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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

Email:

bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

11 Marzo 2016 - 11:22

IL CASO
In viale Po la posta non arriva Qualcuno vuole spiegare?
Caro direttore,
sono costretto ancora una volta a lamentarmi pubblicamente del servizio delle Poste Italiane a Cremona. Negli ultimi cinque giorni, da venerdì a mercoledì, non è arrivata nella mia cassetta alcuna lettera. Per molti sarà una cosa normale, ma non per me che scambio francobolli con almeno 600 collezionisti di tutto il mondo e che sono abituato a ricevere dalle 3 alle 12 lettere al giorno.
D’altra parte i francobolli si possono scambiare solo attraverso spedizioni via lettera, non c’è altro mezzo. In questi cinque giorni non solo non è arrivata una lettera che è una, ma il postino (o la postina) sono arrivati a portare il nostro quotidiano in viale Po venerdì alle 13,30, lunedì alle 14, martedì alle 13,50 e mercoledì addirittura alle 15,05. Ho provato a telefonare al centralino di via San Bernardo, dove si smista la corrispondenza. Il numero sulle pagine bianche è 0372-593211.
Ho chiamato ma mi sono sentito rispondere sul cellulare: ‘Il numero selezionato è inesistente o momentaneamente non disponibile’. Allora mi chiedo e chiedo ai dirigenti delle Poste di Cremona (ci sarà pure un responsabile...) che genere di servizio pubblico è questo?
Mi piacerebbe ricevere una risposta sul giornale dai dirigenti degli uffici di Cremona. Per spiegare quali sono i problemi e magari chiedere, con un pizzico di umiltà, scusa ai cittadini. Anche perché ho scoperto che nella zona di Porta Milano la posta arriva regolarmente prima delle 9 di mattina. Dunque ancora una volta, oltre a tutte le altre problematiche, il Villaggio Po è il parente povero di questa città? Intanto le tariffe postali sono aumentate del 12 per cento... E invito anche le organizzazioni sindacali dei dipendenti delle Poste ad intervenire spiegando come mai si è arrivati a questa situazione. E, ribadisco per essere chiaro, la colpa non è dei postini ma di chi organizza (parola grossa) il loro lavoro quotidiano.
Giorgio Barbieri
(Cremona)

Il problema si ripresenta spesso e le lamentele dei residenti per i disservizi delle Poste — non solo in viale Po — sono legittime. Quello che indispone ancora di più è la ‘quasi matematica’ certezza di non avere spiegazioni sulle ragioni che hanno portato a questa situazione. Questa volta spero di essere smentito.

LA LETTERA
Denigrare il femminismo è negare la nostra storia
Caro direttore, e gentile Ada Ferrari,
dispiace leggere sulla prima pagina del quotidiano ‘La Provincia’ del 7 marzo una invettiva tanto vivace contro la ‘Festa ’ della Donna. La Giornata Internazionale della Donna è una ricorrenza seria, promossa sulla spinta dei movimenti delle donne e riconosciuta dagli organismi internazionali come occasione di promozione dei diritti delle donne e per il contrasto alle discriminazioni: disparità sociale, limitazione delle opportunità diaccesso allavoro e alla carriera, violenze psicologiche, fisiche e sessuali.
Non si tratta quindi di una festa, non si tratta come riportato nell’articolo, di ‘veniali accessi e mortali contraddizioni’ di ‘donne inferocite’ della piccolaborghesia nelsecoloscorso.
Si tratta di secoli di ingiustizie e sofferenze che alle diverse latitudini del pianeta hanno visto la vita delle donne segnata da dolore e disprezzo, lo stesso disprezzo che traspare dall’intervento che con tanta delicatezza il quotidiano locale ha voluto proporci come spuntodi riflessioneperl’otto marzo.
Noi, femministe nostrane, ‘figlie di un dio minore e pure un po’ strabico’, come ci ha simpaticamente definite Ada Ferrari, siamo orgogliose del cammino compiuto dalle donne in tutti i campi del progresso scientifico, culturale, artistico, civile. Ci fa piacere che una donna possa esprimere il suo pensiero sulla prima pagina del nostro quotidiano (accade così di rado!), ci dispiace che ciò avvenga al solo scopo di denigrare il femminismo, un movimento che ha conquistato spazi di libertà per le donne, e anche per gli uomini.
Pensiamo che le battaglie delle donne siano una questione di civiltà, di umanità, di politica. Una politica che grazie alle donne esprime una maggiore attenzione ai diritti e ai bisogni della vita quotidiana. Si, siamo femministe, e vorremmo proporre ai lettori del quotidiano una frase di Rebecca West, scrittrice e giornalista del secolo scorso: ‘Io stessa non sono mai stata in grado di scoprire cosa è esattamente il femminismo; so solo che la gente mi chiama femminista ogni volta che esprimo sentimenti che mi differenziano da uno zerbino’. Egregio direttore, cara Ada, vi invitiamo a intervenire alle nostre (nostrane) iniziative pubbliche.
Donata Bertoletti, Luciana Carini, Vera Castellani, Emanuela Ghinaglia, Maria Giulia Ghinaglia, Fiorella Lazzari, Cristina Manfredini, Simona Mele, Tamara Messina, Patrizia Politi, Caterina Ruggeri, Franca Zucchetti
(ReteDonne Se Non Ora, Quando? - Cremona donnepunto@gmail.com)

