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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

12 Maggio 2016 - 11:55

IL CASO
Paullese ‘strozzata’a Spino Una situazione da Medioevo
Signor direttore,
vorrei esprimere un parere spassionato in merito alla realizzazione del ponte sul fiume Adda sulla Paullese. Io non riesco a capire perché hanno buttato al vento milioni di euro per realizzare la doppia corsia tra Crema e Spino. Percorrendo diverse volte al giorno il tratto Crema e Milano anche prima dei lavori ho riscontrato che il problema era da Milano al semaforo di Spino e non fino a Crema. Bastava togliere gli incroci a raso, renderli più sicuri. Non è possibile che per percorrere un tratto di 3 km ci vogliono 20 minuti perché il famigerato semaforo di Paullo blocca tutto.
Poi si arriva a Zelo con lo stupendo semaforo che adesso è pure tele vigilato con tanto di fotocamera per le infrazioni semaforiche , ma non era per sanzionare i furbetti del sorpasso? Io vedo che sorpassano ancora tante auto e non vedo sensori sulle corsie a sinistra, quindi l’hanno installato solo per fare cassa. Se ci fosse un timer che ti segna quanti secondi mancano al giallo uno si regolerebbe e sì che sarebbe più sicuro visti gli incidenti che quotidianamente succedono.
È una vergogna che un tratto così trafficato sia pieno di semafori, rotonde e incroci pericolosi. Siamo nel 2016, tra un po’ ci saranno le auto che vanno da sole!
Sebastian M.
(Crema)

Ha perfettamente ragione. È davvero incredibile constatare come il traffico sulla Paullese verso Milano fluisca normalmente fino a Spino d’Adda e poi, regolarmente, ci si imbottigli. Giusta la riqualificazione della strada in territorio Cremasco ma anche il Comune di Milano deve fare la sua parte.

LA POLEMICA
Così com'è generalmente raccontato il fenomeno dei migranti è una bufala
Signor direttore,
cosìcomeviene rappresentato, il fenomeno dellamegaimmigrazione dai Paesi in guerra e da quelli poveri, rappresenta una enormebufala che viene spesa come sacrosanta verità non tanto perché la migrazione non sia in atto e di questo siamo tutti testimoni quotidiani, ma per come viene descritta ed interpretata dalle varie componenti politiche, religiose e sociali.
Come premessa facciamo un piccolo esercizio di logica basato sui numeri che non mentono mai.
Nel mondo siamo in circa sette miliardi di individui. Di questi, approssimativamente, tre miliardi vivono abbastanza bene nelle zone cosiddette ‘civili ’ e circa quattro miliardi fanno invece la fame nelle zone cosiddette ‘arretrate’.
Se, in funzione della umana solidarietà, si dovessero accogliere nelle zone ‘civili’quattro miliardi di persone, qualcuno ci sa dire dove si potrebbero collocare fisicamente? E se non è possibile, come non lo è, accoglierle tutte, con quale mai criterio si potrebbe fare una cernita favorendo alcuni e lasciando che gli altri continuino a morire di fame?
Quali dovrebbero essere i fortunati e quali i reietti? Dovremmo accogliere i più poveri o i meno poveri?
Tra l’altro i migranti che giungono quiconi barconi ed i gommoni debbono pagare il ‘passaggio’ con due o tremila euro che sono cifre che in quei Paesi, in relazione ai redditi medi, sono una ricchezza e dunque coloro che oggi arrivano da noi non sono i più poveri, ma bensì i meno poveri che aspirano ad un lavoro i Germania o in Svezia dove i salari sembrano loro da sogno.
Risulta quindi evidente che coloro che predicano l’accoglienza continua ed a tutti i costi o sono in malafede o non sono abbastanza intelligenti da comprendere la portata e le difficoltà del fenomeno migrazione così come si presente oggi. (...)
La conclusione logica, l’unica possibile, è che per aiutare quelle persone si deve agire in loco cercando con ogni mezzo e con determinazione di realizzare in quei Paesi uno sviluppo economico e sociale che solo può portare ad un significativo miglioramento delle condizioni di vita!
Tutto il resto sono fantasie, velleitarismi, illusioni e stupidate!
Alessandro Mezzano
(Cremona)

