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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

03 Maggio 2016 - 10:55

IL CASO
Soresina e l’immigrazione Problema serio e non da ora
Egregio direttore,
in questi giorni Soresina è assurta agli onori della cronaca nera per i fatti derivanti dalla rissa tra immigrati tra cui anche uno irregolare con residenza in Toscana. Questi fatti sono solo la punta dell’ic eberg di una situazione ormai insostenibile che riguarda l’ordine pubblico nelle varie forme che vanno dal tenere ordinato e pulito il paese, le strade e in genere il decoro pubblico, al comportamento di questi soggetti nei confronti degli altri abitanti spesso irrispettosi della civile convivenza.
Aggiungo che queste persone sono per la quasi totalità nulla facenti e non si capisce come possano sbarcare il lunario, sussidi pubblici a parte.
Aggiungo ancora che ilComunecittadino non conosce anagraficamente questi soggetti e ciò accresce i timori e le diffidenze nei loro confronti.
Purtroppo ciò che le segnalo non è molto dissimile, certo in proporzioni diverse, da ciò che succede ed è successo a Bruxelles e a Parigi.
Ma l’Europa cosa fa?
Assistiamo allo squagliarsi del concetto di unità di intenti da parte dei singoli stati che, mi passi l’ironia, non hanno pensato meglio che attivare le rispettive imprese edili per la costruzione di muri, non comprendendo che quello in atto è un processo migratorio irreversibile. Spero con ciò che almeno il settore economico si risollevi dalla crisi.
Ironia a parte le segnalo una nota positiva. Nelle scuole pubbliche i bambini sono integrati tra di loro e mi pare che grazie agli insegnanti, abbiano anche un buon rapporto reciproco.
Credo che si debba istituire un’azione a tenaglia su più fronti, identificando i soggetti che vogliono solo creare problemi, ovvero delinquere, di qualsiasi provenienza essi siano ed espellerli, istituendo leggi con pene esemplari in caso di ritorno degli stessi in Italia, mentre è necessario aiutare i soggetti che vogliono integrarsi con la popolazione italiana nel rispetto delle regole dello stato italiano. Il mezzo è potenziare la scuola e l’azione che la stessa può svolgere.
Mauro Stringhini
(Soresina)

Egregio direttore.
sono una soresinese addolorata e costernata per il comportamento dei miei compaesani in merito al video della rissa avvenuta nella mia via. Io qui ci abito e da dieci anni ne vedo di tutti i colori e mi sarei aspettata un po’ di solidarietà da parte di chi vive dal ‘sentito dire’ queste situazioni, noi le viviamo con grande paura e temendo sempre il peggio.
A chi dice che passa spesso da questa via e non vede sacchi di immondizia vorrei dire che noi qui ci abitiamo e l’immondizia ce l’abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. Io non sono razzista, anzi subisco il razzismo da parte dei miei compaesani. Un’altra cosa che ritengo ingiusta è che si faccia credere che gli extracee ci pagano le pensioni, quando io ho pagato i contributi per vent’anni e mio marito per quaranta.
Angela
(Soresina)

Ripeto quello che ho scritto nell’editoriale di domenica: contro la violenza tolleranza zero e chi delinque deve essere espulso. Per quanto riguarda il richiamo a Parigi e Bruxelles credo sia esagerato.

