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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

16 Marzo 2016 - 11:04

IL CASO
Bici e pedoni in superficie e sottopasso a doppio senso
Signor direttore,
volevo proporre una possibile soluzione al problema del sottopassaggio di via Brescia.
Non sono un tecnico, ma mi domando: non sarebbe possibile ottenere il doppio senso di marcia per le auto, convertendo tutto il traffico di biciclette e pedoni di nuovo verso la superficie della strada, dato che lo spazio c’è ed è abbondante. Basterebbe abbattere, anche in parte, il muretto che è stato eretto e che delimita la ferrovia, e ripristinare il passaggio con delle sbarre, magari di dimensioni ridotte, solo destinate a pedoni e biciclette.
In questo modo, si potrebbero ottenere i soldi promessi dalla Regione Lombardia per il progetto a doppio senso di marcia per le auto. I pedoni e le bici non dovrebbe percorrere pendenze faticose e il problema sarebbe risolto. Chissà se gli amministratori del Comune prenderanno in considerazione questa proposta.
Mario Carotti
(Cremona)

Il tema è caldissimo ma non sono un tecnico e non ho elementi per valutare la sua proposta. Forse è un po’ tardi per certe modifiche ma aspetto il parere degli esperti.

LA POLEMICA
Vanoli da applaudire, il Comune adegui il PalaRadi
Egregio direttore,
le scrivo per fare due considerazioni sulla Vanoli basket. Domenica ho guardato via streaming la partita Pistoia-Vanoli su una emittente toscana e sono rimasto stupito dall’enfasi con cui il telecronista toscano elogiava il valore della società Vanoli, della bravura di coach Pancotto (che loro rimpiangono ancora), delle capacità straordinarie del gm Conti di costruire con quello che la società gli mette a disposizione un roster di tutto rispetto e vincente.
Dicevo prima ‘stupito’ perché al contrario quando la Vanoli gioca in casa c’è ancora gente che si definisce ‘tifosa’ che fischia al primo tiro sbagliato di Cazzolato (definito eroe solo qualche giorno prima perché ci ha portato alla storica vittoria su Sassari in Coppa Italia), al primo cambiosecondo loro sbagliato di coach Pancotto e via dicendo...
Ritengo che i ragazzi della Vanoli vadano solo incitati e ringraziati per quello che di straordinario stanno facendo anche perché questa società dovrebbe essere un patrimonio per tutta Cremona. E a tal proposito concludo dicendo che anche l’a m m in i s tr azione comunale dovrebbe prendere in seria considerazione di adeguare un Pala- Radi ormai fatiscente coinvolgendo anche la Vanoli visto che dalle dichiarazioni del vice presidente Borsatti nessun esponente del Comune ha mai bussato alla porta della società anche perché questa eventualità aumenterebbe e migliorerebbe l’immagine di Cremona nel resto d’Italia. Meditate gente!
Massimiliano Rescali
(Cremona)

Poste/1. Ritardi in viale Po Predisposto un monitoraggio
Egregio direttore,
in riferimento alla lettera dal titolo ‘In viale Po la posta non arriva. Qualcuno vuole spiegare?’dell’11 marzo scorso, desideriamo rassicurare il signor Barbieri sulla regolarità del servizio di recapito in via Po.
E’ possibile che qualche rallentamento nella consegna della corrispondenza si sia registrato negli ultimi giorni a seguito dell’assenza del portalettere titolare e della non perfetta conoscenza del territorio e dei residenti da parte del suo sostituto. L’Azienda ha predisposto un monitoraggio sul servizio al fine di garantire la qualità e l’efficienza del recapito.
Francesca Paglia
(Responsabile Comunicazione Territoriale Lombardia di Poste Italiane)

