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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

17 Marzo 2016 - 11:08

IL CASO
In questo Paese in galera ci vanno solo gli onesti
Egregio direttore,
leggo sul suo giornale di domenica scorsa l’arresto di un uomo che, munito del kit per meglio sfilare i fili elettrici, stava razziando 90 chili di rame. Colto sul fatto dai poliziotti, è stato portato davanti ad un giudice, che lo ha sì condannato a 6 mesi di prigione, ma che poi gli ha sospeso la pena. Risultato: questo ladro —per - chénonaltrimenti può essere definito— non farà neppure un giorno in carcere. Le sembra giusto?
Ogni giorno i suoi lettori sono informati delle azioni di decine di ladri che svaligiano appartamenti, svuotano capannoni, rubano camion e merci. A costoro si aggiungono i tanti truffatori, che raggirano la gente privandola di soldi e di beni di ogni genere. E quando la Polizia (o i Carabinieri) riescono a mettere le mani su uno di loro (cosa che accade assai raramente,manon certo per volontà forze dell'ordine), noi cittadini comuni dobbiamo leggere ogni volta che costoro la fanno franca.
Altro che ‘certezza della pena’: qui in Italia semmai c’è la certezza, per ladri e truffatori, dell’impunità (come si è più volte appreso da intercettazioni telefoniche). Le ripeto la domanda: le sembra giusto? Uno Stato che sia davvero vicino ai propri cittadini, non dovrebbe loro garantire la sicurezza sia personale che dei beni posseduti? A me pare proprio di vivere nel Paese degli Acchiappacitrulli, nel quale in galera ci vanno gli onesti.
Guido Antonioli
(Pandino)

La certezza della pena è uno dei nodi caldi del tema giustizia. E non da ora. Resta il fatto che l’Italia è un Paese garantista e non sempre, anche chi commette un reato, va in carcere. La sospensione condizionale della pena, a cui lei fa riferimento, non è un’interpretazione del giudice di turno ma è un istituto giuridico del codice penale mediante il quale al colpevole, la cui condanna non supera i due anni di reclusione, viene sospesa l’esecuzione della stessa.

LA POLEMICA
Minatori senza lavoro mantenuti 30 anni, scandalo!
Egregio direttore,
leggo sul suo giornale una notizia veramente straordinaria e incredibile: cioè la capacità della Regione Sicilia di avere mantenuto per trent’anni un centinaio di minatori rimasti senza lavoro a causa della chiusura delle miniere di zolfo. Questa bella trovata dell’amata Regione Siciliana è costata agli italiani l’iperbolica cifra di 120/150 milioni di euro.
Mi chiedo: in trent’anni nessun dirigente della Regione si è chiesto perché uscisse dalle casse della Regione un mare di soldi? I lavoratori andavano sicuramente aiutati, ma non certo per trent’anni e la mia convinzione è che questi lavoratori non siano rimasti certo in panciolle ad aspettare la fine del mese, ma sicuramente avranno trovato altra occupazione, ovviamente in nero.
A questo punto che dire? Un minimo di decenza imporrebbe un’indagine sull’operato dei dirigenti della Regione che mai si sono interessati a questo fatto, chiedere loro di rimborsare di tasca propria, salvo poi rivalersi sui lavoratori beneficiari di tanta magnanimità, l’esorbitante somma pagata per trent’anni. A noi, cittadini onesti, con rendite e pensioni che con molta fatica riusciamo ad amministrare per arrivare alla fine del mese vedere questi sperperi di denaro pubblico fa molto male, purtroppo siamo impotenti.
Inoltre Riguardo alla Regione Sicilia ho recepito un’altra interessante notizia. Pare che un dirigente di una discarica siciliana percepisca una rendita mensile di 45mila euro. Non credo sia un giusto compenso che un Ente Pubblico possa permettersi per una simile carica.
E’ il caso di dire che la Regione Sicilia gode di ottima salute.
Mario Giuriati
(Crema)

