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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

Email:

bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

10 Marzo 2016 - 09:34

IL CASO
Obliteratrice guasta sul bus e i ‘portoghesi’ fanno festa
Gentile direttore,
le scrivo questa lettera per manifestarle tutta la mia indignazione per quello che avviene quotidianamente sui mezzi pubblici di KM. Qualche giorno fa sono salita sulla linea L e ho notato che un signore, davanti a me, aveva difficoltà nell’obliterare il biglietto. Fatto presente de ll ’inconveniente al conducente, questi rispondeva che l’obliteratrice era guasta e che l’azienda ne era già stata informata (...).
Nel frattempo gli utenti continuavano a salire e tra i soliti ‘portoghesi’ che se la ridevano e gli utenti onesti che non riuscivano a timbrare il loro biglietto, il disagio ha continuato a protrarsi nel tempo, visto che anche nei giorni successivi il mezzo in questione ha continuato a girare tranquillamente sempre con il medesimo problema e senza che l’azienda intervenisse a risolvere il guasto.
Ora da utente onesta che paga regolarmente l’abbonamento mi chiedo perché di fronte a una evidente evasione giornaliera (per mancanza di controlli su tutte le linee urbane) debbo fare finta di niente? Mi sembra che oltre al danno in questi casi ci sia anche la beffa, supportata da un ’azienda che a mio parere non tutela degnamente chi paga regolarmente il servizio.
Caterina Zagni
(Cremona)

Prendo atto dell’episodio che lei segnala. Non mi resta che destare l’attenzione dei responsabili di Km perché prendano provvedimenti a tutela dell’azienda e per giustizia verso i cittadini onesti.

LA POLEMICA
Incontro sulle trivellazioni, un’occasione persa
Signor direttore,
devo dire di essermi molto arrabbiata con me stessa, dopo avere partecipato all'incontro pubblico di venerdì 4 marzo, a Gussola, sul tema ‘Trivelle in Valpadana conoscere per decidere’, convocato dalle amministrazioni comunali di Gussola, Martignana di Po, Bozzolo e Sabbioneta oltre a tutta una serie di movimenti; perché ero convinta, come cittadina di partecipare ad una serata in cui venivano date informazioni tecnico-scientifiche sul tema oggetto della serata, per rendere edotti i cittadini sulla scelta da operare al referendum indetto il 17 aprile prossimo, riguardante il tema trivellazioni.
Sono stata di una ingenuità imperdonabile. La serata è iniziata con informazioni tecnico scientifiche, poi l'occasione e la partecipazione erano troppo interessanti per lasciarsi sfuggire la strumentalizzazione politica, e infatti è arrivata puntuale, trasformando la serata in uno spot contro il governo Renzi, le riforme istituzionali, i referendum, le politiche energetiche, le banche ecc. Peccato, avete perso un’occasione per dimostrare quanto il tema fosse importante, per poter dibatterne con i cittadini.
La conferenza sul clima di Parigi ha visto la partecipazione del governo nel condividere un percorso di ricerca e ricorso alle energie rinnovabili. E’ chiaro che questo comporta investimenti e tempi lunghi, prima che questo passaggio avvenga. Mi sembra evidente che il nostro tenore di vita non ci consente di non fare ricorso alle fonti energetiche tradizionali e intanto che avviene questo passaggio che deve essere anche culturale e rivedere i nostri stili di vita, mi sembra che in qualche modo dovremo provvedere a tali approvvigionamenti.
In seguito alle spiegazioni tecniche che sono state date, ritengo che tale operazione di trivellazione nei nostri territori, debba essere oggetto di ulteriori ed adeguati approfondimenti; però mi sembra che i sindaci presenti in sala si siano impegnati ad iniziare un percorso di questo tipo, coinvolgendo più amministrazioni possibili delle aree che dovrebbero essere interessate a questo tipo di attività. La mia decisione, in merito alla consultazione referendaria, sarà conseguente: elaborerò la mia opinione dopo avere approfondito le informazioni.
Orestilla Sogni
(Gussola)

