente il paziente e la sua famiglia. Grazie ai relatori del convegno, professionisti empatici (...).
Gabriella Conforti
(Cremona)

Io raggiante nella mia solitudine
Signor direttore,
ho letto con piacere il post di Michele Massa martedì scorso. Come titolo avrei messo «La solitudine non intristisce ma è solo fonte di gioia?». Questa la mia conclusione dopo qualche esperienza. Il signore con il quale Michele ha chiacchierato, potrei benissimo essere stato io. Raggiante nella mia splendida solitudine, soddisfatto di non avere più nessun legame che possa in qualche modo limitare la mia voglia di libertà.
Quando non sarò più così, significa che sarà arrivato al capolinea.
Alessandro Martelli
(novequilles@yahoo.it)

La Francia si ribella al jobs act. E noi?
Signor direttore,
guardando il Tg ho visto che in Francia sta succedendo il finimondo per via della nuova legge sul lavoro che se non erro è simile al nostro jobs act. Nel Paese transalpino è fortemente osteggiata dalla maggior parte dei sindacati e lavoratori. Devo ammettere che i lavoratori e i sindacati francesi hanno tanto di ‘attributi’ a cui faccio i miei più sinceri complimenti.
Tutto l’opposto il nostro Paese dove i sindacati non hanno voluto fare alcunché per fermare questo governo. I nuovi posti di lavoro non sono nient’altro che le stabilizzazioni di contratti temporanei visto che hanno sgravi ecc.... Quando anche noi avremo il coraggio di fare qualcosa? Secondo me l’avremo il 5 giugno andando in massa a votare ‘No’ al referendum costituzionale.
Sebastiano M.
(Cremona)

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