Poste/2. Ho avuto spiegazioni Forse qualcosa sta cambiando
Caro direttore,
quanto è potente una lettera sul giornale. La scorsa settimana mi ero lamentato del disservizio delle Poste Italiane di Cremona al quartiere Po. La lettera è uscita sul giornale il lunedì mattina e poche ore dopo ho ricevuto la visita del responsabile del servizio corrispondenza di Cremona e una telefonata dalla direzione di Poste Italiane di Roma.
In entrambe le occasioni ho ricevuto le scuse per i disservizi (scuse ovviamente destinate a tutti gli utenti del quartiere Po) e le spiegazioni per la situazione che si era venuta a creare la settimana precedente. Mi è stato detto che c’era stato il forfait contemporaneo di due postini incaricati di fare il giro e quindi è toccato ad altri che avevano finito il servizio rimettersi in movimento per recapitare la corrispondenza. Ho avuto anche conferma che il numero di telefono dell’ufficio di via San Bernardo è inesistente e che sulla prossima rubrica telefonica non apparirà più.
Da quel giorno la posta è arrivata in perfetto orario. Ho comunque apprezzato il tempismo, la cortesia e la sensibilità delle Poste Italiane. Segno che qualcosa nel nostro Paese sta davvero cambiando. E aggiungo che una lettera sul giornale per segnalare problemi reali della gente interessa di più delle ormai quotidiane schermaglie politiche di parte.
Giorgio Barbieri
(Cremona)

Rumori per la potatura La mia pazienza è a tempo
Gentile direttore,
la ringrazio per la cortese sollecitudine con la quale ha pubblicato la mia lettera, nel contempo voglio farle notare che non è un fastidio a scadenza biennale o triennale ma trattasi di un fastidio giornaliero a partire dalla macchina che pulisce la strada, le scope meccaniche rumorosissime che sollevano nuvole di polvere, ai taglia siepe, e nel corso dell’estate ai falcia erba che vengono utilizzati per falciare le aiuole pubbliche, e i giovani virgulti degli alberi stradali del nostro quartiere.
Se mai caro direttore è la mia pazienza che ha una scadenza biennale o triennale... La tecnologia ha posto sul mercato motoseghe, scope elettriche, falcia erba funzionanti a batterie e quindi non di intralcio per gli operatori. Comprendo che il costo di una motosega a batteria è il doppio di quella a scoppio, non si pretende che questi operatori del settore sostituiscano in toto la loro attrezzatura ma se iniziassero un pò per volta potrebbero ottenere il risultato di disturbare il meno possibile l’ambiente in cui operano.
Giuseppe Cavagnoli
(Cremona)

Ok non rinnegare il passato Ma stravolgerlo non va bene
Signor direttore,
anch’io, come la signora Andreina Bergonzi, apprezzo la coerenza e stimo i signori Fedeli e Pedrini per questo. Coerenza significa non rinnegare il passato, ma questo non vuol dire cercare di stravolgerlo reinventando la storia. Questi signori dichiaratamente fascisti, quindi anticomunisti, alla fine si comportano come l’estremismo islamico che indica l’America (per la precisione gli Stati Uniti d’America) come il grande satana che va combattuto ad ogni costo.
Qui si sta criticando una democrazia, quella americana, con tutti i suoi difetti per carità, ma pur sempre espressione di libere elezioni democratiche e baluardo occidentale contro il comunismo e ogni altra forma di totalitarismo. E c’è gente che mette in discussione tutto questo? Ne è testimone l’ennesima lettera, firmata da Pedrini, pubblicata in data 13 marzo e ultima quella di Fedeli del 14 marzo. Probabilmente queste persone hanno mal digerito l’intromissione degli americani nella seconda guerra mondiale, fatto che certamente ha cambiato il corso della storia e determinato la caduta del fascismo e del terzo Reich.
Queste persone hanno la stessa coerenza di Alfano, esponente dell’Ncd (partito di destra) che sostiene il Pd (partito di sinistra). Ma vi rendete conto cosa significano parole come sincerità e coerenza? Un signore tempo fa disse: ‘Solo gli stolti non cambiano opinione’! Se non sbaglio queste parole furono pronunciate da un certo Albert Einstein.
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Pendolari dei treni senza diritti e anche senza comunicazioni
Caro direttore,
trovo vergognoso che i pendolari, già vessati dai Vivalto freddi e dai ritardi dei treni, abbiano da pagare anche per la cattiva comunicazione degli stessi. Spesso accade che il ritardo di un treno della tratta Mn-Mi in partenza dalla stazione Centrale venga annunciato nella stazione di Rogoredo quando ormai è ‘troppo tardi’. Non sarebbe naturale che i tabelloni delle due stazioni lavorassero in contemporanea?
È come se Rogoredo appartenesse a un ‘fuso orario’diverso. E tutto grazie allo scorporamento Trenitalia-Trenord, che ha portato a considerare Rogoredo una stazione non più di Trenord. Lunedì (a proposito: la puntualità migliorata che si sbandierava in un recente articolo?), in Centrale il Mantova delle 20.20 era dato per ‘cancellato’, così mi sono ributtato in metro per andare a Rogoredo e prendere il Piacenza delle 20.30, per avvicinarmi a casa scendendo a Codogno.
L’ho preso al volo, ma ho notato che sul tabellone il Mantova stava al suo posto, senza alcuna indicazione. A Codogno il monitor dava il Mantova in ritardo di 40'. Fossi stato a Rogoredo senza passare dalla Centrale, avrei lasciato passare il Piacenza, ignaro del ritardo. Tra l’altro, in un caso simile, ho scoperto che, chiedendo in biglietteria a Rogoredo, chi sta allo sportello può vedere in diretta sul suo monitor cosa viene indicato in Centrale. Perché non comunicarlo subito anche sul tabellone esposto al pubblico? (...)
sfiduciatotale@tiscali.it
(Pizzighettone)