La ‘rigenerazione urbana’ simile a una ‘discarica urbana’
Egregio direttore,
transitando oggi per le vie del centro ho notato che stavano allestendo la cosiddetta ‘rigenerazione urbana’2016 e non volevo credere ai miei occhi: stavano montando gli orrendi gazebo già visti l’anno scorso. Considerato che i teli sono già sporchi e che i tasselli in gomma che formeranno la maleodorante pedana non sono molto puliti perché riciclati e non so dove siano stati conservati mi sembra più una ‘discarica urbana’.
Mi chiedo chi ha il coraggio di fermarsi in questi punti così poveri di attrattiva, così inutili e così poco igienici. Come si può pensare che bambini possano giocare su questo ricettacolo di sporcizia di ogni genere: dai rifiuti di cibo, ai mozziconi di sigarette, ai bisognini degli animali da passeggio ecc. Vorrei sapere chi ci guadagna su questi allestimenti di cui nessuno sente il bisogno.
I cittadini stanno pagando persone che fanno il solo sforzo di prendere in mano una penna per firmare proposte già viste e riciclate invece di rigenerarsi il cervello per proporre idee innovative stabili, di buongusto e di buonsenso e dare la giusta interpretazione di ‘rigenerazione urbana’. Io sono residente in zona Largo Boccaccino e visto i miglioramenti di cui sopra mi si raddrizzano i capelli in testa al pensiero di un’altra estate infernale...
Mirella Magnani
(Cremona)

Accoglienza, muri e fili spinati Sui profughi dov’è la coerenza?
Signor direttore,
il Papa supplica l’Europa di avere misericordia verso i profughi. L’Europa cristiana ripropone, in alcune parti, i fili spinati e i muri del ‘900. La Treccani informa che nella nuova versione del vocabolario verrà eliminata la parola ‘coerenza’...
C’è poco da scherzare. Non ho mai chiesto a nessuno, sofferente o povero, che dovevo aiutare, di che razza era o da che regione veniva. (...) Siamo tutti figli di uno stesso Dio, su questa povera terra. Sarà che sono poco intelligente, sarà che certe notizie o immagini di bambini che muoiono di fame, non mi lasciano dormire...
beppecristiana@virgilio.it

Saluti romani/1. Una barzelletta scomodare la magistratura
Signor direttore,
(...) Non avrei voluto scrivere, avrei voluto mantenere il silenzio ma il mio orgoglio me l’ha impedito. Il giornale nei giorni scorsi titolava del reato inerente il saluto romano e l’esposizione di simboli fascisti da parte di nostalgici alla commemorazione di Mussolini e Farinacci al cimitero e di alcuni esponenti politici che chiedevano l’intervento della magistratura.
Non nascondo che leggendo certe cose sono letteralmente sobbalzato sulla sedia e mi sono chiesto: ma come è possibile che si richieda l’intervento della magistratura per i saluti romani? Come è possibile scomodare la già super intasata giustizia per cosi poco?
Viviamo in un Paese dove di reati ve ne sono tantissimi e anche molto gravi e si va a tirare in ballo la giustizia per i saluti romani...? Una barzelletta. Poi mi è venuto un sospetto che mi ha fatto gelare il sangue nelle vene: e se al posto di Roberto Farinacci ci fosse stato sepolto Stalin? E se al posto dei nostalgici fascisti ci fossero stati esponenti dell’estrema sinistra a ricordare i loro caduti con gesti e simboli dell’estrema sinistra si sarebbe chiesto l’intervento della magistratura? (...)
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)