Cremona, dall’opposizione attacchi volgari contro il Pd
Signor direttore,
offensive e volgari le lettere pubblicate su ‘La Provincia’ contro gli attuali amministratori del Pd. Questi continui attacchi che inneggiano alle scelte sbagliate della Giunta Perri, appaiono fini a sé stessi e troppe volte scomposti. Si può fare opposizione, ma senza usare toni offensivi, così come ha fatto il Pd quando è stato per cinque anni all’opposizione. Certo, ogni tema, dalla pista ciclabile, alle incompatibilità, alla raccolta differenziata, ai temi che riguardano lo sviluppo della città offrono argomenti per fare opposizione, ma quale e soprattutto con quale stile?
Il lavoro per attuare il programma con il quale si sono vinte le elezioni con il Sindaco Galimberti resta non solo un buon lavoro ma una vera discontinuità rispetto al passato. Vorrei tranquillizzare chi attacca oggi il Pd e i suoi esponenti: ci sono ancora tre anni per attrezzarsi per essere più convincente rispetto al 2014, anno in cui i cremonesi scelsero di cambiare pagina e guardare al futuro.
Caterina Ruggeri
(Direzione cittadina del Pd)

La risonanza in Emilia è meno cara che in Lombardia
Gentile direttore
un mio parente che abita dopo il ponte sul Po, quindi già nel Piacentino, per comodità voleva sottoporsi ad una risonanza alla mano presso il nostro Ospedale Maggiore di Cremona ma grazie ad una operatrice della Sanità emiliana ha saputo che in Lombardia la risonanza alla mano costa 69 euro mentre in tutto il Piacentino solo 39 euro! Ora mi chiedo in Lombardia ci mettono l’oro nella risonanza? (...)
Alex Conti
(Cremona)

Dall’Osservatorio Amianto un’attività lodevole: grazie
Egregio direttore,
sono rimasto sorpreso dall’articolo pubblicato su ‘La Provincia’ il 13 febbraio 2016 sull’argomento dell’amianto e del comportamento imputato al signor Dilda Danilo, responsabile territoriale dell’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto). Il Direttivo del Quartiere 3 (Cavatigozzi-Picengo-S. Predengo), che il sottoscritto presiede, ha avuto parecchi contatti con l’ONA e nello specifico col signor Dilda e, a parte la professionalità con cui svolge il suo ruolo mai, a mio giudizio, si è comportato da ‘allarmista’ o da ‘giustiziere della notte’.
Sull’argomento mi permetto di ricordare che l’amianto provoca un tumore maligno chiamato ‘mesotelioma’che resta in incubazione silente anche per più di 30 anni, la cui diagnosi non è immediata e le cui cure sono molto pesanti e invasive.
Cosa questo voglia dire nella vita di una persona ve lo potrei spiegare molto bene visto che mia moglie è colpita da mesotelioma maligno, diagnosticato due anni fa, pur non avendo mai lavorato con amianto o in ambienti dove era usato. Però ha vissuto per 26 anni in una casa col balcone affacciato sui tetti in eternit di una ditta di Dosimo, costruiti negli anni ’50 e tuttora non rimossi: ovvio peraltro che non ci sono prove certe che la causa possa essere stata la presenza di quei tetti.
In Italia c’è una crescita notevole di casi di questo tumore provocato da quel materiale, spacciato per decenni come una grande evoluzione tecnica e messo ovunque. (...)
L’amianto è molto pericoloso! È sicuramente una verità scomoda da trattare, ma è molto meglio che nascondersi dietro bugie rassicuranti. La sua rimozione, prima ancora che un obbligo di legge, deve essere un dovere morale. Purtroppo sappiamo che questo tipo di operazioni è molto costoso, ma è altrettanto costosa, se non di più, la ricaduta sull’Italia per le cure agli ammalati di mesotelioma. Pertanto è bene che i cittadini si preoccupino e chiedano l’intervento dell’ONA. (...)
Da ultimo, solo una considerazione. Ho avuto modo di leggere le lettere che l’ONA, nella persona del signor Dilda, ha inviato ai vari Enti interessati per conto del nostro Quartiere e posso affermare che sono assolutamente collaborative col fine della salute pubblica, per cui esprimo pubblicamente, anche a nome di tutto il Direttivo del Quartiere, la massima stima al signor Dilda. (...)
Daniele Ardigò
(Presidente del Comitato di Quartiere 3 Cremona)

