Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

Email:

bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

08 Febbraio 2016 - 11:41

IL CASO
Casale, Comune senza donne Ora si lavori per coinvolgerle
Egregio direttore,
in riferimento agli articoli apparsi in data 28 gennaio e 2 febbraio in merito al ‘rimpast o’ del Comune di Casale Vidolasco, in conseguenza del quale, per mancanza di donne, «la consulta delle pari opportunità si tinge d’azzurro»comescrive il redattore dell’articolo, vorrei richiamare l’attenzio - ne dei cittadini su una questione di non secondaria importanza. Condivido in pieno le parole del sindaco «ma non ci vedo nulla di male trattandosi della delega alle pari opportunità, non vi è settore migliore nel quale unire le competenze» in questo caso di quote «rose e azzurre», specifica il redattore. Verissimo.
Non solo non vi è nulla di male che una «quota azzurra» si occupi di tematiche legate alla parità e alle pari opportunità — obiettivo che nel nostroPaese è ben lungi dall’essere raggiunto—ma aggiungo io è anche auspicabile che sempre più uomini se ne pre-occupino, portando le loro competenze in questo ambito, perché il confronto di idee e prospettive diverse non può essere che una ricchezza. Invito però tutti a riflettere sul fatto che questa è una scelta obbligata, in quanto non si potrebbe fare diversamente, poiché in giunta e in consiglio siedono solo uomini: come è possibile quindi unire o confrontare le competenze di quote «azzurre» e quote «rosa»? Credo che il nodo problematico stia proprio qui: in un paese di quasi duemila abitanti le donne non sono sotto-rappresentate, come capita molto spesso, ma non sono per niente rappresentate in alcun ambito!
Mi auguro, pertanto, che la persona alla quale viene affidata la delega alle pari opportunità si dia come obiettivo primario quello della rappresentanza, ricercando e mettendo in campo tutte quelle strategie ed azioni positive per riequilibrare e rendere così realisticamente possibile e concretizzabile nell’agito quotidiano quell’auspicata e proficua collaborazione tra quote rosa e quote azzurre.
Carmela Fazzi
(consigliera provinciale di parità)

Il caso di Casale è effettivamente molto particolare. Mi auguro un maggiore impegno ‘rosa’ non solo in quel Comune, ma in tutti.

LA REPLICA
Con il nuovo piano della sosta la situazione dei residenti non cambia
Egregio direttore,
la lettera del signor Alberto Locatelli, pubblicata sabato 6 febbraio, toni surreali a parte, offre comunque l’opportunità di fare un po’di chiarezza e precisare alcuni aspetti. Per quanto riguarda via Oscasali è infatti necessario ricordare la situazione preesistente. Negli anni scorsi, in concomitanza con l’istituzione dell’area pedonale di corso Garibaldi, nelle aree limitrofe è cambiata la viabilità, sono state istituite un’area Ztl e un’area riservata per i residenti denominata Zona E, che, nella nuova riorganizzazionecomplessiva della sosta, è stataraggruppata insieme ad altre nella Zona B, in base ad un criterio oggettivo (presenza di scuole, luoghi istituzionali) dove possono parcheggiare i residenti sia della Zona B (i posti a loro disposizione sono 326) e della Zona A (165 i posti disponibili).
Con l’attuazione del Piano della sosta, le rilevazioni e i sopralluoghi compiuti dagli uffici del Settore Mobilità hanno dimostrato che le condizioni della sosta e del transito in quella via non sono sostanzialmente cambiate. Va inoltre ricordato che vi è la presenza di istituti scolastici e occorre garantire l’accesso alle fasce orarie.
Detto questo, grazie alla segnalazione del lettore saranno svolti ulteriori controlli perché questa Amministrazione è attenta alla vivibilità dei residenti: la creazione di nuovi stalli gialli (+26%) e nuove vie dove sarà possibile sostare a tariffa agevolata, come viale Trento Trieste e via Bissolati, ne sono un chiaro esempio.
Colgo inoltre l’occasione per ribadire che i residenti continueranno a sostare a titolo gratuito negli stalli delimitati da strisce gialle, loro riservati (1015, più altri 130 in arrivo), si paga e si pagherà solo la marca da bollo ministeriale, come obbligo di legge, la durata non cambia, mentre vengono introdotte nuove modalità (colori, ologramma, QR code, potenziata la comunicazione) che renderanno il tutto più funzionale e facile per gli utenti.
Per completezza ricordo che i permessi a titolo oneroso per alcune categorie (commercio, medici, giornalisti) e quelli provvisori sono stati introdotti nel 2012. Questa Amministrazione è determinata a fare in modo che l’utilizzo dei permessi sia maggiormente legato all’effettivo bisogno, così da ridurre l’utilizzo dello spazio pubblico e limitare gli spostamenti, rendendone nel contempo più efficiente il processo di rilascio grazie alle nuove tecnologie oggi disponibili. Infine, per garantire la massima trasparenza, per la prima volta gli elenchi dei provvedimenti finali di autorizzazione per i pass non ad uso residenziale, in particolare i dati aggregati per categoria dei pass, saranno pubblicati ed aggiornati sul sito delComune nella sezione ‘Amministrazione Trasparente’ ai sensi del D. Lgs. 33/2013, modello già attuato dal Comune di Milano.
Alessia Manfredini
(Assessore all’Ambiente e alla Mobilità del Comune di Cremona)