Sottopasso, alla Beltrami conviene accettare l’accordo
Egregio direttore,
la telenovela sui sottopassi sta tenendo banco. Gradirei rammentare che la Regione Lombardia per accedere al finanziamento regionale 2007-2013, aveva posto il vincolo che i lavori terminassero, con relativi collaudi, entro il 31 dicembre 2014, cosa che non è avvenuta.
L’impresa, Beltrami in fase di definizione della contabilità dei lavori con particolare riferimento agli ultimi due stati di avanzamento, anche alla luce dello slittamento dei termini di consegna di alcune opere deciso dalla precedente Amministrazione, ha evidenziato 76 riserve per un valore complessivo di 2.308.073 euro. Queste riserve sono state esaminate e sono risultate per buona parte non tempestive e non accettabili, tranne 14, ritenute accettabili, di cui 2 realmente rilevanti.
Preso atto di questo, la Giunta comunale, ha dato parere favorevole alla proposta degli uffici di dare mandato al Responsabile Unico del Procedimento, Marco Pagliarini, di trattare con la ditta appaltatrice Paolo Beltrami S.p.A per arrivare ad un accordo bonario, formulando una proposta contenuta nel limite di un importo non superiore a 300mila euro, anche per scongiurare rischi di un contenzioso che potrebbe generare oneri di gran lunga superiori a carico dell’Ente. Staremo a vedere. Presumo che la ditta Beltrami abbia interesse ad accettare il compromesso per evitare di perdere lavori che la vedono protagonista assoluta a Cremona per le grandi opere da diversi anni.
Elia Sciacca
(Cremona)

Rifiuti, posizione dei cestini Riqualificazione in corso
Signor direttore,
la segnalazione del lettore L. C., che ringraziamo, apparsa su ‘La Provincia’ del 16 marzo, ci consente di riaffermare l’impegno di Linea Gestioni nelle attività di igiene urbana a Cremona. Attività che prevedono anche un significativo sforzo per il decoro delle vie cittadine, incluse zone come quella citata dal lettore.
In tal senso, è in corso —in accordo con il Comune di Cremona —uno studio di riqualificazione e di razionalizzazione sia del numero che della posizione che del tipo dei cestini per i rifiuti, al fine di fornire ogni luogo della città dei contenitori più indicati. Rimaniamo nel frattempo come sempre a disposizione della cittadinanza, per ricevere segnalazioni come quella del cortese lettore.
Linea Gestioni Srl

Con Renzi la musica è cambiata Chi non ci sta esca dal Pd
Egregio direttore,
vorrei dire la mia in merito alle primarie del Pd. (...) Bene fa Matteo Renzi a rispondere a tono, senza farsi ingabbiare nel vecchio rito della minoranza che vuole imporre una visione parassitaria e speculare alla sua esistenza. Chi non vuole seguire la linea del segretario presidente, può sempre dimettersi dal parlamento e farsi il suo partitino dello zero virgola.
Fa comodo lo stipendione, allora mangia e segui le direttive che ti vengono impartite. Renzi è stato per loro —Bersani e gli altri —un fulmine a ciel sereno, non hanno capito che i soliti riti, le ideologie sono cadute, la gente ha bisogno di concretezza e fatti. I voti li prende da dove vengono, senza farsi incatenare da Vendola e dalla minoranza interna (...).
Bersani dice: governa con i voti che «io ho conquistato». A Pierluigi dico come ho avuto modo di scrivergli a Bettola: voti che hai perso non conquistato, ti sei smacchiato da solo. Ti avevo consigliato, caro Pierluigi, di presentare immediatamente le dimissioni da segretario, chiedere scusa al tuo elettorato per non esserti fatto capire e ritirarti a vita privata. Oggi ti fai prendere dal rancore, dovevi al limite trovare un accordo subito con i 5 Stelle, se il caso di cedere il pallino nelle loro mani, visto chela tua campagna è stata un fallimento assoluto.
Domenico De Lorenzo
(Cremona)

