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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

Email:

bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

12 Febbraio 2016 - 11:35

IL CASO
Lo Stato non è alla frutta E’ sparita anche quella
Signor direttore,
non è vero che lo Stato sia alla frutta perché la frutta è sparita. Io sono testimone di un caso che dovrebbe far riflettere tutti. Oltre dieci anni fa una famiglia di coniugi ed un figlio avviano un bar, accendono debiti e falliscono in sei mesi. Casi della vita. La piccola società non ha neppure i soldi per pagare la chiusura della partita Iva e chiusura della società stessa. Casa venduta all’asta, sfrattati, senza lavoro, senza dignità e senza gli occhi per piangere.
Non avendo più televisore non pagano il canone. Lo Stato che in molti casi fa sconti dell'80% alle società di scommesse sembra dimenticare questi disgraziati ed anzi ci lucra sopra, li chiude in una stanza tipo cella, tre letti in fila e li prende in carico a duemila euro al mese.
E non basta, non chiede conto di una figlia minorenne fuori di casa e li costringe ad abbandonare il loro amato cane in un canile. Voi direte che li abbia dimenticati? No. Dopo dieci anni comincia a chiedere il canone ed arretrati per il televisore: pur dimostrando che non l’avevi nella prigione momentanea tu dovresti pagare.
Ti chiede il pagamento degli arretrati annuali per la partita Iva e puoi protestare che non hai guadagnato niente perché non avendo bar, non avendo attività sei sotto zero. Lo Stato, quello che ha patteggiato con cani e porci miliardari furbetti dei quartierini, con te non sta neppure a dialogare, ti mette in mano all’Equitalia e basta. Questo è lo stesso Stato che ai suoi figli migliori responsabili di banche concede l’immunità dando la colpa del dissesto alla crisi.
Per i poveri disgraziati non esiste tale scusante. Per coloro che non credono alla storia sono a disposizione con ulteriori dati. Uno Stato che fosse alla frutta almeno l’avrebbe da dividerla tra i suoi figli.
Aldo B.
(aldobernini2016@libero.it)

La sua è una testimonianza amara che credo non descriva un caso isolato. Purtroppo abbiamo constatato spesso quanto lo Stato sia inflessibile verso i più deboli e conciliante con i potenti.

LA REPLICA
Il Registro tumori è una realtà importante e in costante evoluzione
Gentile direttore,
approfitto della sua ospitalità per il chiarimento richiesto la scorsa settimana in merito allo stato d’avanzamento del Registro tumori provinciale, istituito formalmente nel 2010 con apposito atto deliberativo mentre — in aspettativa dal 2009 dal mio ruolo in Asl — ricoprivo il ruolo di direttore sanitario aziendale presso un’Azienda ospedaliera a Palermo. Dopo l’accreditamento dei dati relativi al periodo 2005-2009, meritoriamente conseguito nel 2013 qualche mese prima del mio rientro in Asl, il Registro è stato fonte di pubblicazioni e presentazioni a livello provinciale e nazionale.
In particolare, tra il 2013 e il 2014 è stato condotto — nell’ambito di un network regionale — un lavoro di approfondimento sull’appropriatezza dei percorsi assistenziali nel tumore della mammella, al quale l’Asl di Cremona ha contribuito in modo significativo e i cui risultati sono stati condivisi con i professionisti della nostra provincia e pubblicati anche a livello internazionale. Sempre tra il 2013 e il 2014 e nell’ambito dello stesso network, è stato sviluppato un nuovo applicativo per la visualizzazione e la gestione informatizzata delle informazioni necessarie per la valutazione e l’inserimento dei casi di tumore nel registro (es. mortalità, ricoveri, referti di anatomia patologica).
Al completamento di questo lavoro, è iniziata la registrazione dei casi per l’accreditamento del triennio 2010-2012, finalizzata all’aggiornamento delle stime di incidenza per le varie sedi tumorali. Tale laborioso e complesso processo operatore-dipendente, che riguarda oltre 10.000 pazienti e richiede spesso l’acquisizione di cartelle cliniche da ospedali in tutta Italia, è tutt’ora in corso ed in fase avanzata.
Va precisato al riguardo che, per scelta del direttore del Registro che mi ha preceduto (e cui sono subentrato nel luglio 2015), tutti i casi vengono valutati dai nostri operatori uno per uno e nessuno di loro viene ‘risolto’ automaticamente utilizzando esclusivamente lo strumento informatico. Questa modalità — da me condivisa ed avallata — richiede maggior tempo ma garantisce una qualità ottimale dei risultati. Va sottolineato al riguardo, come l’arco temporale su cui sta lavorando il Registro Ttumori della provincia di Cremona sia in linea con quello degli altri registri italiani (come si può evincere facilmente consultando il sito dell’Airtum, Associazione Italiana Registri Tumori). Sono certo che la nuova direzione dell’Ats saprà consolidare ed ulteriormente sviluppare quanto costruito negli ultimi anni grazie alla professionalità e dedizione degli operatori della ex Asl di Cremona, attualmente in forza all’Ats; per quanto mi compete, spero di non deludere, nel mio nuovo ruolo, le legittime aspettative dei cittadini di un’assistenza oncologica sul nostro territorio sempre più adeguata ai loro bisogni di salute.
Salvatore Mannino
(Direttore Sanitario Aziendale ASST di Cremona)

