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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

29 Aprile 2016 - 10:45

IL CASO
Rissa in strada tra stranieri Questa è la vera Soresina
Egregio direttore,
citato dal signor Demaria sulla questione ormai nazionale trasmessa in tv su Rete4, mi permetto alcune precisazioni. La Lega Nord di Soresina non ha strumentalizzato nulla. Il filmato è girato da un comune cittadino e questa è l’ immagine di Soresina : non si fa pulizia nascondendo la polvere sotto il tappeto!
Voglio ricordare a lei e ai lettori che la questione della maggior presenza sul territorio delle forze dell’ordine è competenza del Governo di Roma e non regionale quindi lei e l’ammini strazione comunale di Soresina dovreste fare pressioni sui vostri colleghi di partito che governano. Noi come opposizione possiamo solo fare interrogazioni parlamentari come effettivamente faranno Comaroli e Guidesi.
Peccato constatare che per mancanza di argomentazioni solide o frustrazione sulla situazione soresinese attuale, lei metta sullo stesso piano fatti di circa 30 anni fa. Mistificazione?
Personalmente ricordo poco di questioni che non mi riguardavano direttamente ma credo che se qualcuno commette reati deve pagare. Ho la sensazione che lei accenni a fatti ma soprattutto a considerazioni riportate da altri visto che ai tempi probabilmente portava ancora i pantaloni corti.
Federico Lena
(consigliere regionale Lega Nord - Soresina)

Egregio direttore,
chiedo gentilmente ospitalità per fare alcune considerazioni a telecamere spente.
Il soresinese ha reagito…nascosto dietro a una tastiera … che sia la volta buona? Vedremo se uscirà anche in piazza a difendere le eccellenze di Soresina o si limiterà ad ‘abbaiare’ sul Web e nei bar. Se non vi siete accorti, gli extracee che sono intervenuti non sono di specchiata rettitudine … si sono organizzati e interposti alle telecamere.
Questa è stata l’immagine di Soresina e ciò dimostra quanto i soresinesi vogliano bene alla propria città. A telecamere spente si sono formati alcuni capannelli di gente che discuteva (forse il primo discorso serio tra comunità) e un tema trattato è emblematico della situazione non solo soresinese: il problema di difendere le nostre tradizioni, usi, costumi e eccellenze è un problema a livello nazionale. Noi da tanti anni abitiamo a Soresina e lavoriamo.
Ormai non riusciamo più a vedere la differenza. Siete troppi. Siete voi extracee che dovete ribellarvi e denunciare le illegalità e gli illegali.
Ma siete voi italiani che sbagliate, siete voi che non fate rispettare le leggi e possono esserci ritorsioni anche su di noi se denunciamo! Nei vostri paesi chi sbaglia paga, qui no! Il terzo mondo ha più legalità di noi! O ripristiniamo la legalità o …
Fiorenzo Lodi
(Segretario Lega nord di Soresina)

Non penso che quella rappresentata in tv e soprattutto quella vista nelle immagini della rissa scoppiata in strada sia la vera Soresina. E’ un aspetto, certamente non secondario, di una realtà che è profondamente cambiata a seguito dell’immigrazione. E’ doveroso condannare ogni genere di violenza senza censure e ipocrisie. I protagonisti di quei fatti sono nordafricani e anche noi l’abbiamo scritto. Ma non dimentichiamo che la stragrande maggioranza dei loro connazionali è gente pacifica che lavora e rispetta la legge.

LA POLEMICA
Bene i lavori stradali, ma con raccomandazioni
Signor direttore,
con l’allentamento del Patto di stabilità e con l’approvazione in corso dei bilanci, molte Amministrazioni comunali hanno dichiarato l’intenzione di intervenire massicciamente per la riparazione delle strade, disastrate da anni di incuria. Tale proposito è molto apprezzato dai cittadini, stanchi che i loro amministratori perdano tempo in dibattiti a imitazione e a ripetizione dei temi ideologici di livello generale. Mi permetta alcune raccomandazioni:
1) vengano aggiornati i vecchi capitolati tecnici prevedendo i nuovi materiali e le nuove tecniche;
2) vengano selezionate imprese con le attrezzature e con l’esperienza per l'uso dei nuovi materiali e delle nuove tecniche;
3) vengano aggiunte nei contratti precise clausole di garanzia che prevedano a carico delle imprese riparazioni per piccoli difetti e totale rifacimento per estesi difetti;
4) si resista alla tentazione di intervenire su molte strade con semplice ‘maquillage’ per gettare fumo negli occhi dei Cittadini, ma si facciano interventi radicali su strade selezionate con cura;
5) si dispongano controlli, controlli e ancora controlli sui cantieri e non sulle carte delle scrivanie. Non si accettino semplici dichiarazioni verbali e/o certificazioni scritte di ‘Buona esecuzione’ da parte delle Imprese per sbloccare i pagamenti;
6) si approvino rigorosi regolamenti/capitolati tecnici per i tagli e i ripristini delle strade asfaltate in modo da non ridurle subito a colabrodo.
Enrico Villa
(Crema)