Oggi ricordo i martiri per la libertà del Tibet
Signor direttore,
la data del 10 marzo 1959 segna un evento drammatico nella storia del Tibet. L’intera popolazione di Lhasa insorse contro l’occupazione militare cinese e, nella repressione che ne seguì, 87.000 tibetani vennero brutalmente uccisi. Da allora, i tibetani in tutto il mondo ricordano il 10 marzo come la giornata dell’Insurrezione nazionale tibetana.
Ancora oggi, dopo 57 anni, la situazione in Tibet rimane gravissima. I tibetani, ogni giorno, lottano in modo nonviolento per conservare la propria identità e la propria dignità contro la repressione e la violenza senza fine del regime coloniale cinese. Le notizie che ci giungono dall’interno del Tibet raccontano storie di distruzione dell’ambiente naturale, di soppressione della lingua e della cultura tibetana, di discriminazione e arresti arbitrari, di torture e condanne a morte senza processi.
Oggi, in Tibet sono migliaia i prigionieri politici e dal febbraio 2009, nel Paese delle Nevi, si sono immolati con il fuoco 147 tibetani di cui 126 sono morti. Questa forma di protesta politica non ha precedenti nella storia tibetana (e con questi numeri nella storia dell’umanità).
Tutti i tibetani all’interno del Tibet chiedono il ritorno di Sua Santità il Dalai Lama e la libertà per il popolo tibetano. La Comunità Tibetana in Italia, l’Associazione Italia-Tibet assieme a tutti gli amici, gruppi e associazioni sostenitori della Causa Tibetana, ricordano in questa occasione i 147 martiri tibetani che si sono immolati per la libertà del loro Paese e invitano tutti a mostrare concretamente la propria solidarietà e il proprio sostegno al popolo tibetano impegnato in una drammatica lotta per la propria sopravvivenza. Auspico, come piccolo ma significativo atto simbolico, che la bandiera tibetana venga esposta in piazza Stradivari all’ingresso degli uffici comunali.
Sergio Ravelli
(Partito Radicale)

Abito vicino a corso Campi sono una cittadina di serie C
Caro direttore,
abito in via Milazzo angolo piazza Vida, alla fine del mese scadrà il mio permesso ormai ex area E e mi daranno quello definitivo area C; sono una cittadina di serie C perché abito a 200 metri da corso Campi ma mi considerano in periferia (...).
Qualche lamentela dev’essere arrivata perché da qualche giorno c’è qualche posto in più per i disperati della C che abitano in centro, ma saranno una quindicina di posti a fronte di almeno 150 famiglie che abitano in piazza Vida e molte di più nelle vie vicine che non sanno dove parcheggiare.
Prima, quando eravamo zona E, potevamo parcheggiare in piazza Vida con la tariffa agevolata e in tutte le strade vicino a S. Agostino, adesso intorno a S. Agostino possono parcheggiare solo A e B (infatti ci sono sempre spazi vuoti) e in piazza Vida hanno tolto la tariffa agevolata perché considerato un parcheggio di pregio a servizio di corso Campi e allora noi diteci dove parcheggiamo? (...)
Giusy Paroni
(Cremona)

Casalmorano e il Piano di diritto allo studio
Egregio direttore,
in riferimento all’articolo ‘Scuola, fondi non versati. Sindaco contro l’Unione’ pubblicato il 5 marzo precisiamo che il sindaco e l’Amministrazione comunale di Casalmorano, dopo aver sollecitato per mesi il presidente dell’Unione a riguardo, hanno scritto una lettera ai genitori degli alunni del plesso scolastico di Casalmorano per informarli della mancata approvazione del Piano di Diritto allo Studio da parte dell’Unione.
Ad oggi, 5 marzo 2016, i rappresentanti dei genitori confermano che alcuna lettera è stata scritta dalla minoranza alle famiglie. Il sindaco Andrea Arcaini non ha mai spiegato ad alcun giornalista la posizione riportata nel virgolettato (pur corrispondendo questa a verità e riportata in atti protocollati e indirizzati all’Unione).
Il capogruppo di minoranza, nonché Consigliere dell’Unione, Andrea Azzini conosce perfettamente i meccanismi decisionali della Giunta e del Consiglio dell’Unione e sa che se un argomento non è inserito all’ordine del giorno difficilmente lo si può approvare.
Che i rapporti tra Annicco e l’Unione siano cordiali è abbastanza improbabile dato che Annicco è uscito dall’Unione alla fine del 2015. I Comuni di Genivolta e Paderno risponderanno alla loro cittadinanza nei modi e tempi che riterranno più opportuni e consoni (...).
Sindaco e Amministrazione
(Casalmorano)