L’agricoltura italiana vittima dell’Europa dei burocrati
Signor direttore,
la vicenda finlandese svela, anche se non ne avevamo bisogno, o conferma quanto sta accadendo in Europa e nel mondo. Abbiamo governi che dipendono da multinazionali Europee, nel piatto abbiamo cibi che provengono da zone dove i controlli sono inesistenti, cibi sempre più pericolosi per la salute umana, ricchi che diventano sempre più ricchi e poveri sempre più poveri.
In questi giorni in Finlandia i tavoli di mediazione, che finiscono sempre con caviale e champagne rivelano la sempre più scriteriata politica di devastazione dei territori, delle risorse e dalle catene di un import-export creato al solo fine di asservire il settore alla speculazione finanziaria.
Una catastrofe, un settore che affoga. L’agricoltura la descrivono così, gli agricoli finlandesi arrivati con i loro trattori davanti al Parlamento di Helsinki e in molte città del Paese. Protestano contro le sanzioni alla Russia e le speculazioni sui prezzi sempre più bassi. Ma accade ovunque in Europa che gli agricoltori di un Paese si sentano dire che i prezzi dei loro prodotti non sono concorrenziali rispetto a quelli di un altro Paese.
Così è per il latte italiano, rispetto a quello francese. O per le patate che in Romania dicono abbiano un prezzo maggiore rispetto a quello italiano. Poi vai in Francia, in Romania o vieni qui a Helsinki e scopri che le cose non stanno proprio così. Nessun agricoltore europeo guadagna più alcunché dalla terra, dai suoi prodotti, dai suoi allevamenti. ( ...)
Nell’ultimo anno, i redditi nel settore agricolo sono caduti del 40% in Finlandia, nazione che ha comunque una vocazione quasi autarchica su molti prodotti, soprattutto caseari. Peccato che proprio i prodotti caseari abbiano trascinato a picco il settore. La Russia, Paese confinante, ha risposto alle sanzioni con altre sanzioni. E a farne le spese sono stati loro.
Una brutta storia che si ripete in ogni angolo di questa Europa piena di muri, di barriere, di sanzioni e di norme, costruita da burocrati a misura di burocrati. (...)
Carolina Manfredini (docente di Scienze Umane a Ghedi - Brescia)

