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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

18 Gennaio 2016 - 12:37

IL CASO
Porto e ‘flotta’ inesistenti Canale navigabile, basta!
Signor direttore,
e così hanno deciso di sbarazzarsi del nostro amato Fiume Po, o quel che rimane del leggendario Padus-Eridanus e trasformarlo in un ‘canale’—Canale Po. Vogliono renderlo, dicono loro, più o meno navigabile tutto l’anno. Dunque non più periodi di secca o pericolo di esondazioni, non più spiaggioni, lanche o rive fangose lambite dalla corrente bensì una serie di bacini artificiali, di pennelli, di massicciate sassose, un prelievo smisurato di sabbia, dighe con le relative chiuse, più educatamente dette ‘sba rramen ti’, strade di accesso ben illuminate e profondità delle acque costante in ogni stagione!
Se l’impresa poi costa milioni e milioni di euro poco importa, anzi è motivo di gran vanto, perché non sia considerata cosa di poco conto. Già ci saranno quelli che si sfregano le mani e pregustano il lauto pranzo e il relativo premio per tanto ingegno e impegno. Che il territorio venga stravolto più che dauna serie di autostrade proprio nel bel mezzo di una area demaniale che è anche Parco ed ecosistema, è un problema tutto sommato minore, il prezzo inevitabile del progresso. E tutte queste risorse non solo economiche ma ambientali e paesaggistiche per una flotta che non esiste, un porto che non c’è, un traffico merci di cui non si vede l’ombra? Chissà, gentile direttore, se tra i tanti suoi lettori ce ne sarà almeno uno capace di dire basta, basta, basta!
R. G.
(Cremona)

Il prolungamento del Canale navigabile fino a Milano è pura utopia. Merita attenzione, invece, l’area di Tencara.

LA POLEMICA
La qualità della ristorazione all'ospedale deve migliorare
Signor direttore,
dopo essere stati ricoverati in ospedale, breve o lunga che sia stata la degenza, si ha voglia di tornare alla normalità e di dimenticare al più presto ciò che ci è accaduto, con tanto di ansia, paura, sofferenza e rabbia.È un sentimento molto umano e comprensibile che ho nutrito anch’io, ma poi in me ha prevalso il dovere della testimonianza, cioè riconoscere ed encomiare pubblicamente la professionalità e l’eccellenza del personale medico ed infermieristico e sottolineare le cose che non vanno, e le carenze presenti negli istituto Ospedalieri di Cremona.
A questo proposito, mi riferisco al numero insufficiente di bagni di cui soffre il reparto di Chirurgia generale del quarto piano,ma soprattutto intendo rimarcare l’i ns u ff iciente qualità del servizio ristorazione, appaltato ad una ditta esterna dal nostro ospedale.
A tale riguardo, i commenti dei pazienti e del personale di solito sono ironici e poco lusinghieri, ma spesso sono anche sarcastici e a volte sprezzanti.
Si comincia con quelli riguardanti la prima colazione, in cui il latte non ha il profumo del latte e il tè non ha l’aroma del tè, in cui spesso mancano i biscotti e così devi mangiare il tè con le fette biscottate! Si prosegue poi con i commenti riguardanti i primi piatti di pranzo e cena, in particolare le minestre in brodo, che fanno scappare l’appeti - to, non appena si solleva il coperchio di plastica della scodella da dove si sprigiona un odore sgradevole.
Per non parlare di riso e pasta al pomodoro che invece sono conditi con un cucchiaio di conserva che li inacidisce e li rende sgradevoli al palato. Se poi il riso e la pasta sono conditi con l’olio e un po’ di formaggio grana, lo spettacolo che si presenta, appena alzato il coperchio di plastica della scodella, è desolante perché il condimento è tutto rappreso in pochi grani di riso o di pasta, lasciando tutto il resto senza sapore.
In quanto ai secondi piatti, non c’è l’imbarazzo della scelta perché ci sono giorni in cui c’è per tutti la scaloppina di tacchino, e altri giorni in cui c’è per tutti l’hamburger di tacchino, anche per coloro a cui il tacchino non piace! Per quanto riguarda gli altri cibi, si è costretti a mangiarli per necessità e per non dovere contrastare con i crampi allo stomaco per la fame perché se ci venissero serviti in tavola a casa nostra, finirebbero nella pattumiera.
Se un ritorno alla qualità della cucina interna dell’ospedale che tutti rimpiangono, appare molto improbabile, che almeno i dirigenti responsabili degli Istituti ospedalieri di Cremona affidino il servizio ristorazione ad una ditta che garantisca più elevati livelli di qualità e varietà del cibo, consentendo almeno un’opzio - ne per tutti i tipi di dieta dei pazienti. Quanto alla ditta responsabile del servizio ristorazione, non dovrebbe solo perseguire il suo legittimo profitto, ma operare anche in modo da rispettare lo scopo sociale che ha ogni azienda, come previsto dagli articoli 41, 43 e 45 della nostra Costituzione. Se la qualità del servizio ristorazione migliorerà, i dirigenti, il personale ospedaliero e tutti i cittadini cremonesi ne trarranno grande sollievo e beneficio.
Giorgio Zerbini
(Cremona)