L’utero in affitto è sfruttamento della donna
Gentile direttore,
può una coppia ‘anomala’ ‘permettersi’ un figlio? La legge sulle unioni civili pare per ora aperta a chiunque. Nessuno sembra attualmente opporsi e questa è una grande conquista da parte del nostro Paese; forse non vedremo più una scena come il brutale omicidio, quaranta anni fa, di Pierpaolo Pasolini perché qualcosa è cambiato, per quanto una notizia di questi giorni nella nostra città riferisca un fatto inquietante a danno di un omosessuale. Io credo che anche da noi le giovani generazioni si stiano adeguando, tutto sommato, al fatto che quanto dice la Bibbia, che come l'Iliade, non ha totale veridicità storica, è da prendere con le pinze.
I Paesi a cui Monti fa riferimento sono proprio i Paesi a cui mio fratello Alexis non faceva riferimento: in Europa del nord abbiamo grandi conquiste civili mentre nei paesi arabi non ve ne sono (...). Il cosiddetto ‘utero in affitto’, per quanto possa far felici numerose coppie anche eterosessuali ma sterili, è eticamente considerato da me lo sfruttamento di una donna nata in un paese infelice e desiderosa di un abbondante aiuto economico (...).
Igor Paulinich
(Cremona)

Non è vero che non digerisco la sconfitta elettorale
Egregio direttore,
Tra le truppe cammellate chiamate in difesa del sindaco di Paderno e la sua giunta con le quali mi trovo a dover combattere ultimamente c’è da registrare una new-entry guidata da un certo Mario Barbieri di Cremona con la bufala che il mio comportamento sarebbe da imputare al fatto che a distanza di ben due anni dalle elezioni non avrei ancora digerito il risultato.
Per chi si è perso in questi giorni nei meandri dei meschini attacchi da ciarlatani verso il sottoscritto rammento che il tutto è scaturito dalla mia denuncia su questo giornale sia sulla mancata pulizia del paese sia che il sindaco e la sua giunta stanno vendendo il paese pezzo per pezzo (aiuola via Aldo Moro, area acquedotto, ex scuole di Acqualunga). (...)
Sergio Noci
(consigliere di minoranza Paderno Ponchielli)

Agricoltura allo stremo e si pensa alle unioni civili
Signor direttore,
considerando che il sistema agroalimentare nel suo complesso vale circa 26 miliardi, dovremmo compiacerci del fatto che la priorità del Governo sia stata solamente dare una nuova denominazione al ministero senza poi dar seguito ai suoi interessi istituzionali perché impegnato con problemi più importanti come le unioni civili?
La nostra valutazione dell’agricoltura è diversa e vorremmo suggerire al ministro alcuni argomenti che richiederebbero la sua totale attenzione: nella scorsa programmazione del Piano di sviluppo rurale sono andati inutilizzati 100 milioni di euro che l’Italia ha dovuto rimandare al mittente solo per incapacità del ministero di supervisionare, controllare e redistribuire i fondi… Il 28 gennaio scorso è stato firmato presso il Mipaaf l’accordo di filiera per il comparto lattiero-caseario che introduce un sistema di indicizzazione del prezzo del latte, da loro stessi definito ‘oggettivo, affidabile, articolato e neutrale’.
Quale sarà il prezzo di partenza per l’indicizzazione? Quale sarà il peso percentuale di ogni voce del sistema? La scorsa settimana Eridania Sadam ha comunicato di voler sospendere la campagna bieticolo-saccarifera nel 2016 per scarsa superficie coltivabile e basso prezzo dello zucchero. Il ministro ha un’opinione sullo sgretolamento di un intero comparto produttivo italiano che interessa agricoltori e dipendenti delle industrie di trasformazione o di fronte alla stepchild adoption questo argomento passa in secondo piano?
Per ultimo vorremmo ricordare l’altrettanto attuale emergenza idrica. Per quanto questo inverno mite e soleggiato faccia piacere, pone l’annoso problema della scarsità d’acqua. Le riserve idriche dei principali laghi del nord Italia sono il 43,7% in meno rispetto al 2007, già considerato il più critico del decennio.
Olimpia Cabrini
(Responsabile provinciale dipartimento Agricoltura FdI)