Scontri del 24 gennaio 2015 Condanne troppo dure
Egregio direttore,
a proposito della sentenza per i fatti del 24 gennaio 2015, vorrei esprimere il mio pensiero, sicuramente «fuori dal coro». Sono rimasta impressionata dalla durezza della condanna, a me parsa eccessiva rispetto ai fatti accaduti. Io penso che la pena debba sempre essere rigorosamente ancorata a fatti oggettivi e concreti.
In questo caso invece ho sentito parlare di condanna esemplare, per dare un segnale forte e per accontentare la gente assetata di «giustizia». Ma la pena deve essere sempre proporzionata al reato commesso e deve per sua natura mirare alla rieducazione e al recupero del reo.
Quattro anni di carcere non sono troppi? Non è stato ammazzato né ferito nessuno; sono stati cagionati dei danni (reali) e giustamente dovranno essere risarciti, ma 200.000 euro di risarcimento morale al Comune sono una somma equa e ragionevole? E come potranno mai pagare questa somma quei ‘ragazzi’? Parrebbe che i giudici abbiano voluto punire severamente dei fatti che hanno provocato forte allarme nella comunità.
Ma il vero allarme sociale scaturisce da ben altre situazioni: io sono allarmata per la gente che non ha un lavoro e quindi non sa cosa mettere nel piatto ogni giorno, dalla mancanza di case che costringe le persone a vivere nel freddo giorno e notte, dall’impossibilità di molte di accedere a cure essenziali come le cure dentali, dalla qualità dell’aria che siamo costretti a respirare che è causa di gravi patologie e del tasso di tumori tra i più alti in Europa, dalla profonda ingiustizia sociale che porta anche nella nostra «tranquilla» città, i ricchi ad essere sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. (...)
M. S.
(Cremona)

Mi chiedo: cosa c’entrano la crisi e le sue conseguenze sociali con il comportamento criminale di professionisti della devastazione che, evidentemente, la crisi la sentono tanto poco da poter essere sempre presenti nelle città (non solo italiane) dove si svolgono manifestazioni e sempre ben attrezzati con costosi strumenti atti a distruggere e alla guerriglia urbana?