Tanti incontri interessanti lo stesso giorno, che peccato!
Egregio direttore,
vorrei rendere nota una constatazione di vita cittadina e ricavarne una proposta e una sollecitazione, forse utili e di possibile attuazione.
La constatazione. Attraverso varie fonti e inviti constato che, in concomitanza, nel pomeriggio di sabato prossimo avranno luogo: un importante ricordo della figura del comandante partigiano Gianni Bianchi delle Fiamme Verdi (in Spazio comune); la pubblica premiazione di poesia dialettale intitolata a Luciano Dacquati (teatro Monteverdi); una forte iniziativa incentrata su Monsignor Romero e l’America latina (Centro Pastorale); una visita guidata aperta alla Chiesa di S. Omobono (a cura del centro culturale ‘Peverone’). Magari c’è altro che ad oggi non mi è noto…
Un pomeriggio che mette in imbarazzo chi fosse interessato a più d’uno di questi appuntamenti e magari limita forzatamente la partecipazione a qualcuno di essi.
La proposta. Un qualche adeguato soggetto potrebbe farsi carico di raccogliere (ovviamente previa comunicazione da parte dei promotori al momento in cui viene decisa) la notizia di chi, quando, come, per cosa prevede una pubblica iniziativa in città. Raccogliere per inserire immediatamente la notizia in un predisposto e reso noto sito web con agenda a ciò dedicata. Il soggetto potrebbe essere il Comune, che già ha iniziato a farlo limitatamente però alle iniziative di più ampio respiro con appuntamenti annuali.
La sollecitazione. Riguarda tutti coloro, davvero molti per fortuna, che promuovono le varie iniziative. Nel caso la precedente ‘proposta’fosse raccolta e vi fosse concreto riscontro, essi dovrebbero, prima di definire una data, verificare se su quel sito ed agenda vi fosse già qualcosa di concomitante. Quindi non omettere, quale che sia la loro libera decisione conseguente, di comunicare la stessa al sito- agenda per il relativo immediato inserimento. (...)
Giuseppe Azzoni
(Cremona)

Fotovoltaico a Castelverde Un chiarimento e un auspicio
Egregio direttore,
con riferimento all’intervista sugli impianti fotovoltaici realizzati dalla società Castelverde Infrastrutture (Cast In), pubblicata su ‘La Provincia’ dell’8 marzo 2016, desidero precisare quanto segue: nelle mie dichiarazioni ho ritenuto opportuno fornire ai cittadini un completo quadro economico dell’operazione che si compone di costi e ricavi.
L’impianto è costato circa 772.000 euro e i ricavi del fotovoltaico avrebbero dovuto essere versati alla società Castelverde Infrastrutture per consentirle di pagare le rate del mutuo, cosa che è avvenuta nel 2011 e nel 2012. Il piano finanziario del mutuo prevedeva una spesa complessiva annuale di 76.784,12 euro per 14 anni (2012- 2025) con un costo finale di 1.074.997,68 euro. A tali costi si devono aggiungere le spese di gestione e manutenzione, inoltre si aggiungeranno, alla dismissione dell’impianto, quelle di smaltimento.
Il 19 dicembre 2012, in occasione del trasferimento del fotovoltaico, il Comune ha estinto il mutuo con entrate proprie per un totale di 740.440,44 euro. Il fatto di aver estinto il mutuo non modifica sostanzialmente il piano economico finanziario del pesante investimento effettuato, anche a fronte della riduzione dei relativi contributi statali. Questo dovevo, per dovere di cronaca, dopodiche mi aspetto che le discussioni relative al bilancio e all’attività dell’Ente avvengano nelle competenti sedi e presso i competenti organi.
Graziella Locci
(Sindaco di Castelverde)