Saluti romani/2. La Resistenza ancora oggi insegna a tutti
Signor direttore,
(...) La Resistenza in Italia, come in altre nazioni, fu il riscatto morale di migliaia di uomini e donne coraggiosi che avevano in mente un’idea di Patria diversa. Italiani che affermano che il 25 aprile non è una festa nazionale ma di partito; che si è esagerato sul valore della Resistenza, perché si è trattato di una piccola guerra insurrezionale nel contesto del grande conflitto mondiale o che la maggioranza partigiana comunista sognava di trasformare l’Italia (dove nessuna rivoluzione di nessun tipo sarebbe stata possibile con una ventina di divisioni inglesi e americane sul territorio) è gente puerile in cui è scomparsa la vergogna di non sapere la propria storia nazionale.
Purtroppo la Resistenza non ha cambiato l’animo degli italiani; nel dopoguerra stratificazioni fasciste sono sopravvissute nella macchina dello Stato, nel costume e stupidamente anche oggi nella mentalità nostalgica di molti ma è indubbio che i partigiani hanno fornito un modello di riscatto morale e un’alternativa per chi voleva vivere un’Italia libera e aveva intenzione di farci vivere i suoi figli diversamente da un regime dittatoriale e oppressivo ed è stata un’esperienza fondamentale per la grande confluenza di forze popolari comuniste, socialiste e cattoliche che ha reso possibile la nascita della Repubblica e un patto costituzionale che è fra i più avanzati del mondo.
Sergio Noci
(Soresina)

Saluti romani/3. Il Pd si occupi degli indagati, non di nostalgici
Gentile direttore,
dalle pagine del suo giornale apprendo che un gruppo di nostalgici in camicia nera hanno commemorato i loro morti con cerimonie religiose nelle quali non sono mancati inni di battaglia, gagliardetti, aquiliferi e saluti romani, vale a dire un revival di costumi e di stili consono alle loro maniere e ai rituali delle loro ideologie.
Chi conosce il problema non si poteva aspettare scenografie diverse da quella rappresentata. Già altri anni abbiamo assistito a consimili messe in scena che hanno innescato strascichi polemici di riprovazione sociale e biasimo da parte soprattutto della sinistra. Questi post comunisti o meglio cattocomunisti, per bocca dei loro più accreditati dignitari locali e romani, hanno inteso stigmatizzare opportunamente l’accaduto denunciando all’opinione pubblica l’estrema gravità dei gesti e dell’inaudita rappresentazione.
Questi signori in camicia nera comunque rappresentano l’equilibrato contraltare di coloro i quali con il pugno chiuso svettante e minaccioso ai giorni nostri entrano nelle librerie per distruggere i libelli dei cosiddetti oppositori delle libertà quali ad esempio il segretario nazionale della Lega Nord. Bisognerebbe ribadire a questi soloni postcomunisti, confluiti tutti per amore di pagnotta nelle file del Partito Democratico, che invece di dedicare la loro attenzione a quattro raccogliticce camicie nere dovrebbero pensare che nella loro compagine politica sono rappresentati ben 102 indagati dalle varie Procure d’Italia per fatti ignobili perpetrati contro la collettività dei cittadini contribuenti.
I fatti connessi con le dimissioni della ministra Guidi ci hanno offerto uno spaccato di infedeltà generalizzata e malcostume civile e democratico che al confronto i signori in camicia nera si dimostrano fragili mammolette. Cosa dire poi della permeazione profonda della ‘ndrangheta nelle zone rosse dell’Emilia Romagna?
Dante Benelli
(Drizzona)