Non c’era alcuna necessità di fare un centro studi Verdiano
Egregio direttore,
la disturbo perchè vorrei fare alcune precisazioni in merito all’articolo pubblicato dal suo giornale in data 10/3/2016 a pagina 43 sulla casa comprata e ora demolita a Villanova. Il signor Ramelli dimentica di dire che non c’era alcuna necessità di fare un centro studi Verdiano, bensì una volontà politica di assecondare qualcuno. Inoltre c’era già un altro immobile di proprietà pubblica (ex scuole elementari di Soarza) che poteva (eventualmente) essere riutilizzato per tale scopo (e senza spendere tutti quei soldi per riadattarlo).
Infine il signor Ramelli mente dicendo che i fondi per tali spese derivano da RFI in quanto gli stessi sono stati destinati alla nuova strada (via caduti di Nassiyria) di collegamento tra il capoluogo e la frazione Soarza. Caso mai, se così fosse, bisognerebbe chiedere al signor Ramelli perché parte di quei fondi non sono stati utilizzati per allargare la via Mottaiola (come sarebbe stato giusto fare).

Luigi Maggi
(ex consigliere comunale di Villanova sull’Arda)

Con tanta miseria c’è quasi d’aver vergogna ad esser felici
Signor direttore,
al caro ricordo del mio maestro di 4ª elementare, vecchio combattente della prima guerra mondiale, che ad ogni colpo di tosse ripeteva: a me mi hanno rovinato i gas! Dedico questa poesia che ci fece imparare a memoria per la Pasqua del 1948 per ricordarci quanta miseria ci fosse a questo mondo:
Era la ricca imbandigion levata e tranquillo me ne usciva, / quando vidi una giovinetta inginocchiata nel fango della vita. / Con le vesti cadenti brano
a brano, pallida e macilente, /
implorava col pianto e con la mano la
pietà della gente. / In grembo le gettai
qualche moneta e dissi: Deh,
poveretta / torna da madre tua che
forse inquieta per te piange e
t’aspetta! / Tremulo e mesto errar vidi
un sorriso sulla sua bocca smorta / e al
ciel volgendo lo stremato viso disse:
Mia madre è morta / ed io son digiuna
e la stagione è cruda / e in terra a me
non pensa anima alcuna, son
orfanella e ignuda. / Io capii che a
questo mondo pianger bisogna
dell’infelice, / e di fronte alla miseria
ebbi vergogna d’esser quasi felice.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Via le foto dei benefattori dall’oratorio, scelta assurda
Egregio direttore,
le ospitalità per intervenire sul caso della rimozione delle foto dei benefattori all’oratorio di Corte de’ Frati. Nella replica di don Antonio si dice che i bambini erano impressionati dalle foto dei «morti» e che i genitori avrebbero chiesto di rimuoverle. Sono anche io genitore di un bambino che frequenta il catechismo, negli anni ‘80 ho frequentato l’oratorio e sono diventato adulto senza traumi.
Nè io nè altri genitori che ho sentito abbiamo chiesto la rimozione delle foto. Che ne sa don Antonio o a chi ha chiesto la rimozione delle foto delle ore che Germana ha dedicato ai bambini del catechismo alla corale... Che ne sa dei viaggi di Graziano sul pulmino o delle ore dedicate all’allenamento dei piccoli della società sportiva.
Che ne sa della dedizione e del dolce sorriso di Daria. Che ne sa delle ore che Adolfo e Nino hanno dedicato da organista oppure nelle visite periodiche agli anziani della parrocchia nelle case di riposo. Che ne sa del sorriso e delle attese di Paolo o di Mariaugusta... delle speranze di Adelio e di Enrico... che ne sapete? Un’altra sala da dedicare a mons. Romero c’era e si poteva evitare uno sfregio alla memoria di questi benefattori e delle loro famiglie.
Chiudo chiedendo ai membri del consiglio pastorale e del consiglio affari economici se hanno avvallato la decisione e se in caso contrario pensano di rimanere in silenzio. Credo che molti documenti sul ruolo dei laici nella chiesa indichino che la responsabilità non sia solo del parroco «pro-tempore» ma dei parrocchiani stessi... ma tutto va ben Madama la Marchesa.
S. B.
(Corte de’ Frati)

