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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

28 Aprile 2016 - 11:01

IL CASO
ParcoTognazzi più pulito con #acremonacitengo
Egregio direttore,
sono un cittadino pensionato che ha aderito molto volentieri all’iniziativa #acremonacitengo partecipando al lavoro di pulizia al parco Tognazzi domenica scorsa. Mi sono preparato anche un arpione artigianale per meglio catturare tutto ciò che è stato abbandonato dall’incuria di molti concittadini.
Con me c’erano molte altre persone oltre che il sindaco Galimberti e tanti assessori della Giunta. Ma nell’occasione eravamo proprio tutti uguali e tutti impegnati nello stesso ‘sporco ’ lavoro di raccolta di ogni genere di immondizia.
Il caso ha voluto che, in un angolo piuttosto remoto del parco, mi sia imbattuto in un vero arsenale ben noto a chi pratica il triste rito della droga e ho avuto il mio daffare a raccogliere, ahimè, con la schiena ricurva, le decine di laccetti, stagnole, sparsi tutto intorno… ma il mio schifo è ‘esploso’ quando lapuntadel mio bastone ha fatto ‘scintille’ sul cucchiaione di metallo... Mi scusi, signor direttore, ma io non riesco ad usare certi termini se non in un contesto in cui sono stato molto coinvolto emotivamente e fisicamente…
Ad ogni modo ho continuato il mio lavoro, nella certezza di essere stato utile alla comunità e di aver dato fastidio sicuramente a qualcuno responsabile di quel degrado.
Remo Barbieri
(Cremona)

La lodevole iniziativa #acremonacitengo è stata promossa il 24 aprile da ‘Fare Nuova la città’in collaborazione con Pd e Sinistra Italiana e oltre al parco Tognazzi ha interessato anche parco Sartori. Un esempio positivo e concreto di cura del verde da parte dei cittadini con la politica a fare da traino.

LA POLEMICA
La Big Society in embrione già ai tempi del fascismo
Signor direttore,
prescindendo dai temi specifici del suo Punto del 24/4 e dell’Intervento di Ada Ferrari del 21/4, i due articoli trattano, in generale e sotto punti di vista politico-economico, lo stesso problema.
Un problema che, da centinaia d’anni, ha occupato le menti di filosofi, sociologi, politici e che, anche Marx trattò «scientificamente». In Italia, ebbe il suo sviluppo maggiore alla fine del 1800, quando continuava a prevalere il dibattito sulle ideologie liberali. Si trattava di trovare, per dirlo in parole povere, il modo di far convivere le idee del liberalismo e del socialismo per realizzare quello che Norberto Bobbio specificò essere il fine supremo dello stato moderno, ossia quello di tendere al conseguimento del massimo di giustizia sociale per assolvere il suo impegno di libertà per tutti.
Non bisogna dimenticare, infatti, che l’uomo vive, soprattutto, in uno stato di necessità economico e politico. Ancor oggi, si continua a discutere sulla storia e la sostanza delle dottrine liberali e di quelle socialistiche richiamandosi ancora alle dispute nate nel 1800. Ciò che mi irrita è il fatto che si tralascia di approfondire i traguardi raggiunti, per la cosiddetta «terza via» nel ventennio detto fascista che, in realtà, furono prodotti da tutti gli intellettuali italiani, che si erano, anche precedentemente, occupati del problema.
Guardando le realtà di quel periodo- autoritario all’italiana in cui non soltanto i treni andavano in orario e non accadevano le disfunzioni, alle quali accenna il direttore Zanolli nel suo Punto, mi chiedo perché in Italia non si abbia il coraggio di approfondire lo studio delle istituzioni di allora rilevando, onestamente, che si era già realizzato, tra le altre cose, ciò che Ada Ferrari accenna scrivendo della Big Society.
Claudio Fedeli
(Cremona)

25 Aprile: giovane monarchico dicevo le cose dette da Corada
Egregio direttore,
mi permetta di esprimere soddisfazione per l’intervento del professore Gian Carlo Corada in merito alla Resistenza e alla Liberazione. Corada spiega che non fu solo una questione di sinistra, ma che alla lotta di liberazione dai nazifascisti contribuirono tutte le forze libere e democratiche del nostro Paese.
Ebbene vorrei sottolineare anche l’impegno dei Fazzoletti Azzurri o dei cosiddetti partigiani badogliani, o più semplicemente dei monarchici, che combatterono su vari fronti, acquisendo meriti che alla fine della guerra e a Liberazione avvenuta non vennero riconosciuti, per ragioni squisitamente politiche. Condivido l’intervento di Corada (anche se su alcuni punti si potrebbe aprire un dibattito) ma mi permetta anche di esprimere la mia personale soddisfazione per aver visto riconosciuto, dopo quasi 60 anni, quanto espresso da me in più sedi, compreso il consiglio comunale, e quando dire alcune cose, ed essere giovane monarchico non andava certo di moda, diciamo.
Gianfranco Colace
(Cremona)

Dedica negata alla Fallaci Ha ragione, altri i problemi
Caro direttore,
in merito alla vicenda di Oriana Fallaci, mi chiedo come i signori Malvezzi e Fasani possano oggi gridare allo scandalo quando, loro stessi, da maggioranza (uno Assessore, l’altro, Consigliere) hanno bocciato la richiesta. A questo punto è proprio vero che è tutta ‘fuffa’ politichese per nascondere gli intrallazzi tra destra e sinistra. Oriana meritava una via, ma forse non a Cremona, dove niente la legava alla città se non la sua notorietà di giornalista ed intellettuale a livello globale.
Comunque meglio così che intitolargli una rotonda o un ritaglio di verde in periferia, per buona pace del Vigliotta di turno. Ribadisco i problemi sono altri. I signori politici, devono lavorare per risolverli, non pensare a vie immaginarie. Come cittadino chiedo solo questo. E su questo ultimo punto direttore lei ha sacrosanta ragione per quanto ha scritto nell’editoriale di pochi giorni fa.
R. M. Dilda
(Cremona)

Gentile l’autista del bus M Mi ha aiutato a salire: grazie
Egregio direttore,
mi sento in dovere di ringraziare l’autista del bus M che giorni fa mi aiutò a salire. Lo ringrazio per la sua gentilezza e disponibilità. Non sono poche, mi accorgo, le persone che incontrano la mia stessa difficoltà, o per l’età avanzata o per motivi di salute e una mano tesa è sempre commovente.
Eva Lazzarini
(Cremona)

Dobbiamo rendere difficile la vita a ladri e truffatori
Signor direttore,
cremonesi occhi aperti!
Ultimamente si fanno sempre più frequenti in città furti e raggiri ai danni dei nostri anziani. Anche in pieno giorno e spesso sono presi di mira al rientro dalla spesa; vengono strattonati, derubati e se si trovano al volante scatta la truffa del finto urto...
Occhi aperti quindi, proteggiamo i nostri concittadini segnalando sempre tempestivamente alle forze dell’ordine tutte le informazioni utili per fermare questa gentaglia (auto, targa ma anche le foto con il cellulare). Rendiamogli la vita il più difficile possibile.
M. M.
(Cremona)

Bozzolo, il ricorso contro Torchio è contro i cittadini
Signor direttore,
il Partito Democratico bozzolese, certo di interpretare anche la stragrande maggioranza della popolazione, intende ringraziare l’On Giuseppe Torchio per il tempo e l’impegno disinteressato che ha potuto e voluto dedicare come amministratore nella nostra cittadina.
Il PD si auspica che si possa arrivare alla scadenza anticipata, delle prossime elezioni, senza che la attuale maggioranza rinunci al proprio mandato affidando Bozzolo ad un commissariamento. I firmatari del ricorso, che oggi si gongolano per la sentenza che ha dichiarato la non eleggibilità del nostro sindaco (in base ad una legge discutibile e ora parzialmente abrogata), hanno di fatto colpito maggiormente la cittadinanza che si era espressa democraticamente con il voto.
D’altronde ognuno ha i propri metodi per fare politica: chi si affida a programmi e candidati con capacità e spirito di servizio e chi si affida agli avvocati. C’è un bellissimo detto contadino: l’ùmbrèla la va mia bèn per n’acqua sùla.
Grazie Giuseppe.
Il Pd di Bozzolo

Migranti, basta con il buonismo della Chiesa e delle istituzioni
Egregio direttore,
è notizia recente la maxi-rissa a Soresina, il profugo che deruba una connazionale nel suo negozio, tutte quelle persone che bighellonano in centro a Crema chiedendo la questua e se non acconsenti ti apostrofano pure male. Io mi chiedo, visto che li manteniamo con le nostre tasse: (...) ma i servizi per i cittadini italiani chi li garantisce?
L’Austria fa benissimo a chiudere le frontiere, sono pienamente d’accordo. Così tutelano i propri concittadini, la loro dignità nazionale da orde di gente che profughi non sono e che bivaccano a nostre spese.
Il nostro governo vuole i profughi solo per far mangiare le cooperative e arricchire i criminali che spesso sono in politica (nel PD in Parlamento ci sono 124 indagati). È ora di finirla con questo buonismo peloso da parte della Chiesa e delle istituzioni.
Pensiamo prima ai nostri poveri e poi se ne avanza... Perché ogni giorno c’è gente che fatica ad arrivare a fine mese. Italiani svegliatevi
Sebastian Morsellino
(Cremona)