Saluto con piacere l’arrivo della primavera
Gentile direttore,
la primavera è la stagione del risveglio, ma anche della speranza. Si spera che l’inverno sia finito, di dimagrire per la prova costume, di poter andare ancora una volta in vacanza e che da un fiore delicato possa nascere un frutto sano.
La speranza ci ricorda i giovani, ma stavolta vorrei parlare delle attese degli anziani, del loro desiderio di una vita serena, da vivere giorno per giorno. Con la speranza di ricevere una visita inattesa o quella telefonata che rallegrerà la giornata.
Con i progressi della medicina e spesso anche per un destino benevolo, l’immagine del vecchietto seduto in poltrona con le pantofole, non sempre corrisponde alla realtà. Quanti anziani fanno jogging, studiano, viaggiano, vanno a ballare e anche si innamorano.
Contagiano tutti col loro ottimismo ed entusiasti programmano il futuro. L’autunno della loro esistenza con la primavera delle loro speranze. Che sbocciano ancora, come mandorli in fiore.
Michele Massa
(Bologna)

Il 30 aprile Milano ricorda Ramelli, Borsani, Pedenovi
Egregio direttore,
il 30 aprile, l’Italia dell’onore a Milano (...) ricorda con profonda commozione un trittico d’eroi, valorosi, inesistenti oggi: Sergio Ramelli, Carlo Borsani ed Enrico Pedenovi (...). Cuore in mano, turbamento profondo per fratelli indimenticabili.
Assassinati dalla canea rossa che faceva capo ad Azione Operaia. Finalizzata ad eseguire «opere d’arte» nella sfera della vendetta nell’immediato dopoguerra.
Socio fondatore di questa congrega meticcia, associazione «pacifista» che circola con il ramoscello d’ulivo tra i denti, che non ha mai seppellito l’ascia di guerra, Francesco Moranino, diventato onorevole e medaglia d’oro. La dice lunga sulle qualità adamantine di cui sono dotati.
Di contro l’Italia pulita operosa, aliena a quella di Fregoli che cambia casacca precipitevolissimevolmente in un fiat, che non dimentica, percorrerà la via crucis del calvario di tre splendide vite perdute (...).
Luciano Pedrini
(Cremona)

Centrodestra diviso a Roma Si rischia il ballottaggio
Signor direttore,
si è aperta la campagna elettorale per le elezioni del sindaco di Roma, il centrodestra come al solito è immerso in uno stato confusionale, invece di essere unito e compatto e proporre un solo candidato propone due personaggi, Bertolaso e Giorgia Meloni, politica di punta del partito Fratelli d’Italia appoggiata da Matteo Salvini segretario della Lega Nord.
Scelta a mio parere totalmente sbagliata quella di Giorgia Meloni: l’ho sempre ritenuta una donna preparata e battagliera, ma non avrebbe dovuto accettare la candidatura a sindaco perché con tale decisione ha spaccato il centrodestra. Matteo Salvini ha dimostrato che di strategia politica sa ben poco! Prima bisogna vincere e sconfiggere la sinistra la quale pur di vincere vende l'anima al diavolo (...).
Quindi caro Matteo (...) solamente stando uniti si può vincere ma bisogna puntare su un solo cavallo! (...)
Con 4 liste separate si rischia di non andare nemmeno al ballottaggio, parola di un leghista della prima ora!
Franco Nico Ranzenigo
(Segretario movimento politico Lega Nazionale Patrioti d’Italia)

S. Daniele dedichi una via a don Martino Aletti
Signor direttore,
ricordo alcuni momenti significativi della vita della mia cara Isola Pescaroli. In questa piccola frazione di S. Daniele Po, ebbe i natali Antonio Beduschi, elegante scrittore di poesie (...).
Oggi ho la fortuna di condividere con gli abitanti di Isola il ricordo di un piccolo grande prete, don Martino Aletti. Egli decise di costruire a Isola il Santuario della Madonna della Fiducia Regina del Po. Lavori iniziati nel 1955 terminati nel 1957.
Un’altra importante opera si deve all’iniziativa di don Martino: il ponte sul Po, inaugurato l’8 maggio 1980. Aveva l’idea di poter attirare a visitare il santuario anche gli abitanti della sponda parmigiana. Prete umile, intelligente, generoso, dinamico, il suo attivismo ha incontrato avversità, ma ha saputo reagire traendone forza per continuare a concretizzare il suo sogno, la sua Chiesa.
Mi auguro che il Comune dedichi una via a don Martino Aletti, la merita.
Antonio Danesi
(San Daniele Po)

25 aprile. Persa l’emozione Lo dico in rima
Egregio direttore,
se tanti, il 25 aprile/ festa della
Liberazione/ fecero il pesce in barile/
ritenendola esibizione/ antifascista e
assai infantile/ è perché perser
l’emozione.
M.R.
(Cremona)