Il nostro ospedale non perda il suo bellissimo logo
Gentile direttore,
condivido con Lei una riflessione e una piccola amarezza. In questi mesi assisto a continui cambi di sigle e acronimi, più che a vere riforme. Come in passato, per carità. Ma almeno cerchiamo di non perdere tutto il ‘buono’. Un esempio su tutti. Hanno deciso che gli ospedali si devono chiamare tutti Asst (Aziende socio sanitarie territoriali).
Se proprio si deve, vorrei presentare attraverso il suo giornale un’accorata richiesta agli attuali amministratori del nostro ospedale, perché almeno facciano in modo di non farci perdere quel bellissimo logo della Pietà di Michelangelo che lo distingue da tutti gli altri e che ci fa credere di poter essere accolti in un modo diverso.
Franco Ferrari
(Cremona)

La Fondazione Telethon investe il 75% dei fondi nella ricerca
Caro direttore,
venerdì scorso abbiamo letto sul vostro giornale lo sfogo di un lettore che scriveva la fatica che si fa nel porre fiducia nel prossimo, enumerando esempi negativi tra sprechi e corruzione. In proposito, poiché ci cita, ci permettiamo di portare la nostra testimonianza non solo per rettificare i dati riportati dal lettore su come destiniamo i fondi che raccogliamo per la ricerca ma anche per rispondere al suo appello finale in cui auspica «di incontrare persone nelle quali riporre la propria fiducia».
I dati reali sono il contrario di quanto scrive il signor Capellini: la Fondazione Telethon investe il 75% in ricerca scientifica e destina solo il 25% alle spese di gestione, un dato in linea con le migliori pratiche che può trovare nel bilancio pubblicato sul nostro sito www.telethon.it  in virtù del principio di trasparenza che sta alla base della nostra comunicazione. Le spese di gestione riguardano attività di importanza fondamentale per rispondere alla nostra missione, come ad esempio sostenere i costi degli scienziati che valutano i progetti di ricerca da sostenere o i costi che permettono di gestire la proprietà intellettuale delle terapie d’avanguardia messe a punto dai nostri ricercatori, oltre ai costi relativi alle attività di raccolta fondi. (...)
Motivi di soddisfazione per noi e per tutti gli italiani che hanno creduto in noi ce ne sono stati: in 26 anni Telethon ha investito in ricerca oltre 450 milioni di euro per finanziare oltre 2.500 progetti con oltre 1.500 ricercatori coinvolti e più di 470 malattie studiate. Abbiamo inoltre fondato due istituti di ricerca, uno a Milano, l’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica e uno a Pozzuoli, L’Istituto Telethon di genetica e medicina e contribuito a sviluppare una rete di centri clinici a supporto delle persone affette da patologie neuromuscolari. Ad oggi è stato possibile sviluppare terapie per alcune malattie rare considerate incurabili fino a pochi anni fa (l’Ada-Scid, la leucodistrofia metacromatica e la sindrome di Wiskott Aldrich).
Per altre malattie sono in corso o in avvio studi clinici per la valutazione di nuove terapie, mentre continua lo studio dei meccanismi di base e di potenziali approcci terapeutici per patologie rarissime. (...)
Fondazione Telethon

Il nostro grazie ai carabinieri Soprattutto a quelli di Soresina
Egregio direttore,
in questi momenti di forte difficoltà e tensione, dove rare sono le certezze in merito ai rapporti di convivenza civile nella propria città, nella confusione generale alimentata da spaccio, micro criminalità, tanta maleducazione e troppa omertà, vogliamo ringraziare, per il costante impegno di controllo e di palese contrasto, il comando provinciale dei carabinieri di Cremona ed il particolare modo i carabinieri della stazione di Soresina.
Un gruppo di genitori
(Soresina)

Mio padre scampato ai lager e a Cefalonia, tornò a testa alta
Egregio signor direttore,
mi permetta di suggerire al lettore Ernesto Biagi perché ho la certezza che abbia capito esattamente il contrario di quanto ha letto. E l’abbandonarsi a stilare giudizi affrettati e che considero infamanti nei riguardi del sottoscritto, da parte di una persona non conosciuta quale è per me il signor Ernesto, lo ritengo completamente disgustoso e miserando.
Comunque, é giusto dire a chi mi legge che: io sono figlio di una persona che ha regalato la sua gioventù alla sua Patria avvolta e simboleggiata da una bandiera e non da uno straccetto, che é miracolosamente sopravvissuto allo sterminio di Cefalonia e a 2 anni di lager in Germania, dalla quale é tornato a piedi e a testa alta e non ....a calci in culo.
Pietro Ferrari
(Cremona)

