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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

16 Maggio 2016 - 12:18

IL CASO
Emissioni dell’inceneritore Così non va, più chiarezza
Egregio direttore,
mi riferisco all’articolo titolato ‘Inceneritore bocciato. L’Arpa: molte carenze’— che mi tocca particolarmente essendo la struttura ubicata nel mio quartiere — per rappresentarle il mio sbalordimento. Premetto che non avevo mai creduto ad una dismissione in tempi relativamente brevi dell'impianto, ma il controllo stringente delle emissioni in atmosfera ritenevo fosse obiettivo perseguibile.
Invece leggo dalla relazione dell’Arpa che «il gestore dell’impianto —Linea Reti e Impianti del gruppo Lgh — utilizza un sistema di monitoraggio che non garantisce compiutamente la gestione del dato, compresa la verifica del rispetto dei limiti alle emissioni in atmosfera per gli inquinanti». E questa affermazione —si badi bene—è ben differente da quella emersa alcuni mesi or sono quando si rese noto che c’era stata una disfunzione nella rilevazione dei dati ma che, anche riconsiderandoli alla luce di un nuovo sistema di analisi, le sforature sui limiti erano state minime e per tempi ridotti. Insomma, siamo allo stravolgimento della situazione.
Dal momento che il gestore dell'impianto dichiara «che il nuovo sistema di monitoraggio sarà messo in servizio nella seconda metà di maggio e sarà configurato in modo di recepire integralmente le indicazioni del gruppo» , chiedo al signor sindaco — nella sua funzione di deputato al presidio della salute dei cittadini — di stigmatizzare quanto avvenuto, di prodigarsi affinchè le promesse abbiano compimento e ottenere garanzie di una corretta operatività.
Luciano Losi
(Presidente del Comitato di quartiere 15)

La preoccupazione dei cittadini e in modo particolare dei residenti del quartiere che lei rappresenta è comprensibile. Sulla questione dell’inceneritore rimando all’editoriale in prima pagina.

LA REPLICA
La biblioteca "Madre Agata Carelli" parte di un progetto e di una prospettiva
Egregio direttore,
in merito all’articolo pubblicato nei giorni scorsi riguardante la Biblioteca ‘M ad re Agata Carelli’ si ritiene opportuno, anche per una corretta informazione dei lettori, fornire alcune precisazioni.
Il Comune di Cremona ha compiuto una scelta di responsabilità assumendosi la gestione della Rete Bibliotecaria Cremonese (RBC), originariamente in capo alla Provincia di Cremona, per dare continuità ad una realtà che raggruppa oltre 100 Comuni.
Una decisione importante, legata al pensiero che l’investimento nella cultura sia investimento in termini di futuro e che solo un investimento capace di creare cooperazione, sinergie e alleanze all’interno del territorio e tra territori può avere possibilità di successo.
La Biblioteca Madre Agata Carelli è parte di un progetto e di una prospettiva: la riscrittura di un rapporto con la Biblioteca Statale e Libreria Civica all’interno delle potenzialità di collaborazione con la Rete bibliotecaria. Questi gli obiettivi: sviluppo della Rete Bibliotecaria Cremonese, progetto della Rete urbana, efficientamento, incremento della Libreria Civica.
Il Comune di Cremona ha iniziato a dialogare con la Biblioteca Statale fin dal novembre scorso per ripensare non solo la Convenzione che disciplina gli accordi tra le due Istituzioni, scaduta a fine 2015, ma anche ad uno sviluppo ed una evoluzione del rapporto e della collaborazione con la Rete Bibliotecaria Cremonese.
Sulla Biblioteca Carelli - il cui materiale bibliografico nel 2011 è stato assegnato in gestione alla Biblioteca Statale e conferito nel patrimonio librario della Libreria civica - la Giunta ha espresso un indirizzo preciso e puntuale: valorizzare la raccoltadocumentaria (selezionata) della Biblioteca Carelli nel contesto della Biblioteca Statale, rendendola di nuovo accessibile al prestito.
Ripensare gli spazi e i servizi della porzione del Palazzo Duemiglia, già Centro per le Famiglie, per dare vita ad un Centro dedicato ai beni comuni e alla comunità. In tale contesto, che vede la presenza di personale comunale, si collocherebbe parte del patrimonio di libri e documenti della Biblioteca Carelli accessibili alla consultazione. Presso il Centro si ritrovano oggi associazioni, gruppi di mutuo auto aiuto, volontari, operatori sociali, ragazzi del servizio civile, che potrebbero usufruire facilmente del materiale disponibile che potrà essere aggiornato e incrementato nel tempo.
Agire in un'ottica di sistema, creare un legame di complementarietà tra il patrimonio della Libreria Civica e quello della Rete Bibliotecaria Cremonese può solo ampliare l’offerta documentaria per i lettori, in un bacino territoriale di scambio di documenti sempre più ampio: dalla provincia di Cremona, alla provincia di Brescia (cui RBC è strettamente collegata), alle province di Mantova e di Bergamo, attraverso il servizio davvero consolidato di prestito interbibliotecario gestito da RBC. Questo a vantaggio della Rete, della Biblioteca Statale e dei lettori.
Ufficio Stampa del Comune di Cremona