Arena Giardino, vergognosa l’assenza dei politici
Caro direttore,
ho provato vergogna, immensa vergogna, una vergogna indicibile, una complessa emozione che poche volte ho avvertito. e mi rammarico di come quei ‘signori’ del palazzo abbiano ‘snobbato’ (garbato eufemismo) il sit-in di venerdì dinnanzi l’Arena Giardino. e li prendo dentro tutti sai, tutti, sia ben chiaro, fatta salva la presenza apprezzabile di un unico consigliere.
E’ stata inferta una profonda ferita al cuore dei cremonesi. e della città tutta. e non è la prima volta! In moltissimi eravamo presenti, inesorabilmente accomunati da un unico determinato convincimento: «…così non si può andare avanti. Vi diciamo che stiamo male, tanto male. Democrazia è far vivere e rivivere, democrazia vuol dire facciamo il punto, democrazia vuol dire giustizia, democrazia vuol dire ascoltare, democrazia vuol dire partecipare...!».
Nessun colore politico, nessuna ideologia stravagante che possa collocare i nostri rappresentanti a Palazzo, sempre più condannati a soffrire in uno dei peggiori gironi infernali, potrà mai sollevarli da una grave responsabilità palesata verso i cittadini cremonesi.
Quella loro irragionevole, conclamata, ingiustificata assenza, forse irrecuperabile, nel non aver capito quanto la cittadinanza ha bisogno della loro presenza, del loro sostegno, del loro aiuto, della loro vicinanza, della loro solidarietà, della loro condivisione, della loro determinazione, è lì da vedere e toccare con mano. Pazienza, pazienza e ancora pazienza, fino a quando…non è dato sapere! Di certo il cittadino cremonese, se ancora ce ne fosse stato di bisogno, ha inteso fortemente dimostrare che è pronto a ricominciare, come prima, più di prima. Del resto la dura scorza di noi, gente della Bassa, è difficile da scalfire.
Giorgino Carnevali

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IL CASO
E’ giunta l’ora di abolire le regioni a statuto speciale
Signor direttore,
la Costituzione italiana afferma che tutti i suoi cittadini sono eguali e godono di eguali diritti, ma poi riconosce ad una parte di essi dei privilegi che di fatto annullano il principio di eguaglianza. Si tratta del riconoscimento delle Regioni a statuto speciale che tratta la Valle d’Aosta, la Sicilia, il Trentino alto Adige e la Sardegna come isole sociali nelle quali i diritti ed i doveri dei cittadini sono diversi da quelli di tutte le altre regioni italiane.
Si pagano meno tasse, si trattengono quote notevoli e superiori a quelle delle altre regioni di denaro esatto anziché versarlo a Roma, le accise sui carburanti sono assai ridotte o nulle, ecc. ecc.
Non servono lunghi discorsi per evidenziare la discriminazione che nelle regioni a statuto speciale si attua rispetto alle altre regioni, né è necessario farli per capire che tali discriminazioni sono prima di tutto una solenne ingiustizia e poi un evidente atto anticostituzionale! Un altro aspetto negativo delle regioni a statuto speciale è senza dubbio il fatto che in tale situazione sono alimentate le proliferazioni di gruppi politici di interesse che di fatto monopolizzano parte dei vantaggi derivanti dalle concessioni dello stato per trarne profitto privato a scapito della comunità.
Diventa più facile che altrove giocare sui voti di scambio concedendo l’accesso ai privilegi regionali per consolidare la propria posizione politica. La possibilità di legiferare in modo più autonomo che in altre regioni porta alla creazione di posizioni istituzionali e di potere che si traducono in privilegi, spese e sciupii senza fine.
Basti l’esempio dei trattamenti di stipendi e pensioni nella regione Sicilia, che sono la diretta conseguenza di leggi regionali specifiche per le regioni a statuto speciale, per esemplificare quanto vogliamo dire. Ma la questione principale resta sempre la diseguaglianza di trattamento che alcuni cittadini ricevono rispetto ad altri che abitano altre regioni e gli ingiusti privilegi che ne scaturiscono creando cittadini di serie A e cittadini di serie B. Di più, saranno i cittadini di serie B a pagare con meno servizi i privilegi dei cittadini di serie A!
È ora di riaffermare l’eguaglianza di tutti gli italiani! È ora di abolire le regioni a statuto speciale ed i privilegi che esse comportano! È ora di mandare a casa tutte le sanguisughe politiche che traggono il loro benessere personale dal malessere di tanti cittadini! Cominciamo da quello e poi si vedrà andando avanti. E’ ora di creare, a livello nazionale, il movimento rivoluzionario delle picche! Quelle su cui issare le teste dei politici sanguisuga!
Alessandro Mezzano

