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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

01 Marzo 2016 - 10:46

IL CASO
Un migrante entra in casa Paura, rabbia e tanta pena
Egregio direttore,
le voglio raccontare un recente accadimento. Venerdì 26 febbraio a San Felice, verso le 15, un ragazzo di colore sui 25 anni, entra in una proprietà privata attraverso il cancello d’ingresso non chiuso a chiave. Essendo anche la porta d’ingresso dell’abitazione (una villetta a schiera) chiusa ma non a chiave, il migrante, incurante della possibile presenza del proprietario, decide di entrare. Peccato che dentro casa ci sia mio papà, pensionato, di robusta corporatura. Il faccia a faccia è a dir poco imbarazzante, oltre che pericoloso.
Con decisione mio papà immediatamente intima al ragazzo di andarsene, chiedendo il motivo di questa sua indesiderata presenza. Il giovane impaurito accampa assurde giustificazioni: ‘Ho trovato il cancello aperto, ho pure bussato alla porta, nessuno ha risposto, dunque sono entrato’. ‘Dammi qualcosa, per favore’, questa è stata la supplica atroce di questo ragazzo a mio papà. Mio papà invece, imperterrito oltre che sconcertato da una inattesa quanto assurda visita, ripete vigorosamente di andarsene. Impaurito, forse resosi conto della violazione di una proprietà privata, il giovane fugge a bordo della sua bicicletta implorando di non avvertire la polizia.
Con senso civico mio papà informa giustamente i vigili di quartiere che perlustrano la zona: nessuna traccia del ragazzo. Alla luce dei fatti personalmente mi trovo indecisa tra la rabbia e la paura di sapermi in balìa di persone pericolose e che non hanno nulla perdere, e la compassione che provo per queste stesse persone che forse cercano solo di sopravvivere. Purtroppo è abitudine, soprattutto nelle persone di una certa età, lasciare aperte porte e finestre, almeno di giorno. D’altronde mio papà, anche dopo l’accaduto, rifiuta di chiudersi in casa a chiave, e per principio non intende attivare (almeno di giorno!) l’a ll arme, in quanto ritiene assurdo che debba limitare la propria libertà all’int er no della propria casa.
Mi chiedo allora: e se in casa invece di mio papà ci fossi stata io sola, oppure mia sorella o mia nonna sole cosa sarebbe accaduto? E se questo ragazzo fosse stato armato anche solo di coltello? (...)
Evito di esprimere giudizi razziali né tanto meno di integrazione. Tuttavia mi viene spontanea una domanda alle istituzioni: datemi qualche spiegazione, per favore! Purtroppo è chiaro si tratta di un dramma per quei disperati, mentre invece per noi… cos’è per noi invece tutto questo?
Irene Cremona
(Cremona)

La sua lettera, e in modo particolare la conclusione, fa riflettere. Ha ragione: siamo di fronte a due drammi. Da una parte i migranti (tutti disperati ma non tutti criminali) e dall’altra i cittadini che si sentono meno sicuri. I sentimenti si mischiano: paura, rabbia, pena. Le domande, spesso senza risposta, si accavallano. Insomma, stiamo nel mezzo di una ‘guerra tra poveri’.

LA LETTERA
I principi di equità, di solidarietà e di giustizia contano ancora nel PD?
Signor direttore,
le invio una lettera aperta al premier Matteo Renzi.

