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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

10 Febbraio 2016 - 11:43

IL CASO
Tre dighe sul fiume Po Ma siamo certi del progetto?
Signor direttore,
nell ’articolo ‘Arrivano altri sette milioni per i fondali bassi del Po’ apparso su La Provincia di venerdì 5 febbraio a firma Elisa Calamari si leggono dichiarazioni sorprendenti e gravi circa non ben chiariti progetti di intervento sul fiume Po proprio nel tratto che va da Cremona a Casalmaggiore: per la sua brevità il pezzo non precisa i dettagli di un intervento di ingegneria idraulica che non è stato mai prima d’ora tentato e che, siccome riguarda un bene comune come il nostro fiume Po, tutti dovremmo conoscere per poter poi, con maggior cognizione, approvare o rigettare, sia gli abitanti della sponda cremonese che piacentino-parmense; anche perché i fondi richiesti ai contribuenti sarebbero nell’ordine di centinaia di milioni, se non addirittura miliardi di euro.
In particolare vorremmo chiedere, in primoluogo ai consiglieri regionali cremonesi che hanno recentemente firmato al Pirellone la delibera di finanziamento dello studio di fattibilità per 400mila euro se corrisponde al vero che il progetto ‘365 Po River System’ preveda la costruzione di tre dighe sul Po: a Motta Baluffi, Casalmaggiore e Cremona, al fine di creare un unico grande bacino artificiale atto a rendere navigabile il fiume tutti i giorni dell'anno.
La notizia è stata riportata da organi di stampa e dal sito Aipo. Chiediamo inoltre:
- se siano previsti nuovi obblighi e espropri per proprietari e coltivatori
- quale sarà l’ampiezza del futuro bacino
- se è contemplata, e in quale misura, la riduzione della attuale zona golenale, stante l’innalzamento del livello dell’acqua e la costruzione ex novo di strade di accesso alle tre dighe
- se siano previsti lavori di innalzamento degli argini
- quali conseguenze abbia l’innalz amento del livello del Po sugli affluenti: Ongina, Oglio, Taro, Morbasco, Adda
- come verrà controllata la massa d’acqua in caso di una improvvisa ondata di piena, quasi inevitabile per il decorso stagionale del fiume
- come si pensa di sorpassare le norme che proteggono i Siti di Interesse Comunitario, e come salvare la tipica avifauna, le varietà ittiche, le spiagge costiere, ecc
- se siano state debitamente informate le autorità locali, le associazioni ambientaliste, i sindaci dei Comuni che si affacciano sul fiume.
Giovanni Ragazzi
(Cremona)

Le sue perplessità sono anche le nostre. Il progetto di bacinizzazione esiste, e costerà più di tre miliardi, e a dirla semplicemente non credo che si farà nell’immediato (se mai si farà). A prescindere da alcune sue legittime domande su costi, progetti e altro, credo che il vero problema sia che manca una progettualità vera che comprenda tutto il bacino del Po. Si va avanti a pezzi e a bocconi e non si risponde alla domanda cruciale: cosa si vuole fare del Po?

LA POLEMICA
Se destinata a perenne parcheggio quella parte di via Dante è sprecata
Egregio direttore,
più di qualche tempo fa (anni) il solito ‘ben informato’ di Palazzo c’aveva raccontato che, in forza del nuovo assetto viabilistico di via Dante-viale Trento e Trieste, così come è stato concepito, ha portato ad una maggiore sicurezza. Meno incidenti, meno feriti. Certo, quelli gravi, ma tamponamenti e piccoli incidenti sono quasi all’ordine del giorno, come del resto lo erano ancor prima dell’attuale assetto.
Un bilancio insomma che mostra i lati positivi di una rivoluzione apportata a quelle due uniche indispensabili arterie del traffico cittadino che, di primo acchito, lasciano ancora esagerate perplessità. Prova ne è la sicurezza, per nulla garantita, di quella ‘debole utenza’ che quotidianamente deve fare i conti con la ciclabile di viale Trento e Trieste.
Il doppio senso unico era stata l’ultima opera urbanistica del mandato Corada-Soregaroli (centrosinistra), non di meno (se non erro) cavallo di battaglia elettorale del centrodestra che aveva promesso di ripristinare i doppi sensi di marcia, cavalcando alcune situazioni di malcontento. Com’è noto il ritorno al passato poi non è stato possibile. Mancanza di risorse, perché quelle rimaste dirottate sull’abbattimento dei passaggi a livello (tutti meno quello indispensabile di via Milano!).
Che dire poi dell’eterno parcheggio ‘a ll’aria aperta’ che abitualmente incrociamo ed ‘ospitato’ su una delle due (quattro, fate voi!) corsie allorquando percorriamo la via Dante? Congestionata a piè pari del viale Trento e Trieste, soprattutto nelle ore di punta? E pensare che fino a qualchetempofa riuscivamoa‘godere’ di ben otto corsie di marcia (quattro per parte ripartite opportunamente tra le due citate vie cittadine). Mentre ora ne sono rimaste soltanto quattro, e a senso unico. Chissà cosa ne pensano i miei concittadini di un edificante e oltre modo efficace riassetto della via Dante? Certo, la giunta Galimberti s’è vista ridurre la lista della spesa al lumicino, tuttavia….!
E pensare che non è la prima volta che si osservano autovetture imboccare viale Trento e Trieste alla ‘vecchia maniera’, vale a dire in senso contrario all’attuale senso di marcia! Speriamo che nella virtuosa Cremona si capisca, una volta per tutte, cosa vuol dire essere grandi. Dopotutto domani è un altro giorno.
Giorgino Carnevali
(Cremona)