Con appositi decreti legge, nel 1944 vennero istituite le regioni a statuto speciale che ancora beneficiano di questa condizione di oggettivo privilegio. E’ un retaggio del passato da rimuovere per ripristinare condizioni di parità tra tutte le regioni italiane.

LA POLEMICA
A Cremona si è perso il senso della cultura
Gentile direttore,
i recenti episodi di vandalismo alle strutture dell’Ar en a Giardino, ai cui gestori va tutta la nostra solidarietà, impongono alcune riflessioni. Da decenni, ormai, assistiamo al progressivo impoverimento della vita culturale della nostra città: la svendita del teatro Politeama riconvertito in anonimi minialloggi, la ferita conseguente all’abbattimento dell’edificio ex-Supercinema, la trasformazione del cinema Corso e del cinema Italia in unità immobiliari, il muto spegnersi del cinema Padus, la chiusura del cinema Tognazzi, austero fantasma che veglia triste sul centro cittadino? La ricollocazione della socialità nei centri commerciali è ormai compiuta, attraverso un processo ventennale che la crisi economica ha persino accelerato.
Il recente episodio di vandalismo ai danni dell’Arena Giardino, nel cuore del parco Tognazzi, rappresenta una nuova ferita per la città, una città che sembra avere perso di vista l’importanza della cultura per la vita della comunità. Eppure ci sarebbe bisogno di spazi liberi e indipendenti per una cultura in grado di combattere la solitudine e di rendere la città più sicura, perché sicure sono quelle città le cui strade e le cui piazze sono vissute dai cittadini. C’è bisogno di cultura per trovare chiavi di lettura e risorse per comprendere e gestire i cambiamenti della vita e del mondo, per spegnere la paura che nutre i fantasmi del razzismo e dell’intolleranza provenienti da un passato che credevamo sconfitto e sepolto. C’è bisogno di cultura, per pensare insieme il futuro di una città da cui i giovani scappano perché non trovano più ragioni di futuro.
Tuttavia, c’è chi non si arrende alla deriva: la raccolta fondi a sostegno del teatro Filodrammatici e la partecipata manifestazione di solidarietà verso i gestori dell’Arena Giardino ci raccontano una città che non vuole più assistere impotente al proprio declino. Il cinema racconta storie: è giunto il momento di raccontare una storia che veda come protagonisti i cittadini che hanno a cuore la cultura come strumento di crescita personale e di progresso sociale. Arci Cremona vive grazie al lavoro volontario di donne e uomini che attraverso attività sociali e culturali esprimono valori di giustizia e solidarietà sociale. In questa storia, noi ci siamo: il cinema è cultura, la cultura è democrazia.
Emanuela Ghinaglia
(presidente Arci Cremona)

Smettiamola di consacrarci al dio denaro
Gentile direttore,
bisogna avere il coraggio di chiedere a tutti purezza, candore, verginità. Solo con un occhio puro, sapremo vedere le miserie, le povertà e le sofferenze degli uomini. Basta con scelte scandalose, nascoste dietro una falsa libertà. Basta anche col vedere persone che da casa o in pubblico si consacrano al dio denaro del gioco o di altre porcherie. Aiutiamoci, invece, con gesti semplici, umili, a prenderci cura gli uni degli altri, specialmente di chi soffre. Facciamolo in silenzio, ma quando serve senza il timore di metterci la faccia e usare il grembiule.
Giuseppe Martinenghi
(Cremona)