‘Merla’ a Robecco d’Oglio tra novità e grandi contributi
Gentile direttore,
domenica 31 gennaio 2016 abbiamo avuto il piacere di riproporre la ricorrenza della ‘merla’, e quest’anno la manifestazione ha assunto connotati di più ampio respiro. Per la prima volta un gruppo di cantori di Robecco d’Oglio si è cimentato nell’esecuzione dei canti legati alla tradizione popolare della vita delle nostre campagne. Ciò ha potuto realizzarsi con il contributo del gruppo dei cantori di Persico Dosimo ‘voci della nostra terra’che hanno dato la loro preziosa disponibilità nell’istruire i cantori di Robecco e insieme a essi ad esibirsi sul piazzale della chiesa parrocchiale.
Tutto ciò ha potuto realizzarsi grazie al grande impegno della fresca di nascita ‘cumpagnia del tabar’in capo all’associazione culturale ‘Leonardo’ che da anni opera nel nostro comune con eventi ed iniziative di vario genere sempre molto apprezzati. Lo stesso Comune supporta e incentiva queste manifestazione che sono sempre momento di incontro e socializzazione e al tempo stesso memoria di tradizioni che hanno connaturato la vita della nostra realtà contadina, radice prima del nostro presente. (...)
Renzo Galli
(presidente dell’associazione culturale Leonardo, Robecco d’Oglio)

Autovelox sulla Castelleonese non segnalato regolarmente
Signor direttore,
riguardo alla segnalazione fatta in ‘Spazio Aperto’ dal signor Gianni Presario in data 5-2-2016 vorrei aggiungere a maggior riprova che l’uso dell’autovelox non è affatto finalizzato alla sicurezza della circolazione automobilistica ma solo esclusivamente per far cassa.
La cosa non solo si verifica in via Mantova ma anche molte domeniche, al mattino, di fronte al bar Dany sulla Castelleonese. Il cartello che avverte del rilevamento della velocità in atto non è posto a debita distanza come previsto anche dall’ultima sentenza della Suprema Corte (Cass.ord.n°25769/2013 del 15-11-2013) ma addirittura virene collocato appeso dietro il furgoncino che rileva la velocità. (...)
Secondo il mio punto di vista tutte le infrazioni rilevate possono essere impugnate dai cittadini che sono incappati nell’infrazione.
Coriolano Pasquini
(Cremona)

Gal Oglio Po, in 13 anni ignorate le frazioni di Drizzona
Signor direttore,
martedì 19 gennaio il suo giornale ha pubblicato la notizia che a Drizzona le due minoranze hanno votato contro la nuova formula del Gal Oglio Po. Di questo la ringrazio moltissimo perché il giornalista Bazzani fa menzione anche di ciò che succede nei microscopici comuni. Mi preme ribadire che delle tanto decantate doti di questa partecipata comunale, in 13 anni non abbiamo notato benefici e anche il sindaco Ricci non ha saputo elencare in quale direzione si è agito.
Infatti i lavori pubblici da decenni vengono concentrati nell’abitato di Drizzona mentre nelle due frazioni di Castelfranco e di Pontirolo Capredoni nulla è stato compiuto.
Queste due comunità vengono considerate come i parenti poveri, Castelfranco in particolare necessita di sottoporre la relativa piazza a un radicale intervento di risistemazione in modo da restituire e ripristinare le caratteristiche originali dell’epoca (fine ottocento). Sempre per quanto attiene il Gal Oglio Po, durante la seduta consiliare ho fatto notare che, nel consuntivo 2013 il Revisore del Conto ha sottolineato che il bilancio di questa partecipata 2012 hachiusoconunaperditadi 1.759 euro.
Dante Benelli
(Drizzona)

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi