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Lettere al Drettore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

18 Marzo 2016 - 10:36

IL CASO
Norvegia troppo generosa con il nazista del massacro
Gentile direttore,
sono disgustato dal saluto nazista, rivolto a giudici e parenti delle vittime, in un palasport dove era in atto il processo a suo carico, del terrorista Anders Breivik. L'elemento in questione è ancora convinto che sia in vita Hitler e che un giorno o l'altro lo premierà con una bella medaglia al valore. E che la vita sia un videogame di cui lui, non avendo lui superato mentalmente i due o tre anni di età, tutto si possa risolvere con un migliaio di punti a favore.
La giustizia norvegese è stata incredibilmente generosa, solo ventuno anni. Ma sarebbe opportuno aggiungerne altri sulla totale mancanza di un minimo di autocritica e forse di ripensamento, di rimorso. Quasi cento giovani massacrati in un incontro di stampo socialista su un'isola tra i fiordi. Non so indagare la mente altrui perché non sono del mestiere,mauna cosa posso dire: dopo quasi cinque anni sono sempre al fianco dell'amico popolo norvegese.
Igor Paulinich
(i_paulinich@virgilio.it)

Quello di Breivik è un atteggiamento, sfacciato e provocatorio, che si ripete. Oltretutto, fa pensare che vi siano persone che esaltano il nazionalsocialismo hitleriano in un Paese, come la Norvegia, che, nonostante la sua neutralità, venne sottoposta a dura occupazione nazista dal 1940 al 1945 (dice ancora qualcosa il nome di Vidkun Quisling?). Non si è trattato, però del processo a suo carico, ma della causa intentata dall’autore delle stragi del 2011 allo Stato perché la sua detenzione sarebbe «disumana». L’ordinamento penale norvegese non prevede l’ergastolo, e a Breivik è stata inflitta la pena massima: solo 21 anni, dopo i quali però sarà sottoposto a un nuovo processo che potrebbe prolungare la reclusione.

Degrado al parco Fazioli, aspettiamo il Comune
Egregio direttore,
prendo spunto dall’articolo pubblicato su La Provincia di martedì 15 marzo a titolo “Blitz dei vigili: sgomberata l’ala della palazzina utilizzata come dormitorio al parco Fazioli” per segnalare quanto segue:
i fabbricati sopra menzionati fanno parte della lottizzazione residenziale denominata ”ex Consorzio Agrario” che una convenzione stipulata nel 2006 tra le società proprietarie dei terreni e il Comune prevedeva il loro recupero con destinazione- Attrezzature Pubbliche e Attrezzature Sociali.
Il tutto coperto da fideiussioni rilasciate dalle stesse società proprietarie, a favore del Comune, a garanzia degli obblighi di esecuzione delle opere di ristrutturazione.
Nonostante questo, a distanza di 10 anni, la situazione di degrado e rimasta invariata e gli edifici vengono utilizzati prevalentemente da sbandati e sfaccendati per usi impropri. A essere penalizzati, e gabbati, sono soprattutto coloro che avendo pagati integralmente gli oneri di urbanizzazione si ritrovano a vivere in un ambiente degradato.
Specifico inoltre che l’impegno preso dal Sindaco, in occasione di una assemblea di quartiere nel dicembre 2014, relativamente al recupero degli edifici, è rimasto completamente disatteso.
Aspetto sempre, con fiduciosa speranza, che i nostri amministratori riescano a guardare anche oltre i confini del centro storico ma soprattutto a rispettare gli impegni presi.
Ezio Frusconi
(Cremona)

Ci uniamo volentieri alla sua richiesta alla giunta. La zona dell’ex Consorzio, dietro via Dante, aperta, edificata e arricchita di spazi pubblici nel corso degli anni, merita di essere valorizzata, e soprattutto tutelata dal degrado. A vantaggio dei residenti e non solo.

Libri scolastici fascisti con divisa e razzismo
Egregio direttore,
il nostalgico Fedeli che non manca di scrivere sull’idilliaco ventennio questa volta ci invita ad informarci meglio sul testo unico di Stato e su quella che è stata la simbiosi bigotta del passato regime tra Dio e patria. Premesso che, contro l’esodo dalla campagna dal gennaio 1929 in tutte le scuole del Regno vengono adottati libri di testo differenziati per le scuole urbane e quelle rurali, maschili e femminili, così da inchiodare ogni alunno alla propria condizione e ruolo sociale, lo stesso ministro Belluzzo «invita» i Provveditori e i maestri elementari «a coadiuvare il governo nello svolgendo propaganda persuasiva per instillare attraverso l’insegnamento l’amore per la terra» sul motto del grande istrione pelato: Rimanendo rurali sarete più vicini al mio cuore.
Per renderci conto come vuole il Fedeli della sostanza di quei testi obbligatori, analizziamo un libro scolastico del 1935 di terza elementare: subito troviamo che su 220 pagine, ben settanta sono dedicate all’insegnamento religioso con frasi fatte da rispondere a pappagallo; le altre sono sul Risorgimento enfatizzando il ruolo della casa reale; altre si soffermano sulla prima guerra mondiale, sull’esaltazione della rivoluzione fascista, sulle lotte contro «i sovversivi rossi» e le conquiste coloniali; solo una decina tra geografia, geometria e matematica.
Dunque, verso la metà degli anni Trenta viene dispiegato da parte del regime un processo di forzata fascistizzazione nei testi, nell’imporre in classe una divisa e un’educazione intollerante, bellicosa e razzista che di lì a qualche anno porterà gli stessi studenti per legge a odiare i loro compagni ebrei.(...)
Sergio Noci
(Soresina)