Soresina/1. La piaga dell’alcol tocca pure la comunità islamica
Signor direttore,
a margine degli ultimi incresciosi avvenimenti di Soresina, vorrei rimarcare il problema dell’alcolismo, che pare abbia contagiato anche le comunità islamiche; una piaga di cui i capi religiosi dovrebbero seriamente occuparsi.
Sbronzi, o almeno alticci, erano infatti i due marocchini protagonisti della rissa alla pizzeria egiziana. È risaputo che il vero credente musulmano deve astenersi dagli alcolici, né può tantomeno ubriacarsi, e perciò quei giovani hanno violato un precetto del loro credo, oltre che la decenza.
Giustificarli poi con capziose interpretazioni del loro testo sacro, sostenendo che talune bevande, ancorché inebrianti, non sono specificatamente incluse nel divieto, vorrebbe dire aggiungere ipocrisia al peccato, e favorire la diffusione dell’ubriachezza, con tutte le sue nefaste conseguenze. Senza contare che sarebbe blasfemo pretendere di gabbare il proprio Dio, violandone la legge con tartufeschi sofismi. Mi spiace inoltre di non aver visto il nostro Sindaco presenziare all’intervista, andata in onda su Rete4: la sua autorità avrebbe forse calmato gli animi.
Esprimo infine solidarietà ai titolari della pizzeria egiziana, che si sono ribellati alle angherie dei corregionali, e spero che non debbano anche subire la punizione delle inadeguate leggi italiane, leggi che avevano rispettato rifiutandosi di servire alcol ad avventori già evidentemente alterati da precedenti libagioni.
Maria Fortina Mainardi
(Soresina)

Soresina/2. Su Rete4 un servizio distorto sulla nostra cittadina
Egregio direttore,
le rubo due righe a proposito dell’indegno servizio su Soresina apparso su Rete 4 l’altra sera, durante la trasmissione di Del Debbio. Spiace constatare che un gruppo politico locale, che conta nelle proprie fila un consigliere regionale dello stesso colore della giunta lombarda, anziché spingere il proprio rappresentante affinché si adoperi ai massimi livelli per favorire una maggior presenza delle forze dell’ordine o per rafforzare la presenza in termini di orario e di personale del Comando dei Carabinieri, preferisca strumentalizzare un fatto sicuramente increscioso come la rissa avvenuta due notti fa e animare una diretta a dir poco grottesca, che non ha fornito alcun contributo concreto, a parte quello di dipingere i Soresinesi e Soresina per ciò che non sono.
Ne è scaturito uno spot distorto e mistificante, che noi Soresinesi non ci meritiamo. Ma perché gli stessi esponenti politici locali non si indignarono anche negli anni '90, quando i ‘ragazzi della Soresina bene’ si rendevano protagonisti fieri di numerose risse e commettevano atti di vandalismo per mezza provincia?
Luca Demaria
(Soresina)

Se penso all’adolescenza rivedo gli amici e i compagni di scuola
Gentile direttore,
mi succede in modo ricorrente di rivivere quel periodo che tutti definiscono la fase più bella della nostra vita: la prima adolescenza. La stagione dell’esistenza che chiamiamo gioventù ma una volta fuggita la rimpiangiamo come età dell’oro perduta e ritrovata solo scavando nella memoria. Di quell’età spensierata ricordo i cari amici d’infanzia. I compagni di scuola incontrati tra i banchi delle elementari.
Non era una amicizia interessata: ‘dare per avere’ che lo scrittore americano Bierce, definì ‘ La falsa amicizia è una barca abbastanza grande per portare due persone quando si naviga in buone acque, ma sufficiente per una sola quando le acque si fanno tempestose’.
Contrariamente la nostra amicizia creò tra noi un legame fatto di sentimenti puri, sinceri, fraterni. Insieme abbiamo vissuto le più belle avventure della nostra vita ridendo, scherzando, godendoci tutti i giorni della nostra gioventù.
In quel periodo scoprimmo un nuovo universo nel quale la gioia e il dolore non erano più solo sensazioni ma diventarono anche sentimenti. Che bel fiume di ricordi Quando ci ritroviamo è un piacere trascorrere del tempo a ridere ripensando a tutte le pazzie fatte da giovani. E’ come se il legame che ci unisce se ne infischiasse dello spazio che ci ha divisi per molti anni e il tempo non fosse mai trascorso.
Ci conosciamo come le nostre tasche, abbiamo vissuto insieme la goffa fase dell’adolescenza e, malgrado conosciamo i nostri rispettivi difetti, continuiamo a starci accanto. Aveva ragione Aristotele quando affermava che: ‘Un amico è un’anima sola che abita in due corpi’. (...)
Ernesto Alberichi
(Spino d’Adda)

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