L'OPINIONE
Crema l'autonomia con Lodi per non morire
«Sono d’accordo con il presidente della Provincia Vezzini e il sindaco di Cremona Galimberti: è importante che il territorio si muova compatto. Tutti insieme. Le singole zone vanno valorizzate, magari favorendo anche Aree omogenee.Ma riconoscerle non vuol dire dividere.
La mia opinione è che con la disgregazioneavremmo tuttida perdere» (Carlo Malvezzi, intervista 27 aprile su un quotidiano online). Malvezzi, consigliere regionale dell’Ncd e presidente della Commissione affari istituzionali, è merce rara. Pochi politici sarebbero stati sintetici, chiari e sinceri come lui ha dimostrato di essere nell’intervista sopra citata e riguardante il tema dell’Area omogenea e dell’Area vasta. Tanto di cappello.
Malvezzi si schiera con Carlo Vezzini, presidente della Provincia e Gianluca Galimberti, sindaco di Cremona. Degnissime persone. Insieme formano un triumvirato in missione per conto di Cremona, per salvare Cremona, obiettivo sacrosanto, condivisibile e meritevole di una crociata. Per i cremonesi. Meno per i cremaschi.
Non per mancanza di solidarietà di quest’ultimi, ma per spirito di conservazione. Certo i Blues Brothers in missione per conto di Dio sono più divertenti, ma non si può pretendere tutto. Nell’ipotesi infatti di un’Area vasta comprendente le province di Cremona e Mantova, con il timone piazzato nella città virgiliana, risulta evidente la penalizzazione della capitale dei violini, ma appare altrettanto chiara l’emarginazione di Crema,periferia della periferia, aliena in un contesto a lei estraneo.
Neppure i tortelli uniscono Mantova a Crema. Con gli amaretti, in riva al Serio. Con la zucca, in riva al Mincio. Il Cremasco con Mantova sarebbe l’inizio dell’agonia. Dead man walking, il morto che cammina. Per ricordare un grande film di Tim Robbins.
Se questo è lo scenario, perché Malvezzi incita con tanta foga alla compattezza? Semplice. Lapalissiano. Banale nella sua logica trasparente ed elementare. Con il Cremasco nella bisaccia, gli ambasciatori del Po si presenterebbero alla corte dei Gonzaga con in dote il territorio più ricco della provincia di Cremona.
Dunque, Cremasco come merce di scambio. Cremasco portaborracce. Cremasco ciula. Altro che tutti insieme. Altro che compattezza. Altro che Malvezzi alla testa dei cremaschi al grido di El pueblo unido jamàs serà vencido e Venceremos. Già, gli Inti-lllimani. Giurassico.
La maggioranza dei sindaci cremaschi guarda con favore ad una aggregazione con il lodigiano. Si sono costituiti Area Omogenea e va dato atto a Vezzini di avere appoggiato la nascita di questo organismo istituzionale. Per verificare la via lodigiana alla sopravvivenza, giudicata più favorevole per il territorio da essi rappresentato, i sindaci dell’Area omogenea commissioneranno uno studio a degli esperti, proseguiranno il confronto con i colleghi lodigiani e inizieranno quello con le categorie economiche locali. Un procedimento coerente, scientifico, ineccepibile.
Malvezzi, che vuole tutti insieme appassionatamente con Cremona, in un abbraccio mortale e che detesta l’unione di due periferie mirata a diventare un centralità, sabato scorso sul bollettino della Libera Associazione Artigiani ha dichiarato con la stessa encomiabile sincerità citata sopra: «Rispetto ma trovo decisamente poco dignitoso il pellegrinaggio verso altri territori che da tempo hanno manifestato ben altre intenzioni e interessi.
Non è il momento di anteporre logiche di campagna elettorale ad una seria e approfondita analisi che non può che essere costruita attraverso un confronto serrato con i sindaci e con le categorie economiche individuando insieme gli asset strategici a livello produttivo, infrastrutturale, paesaggistico e culturale così da tracciare con decisioni eccellenze, priorità confini e vie di sviluppo per il futuro». Èpoco dignitoso cercare la soluzionemigliore per sopravvivere?
Ma per cortesia, quale campagna elettorale. Comunque se così fosse, sarebbe una indiretta conferma che i cittadini sono favorevoli al matrimonio con Lodi. Da quando in qua si tengono i comizi contro il sentire degli elettori? E poi quale confronto suggerisce se, a priori,deve sfociare nella proposta da lui sostenuta: andare con Cremona?
Mors tua, vita mea. Forse i cremaschi l’hanno imparato e si sono stancati di soccombere per gli altri. Forse, hanno capito che per sopravvivere devono unire le forze. Forse quelli come Malvezzi, hanno percepito che i gregari si sono ribellati. Forse i sindaci hanno alzato al testa. Venceremos?
Forse. Unità popolare e Salvador Allende c’erano riusciti.
Antonio Grassi
(sindaco di Casale Cremasco e Vidolasco)