Non vi è differenza fra madre operaia o politica
Signor direttore,
non sono un progressista, ma mi torna difficile interpretare, come una mamma non possa fare politica, come è appena passata una legge che la possano fare anche i ‘mammo’. Se così fosse, se ciò fosse vera l'interpretazione letterale, dovrebbe provvedersi con piccola legge integrativa o di interpretazione autentica che chiarisca la totalità dell'astenzione.
Diversamente saremo di fronte ad una ''affermazione'' incostituzionale per trattamento non paritetico. Infatti non vi e' realisticamente differenza alcuna tra lavoratrice madre che fa ''politica'' o madre ''operaia''.
Caso mai è la differenza della ''casa'' in cui il bimbo nasce. Ripeto che la situazione è identica in entrambi i casi. E forse la via più rapida è quella di chiarire subito il problema, che torno a dire, appare estremamente piccolo ma è grandemente significativo per il rispetto delle esigenze della persona umana.
Olivo Sudati
(olivosudati@libero.it)

«Obbligatorio» fare l’autostrada Cr-Mn
Signor direttore,
nel progetto «Intelligence» da Cremona si è deciso di collegarsi a Mantova. Agganciando l’autostrada (E45), che da Verona è diretta a Modena (A22) e immissione sulla autostrada del sole, inventata dal professore n° 1 in Italia. Detto professore Jelmoni Aimone, mi ha promosso nel 1973 miglior tecnico-traffico urbano in tutta la sua vita (18 anni).
Le ho voluto scrivere per segnalare ai lettori del giornale La Provincia di Cremona diretta a Mantova, per «agganciare» l’autostrada: Mo-Vr-Brennero, con circa 70 km, non si doveva costruire. Ecco, signor direttore, cosa succede se usiamo sempre la S.S.10-Cr-Mn (ex).
1) San Felice-Vescovato-Pescarolo-Torre Picenardi-Calvatone (fine della provincia di Cremona e inizio provincia Mantova.
2) Montichiari-Bozzolo-Ospitaletto-Montanara ed entrando sulla autostrada E45 (Verona-Mantova-Modena).
3) Sugli incroci delle strade statali, le «pericolosità» matematiche presentano il pericolo di: 883 in Mantova, 530 situazioni di «pericolo»: totale 1418 possibilità di incidenti gravi.
4) Risultato: è «obbligatorio» fare l’autostrada: Cr-Mn per evitare incidenti e «incredibile» per migliorare l’ambiente.
L’autostrada Cr-Mn sarà affiancata dalla ferrovia Cr-Mn con eliminazione di tutti i passaggi a livello chiusi. Sono obbligato a spiegare a tutte le persone che questa è la mia soluzione scelta, tecnicamente parlando.
Davide Martinelli
(Cremona)

Dove ci sarebbe stravolgimento della storia?
Egregio direttore,
al signor Pellizzoni esprimo la mia adesione per aver apprezzato la coerenza ed espresso stima nei confronti dei signori Pedrini e Fedeli. E’impossibile capire però come faccia, subito dopo, a sostenere che gli stessi stravolgono la storia; due affermazioni che non conciliano per i comuni mortali.
Quando arriva all’estremismo islamico penso sia giunto in completa confusione; ma può capitare, poi ci si riprende. Voglio ricordare che i due interessati erano nella R.S.I. e che la stessa era in guerra contro gli Stati Uniti che con la loro aviazione distruggevano anche le città, popolazione compresa, fascista e non fascista, quindi i ricordi sono riferiti a quel periodo storico (non ci ha pensato Pellizzoni?).
Pertanto chiedo dove sta lo stravolgimento della storia? Atteggiamento caratteristico di chi intende offrire una carezza ed un calcio nel sedere credendosi titolato a tale gioco, senza esserlo. Alfano ed Einstein, sono state le conclusioni inconcepibili ed incontrollate di tutto il testo.
Passati i venti di guerra, per un periodo mi sono sentito filo americano perché anti sovietico ma ora stanno combinando guai ovunque e non è da poco tempo. Replicare mi è dispiaciuto perché normalmente leggo di buon grado i suoi scritti, però oggi mi è sembrato molto giusto.
Geo Montti
(Cremona)

Le malelingue non portano al miglioramento umano
Egregio direttore,
a parlare male di una persona, il rischio di fare la figura dell'imbecille è elevatissima.
Le persone sono tutte bravissime, e a parlare bene o male di se stesse vedo che se la cavano benissimo da sole. Pertanto pregherei le malelingue di astenersi nell’esprimere i loro oculati giudizi che non certo portano ad alcun miglioramento umanitario.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Interviste ai calciatori Possiamo farne a meno
Gentile direttore,
trovo davvero banali e inutili le continue interviste fatte ai calciatori. Peraltro mi è capitato di rileggerne alcune fatte negli anni sessanta: sembravano rilasciate oggi.
Signori giornalisti, perché rincorrere affannosamente tizio e caio per fare le solite domande e per sentire le solite risposte? Ne faremmo anche a meno. Per scrivere un pezzo basterebbero dei «copia e incolla» anche da giornali d’archivio, non se ne accorgerebbe proprio nessuno!
Michele Massa
(Bologna)

Ambiti scolastici, improprio accusare la Provincia
Gentile direttore,
ritengo opportuno entrare nel merito della notizia pubblicata su ‘La Provincia’del 12 marzo u.s., inerente gli ambiti territoriali introdotti dalla legge 107/2015, c.d. ‘Buona Scuola’, che contiene affermazioni, attribuite al vice preside dell’istituto Marazzi, prof. Gianpiero Bonizzoni, inesatte sia per quanto riguarda la competenza che il merito nella formazione degli ambiti sopraccitati.
Il comma 66 della legge .107/2015, infatti, pone a carico del Sovrintendente scolastico regionale e non già della Provincia, l’obbligo di individuare gli ambiti scolastici provinciali.
Tali ambiti territoriali, creati solo ed esclusivamente per essere funzionali alla gestione di funzioni statali e alla costituzione di reti di scuole, sono stati formalmente e correttamente individuati dall’Ufficio scolastico regionale solo nel corrente mese di marzo, con decreto n. 61 del 07/03/2016, sulla base, tra l'altro, di indicazioni Ministeriali fornite solo nel mese di gennaio 2016 (...) e sono due: l’ambito di Cremona, che comprende anche Casalmaggiore e Soresina, e l’ambito di Crema che comprende anche Pandino.
E’del tutto improprio, quindi, tacciare la Provincia di responsabilità e ritardi nell’esercizio di una funzione che non le compete, così come è sbagliato definire alcune scuole secondarie di secondo grado, che si trovano a cavallo di due ambiti, come scuole «fuori legge» (...).
L’individuazione degli ambiti territoriali, infatti, non implica la necessità cogente di intervenire sul dimensionamento delle scuole, a meno che non vi sia un’esplicita richiesta in tal senso, o che il territorio valuti opportuno intervenire per sanare alcuni casi critici (...).
La Provincia, pertanto, ha elaborato il Piano di dimensionamento per l’anno scolastico 2016/2017 nei tempi e secondo le indicazioni a suo tempo fornite dalla stessa Regione Lombardia, che non prevedevano assolutamente di prendere in considerazione la costituzione degli ambiti territoriali.
Ciò non di meno l’Ente da me presieduto(...) ha già avviato da tempo tale confronto sul territorio.
Carlo Vezzini
(Presidente della Provincia di Cremona)

Il Monaco non si è fatto troppi riguardi con la Juve
Egregio direttore,
Deutschland über alles, come si temeva. Affrontando con supponenza l’incontro di andata, con la clamorosa rimonta bianconera, i bavaresi si sono rivalsi sul loro terreno. Perché, nonostante l’adagio (l’abito non fa il monaco) il Monaco non si è fatto troppi riguardi di fronte alla Vecchia Signora.
M.R.
(Cremona)

La commozione del primo bacio
Signor direttore,
la prima volta! Chi può dimenticare! Il primo bacio, la prima sigaretta. Il primo bacio, per esempio: la vedevo una volta la settimana perché il resto non la lasciavano uscire. Mi decisi ad invitarla al cinema. Davano il film: ‘Per chi suona la campana’con la Bergman e Gary Cooper. Nel momento in cui i due protagonisti si baciano lei si commosse e le vidi spuntare una lacrima. Le presi la mano ma non osai di più. Solo prima di uscire fu lei a prendere l’iniziativa (...).
Per quanto riguarda invece la prima sigaretta, l’insegnante fu il professore di latino. Aveva un rito tutto suo: con l’unghia del mignolo, più lunga delle altre, apriva il pacchetto delle “Africa”, ne sfilava una, l’accendeva, ne aspirava voluttuosamente una boccata, poi scendeva dalla cattedra e camminando in su e in giù per l’aula ci leggeva Virgilio: Mantua me genuit, Calabri rapuerunt, tenet nunc Partenope. Cecini castra, rura, duces. (Mi generò Mantova, mi trattenni in Calabria, ora sto a Napoli. Cantai le cose militari, i campi, i condottieri).
Il tutto emettendo fumate azzurrine, profumate, di cui noi aspiravamo quel poco che si riusciva. (...).
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

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