Quattro morti sulla A21 E l’autista era sobrio
Signor direttore,
ho guardato con attenzione il gravissimo incidente di Manerbio con 4 morti. Mi risulta che l’autista del camion fosse perfettamente sobrio. Mi domando: ma non è l’alcool la causa degli incidenti stradali? Non sarà che la legge sull’omicidio stradale è una grandissima porcheria?
corrado.berti2@fastpiu.it

Spesso penso che sia meglio non pensare
Signor direttore,
sarò breve. Spesso mi viene da pensare che è meglio non pensarci, e mi rilasso.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Aragona, non era necessario sostituire Ceresini
Gentile direttore,
il lettore G.P. di Casalmaggiore non conosce i fatti dell’Aragona nella loro completezza. Non entro nel merito del senso di responsabilità delle amministrazioni comunali interessate, ma esprimo il mio dissenso sulla improrogabile esigenza di sostituire il presidente Ceresini. Le problematiche e la conflittualità interna di cui parla il lettore non sono certamente dovute all’accentramento in capo al presidente dei ruoli gestionali ed organizzativi quanto alla volontà di taluni individui di ostacolare le scelte operate da Ceresini tese ad eliminare situazioni anacronistiche che poco hanno a che vedere con un’azienda chiamata a confrontarsi con i bisogni del territorio recependo, nel contempo, le nuove direttive in materia sanitaria della Regione Lombardia.
Ecco allora che diventa inaccettabile che ci siano dipendenti (pochi per fortuna della Fondazione) che si permettono di trascorrere metà del proprio tempo lavorativo in chiacchiere e battute presso gli erogatori del caffè (spendiamo denaro pubblico!). Questi signori con il loro comportamento dequalificano il lavoro della stragrande maggioranza degli operatori a cui sta a cuore il bene ed il futuro dell’Azienda e non il proprio tornaconto personale (...)
F.R.
(Casalmaggiore)

Pd, brogli elettorali a Napoli Mestatori tutti quanti!
Egregio direttore,
siamo alle solite: primarie partenopee sotto inchiesta per presunti brogli elettorali. Per non essere da meno di Napolitano (tre golpe consecutivi) i suoi concittadini non si sono affatto risparmiati nel favorire Valeria Valente, candidata di Renzi, nei confronti del rivale, Antonio Bassolino. Da che pulpito... Mestatori tutti e quanti, paraninfi devastanti!
P.F. Mari
(Cremona)

Torre de’ Picenardi, apre un supermercato. Bene!
Signor direttore,
leggo con piacere sul vostro quotidiano in data 5 marzo che a Torre de’ Picenardi è prevista una nuova apertura di un supermercato di medie dimensioni. Ciò non potrà che giovare al paese che da anni soffre una mancanza di investimenti in questo settore. Un plauso a questi ‘capitani coraggiosi’ che portano una ventata di nuovo rottamando si spera quella parte di imprenditori che da anni offrono sempre le stesse cose e le stesse persone. Pollice verde anche alla famiglia Bonetti per il coraggio e la voglia di fare in nome del loro paese.
Lettera firmata
(Torre de’ Picenardi)

Una precisazione: ho scritto concertina, non cortina
Signor direttore,,
in data 2 febbraio 2016 avete pubblicato nella rubrica Spazio Aperto un mio scritto di commento riguardante un fatto accaduto a Rivarolo Mantovano. Infatti il cittadino per difendersi dai furti ha pensato di realizzare una difesa di filo spinato posta sopra il muro di cinta del cortile.
Dalla foto ho riconosciuto un reticolato di una determinata forma usato a tonnellate durante il primo conflitto mondiale e mai tramontato. Questo reticolato a spire, di acciaio spinoso, in termini militari (ma anche civili) si chiama ‘Concertina’. Una volta pubblicata la mia lettera il termine di cui sopra lo trovo modificato in ‘Cortina’.
La cortina di ferro è un’espressione inglese (iron curtain) diffusa dopo il discorso di W. Churchill del marzo 1946 per indicare la linea di demarcazione territoriale ed ideologica fra le due famose zone d’influenza scaturite a seguito degli accordi di Yalta del 1945. Mentre la concertina consiste in un reticolato disposto a spire, prodotto in rotoli da 10 ml. circa, ora in modo moderno opportunamente zincato, sempre in rotoli dotato di lame a rasoio, posto in vendita per il prezzo di euro 39 circa .
Dante Benelli
(Drizzona)