Caro Presidente Renzi, caro Segretario Nazionale (p.c. Luciano Pizzetti) Sono un iscritto del Pd di Casalmaggiore, che nella sua lunga e orgogliosa attività sindacale in Cisl e anche politica nellaDcprima, nella Margherita poi, e nel Pd ora, ha sempre cercato di tenere presente nel proprio impegno quotidiano ciò che Gaber diceva: ‘tutti noi ce laprendiamo congli altri, con la storia ma molta colpa è nostra, ed è una colpa su cui meditare’.
Queste parole ancora oggi mi hanno insegnato, nonostante tanti si siano ritirati dalla politica, perché delusi dai partiti e da una classe dirigente inadeguata, a non rassegnarmi a non gettare la spugna, e a non fare maiil Ponzio Pilato o ildonAbbondio, perché la vita è prima di tutto ‘partecipazione’ per portare avanti le cose in cui credi. Senza preamboli vengo al sodo: in politica, nel nostro partito, i principi di equità, di giustizia e di solidarietà, contano ancora?
L’etica e la morale, soprattutto per chi ha responsabilità istituzionali, è ancora un fondamento essenziale dell’agire politico? Io sono convinto che, senza questi valori, non si va da nessuna parte, perché al di là dei cambiamenti o della crisi, questo è il baricentro di una politica che si proclama di centrosinistra; se è così,dopoaver sul tavolo della ‘real politic’subito scelte sul lavoro, sulla casa, sulle pensioni (gonfiando Alfano) edopoaver elargito all’Ncd più posti di governo rispetto agli elettori che ha, una domanda mi sorge spontanea: non è ora che i nostri amici di viaggio (Alfano in testa) decidano una volta per tutte da che parte stare?
Te lo chiedo da lombardo, che ancora una volta è costretto ad assistere impotente all’ennesima rapina consumata sulla pelle della gente, perché in Lombardia il potere è la Sanità (oltre 18 miliardi di euro) e a partire da Formigoni per arrivare agli arresti delle settimnane scorse, la misura è colma e su questo vorrei sentirti dire qualcosa perché non c’è nessuna giustificazione politica che tenga.
Lo spettacolo di questi voltagabbana che si muovono a 360 gradi solo per interesse, è ormai insopportabile e se la politica non ritorna ad avere un minimo di coerenza e di onestà nel proprio agire, noi da questa situazione non ne usciamo più e lasciamo, se non facciamo chiarezza sul merito e sul loro posizionamento politico, che sia il populismo di certa destra a dilagare.
Il risultato è che alla fine la gente farà di tutta l’erba un fascio, destra e sinistra saranno uguali e credimi, per chi è sempre stato orgogliosamente da una certa parte, questo non lo sopporta.
Mario Daina
(Casalmaggiore)

Unioni civili, la strada è segnata Ora avanti con le adozioni
Egregio direttore,
diamo atto della grande rivoluzione messa in atto dal governo Renzi: finalmente due persone dello stesso sesso possono unirsi civilmente e avere il diritto all’eredità e alla reversibilità, insomma i sacrosanti diritti. Le adozioni arriveranno presto. In tutta Europa è così.
Finalmente ci stiamo allineando. Prendendo atto che negli ambienti cattolici le pressioni per evitare il cambiamento sono fortissime (si sa le alte sfere cattoliche conservatrici si sono sempre opposte al progresso e alle novità, in quanto un popolo col paraocchi è più manovrabile) ormai la strada è segnata. Ora avanti con le adozioni e la modifica della medioevale legge 40.
Alex Bello
spazadora@yahoo.it 

Della donna che ha partorito Tobia non si conosce il nome
Signor direttore,
della donna indonesiana che, in una clinica californiana, dal suo ‘utero affittato’(pro Testa-Vendola) ha partorito Tobia, spiace solo che non si sappia chi sia, ché dare alla luce un bambino trovo sia, oltre che un fatto pubblico, una cosa meravigliosa. Mi vien quindi solo da chiedermi: perché quella donna non ha preteso di far conoscere a tutti il suo nome e cognome?
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

La Shoah istriana cancellata dalla storia per decenni
Signor direttore,
Shoah istriana con il prolungato e imbarazzato mutismo dell’antifascimo militante! Unica voce quella di Geo Monti cui mi associo. 70 anni per chiedere scusa senza che nessuno si vergogni, agli istriani, fiumani e dalmati espatriati, oltraggiati, sterminati, respinti, accolti con disprezzo dal lerciume italico. Questa la chiosa di una delle più grandi tragedie del secolo. Cancellati dalla storia per mere questioni politiche. Assassinati, scaraventati nelle foibe carsiche e non solo, alcuni vivi e disperati solo colpevoli di essere italiani.
Direttore d’orchestra il maresciallo Tito, esecutori i compagni italo-slavi. Silenzio profondo dell’Occidente. Pilatescamente, considerandosi spettatore neutrale! Abbandonarono la loro terra occhi colmi di lacrime, un paio di valigie con i ricordi di una vita, gli oggetti più cari, foto in bianco e nero, una catenina, un ciondolo.
Lasciano alle spalle quel lembo di terra rubato alla Patria, omaggiato a Tito dal succedaneo Togliatti: il Migliore (chissà il Peggiore!), cittadino sovietico, segretario del Pci. Compagni di crimini e merende, erano in sintonia. Il tutto in virtù di un iniquo trattato di pace che ci vide nella veste d’imputati vigliacchi e traditori (...).
Luciano Pedrini
(Cremona)