La perversione non è il figlio di Vendola ma la pedofilia
Signor direttore,
la vera perversione signor Borsella è il tenere nascosti fino ad ora i gravi crimini di pedofilia contro innocenti inermi da parte di religiosi, e l’arricchirsi delle gerarchie cattoliche con i miliardi di denaro pubblico sulla pelle di migliaia di famiglie povere. Se questi vescovi ci tengono tanto alla famiglia, perché non si assumono responsabilità e doveri sposandosi con i loro partner gay o etero che siano, invece di fare solo vuota retorica dai pulpiti?
Già da un anno l’Unione Europea riconosce il matrimonio gay come diritto umano per far vincere la civiltà. L’unico leader riformatore del centrosinistra oggi è Matteo Renzi, che insieme a Cirinnà e Boschi faranno vincere con il giusto riconoscimento delle unioni civili l’amore nella società e in parlamento, dando una svolta democratica a questo Paese ancora arretrato.
Quelli di Vendola e il suo compagno non sono desideri effimeri, ma è la volontà d’amore per un figlio che è nato con l’aiuto volontario di madri surrogate autonome economicamente come prevedono le leggi in USA e Canada. Quindi non c’è stato nessuno sfruttamento o mercificazione di donne povere del Terzo Mondo. Il 95% degli etero vanno all’estero ormai da 20 anni per l’eterologa, compresi i vip quali Robert de Niro e Nicole Kidman. Ed ignoranti e ipocriti politici di destra e sinistra si stracciano le vesti per quelle pochissime coppie gay ricche, che vogliono essere padri o madri anche con l’aiuto della Tecnica. Questa si chiama omofobia.
Luciano Bartoli
(Cremona)

Italiani uccisi in Libia dal fuoco amico, altro che efficienza
Signor direttore,
assassinati proditoriamente in Libia, in imboscata, due nostri connazionali, cittadini emeriti che vanno per il mondo a seminare civiltà. Dipendenti di un’impresa italiana, sequestrati sette mesi fa, con altri due tecnici, liberati in condizioni allucinanti dopo aver subìto soprusi inauditi. Sembra, con tutte le riserve del caso, siano stati colpiti da fuoco amico in un’operazione contro lo stato islamico. Giova ricordare (agli immemori) che il Corano chiama infedeli coloro che non credono in Allah e, più correttamente, incita al loro annientamento (mio e suo direttore).
La dice lunga su efficienza, programmazione e organizzazione dei reparti ivi dislocati: un mix d’inesperti, una ratatouille inodore e insapore; addestrati sommariamente a contrastare rapitori professionisti, han fatto cilecca. Sembra (il condizionale è d’obbligo) facessero parte delle milizie Battrata (gruppo armato dedico al traffico di esseri umani, attivo a Sabrata).
In linea con l’austerity (inesistente) pagato un sontuoso riscatto (12 milioni di euro). Ricalcando precedenti illustri. Tipo quello delle vispe terese con coccarda arcobaleno in «vacanza premio» nell’ospitale Siria. Astuta esca, d’accordo con i ribelli per il finanziamento della «sacra» causa. Scenario dipanato nella quarta sponda che già fu di Roma e regnava pace e prosperità.
Luciano Pedrini
(Cremona)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    18 Marzo 2016 - 11:21

    Bartoli viene smentito dalla decisione dell'Europa di non volere la maternità surrogata sul proprio territorio. La GPA (che è proprio un affitto dell'utero) è contraria alla dignità di tutti i soggetti coinvolti. Anche l'inversione di causa effetto che attua è interessante: quel bambino nato in california su ordinazione di vendola, quindi non può essere frutto di una volontà di amore verso di lui perchè lui non c'era. Lascio perdere i soliti strali anticlericali che sono di una banalità e inconsistenza che disarmano anche i più volenterosi. Parlare ai sordi è esercizio utile solo dopo aver pettinato bambole

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