Ci invitano a usare i cestini e poi li tolgono: non ho parole
Egregio direttore,
sono senza parole. Premetto che ho un cane e che quotidianamente porto a fare un giro per le sue necessità. Abito nelle vicinanze di via Madonnina che attualmente risulta sprovvista di cestini per riporre ciò che il mio cane produce. Dirigendomi verso l’argine, si incontrano molte siepi che puntualmente sono piene di rifiuti compresi i sacchettini per raccogliere gli escrementi. Lunedì mattina telefono all’Aem segnalando la cosa e mi rispondono che l’amministrazione comunale sta togliendo dei cestini, così senza motivo.
Resto basita perché da una parte si stampano i cartelli che invitano ad usare i cestini e dall’altra ci tolgono gli strumenti. È chiaro che qualcosa non quadra soprattutto in un’epoca dove si lotta per la raccolta differenziata oltre ad una forma di rispetto verso chi ogni giorno pulisce le strade della nostra città.
L. C.
(Cremona)

Ha ucciso 87 persone e avanza pretese assurde: nessuna pietà
Caro direttore,
ricordi Breivik, quel tipo autore della strage di Utoya (Norvegia) del 2011? Beh, sai che è notizia di questi giorni che abbia minacciato lo sciopero della fame? Ti ricordo che il personaggio in questione il 22 luglio 2011 uccise niente meno che 87 persone, per lo più ragazzi, ad Oslo e sull’isola di Utoya. Non contento, per nulla pentito, ora dal carcere avanza una serie di assurde richieste, e se non verranno esaudite prontamente, sfacciatamente minaccia lo sciopero della fame. (...)
Io lascerei al suo destino, tanto cosa vuoi recuperare? Diritti, diritti solo diritti avanza costui, dopo quelle nefandezze. Senti senti le pretese: lamenta che la sua play station è superata, dunque ne pretende una nuova. Pretende l’accesso al personal computer. Pretende passeggiate più lunghe, pretende che terminino le perquisizioni corporali. E poi ancora pretende di avere un miglioramento delle condizioni di detenzione, un migliore contatto con il mondo esterno.
Lui, proprio lui che si trova in isolamento da due anni per la carneficina compiuta, sostiene di essersi comportato sempre in ‘modo esemplare’e di avere dunque diritto a ‘un’offerta di attività’migliore rispetto agli altri detenuti, per compensare il suo rigido trattamento carcerario. Capito il ‘ragazzo’? A questo titolo pretende il raddoppio della sua diaria settimanale di 300 corone (circa 36 euro), la stessa cifra assegnata agli altri detenuti, per pagare le spese di corrispondenza, corrispondenza che meticolosamente viene filtrata dalle autorità carcerarie. (...)
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Un pensiero a Marco Pannella autore di grandi battaglie
Signor direttore,
questa mia concisa nota per portare, in queste ore difficili della malattia, il mio sostegno e affetto al leader dei radicali italiani Giacinto Pannella detto Marco. Fondatore nel 1955 del Partito Radicale e dei democratici liberali, la corrente di sinistra uscita dal Partito Liberale. Pannella figura politica complessa e poliedrica da parte dei suoi estimatori come lo scrivente e soprattutto dei suoi avversari, un politico che si è sempre posto al di là delle ideologie, protagonista di grandi battaglie per i diritti civili in stile non violento gandhiano e grande sostenitore della democrazia partecipata diretta referendaria, un uomo inquieto e sempre in lotta contro i poteri.
Personalmente il suo insegnamento che mi guida è di essere sempre me stesso che significa essere continuamente irriconoscibile pronto a scandalizzare, eternamente contrario al sistema dei partiti di regime in una visione di libertà e giustizia.
Giacomo Mondini
(Casalbuttano)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    17 Marzo 2016 - 09:32

    Gentile sig. Carotti, la sua proposta farebbe perdere i milioni di euro di FFSS. Resto convinto che per le biciclette e le auto sia possibile una convivenza a doppio senso, e per i pedoni un manufatto in carpenteria che passa sopra alla ferrovia (come ce ne sono a centinaia in giro per Italia ed Europa). Resta oggettivamente il problema dei disabili in carrozzina per i quali servirebbe perlomeno l'ascensore. Comunque sempre meglio che rimetterci un paio di milioni di euro.

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