Sbagliato avere aspettative esagerate su chi ci rappresenta
Signor direttore,
non bisogna credere che tutti i problemi e le difficoltà di comunicazione e comprensione sorgano dal popolo, ve ne sono tante che sorgono dai nostri nominati o eletti. Secondo Kahneman, uno psicologo cognitivo di fama internazionale, un’aspettativa esagerata sulla competenza e sui comportamenti dei nostri rappresentanti è un errore comune.
C’è una naturale tendenza a ritenere che le vicende si sviluppino in modo più regolare e prevedibile di quanto effettivamente non accada, ciò deriva dal fatto che la nostra memoria non solo mantiene automaticamente e continuamente le ‘balle politiche’ di ciò che avviene, ma tende anche a far si che quest’ultima risulti il più possibile coerente, sopprimendo le alternative.
La fiducia politica che noi ‘potevamo’esprimere formulando una scelta, partito e rappresentante, era un sentimento determinato per la maggiore coerenza politica. È questa un’illusione di validità ‘che nel mondo politico si accompagna spesso ad un’illusione di capacita tecnica...’. Come si vede il comportamento umano dei nostri...
superappresentanti non è basato che in parte sulla razionalità politica che la norma presuppone, sicché l’invocare la trasparenza come il mezzo per mettere in posizione paritaria due controparti è necessario ma non sufficiente...
Olivo Sudati
(Cremona)

Apprezzo sincerità e coerenza dei signori Pedrini e Fedeli
Signor direttore,
le chiedo la cortesia di pubblicare questo mio pensiero perché desidero complimentarmi, tramite il suo giornale, con due persone che spesso scrivono su ‘Spazio aperto’senza mai fare i voltafaccia; anzi, sono molto sinceri e coerenti nell’esprimere le loro idee. Sono il signor Luciano Pedrini e il signor Claudio Fedeli. Sarei felice se ci fossero tante persone come loro! Invece sono più quelli che tradiscono, come Fini. Per definire questa persona non ci sono parole. Traditore è poco.
Andreina Bergonzi
(Cremona)

Chissà perché al telefonino della privacy ce ne freghiamo
Gentile direttore,
c’è un oggetto che ci affranca da ogni discrezione e ci scioglie in pubbliche e spesso esagerate esternazioni: il telefonino. A quanti non è capitato di assistere a disinvolte telefonate nelle quali si sbraita di tutto? Si parla di affari, di tradimenti, delle vacanze, del nonno che sta male e non si sa dove piazzarlo.
Su un autobus mi è capitato di ascoltare addirittura l’annuncio di una gravidanza e un signore che a gran voce dettava al medico e a una cinquantina di increduli spettatori i valori del colesterolo. Magari poi, questi chiassosi e tracimanti chiacchieroni, sono gli stessi che in fila per chiedere l’orario di un treno o per pagare una semplice bolletta, puntigliosamente pretendono il rispetto della ‘distanza di sicurezza’, invocando la solita privacy. Un po’ strani forse lo siamo!
Michele Massa
(Bologna)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    11 Marzo 2016 - 17:13

    Sicuramente non leggo con attenzione il giornale, ma gli attacchi volgari quali sarebbero, Ruggeri? Oppure è vero che con voi non di dobbiamo lamentare e anche solo farvi notare gli errori è considerato volgare? Siamo abbastanza stanchi della supponenza che dimostrate ad ogni occasione, della vostra sordità ai richiami dei cremonesi. E la discontinuità del PD (il povero Galimberti, quindi, conta ancora qualcosa?) è con i 5 anni della giunta Perri o con i 40 anni dei governi di sinistra precedenti e per i quali ancora paghiamo dazio, vedi Corada?

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