Non più regimi totalitari ma che la democrazia sia vera
Egregio direttore,
se fossi esperto in discipline giuridiche considererei in buona fede Giorgio Vincenzi, ma sono prigioniero di ignoranza in materia (intendo non conoscenza).
«Quando comandavano loro tutta questa libertà non c’era», afferma. L’interessato si riferisce a quello che considera il delittuoso regime fascista. È vero che mancavano alcune libertà; quelle che nuocevano alla nazione e al popolo. È vero che la guerra è stata fatale ma bisognerebbe, in sede idonea, esaminare le ragioni che indussero alla guerra.
Certamente non c’era la libertà di entrare nelle case altrui né la libertà di aggredire le donne sia in casa che per le strade. Non c’erano tante libertà che oggi creano enormi problemi specialmente ai più deboli. Oggi, tra le varie libertà, c’è quella di aggredire le forze dell’ordine che dovrebbero difendere il popolo tranquillo e le istituzioni ma non è il caso di continuare. Di porte blindate, di sistemi di allarme nemmeno l’ombra.
Quelle di oggi le volete chiamare libertà, democrazia? Fate pure ma gran parte del popolo non è d’accordo. Dulcis in fundo: si abbia rispetto per tutti i morti e i trucidati di ogni provenienza perché all’interno dei cimiteri chi comanda è la ‘livella’e non il fremente desiderio delle ragioni di parte e insensate discriminazioni caratteristiche della nostra cultura post bellica.
Non più regimi totalitari ma vera democrazia.
Geo Monti
(Cremona)

L’ABI non può incidere sulle regole che ogni banca adotta
Egregio direttore,
in relazione alla lettera pubblicata l’11 maggio sul suo giornale in cui venivano segnalate alcune difficoltà nel poter pagare in contanti una bolletta, preme ricordare che l’Associazione Bancaria Italiana è un’associazione privata di banche e società che svolgono attività finanziaria, tutte in concorrenza fra loro. Sulla base del proprio Statuto e sulla base della normativa vigente, l’Associazione non può svolgere alcuna funzione di indirizzo o controllo sull’attività posta in essere dai propri Associati in completa autonomia.
Anche con specifico riferimento ai pagamenti, l’ABI non può incidere in alcun modo né sulle regole che ogni singola banca adotta per ottemperare alle leggi vigenti, né sulle relative relazioni con la clientela.
Quindi, concordando con il lettore che non esiste alcuna legge che vieti l’utilizzo del contante nei pagamenti citati, non possiamo che ribadire che ogni banca declina in totale autonomia le modalità con cui far utilizzare i diversi strumenti di pagamento, tra cui il contante.
Rita Camporeale
(Responsabile Ufficio Sistemi e Servizi di Pagamento ABI)