Stop agli sprechi o la crescita sarà sempre dello zero virgola
Signor direttore,
butto giù qualche pensiero suggeritomi da fatti avvenuti e discussi in politica. Fino a quando non si riusciranno a chiudere le falle di denaro esistenti nelle regioni, province allargandosi anche ad altro zone del pubblico, ci dibatteremo con percentuali di crescita inferiori all’1% che poco incidono sulla sorte del Paese. Hanno esaminato formule astruse, coefficienti, parametri, tabelle e dopo tanto impegno (?) le varie commissioni hanno risolto poco. Hanno perduto la faccia mentre le caste hanno quasi sempre salvato il portafogli.
Abbiamo eliminato il Senato (lo si è detto spesso). Dove? Quando? Sono balle perché i senatori ci saranno ma non saremo noi a nominarli perché ci penserà la politica. Avranno altri incarichi inerenti le strutture politiche ma, un poco in ombra, esisteranno e costeranno. Non intendo assumere la posizione anti Renzi: né avrei per tanti altri e mi basta affermarlo. Probabilmente gli ingranaggi non marciano bene. Affidiamoci alla Divina provvidenza?
Geo Monti
(Cremona)

Problemi tecnici: noi paghiamo bollette ogni venti giorni
Gentile direttore,
un suo lettore si lamenta di non aver ricevuto la bolletta della luce che scadeva il 29 febbraio, io non ho ricevuto quella del gas, (quella della luce, circa una settimana fa), pertanto dopo la registrazione sono entrato nella mia posizione e ho potuto stamparmi il vaglia relativo alla bolletta non ricevuta.
Ho fatto una sconcertante scoperta: il 18 marzo prossimo scadrà un’altra bolletta del gas e questa è una bolletta ‘pesante’ in quanto si tratta di novembre e dicembre. Non esiste una normativa per cui debbano trascorrere due mesi tra una fattura e l’altra? Se ci sono stati problemi tecnici, non dobbiamo sorbirceli noi pagando in venti giorni due bollette.
Franco
(Cremona)

La vittoria con l’AlbinoLeffe per la Cremo è solo un brodino
Signor direttore,
se vogliamo ben vedere la vittoria della Cremonese a Bergamo contro l’AlbinoLeffe è il classico ‘brodino’. Visto la stagione in cui siamo fa sempre bene, anche per il morale. La Cremonese ha messo in campo grinta e carattere e ha vinto di misura con una punizione tirata molto bene dallo specialista Sansovini. La classifica non è cambiata molto. Contro la penultima in classifica una vittoria era quasi annunciata.
Restano i numeri di una stagione altalenante: otto vittorie, dieci pareggi e sei sconfitte. La media inglese parla chiaro, di li non ci si scappa. Troppe disattenzioni difensive, una squadra che non è mai diventata tale nell’arco del campionato, troppi giocatori cambiati durante la stagione. Anche per quest’anno, a meno di ‘miracoli’, rimarreno in Lega Pro. Rimane il rammarico, però, perché a parte il Cittadella, che ormai ha preso il largo, viste le altre squadre, sarebbero state tutte alla nostra portata. (...) Andrea Delindati
(Cremona)