I pensionati sono solo vittime Non sono evasori e corrotti
Signor direttore,
avevo deciso di mettere fine alla saga delle pensioni, ma l’ultima lettera firmata dal signor Gianni Presario merita una risposta. (...) Non devo certo giustificarmi nei confronti di chi sa solo offendere. Se c’è qualcuno che ha sparato e che spara sul mucchio (di pensionati indistintamente), non sono certo io ma le persone, come il signor Presario, che continuano a fare i conti in tasca alla gente onesta. Sono venuto allo scoperto? Ma io sono sempre stato allo scoperto perché non ho nulla da nascondere e mi ritengo una persona trasparente! (...)
Ma cosa ne sa questo signore di quello che ha pagato il sottoscritto in tasse e contributi, Ma cosa ne sa questo signore dei benefici usufruiti dal sottoscritto (nessuno). Tasse scolastiche e spese annesse? Me le sono sempre pagate per intero senza sconti! Nessuno mi ha mai regalato nulla, a costo di parecchi sacrifici e rinunce.
Vadano a sbollire la loro rabbia da un’altra parte, questi signori e se la prendano, piuttosto, con i veri ‘ir’responsabili di questa situazione: evasori e corrotti. Politici e sindacati compiacenti che in tempi passati hanno permesso a certe categorie di andare in pensione dopo 15 anni, 6 mesi e un giorno. Per non parlare dei falsi invalidi! (...)
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Cerchiamo fondi per un mezzo di trasporto per disabili
Signor direttore,
il Comitato provinciale di Cremona dell’associazione Salvabi onlus, in merito all’articolo apparso il 6/2/2016 ribadisce la totale estraneità alla collaborazione con la Provincia di Cremona, precisando che la raccolta fondi continuerà mediante richiesta telefonica di contributo da parte dei nostri volontari. Precisiamo inoltre che la stessa viene fatta solo in nome e per conto della Salvabi onlus per il progetto d’acquisto di un mezzo attrezzato per il trasporto di bambini disabili e anziani.
Rosaria Castiglia
(Cremona)

Timbrava e faceva canottaggio Difendo l’impiegato di Sanremo
Egregio direttore,
questa volta vorrei essere una voce fuori dal coro e cercare di «difendere» (sempre che ci riesca e la cosa le assicuro non è poi così facile) quell’impiegato comunale sanremese che invece che guadagnarsi lo stipendio preferiva dar sfogo alla sua passione: il canottaggio. E per far questo mi limito a porre a chi sta leggendo alcune domande.
Avete un’idea di quanti dipendenti pubblici utilizzano i mezzi dell’ente per cui lavorano per sbrigare i loro affari? O magari per andarsi a bere un caffè o un aperitivo? O per portare la suocera al mercato?
Ma avete un’idea di quanti operai si portano a casa del materiale che invece dovrebbe essere usato solo per scopi manutentivi? O impiegati che si riempiono le tasche con le dotazioni dell’ufficio in cui lavorano, così da non doversi recare in cartoleria ad acquistare tali prodotti per i loro figli studenti modello? Ma avete un’idea di quanto gasolio sparisce dai serbatoi dei mezzi pubblici per poi finire in serbatoi clandestini?
Fate un pò di conti gente, e vedrete che dopo tutto chi andava a timbrare il cartellino in mutande, a parte lo stipendio che rubava, non era di nessun altro costo, mentre invece certi fannulloni, che magari al lavoro ci vanno, ma che lo stipendio non se lo guadagnano di certo, sono anche di spesa per noi contribuenti perchè vedete, quel dipendente pubblico sanremese, per il suo divertimento utilizzava la sua canoa, e non la canoa del Comune cui rubava lo stipendio.
Di questo almeno, gli si deve dare atto. Molti altri dipendenti pubblici invece... E credete anche che qualche funzionario comunale non sapesse di tutto questo malaffare? Non credo che siate degli illusi, ma l’Italia è questa qui. (...)
Giulio Roveda
(Pizzighettone)

Considero la sua lettera una provocazione. Se l’Italia è davvero quella che lei descrive — e io non lo credo — sarebbe ora di cambiarla.