Castelverde, una commedia che disonora la politica
Egregio direttore,
mi permetta di poter commentare l’imbarazzante commedia castelverdese. Ho preso tempo affinché lo stupore non prendesse il sopravvento sulla ragione, ma le tematiche sono cosi forti che non posso soprassedere a una diatriba interna che delegittima la stessa maggioranza. Alla fine sono certo che tutto ciò porterà un impoverimento della buona politica e dei servizi locali affossando sempre di più l’interesse di tutti gli onesti cittadini ossia il benessere della nostra autentica e meravigliosa Castelverde.
Il tutto nasce da una scelta di responsabilità e di coerenza politica della consigliera Paglioli la quale se pur con sofferenza ha detto basta ad una realtà che non le apparteneva più onorando il mandato che ogni eletto dovrebbe assolvere con dignità e rispetto. E cosi automaticamente, ad orologeria, si innesca il meccanismo che tutto ciò che è opposizione va fermato, abbattuto, in un attimo si costruiscono barriere e affondi affinché coloro che la pensano differentemente siano identificati come appestati e untori, tirando fuori responsabilità gravi di passate amministrazioni addebitandole con fermezza a coloro che sino a pochi mesi fa erano alleati seri e stimabilissimi con i quali si e condiviso una campagna elettorale promettendo funzioni di prestigio e amore fraterno ed adesso accusandoli sventolando perizie e colpe.
Questa non è la politica che avvicina la gente e in concreto tutto ciò che l'allontana (...). E adesso la stucchevole certezza che il nostro parco comunale Giovanni Paolo 2 non riaprirà ed allora mi chiedo perché non si cercano di trovare soluzioni invece di dichiarare da subito la chiusura estiva? (...)
Ma si è sicuri che nella maggioranza attuale non ci siano espressioni e continuità del passato? In paese la risposta è certa!
Mauro Cenicola
(Consigliere Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale)

Quanto sono belli il Po e Casalmaggiore!
Signor direttore,
un cartello stinto, cigola nel vento, pende da un balcone solitario, e di tanto in tanto nel suo movimento, trascina seco un tralcio di geranio. Nella piccola fumosa trattoria, lungo il fiume al calar del sole, tra la gente dalla facile allegria, ti scrivevo le mie lettere d’amore.
A te che eri ancora tanto lontana, che vivevi tra i tuoi monti lassù, non sapevi quanto bella fosse la Valle Padana, dove curva il grande fiume come quaggiù. Dove nello specchio dell’acqua che immobilmente va, si specchiano le case alla luce dorata dell’occiduo sole, mentre tutto è avvolto da incantato splendore, questo posto ha un nome: Casalmaggiore.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Paderno Ponchielli. Tutti sono autorizzati a parlare
Egregio direttore,
mi vorrei rivolgere al signor Sergio Noci per le sue ‘rimostranze’ nei confronti di chi non la pensa come lui. Mi sento alquanto infastidito che la gente di non appartenenza residenziale ponchielliana, a detta del signor Noci, (a proposito, lei risiede a Soresina?), sarebbe bene che si astenesse dall’esprimere pareri o parteggiare per chi, a proprio avviso, sta operando per il bene del paese.
Resta il fatto che il signor Noci sempre più infastidito che le sue opinioni vengano contrastate, eccelle, manifestando tutto il suo disappunto. Il vero punto è che tutti possono esprimere ed operare per il buon fine del Comune, e in modo particolare per il Museo Ponchielliano, vera ‘chicca’ per il mondo teatrale e non.
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

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