Via dedicata alla Fallaci? Lasciamo che riposi in pace
Egregio direttore,
vedo che i lettori de La Provincia insistono sulla intestazione di una via in memoria della Fallaci. E’ stata una buona giornalista, ma era il suo lavoro. E’ stata profetica? In che cosa? Se l’occidente si trova nella condizione che conosciamo, non è per l’Isis, ma per la dabbenaggine degli americani, seguiti dagli inglesi e dai francesi.
Se c’è una casa vuota qualcuno la occuperà e legittimerà il suo possesso. E’ l’occidente che ha creato l’Isis con la catastrofica politica estera. Non c’è profezia ma solo stupidità americana.
L’unica cosa buona è stato il piano Marshall, per il resto un cumulo di disastri. Partiamo dalla Corea, sappiamo come è messa quella terra, segue Cuba trasformata dall’America in un postribolo.
Certo, è ancora un Paese povero grazie alla vendetta dell’occidente. Nonostante l’embargo è riuscita a vivere con dignità. Castro è ancora vivo con indosso una tuta da 10 euro e il peso di oltre 20 attentati.
Segue il Vietnam, dove un piccolo uomo ma immenso stratega militare generale Giap ha umiliato il formidabile esercito Usa. Cile: Salvador Allende, eletto democraticamente, viene ucciso in un colpo di stato appoggiato e voluto dagli Usa, per mettere su un assassino come Pinochet (...).
L’industria bellica americana ha sempre bisogno di campi di battaglia per alimentare i suoi profitti e foraggiare l’esercito. Succederà la stessa cosa con i cinesi tra una ventina di anni quando soppianterà l’America come gendarme del mondo. Lasciamo stare le profezie dalla Fallaci che riposi in pace (...).
Domenico De Lorenzo
(Cremona)

Migranti/1. Restino in Africa a spese dell’Europa
Egregio direttore,
se fossi stato tra coloro che hanno sempre ritenuto l’arrivo dei migranti dall’Africa in Italia come l’unica soluzione al problema, oggi, dopo che i drammi, le perdite di vite in mare continuano con maggiore frequenza e drammaticità mi porrei dei seri dubbi e delle domande terribili tali da coinvolgere ogni coscienza. Con il lancio o la deposizione di fiori in mare si cerca di superare le debolezze ma per i poveracci inghiottiti dalle onde nulla cambia.
La guerra in Siria è ridotta ad alcune zone periferiche del Paese e la percentuale di siriani giunti in Sicilia è poca cosa rispetto al numero degli sbarcati. Finalmente si sentono proposte oneste che coincidono con quelle di tantissimi italiani che hanno sempre ritenuto che una sistemazione degna nell’Africa stessa a spese dell’Europa avrebbe potuto evitare che il mediterraneo diventasse un cimitero. (...)
E’ facile predicare l’accoglienza, difficile dire che sia la soluzione migliore. Purtroppo la danza delle parole continua.
Geo Monti
(Cremona)

Migranti/2. Dovremmo dire grazie all’Austria
Gentile direttore,
trovo decisamente assurda la decisione del governo austriaco di impedire il continuo transito dei profughi attraverso il confine del Brennero in considerazione del fatto che, oramai quasi quotidianamente, le nostre principali autorità civili e religiose non fanno che ricordarci il loro benefico apporto alla nostra economia e al mantenimento dello stato sociale.
Ancora più autolesionista mi sembra l’atteggiamento dei nostri governanti che anziché gioire al fatto che l’Austria si privi volontariamente del preziosissimo apporto di queste ‘risorse’, continuano a invocare il rispetto delle regole (dimenticando volontariamente il fatto che sono loro i primi a violarle favorendo il continuo ingresso illegale nel nostro Paese di migliaia di clandestini).
Forse dovremmo chiedere agli austriaci di mandarci anche quelli che hanno loro (...).
Tra qualche decina di anni, quando il nostro sistema previdenziale sarà risanato dall'incommensurabile apporto di queste ‘risorse’, rideremo dei nostri miseri coetanei pensionati austriaci alla fame per averli respinti.
Davide Vacca
(Reggio Emilia)

Cavillo deriva da capello lo dice la saggezza popolare
Signor direttore,
Cavillo da dove deriva?
Semplicissimo: da ‘capello-capillus’. I dizionari etimologici non lo dicono? Sbagliano i dizionari etimologici. Mica detto che lì ci sia la risposta alla derivazione di tutte le parole. A volte, come in questo caso, un ignorante/illetterato qualunque, la sa più lunga. E senza sbagliare.
A Mantova, in dialetto, per dire di ‘uno che va a cercare il pelo nell’uovo’, si dice ‘at sé ‘n cavèl’ (sei un capello, cioè ‘sottile come un capello’). Provate a chiedere ad uno qualunque che, preferibilmente, non sia ‘uomo di libri’, o chiedete a un avvocato, che coi cavilli è costretto ad avere dimestichezza!
g.f.m.
(Cremona)

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