‘Devastatori’ di professione Ma perché chi rompe non paga?
Signor direttore,
ho trovato interessante la lettera di M. S. pubblicata l’altro giorno riguardante le condanne e relativi risarcimenti chiesti ai ‘poveri’ ragazzi che hanno devastato la città lo scorso anno e alla quale lei ha già adeguatamente risposto. Tuttavia volevo suggerire una nuova soluzione occupazionale per questi ragazzi annoiati: il lavoro di ‘devastatore’, magari con tanto di CCNL e di tutela sindacale, cosicché in caso di arresto da parte delle forze dell’ordine e di eventuali successive condanne, chiedendo l’anticipo del TFR potrebbero risarcire i danni causati. Risolveremmo in un solo colpo tanti problemi.
Gianluca Bardella
(Cremona)

Ma che bello fare 10 km per acquistare un quotidiano
Gentile direttore,
scrivo in relazione alla recente decisione del gestore di un bar di Gallignano di interrompere la vendita di riviste e giornali al pubblico. Con l’avviso esposto nel bar si giustifica l’interruzione del servizio con la scarsa richiesta da parte dei cittadini.
Mi permetto di sollevare qualche dubbio su questa giustificazione e comunque esprimo il mio completo disappunto a riguardo perchè a volte ci si dimentica che le attività commerciali dovrebbero fornire anche un servizio ai cittadini, al di là del pur giustificato guadagno. Non credo che in un paese di 1.200 abitanti la vendita di riviste e giornali comporti una perdita economica, considerando che questo locale è anche caffetteria, bar e sportello Lottomatica.
Paesi ben più piccoli di Gallignano dispensano questo servizio. Non si può ricorrere ovviamente all’abbonamento postale perché spesso e volentieri si riceve posta a giorni alterni, sempre se c’è il portalettere! Che bello fare 10 km per acquistare un quotidiano.
TEO54@libero.it
(Gallignano)

Attenzione al catastrofismo Contro la crisi serve calma
Egregio direttore,
dopo mesi si è rifatto vivo il consulente finanziario Stefano Bottaioli con la sua lettera (...) contraddistinta dal solito stile catastrofista. Ha buon gioco perchè l’evento finanziario del 2008 — il più dirompente dalla crisi del 1929 — è ancora ben presente nella mente di tutti noi, con gli effetti che ne sono seguiti e che tuttora perdurano. L’occasione è utile per fare chiarezza sulla vicenda.
Grazie all’interessante libro ‘Espulsioni’ di Saskia Sassen si apprende infatti che non è stata la crisi dei mutui sub prime — caratterizzati da scarsissima qualità intrinseca — a generare il terremoto finanziario, bensì quella dei sovrastanti credit default swaps. Si tratta di operazioni finanziarie complesse, che trovavano e trovano purtroppo tuttora grande interesse per la facile produzione di guadagni.
La crisi scoppiata ha contaminato l’Europa e i Paesi, in particolare il nostro, caratterizzati da elevato debito pubblico, facendo quindi emergere le magagne degli Stati. Da lì si sono susseguite varie analisi e sono venute al pettine altre questioni molto importanti che riguardano l’Italia, tipo la crescita ferma da vent’anni, la bassa produttività del lavoro e lo scarso grado di innovazione e di competitività delle nostre imprese. E adesso? Come si suol dire, calma a gesso.
Le questioni sul tavolo sono diverse, una delle quali riguarda il mondo bancario dove non credo si debba avere paura di crolli consistenti, tuttalpiù si verificheranno fusioni importanti. Per quanto riguarda il debito pubblico dello Stato italiano, che è all’incirca 2.200 miliardi di euro, bisogna considerare che il risparmio interno ammonta a circa 4.000 miliardi di euro: bisogna trovare il modo che il secondo aiuti il primo. (...)
Luciano Losi
(Cremona)

Via Oscasali, condizioni di sosta e transito sono peggiorate
Egregio direttore,
chiudo il dibattito sulla gestione dei parcheggi commentando brevemente la risposta, questa sì surreale, dell’Assessore alla Mobilità. Posso garantire che, da quando abito in via Oscasali (14 anni) non ho mai visto nessuno, men che meno un ufficio, fare rilevazioni e/o sopralluoghi di alcun genere. Vien da dire per fortuna, visti i risultati.
Contrariamente a quanto afferma l’Assessore, ultimamente le condizioni di sosta e transito in tutta la zona sono sensibilmente peggiorate: lo dicono i residenti, non i marziani. A proposito di colori, sarebbe il caso di eliminare la discrepanza fra la piantina della città fornita ai cittadini, nella quale a ogni area di sosta corrisponde un colore contrassegnato da una sola lettera, e la realtà della segnaletica stradale, in cui le zone sono accorpate in varie combinazioni di lettere: questo per correttezza d’informazione, senza la quale può capitare di prendere multe credendo di essere in regola.
Al posto dell’Assessore Manfredini, davanti alle numerose lamentele di chi mi paga lo stipendio, lascerei perdere il Risiko viabilistico tutto giocato al tavolino, salirei in macchina alle sette di sera, munito di permesso C, e, immaginando di abitare in via dei Rustici o in piazza Vida, proverei a trovare parcheggio: qualcosa mi dice che, fra tempo di ricerca mediamente impiegato (con relativo inquinamento atmosferico) e distanza da casa del primo posto utile disponibile, tornerei in ufficio con molte certezze in meno.
Alberto Locatelli
(Cremona)

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