Nullatenenti con 800 macchine L’Agenzia delle entrate dov’è?
Egregio direttore,
una straniera senza redditi è risultata proprietaria di più di ottocento auto, e non è la prima volta che accadono queste assurdità, quelle auto, infatti, finivano a pregiudicati, soprattutto stranieri, dell’Est, che se ne servivano anche per i loro loschi traffici, rapine, furti, spaccio di droga ecc...
A scoprirlo è stata la polizia municipale al termine di un’indagine che è andata avanti per un anno intero e che ha preso le mosse da un incidente stradale. Spulciando nella banca dati del pubblico registro automobilistico gli agenti hanno scoperto centinaia e centinaia di autovetture intestate alla donna.
Mi domando: l’agenzia delle entrate fa puntuali accertamenti sui redditi dei cittadini possibile che non riesca ad individuare facilmente dei nullatenenti che possiedono centinaia di auto?
Si parla tanto di informatizzazione degli enti pubblici dello Stato, ma nella realtà ancora oggi si pagano pensioni a persone decedute da anni ecc..., basterebbe che gli enti comunicassero tra loro, basterebbe un banale programmino utilizzato dai funzionari del PRA, per scoprire queste vistose anomalie Italiche di persone che hanno intestate centinaia di auto, purtroppo ai vertici di molti enti ci sono persone incompetenti, che non vengono mai chiamate a rispondere per le loro vistose incapacità.
Elia Sciacca
(Cremona)

Auto, basta coi soliti furbetti che usano i posti degli invalidi
Egregio direttore,
le scrivo poche righe per rammentare i disagi causati dai soliti furbetti riferendomi ancora una volta al parcheggio abusivo da parte di vetture senza regolare permesso per invalidi. In merito a ciò —trasportando una persona con gravi capacità motorie — sono costretto a chiedere l’intervento ogni volta delle forze dell’ordine.
Colgo l’occasione per ringraziare la polizia locale e il nucleo radiomobile della stazione carabinieri di Cremona. Chiedo pertanto ci siano pene più severe per chi non rispetta chi ne ha veramente diritto.
Roberto Cornelli
(Cremona)

Bozzolo, la solidarietà del Pd a Torchio è inopportuna
Egregio direttore,
troviamo poco opportuno che il segretario locale del PD esprima solidarietà al decaduto di fronte a ben due sentenze che hanno visto acclarare in maniera incontrovertibile la falsità di quanto affermato in campagna elettorale e nei due anni successivi: non solo non si era dimesso non rispettando le leggi che dovrebbe conoscere dopo 40 anni di assidua vita politica ma ha anche tentato di provare le sue mai avvenute dimissioni con discutibili iniziative.
Cercare di far passare per una questione di lana caprina una vicenda di onestà del modus operandi e legalità è spaventoso; ancor più è spaventoso il tentativo scomposto di demonizzare una azione legale atta a ristabilire la verità quasi fosse un colpo di stato. Ma siamo stati abituati al vittimismo dell’ormai ex sindaco e della compagnia di piazza sua alleata.
Ciò che, invece, troviamo davvero inspiegabile è come i giustizialisti di sinistra ancora ambiscano a confondere il proprio operato con quello del decaduto. Due sole sono le ipotesi: o la loro inconsistenza amministrativa li rende ancora una volta schiavi di un dinosauro della politica o la collusione con lo stesso è la stella polare che ha guidato e guida le loro faccende politiche.
Se noi fossimo elettori del PD, se fossimo stati sostenitori del candidato Torchio oggi ci sentiremmo presi in giro da un acclarato decaduto che con le sue vicende personali sta facendo rischiare il commissariamento di questo Comune. Persino due degli assessori che hanno preso più voti di preferenza candidati con Torchio hanno preso le distanze da una gestione politico-amministrativa scivolosa. Il PD no, prosegue il suo suicidio continuando a difenderlo: chissà perché. (...)
Noi di Bozzolo