Molti i corpi esumati incorrotti Mica saranno tutti santi!
Egregio direttore,
l’argomento che verrà trattato susciterà sicuramente molte perplessità, non è mai stato affrontato. L’idea è nata dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni operatori addetti ai servizi cimiteriali e specializzati in esumazioni i quali affermano che spesso e volentieri assistono a fenomeni di completa conservazione dei corpi.
Sappiamo che alcuni santi a distanza di molti anni , dopo che i loro corpi furono riesumati, sono risultati incorrotti, vale a dire che non si sono decomposti. Alcuni esempi; Santa Caterina da Bologna, Santa Bernadette, San Giovanni XXIII, San Pio da Pietrelcina...
La chiesa da sempre ha cercato di accostare il fenomeno ad opere di natura divina e alla santità della persona, interpretando un evento naturale per miracoloso. Se cosi fosse, in odore di santità ci sarebbero anche le salme di gente comune, incluso un mio parente, riesumate ancora integre, oppure le numerose mummie neolitiche rinvenute nelle torbiere del nord Europa, senza dimenticare l’omino del Similaun, ritrovato dopo 5.000 anni dalla morte in perfetto stato di conservazione, un super santo si direbbe in Vaticano. (...)
Andrea Zecchini
(Camisano)

Crema, il rinnovo della patente è più caro ed è un dato di fatto
Signor direttore,
leggo la risposta alla nota de ‘Il Melograno’che la dottoressa Maria Gloria Mencatelli ha inviato al suo quotidiano. Le stesse, formali, considerazioni sono state espresse in un incontro tra chi scrive, la stessa Mencatelli e il dottor Ablondi negli uffici della Direzione ASST a Crema.
Ora, pur apprezzando lo spirito di collaborazione che la Direzione ha voluto dimostrare, ritengo comunque ribadire che, nella sostanza, i cittadini cremaschi pagano il 30% in più dei cittadini cremonesi, bergamaschi e lodigiani per rinnovare la loro patente B. Sarà mia cura valutare nel merito la convenzione stipulata tra l’allora ASL e l’Aci di Crema, non appena riuscirò a reperirla nel labirinto di burocratica competenza dei vari Uffici.
Giambattista Carioni
(Presidente de ‘Il Melograno’)

Unioni Civili, grande conquista che avvicina l’Italia all’Europa
Signor direttore,
dopo 30 anni di rivendicazione di diritti civili negati, è stato abbattuto il terrificante muro dell’ignoranza, dell’ipocrisia, dell’indifferenza e del razzismo omofobo. Con l’approvazione delle Unioni Civili, il nostro Paese ha segnato una svolta storica epocale.
Questo è merito soprattutto delle migliaia di attivisti Arcigay, della loro passione, e di un grande impegno che ha prodotto una rivoluzione democratica in questa Italia, rimasta fino ad ora fanalino di coda nell’Europa laica e cristiana.
Un grazie anche al leader riformatore Matteo Renzi, che ha voluto fortemente questa legge mettendo la fiducia al suo Governo, proteggendolo dal fango dell’opposizione e dei suoi calunniatori. La lotta continua per la piena conquista del matrimonio gay egualitario, a partire dai diritti dei bambini delle famiglie omogenitoriali.
Luciano Bartoli
(Cremona)