Concorso del Lions il vincitore è di Piacenza
Signor direttore,
qualche giorno fa è apparso su La Provincia un articolo dedicato ai Lions con titolo: ‘Studentesse per la pace con il sogno Onu’. Vorrei segnalare alcune imprecisioni che possono dar adito a un’informazione errata: nell’articolo si dice che le due studentesse «hanno vinto il primo premio ex aequo del concorso del Lions International un poster per la Pace». In realtà esse hanno vinto il primo premio della scuola media, rispettivamente di Spino e Dovera, frequentata dalle due alunne con la sponsorizzazione di un solo Club dei 68 che appartengono al Distretto 108 IB3.
Peraltro il vincitore tra tutti i club del distretto non è questo, ma è un disegno di un alunno sponsorizzato da un club di Piacenza. Constatato questo, desidero informare che non sono i vincitori del primo premio (nel nostro caso di Pandino) ad andare all’Onu per la premiazione del miglior disegno, ma a New York andrà l’alunno che risulterà vincitore tra tutti gli elaborati pervenuti a livello mondiale (...).
lettera firmata
(Cremona)

Capellini fotografa la situazione italiana
Signor direttore,
ho letto con attenzione la lettera del signor Fausto Capellini che fotografa con semplicità la situazione dell’Italia di oggi, nonostante da più di sessanta governi in settant’anni di Repubblica abbiamo cercato di essere gli artefici della soluzione politica, senza riuscirvi. E’una avvilente considerazione che dobbiamo accettare anche perché la soluzione non è ancora nata, nonostante vi sia la necessità che questo avvenga.
Giorgio Vincenzi
(Cremona)

La notizia delle trivellazioni m’ha rovinato la giornata
Egregio direttore,
stamattina mi sono svegliato pregustando la bellissima giornata d sole che mi attendeva. A rovinare questo bel quadretto mi è bastato leggere le notizie riguardanti la possibilità dell’arrivo delle trivelle nel nostro territorio. Non basta essere una delle zone più inquinate a livello atmosferico, non basta lo stillicidio di centrali a biogas che mangiano interi territori, no non basta. Ora una società si presenta con una concessione che riguarda mezza provincia. Con che diritto questi signori si permettono di passare sopra le comunità accampando diritti dati loro da qualche passacarte (...)?
Amilcare Boni
(Gussola)

Da 5 mesi Linea Più non recapita le bollette
Egregio direttore,
sono oltre 5 mesi che Linea Più del gruppo LGH non invia né a domicilio né alle banche accreditate le bollette del gas. A tal proposito gradirei rammentare che nei primi giorni di dicembre del 2015 telefonai per avere spiegazioni in merito all’inconsueto ritardo, e una gentile impiegata, mi assicurò che da gennaio 2016 avrebbero provveduto sicuramente all’invio, siamo a metà febbraio e per adesso la situazione è ancora la stessa, non conosco esattamente le motivazioni di tale ritardo, e gradirei che qualche responsabile LGH le rendesse pubbliche tramite il suo giornale (...).
Elia Sciacca
(Cremona)

E’ inconcepibile lavorare senza guadagnare
Gentile direttore,
in risposta al signor L.C. di Cremona ribadisco che trovo strano che un’attività di rivendita di giornali e riviste non porti alcun utile economico, soprattutto se esercitata già da diversi anni. Ho tuttavia anche scritto di giustificato guadagno, ovvio che nessuno lavori gratis! Per farla breve e per chiarire, mi metterei nei panni del commerciante e direi: «Faccio bar, servizi lottomatica e come servizio ai cittadini vendo anche i giornali anche se magari ci guadagno poco».
Teo54@libero.it 

Finalmente la Cremonese ci dà delle emozioni!
Egregio direttore,
dopo due esaltanti vittorie, assistendo alla vittoriosa partita contro la blasonata Alessandria ho avuto la prova che la Cremonese ha cambiato definitivamente il suo modo di stare in campo. Finalmente! Siamo passati da uno spettacolo privo di emozioni in quanto avaro di gol, ad una partita dove i tre attaccanti, fino ad ieri sacrificati in panchina da un modulo eccessivamente difensivista, hanno saputo esprimere un gioco d’attacco non privo di emozioni.
Sappiamo che questa ‘svolta’ è stata voluta dalla dirigenza (signori Simoni/Giammarioli) che hanno saputo scegliere l’uomo giusto (signor Rossitto) per questo cambiamento che ha portato tre vittorie…una dietro l’altra!
Rimane il rammarico che tutto ciò sia stato deciso solo adesso, perché la partita di mercoledì ha dimostrato che gli uomini per esprimere un gioco più produttivo e divertente c’erano ancora prima degli arrivi di gennaio! (...)
Tonybos46
(Cremona)