Dalla Cremo segnali positivi per la prossima stagione
Signor direttore,
la Cremonese contro il Cittadella, ancora una volta, ha fatto vedere il carattere. (...) I giocatori hanno dimostrato un grande attaccamento alla maglia andando a pareggiare in casa del Cittadella già matematicamente promosso in Serie B. Il Cittadella non ha regalato nulla. (...)
Sotto 3-1, sembrava che per la Cremonese non ci fosse più nulla da fare. Sembrava che la partita fosse chiusa. Invece i grigiorossi hanno tirato fuori tutto giocando ad armi pari e si sono superati recuperando il doppio svantaggio, pareggiando 3-3, il primo pareggio della gestione Rossitto. E alla fine il risultato è persino bugiardo: si poteva anche vincere. (...)
Si è vista una bella reazione d’orgoglio, oltre che un buon gioco. Mister Rossitto si è dimostrato all’altezza azzeccando i cambi giusti. Che sia di buon auspicio per una riconferma in blocco per il prossimo anno?
Andrea Delindati
(Cremona)

La libertà sessuale conquista che la destra non ‘digerisce’
Signor direttore,
rispondo alla lettera di Claudio Merlini sulla strumentalizzazione del potere d’oggi sulla sessualità. Ma con quale coraggio il Merlini parla di queste cose? Come rappresentante dell’ideologia fascista non dovrebbe neppure toccarlo questo argomento. (...)
L’ideologia fascista ha sempre schiacciato la libertà sessuale e finalmente i tempi moderni cercano di sanare questo condizionamento. È questo che dà fastidio a Merlini. (...)
È una lettera che recrimina sul fatto che gli uomini d’oggi possano sentirsi liberi sessualmente e scambia questa libertà per strumentalizzazione. (...)
Si legge tra le righe che al tempo del regime gli orientamenti sessuali erano giustamente ben precisi, di qui le femminucce e di là i maschietti. (...)
Sputi pure il suo odio verso i nuovi orientamenti mentali ed escatologici dell’umanità, però sappia che i tempi tristi delle femmine che devono soltanto lavare i piatti, procreare e stare succubi sono finiti, come sono finiti i tempi nei quali i maschi dovevano camminare a gambe larghe.
D. D.
(Cremona)

Chi pretende rispetto e civiltà deve essere il primo a darlo
Gentile direttore,
quello dell’immigrazione è un tema che viene trattato in tutte le salse, utilizzato come dibattito quotidiano tra favorevoli e contrari. Una puntualizzazione ulteriore però è necessaria prendendo in considerazione il luogo dove questa gente riceve i servizi indispensabili per la loro regolarizzazione nel nostro Paese.
Sabato 30 aprile nell’Ufficio Immigrazione della Questura di Cremona dalle 8,30 alle 12,30 gli stranieri sono convocati per il ritiro del permesso di soggiorno. In centinaia si accalcano in coda nell’unica stanza a loro riservata. Nella confusione ci sono donne incinta, altre coi bimbi in braccio e a disposizione soltanto cinque sedie malconce. (...)
Per utilizzare l’unico bagno a disposizione, tra l’altro privo di alcun contrassegno, occorre tenere aperta la porta in quanto l’interruttore non accende nessuna lampadina. Di là del vetro una poliziotta e due suoi colleghi affrontano con fatica quell’assalto umano cercando di dare una risposta a tutti. Di fronte ad un simile macello ci si chiede se lo Stato italiano si senta immune da critiche per come eroga servizi e prestazioni a chi ha tutti i diritti di riceverli.
Quello che appare strano è che nella vicina Parma, fortunatamente la Questura gestisce in modo migliore la situazione con ampio salone dove le persone stanno sedute in attesa di essere chiamate una dopo l’altra attraverso l’altoparlante. (...) La domanda: come si può pretendere rispetto, buona creanza e civiltà da parte di questi stranieri davanti ad un esempio poco edificante come quello descritto.
Rosario Pisani
(Casalmaggiore)

Lotteria per la LAV: grazie Successo ad Acquanegra
Egregio direttore,
attraverso il suo giornale la LAV di Cremona desidera ringraziare chi ha contribuito alla lotteria a favore della nostra associazione organizzata ad Acquanegra Cremonese. Ancora una volta le persone del posto si sono dimostrate sensibili e impegnate ad aiutarci per le nostre attività per gli animali e per persone in difficoltà.
Ringraziamo i negozianti e le attività commerciali che hanno offerto i premi, gli ideatori, che sono i membri di una meravigliosa famiglia del posto sempre impegnata ad aiutare il prossimo. (...)
Maria Pia Superti
(LAV Cremona)

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