Con la favola del Leicester il calcio si scopre democratico
Gentile direttore, non succede solo nelle fiabe, anche nel calcio un brutto anatroccolo può diventare uno splendido cigno. Come il Leicester che ha vinto la Premier League. Come spesso accade si tifa per chi è ritenuto più debole, e noi lo abbiamo fatto per le Foxes di Ranieri, per le quali i bookmaker a inizio campionato ritenevano probabile la loro vittoria come incontrare un cammello al Polo Nord. Restando a casa nostra, come non citare la recente promozione in Serie A del Crotone e quelle del Carpi e del Frosinone di un anno fa?
Da cosa dipendono queste vittorie straordinarie? Buoni atleti che improvvisamente diventano campioni? L’allenatore che è ispirato come non mai? I preparatori atletici che scoprono metodi portentosi? Gli avversari che non rendono come dovrebbero? La dea bendata che decide di dare una sbirciatina scegliendo per una volta chi favorire? E’molto probabile che alcune imprese siano la somma di queste circostanze, che miracolosamente si manifestano tutte insieme e nello stesso momento. E quando ciò accade, il calcio diventa più bello, imprevedibile e anche più “democratico”.
Michele Massa
(Bologna)

Referendum, definire fascista chi vota no è gravissimo
Egregio direttore,
ritengo grave che una ministra della Repubblica, già miracolata per lo scranno che occupa e con una spocchiosa idiosincrasia per l’istituto delle ‘dimissioni opportune’(vedi Banca Etruria), bolli di ‘fascismo’ tutti coloro che si schiereranno contro le riforme costituzionali oggetto del referendum di ottobre. Attenzione, Maria Elena, perché in occasione di quella tornata tu e il tuo mentore potreste ritrovarvi contro venti milioni di baionette pacifiche!
Giampietro Vicini
(Rivarolo del Re)

Castelverde non si avvale più della collaborazione del Nibbio
Gentile direttore,
apprendo solo ora, da Facebook, che il Comune di Castelverde non si avvale più della collaborazione della protezione civile ‘Il Nibbio Onlus’di Spinadesco. Infatti all’iniziativa comunale ‘Passeggiata a quattro zampe’che si è svolta domenica 8 maggio era presente la Protezione civile di Bonemerse. Il Comune di Castelverde si è avvalso della collaborazione del Nibbio per più di un decennio.
Molte le attività svolte in questi anni: assistenza e sorveglianza durante le manifestazioni organizzate dal Comune, promozione del volontariato ai fini della salvaguardia e del recupero dei beni culturali e ambientali, sorveglianza sugli scuolabus, attività svolte dai volontari con grande serietà e impegno. Senza nulla togliere alla Protezione civile di Bonemerse, penso che questa scelta penalizzi Castelverde. Il Nibbio conosceva molto bene il nostro territorio e si avvaleva anche di validi collaboratori residenti nel nostro Comune.
Un particolare ringraziamento, come cittadina e come amministratore, al Presidente Fabio Guarreschi e ai volontari di Castelverde Antonio Bonfanti e Nicola Tinelli.
Per dovere di trasparenza, informo che le notizie in mio possesso di Facebook, mi sono state fornite da amici, visto che l’assessore Ferla come amministratore del gruppo ‘Non sei di Castelverde se...’, ha pensato bene di non rendere visibile a me quello che lui pubblica. Sindaco Locci è questa la trasparenza ad lei tante volte declamata? Avere timore di un commento da parte di chi conosce i fatti?
Maria Paglioli
(Consigliere)

Rubare per fame non è reato Una bestialità senza misura
Signor direttore,
siamo arrivati al colmo della bestialità, sentire in Tv e giornali che chi ruba alimentari per fame non viene punito perché il fatto non costituisce reato. (...)
Al giorno d’oggi se ne sentono di tutti i colori. Al giudice che ha deliberato questa sentenza c’è solo da augurare che un ladro entri in casa sua e gli vuoti il frigorifero. (...)
Come è possibile che una persona entri in un negozio di alimentari, si faccia la sua spesa e dica alla cassiera arrivederci e grazie, non ho soldi per pagare e se ne vada. (...).
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)

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