Amato ha solo spiegato la teoria gender
Signor direttore,
sono un abitante di Vicomoscano e ho sentito la conferenza tenuta dall’ avvocato Gianfranco Amato. Incredulo per ciò che aveva detto, mi sono informato e ho risentito la sua testimonianza per ben tre volte ed ogni volta ero sempre più sconcertato. Ciò che il signor Amato ha riportato non sono cose inventate ma documenti e immagini pubbliche che lui ha trovato su internet o sui giornali, perciò ho deciso di verificare io stesso cercando su internet e ho scoperto che il repertorio era ben più vasto rispetto a ciò che Amato ci aveva mostrato! (...)
Alcune persone che le hanno scritto, secondo me, non erano presenti alla conferenza oppure non hanno aperto bene le orecchie: da ciò che scrivono l’avvocato Amato e il parroco Don Ottorino appaiono come due omofobi, retrogradi, con desideri anacronistici, mentre hanno solo voluto metterci a conoscenza di quello che sta circolando riguardo alla teoria gender. L’avvocato ha spiegato molto bene all’inizio cosa non è la teoria gender: ‘La teoria gender, non è l’omosessualità, non è l’educazione sessuale e non è la parità di genere!’.
Essere contro la teoria gender non significa essere omofobi, l’avvocato e il parroco non hanno mai detto di discriminare gli omosessuali, quindi mi chiedo come si possa dire che con questi incontri si inciti all’odio verso gli omosessuali. Trovo scorretto criticare persone per cose che non sono state dette. (...)
Guido Saccenti
(Vicomoscano)

L’utero in affitto è prostituzione
Signor direttore,
le coppie omosex donna-donna ed uomo-uomo non possono fare bambini, e, se li vogliono adottare, devono ricorrere a donne che li facciano. E che, permettendone l’adozione, li vendano: questa è prostituzione (vendita per denaro, o per altri vantaggi). (...) E che dire delle coppie omosex che i bambini li comprano? Si tratta, anche qua, di prostituzione.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Chi porta una divisa non è onnipotente e infallibile
Signor direttore,
al signor Pietro Ferrari che mi risponde, nella sua dell’8 febbraio, di aver frainteso il senso del suo scritto, ribadisco quanto ho scritto precedentemente, aggiungendo che non è sufficiente essere figlio di un ex internato in Germania per poter dire quello che vuole su chi porta una divisa, fatto che, secondo lui, rende «infallibili ed onnipotenti».
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Negli enti pubblici l’onestà è una chimera
Caro direttore,
non sono d’accordo con lei nella sua risposta alla lettera del signor Roveda che ha scritto semplicemente la verità. Lei, forse vive in un mondo dove dipendenti, dirigenti, politici, sono fedeli gran lavoratori ecc. Io ho lavorato 20 anni in un posto pubblico e le posso raccontare aneddoti e cose viste: l’onesta è una vaga chimera, purtroppo. Alla sua frase se è vero bisognerà cambiare l’Italia, ecco lei mi ha sorpreso, le confesso che qualche peccatuccio l’ho commesso anch’io.
Giorgio Mazzolari
(Bordolano)

Dei problemi del centro storico parleremo all’assemblea del 25
Signor direttore,
chiedo gentilmente ospitalità per esprimere preoccupazione e partecipazione per le problematiche, segnalate nelle lettere da alcuni lettori, relative alla difficoltà di sosta nel centro cittadino accentuatesi dopo l’istituzione delle nuove regole di circolazione.
Le opinioni espresse dalla signora Balestreri lo scorso mese e recentemente dal signor Locatelli e dalla signora Rossi in merito alle difficoltà di sosta, sono degne di particolare attenzione poiché evidenziano un disappunto molto diffuso anche se, perlopiù, sommerso.
Sono stato eletto presidente del comitato di quartiere 16 (centro storico) e devo ammettere che i membri del comitato direttivo hanno ricevuto diverse segnalazioni in merito alle modalità di accesso, transito e sosta in centro. Le nuove regole del piano della mobilità hanno creato sensibili disagi e incomprensioni.
Per questo motivo il direttivo del quartiere ha deciso di inserire il tema della mobilità in centro, tra gli argomenti da trattare durante l’assemblea generale del quartiere, che si svolgerà alle ore 20,30 il prossimo 25 febbraio al teatro Monteverdi di via Dante 149 (...). Chiunque è invitato a partecipare all’assemblea del 25.
Paolo Marcenaro
(presidente del quartiere 16 - Cremona)

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Data di inizio 2 Luglio 2022 - 18:30