Conti ‘a caso’ sulle pensioni La matematica è un’opinione?
Signor direttore,
non voglio pronunciarmi sulla legge recentemente approvata in merito alle Unioni Civili, ma vorrei farvi riflettere su questa frase detta dal presidente dell’Inps: «C’è un impatto sui conti, ed è inevitabile che ci sia, ma è nell’ordine di qualche centinaio di milioni di euro ed è quindi sostenibile».
Lo ha detto il presidente Tito Boeri, rispondendo ad una domanda sull’impatto delle nuove norme della legge sulle Unioni Civili in merito alla reversibilità delle pensioni per le coppie gay». Qualche centinaio di milioni di euro? Ma qualche centinaio vuol dire cento come novecento milioni di euro! Ed è come se dicessero: ma si, poche centinaia di euro cosa vuoi che siano. Vi rendete conto che questo illustre signore cerca di stravolgere le regole della matematica? Oppure vive talmente al di fuori del mondo dall’alto del suo lauto stipendio, che ha perso di vista il vero valore dei soldi.
Viviamo in un mondo, la nostra realtà italiana, dove le risorse scarseggiano, parlo di quelle finanziarie, e dove non ci sarà la certezza della pensione anche a fronte dei contributi versati, spariti, mangiati da politici impegnati a difendere i propri privilegi, indistintamente e trasversalmente. Qui non è più questione di destra, sinistra o centro.
Durante gli anni di studi avevo un professore di matematica che mi disse: un giorno ti spiegherò che la matematica non è una scienza esatta, ma un’opinione. Ora comincio a capire!
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Sabbioneta, è quasi una moda far dimettere le persone
Egregio direttore,
apprendo con rammarico dalla stampa che Sara Malagola si è dimessa dopo le insistenti quanto ingiustificate pressioni di questa amministrazione che ha dimostrato per l’ennesima volta un’ottusità amministrativa e una mancanza di visione futura nella risoluzione delle problematiche senza pari. Sicuramente le dimissioni saranno gradite all’amministrazione in carica che evidentemente non sperava altro, millantando illegittime candidature e reggenze.
Devo dire che il sistema di far dimettere le persone nominate è diventato ormai la cifra stilistica di questa amministrazione che in luogo di proteggere i propri nominati sembra far di tutto per mettere i bastoni fra le ruote a chi ha precedentemente nominato o accolto per amministrare le fondazioni che sono il patrimoni di tutti i sabbionetani.
La stessa metodologia è stata adottata anche con la fondazione Braga…Far dimettere chi col proprio impegno ha fattivamente contribuito alla sopravvivenza dell’ente stesso per poi lasciar cadere tutto nel dimenticatoio.
Non abbiamo nemmeno dimenticato che nel recente passato altri esponenti politici locali si fossero dimessi dopo essere stati nominati dal sindaco Vincenzi stesso anche quando era consigliere comunale. La Lega Nord di Sabbioneta vigilerà sul prosieguo delle nomine relative alla fondazione riportando alla cittadinanza le scelte che verranno proposte e promosse per la salvezza di un ente ormai alla deriva.
Sicuramente il sindaco e l’assessore Balestrieri sapranno trovare soluzioni a questo problema.
Pierpaolo Tognini
(Sabbioneta)

Il sottopasso di via Brescia prima o poi si allagherà
Egregio direttore,
aspettando che piogge più o meno abbondanti abbiano a riempire il passosotto ai binari di via Brescia, in modo che oltre ai molteplici divieti di transito (dovuti sia per l’altezza, sia per la larghezza, sia per la rapidità) a diverse tipologie di mezzi motorizzati, comprese le carrozzine dei disabili, in barba al rispetto delle norme vigenti, ci si possa ammirare dall’alto la fossa dei pesci con esposto un cartello gentile che suggerisce: non é vietato ma è i nutile pescare, tanto i pesci sono fuori tutti a guardare.
Mi sia concessa una semplice considerazione: non é che per caso questi signori, bottegai del potere, hanno confuso la mia natia città delle tre T (Turon, Turas e Tetas) nella città dei tre T (Tutti Tanto Tonti)?
E in nome della trasparenza è dato sapere la o le persone che hanno ideato, progettato, autorizzato ed eseguito tale opera d’arte moderna, al fine ci si possa congratulare con loro con un congruo premio?
Pietro Ferrari
(Cremona)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    16 Maggio 2016 - 14:33

    Bartoli mette insieme troppe cose. I figli delle famiglie omogenitoriali come sono nati? o con l'eterologa (nel caso di lesbiche) o son l'utero in affitto. Quindi con una pratica abominevole, anche se non ci fossero soldi di mezzo. La rivoluzione democratica si è consumata a colpi di fiducia da parte di un governo NON ELETTO. Non c'è nessuna definizione di democrazia che contempli questa possibilità; hanno avuto paura anche a discuterne in parlamento, nelle commissioni, e l'unica piazza che contava (numeri alla mano) non l'hanno considerata. E infine la menzogna del razzismo omofobo: nessuno vieterà mai ad un gay di praticare come vuole il suo amore (questo lo fanno in genere i paesi comunisti), ma quando ci sono di mezzo i bambini bisogna tutelare la loro libertà e il loro diritto al massimo della felicità possibile. Faccio notare che chi nega a me il diritto di criticare siete voi e il vostro progetto di legge Scalfarotto.

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