Migliaia di ‘figli dello Stato’ dimenticati dalla politica
Egregio direttore,
nessuno parla, nessuno dice, tutti se ne fregano, la cosa importante in Italia è che questo governucolo da strapazzo non cada, il signor Renzi come un moderno Paperon de’Paperoni ogni tanto distribuisce delle elemosina a destra e a manca, trova pure i soldi per prendersi un bel aereoplanino ma di queste cose vergognose per un paese che si ritiene civile e moderno nessuno parla! Tantomeno la pasionaria Boldrini, tanto assetata di equità, giustizia e assistenzialismo verso gli immigrati, non sa o peggio ancora come tanti suoi illustri colleghi, non vogliono sapere quanti figli dello Stato sono stati dimenticati!
Figli di nessuno. I minori, orfani o allontanati dai genitori, parcheggiati nelle case famiglia e nelle comunità di tutta Italia sono circa 30-35mila (anche se dati certi non ne esistono). Bambini alle prese con la burocrazia già a uno, due, tre, quattro anni. Entrano in una struttura, in attesa di tornare a casa o essere adottati, e non sanno quando ne usciranno. Incastrati in un mondo nebuloso fatto di cooperative, istituzioni, servizi sociali e tribunali in cui circolano fiumi di denaro. Un miliardo di euro l’anno, o forse più. Né si sa quanto costino davvero alle casse pubbliche, visto che le rette da pagare variano dai 40 ai 400 euro al giorno.
Erogate finché il minore resta tra le mura della comunità. E un bambino adottato in più, significa sempre una retta in meno. La media di permanenza nelle strutture è di circa tre anni. Anche gli affidamenti temporanei, che dovrebbero durare al massimo due anni, spesso vengono rinnovati sine die. In attesa di un decreto del tribunale dei minorenni che, a volte, non arriverà mai. (...) Siamo diventati un Paese da terzo mondo. (...)
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

Progetto Pioneer cancellato Un bel sospiro di sollievo
Signor direttore,
la cancellazione del progetto Pioneer ci fa tirare un sospiro di sollievo. Progetti di questo tipo, ideologicamente schierati e legati a quella parte cattolica fondamentalista, non dovrebbero mai arrivare in una scuola, tanto meno se ‘pubblica’. Il comportamento dell’Amministrazione in relazione a questa vicenda è stato vergognoso, proporre progetti educativi scolatici non è certo compito suo, tanto meno se toccano temi così delicati, senza contare lo stanziamento di 8.600 euro di soldi pubblici.
La presa in giro nei confronti dei cittadini, ormai palese, ci fa comprendere la serietà e lo spessore della giunta Bongiovanni. Ci sentiamo in dovere, visto il lavoro di controllo, verifica e denuncia, di ringraziare le minoranze, Cnc, Il Listone, compreso il Movimento cinque stelle, che hanno contribuito a far ritornare la navicella Pioneer da dove è venuta. (...)
Circolo Rive Gauche Prc di
Casalmaggiore

I bambini hanno bisogno di un papà e di una mamma
Egregio direttore,
faccio riferimento ai bambini che vengono ordinati, come se fossero dei giocattoli e poi comperati. La mia protesta, spero venga ascoltata sia da Alfano che da Verdini. Fare ciò, è un crimine contro i bambini; è un crimine contro i diritti dei bambini i quali non possono crescere con una mamma donna e un papà maschio come di origine naturale dalla nascita dell’uomo sulla terra.
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    02 Marzo 2016 - 15:08

    il controllo delle masse è territorio proprio dei totalitarismi, quelli cui si ispira alex il bello. Se gli piace vivere senza libertà allora avanti tutta, con Renzi, con la Boldrini, con tutti questi ideologi del nulla. Mi piacerebbe davvero che ci fosse un nuovo medioevo, ma quello vero, quello dove è nato Dante, dove l'Europa è stata costruita, le cattedrali innalzate, dove è nata l'università. E invece siamo qui e c'è gente che chiede il diritto di inseminare donne per poi portargli via il figlio appena partorito. Questo sta chiedendo il Bello. Non altro. Perché il resto è fumo, è contorno, è banalità. E' la banalità del male. Perché, in fondo, loro non sanno cosa stanno chiedendo, e a quali conseguenze porta, proprio come tanti piccoli eichmann, obbedienti senza giudizio.

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