Attraversamento pedonale di viale Concordia pericoloso
Signor direttore,
come già segnalato altre volte alla polizia municipale vorrei ancora una volta evidenziare l’alta pericolosità dell’attraversamento pedonale di viale Concordia all’altezza di via de Romani. Le auto sfrecciano come in tangenziale e forse di più visto che non c’è rischio di controlli. Essendo il viale a due corsie per senso di marcia, non basta fidarsi ad attraversare se un buon automobilista si ferma perché dall’altra corsia arrivano altri mezzi che spesso non si fermano, addirittura chi segue l’auto ferma la sorpassa trovandosi il pedone sulle strisce a centro strada. Può ben capire il pericolo che esiste visto che questo attraversamento pedonale serve a tutto il quartiere per accedere a scuole negozi e servizi.
Giorgio Mensi
(Cremona)

Migranti, la ‘torta’ dei profitti viene decisa dall’alto
Egregio direttore,
due righe sugli extracomunitari. La torta dei profitti viene calata dall’alto e divisa in dieci fette. Nove fette se le tengono i più ‘bravi’o‘furbi’ e una fetta viene divisa fra noi comuni mortali. Arrivano gli extracomunitari e vogliono un po’della nostra fetta. La maggior parte di noi non se la prende con chi ha trattenuto nove fette (troppo rischioso), ma con gli extracomunitari (più facile, perché sono gli ultimi) che vogliono un po’della nostra fetta. Intervengono i ‘più bravi’o‘più furbi’ che dicono: ‘diamo a ciascun immigrato un po’della vostra fetta, cioè 500 euro al mese.
Dopo un po’di tempo dicono a noi comuni mortali che se la prendono con gli extracomunitari: ‘lui fa il tuo stesso lavoro perché a te devo dare 1000 euro, ora te ne do 750’. Il gioco è fatto. Ecco a chi conviene l’immigrazione. Con l’avallo di Renzi e dei suoi Cattodem.
Alex Bello
spazadora@yahoo.it

Contento per Scodinzolandia Io mi sono trovato bene
Signor direttore,
dopo essere venuto a conoscenza della recente vittoria in Tribunale della struttura ‘Scodinzolandia’mi sento in dovere di scrivere la mia più che positiva esperienza in merito. Abbiamo portato a casa un bellissimo cucciolo di pastore tedesco. Il centro è ben tenuto, i cani in pensione sono liberi di girare nel giardino o di stare nel loro box con una ciotola d'acqua fresca sempre presente. I proprietari sempre gentilissimi.
Ora il nostro piccolo cucciolo sta diventato molto grande, forte e in piena salute; sta con i nonni, fa loro compagnia, va a passeggio facendoli restare attivi ed in forma.
F. B.

La carità cristiana è empatia e solidarietà col prossimo
Caro direttore,
vorrei informare il signor Capelli, genitore di un alunno della scuola Materna di Castelverde, che nella comunità di Castelverde operano associazioni sia religiose che di volontariato e anche singoli cittadini che sono riusciti a realizzare progetti di aiuto e sostegno a diverse categorie di persone come bambini, disabili, anziani, mamme in difficoltà senza pregiudizi e distinzioni.
Chi mette a disposizione il suo tempo e le sue energie in tali progetti le posso assicurare non ha ritorni economici come lei sostiene, ma solo lo scopo di dare aiuto a chi è in difficoltà. Inoltre lei evoca la carità cristiana che molti confondono con elemosina, ma che invece è solidarietà, pathos con il prossimo e uno stile di vita come dice Papa Francesco. I finti buonisti non sono quelli che operano semmai chi parla e critica stando a guardare alla finestra.
chmanfre@hotmail.it
(Castelverde)

W i nonni, regalano ai nipoti un dono prezioso: il tempo
Caro direttore,
viva i nonni! Tutti abbiamo nella mente la figura del nonno che va a prendere il nipotino a scuola e della nonna che porta in tavola mille prelibatezze per la merenda dei piccoli. I nonni sono gli unici in grado di regalare ai nipoti un dono preziosissimo: il tempo. Non hanno l’orologio in mano e hanno sempre orecchie per ascoltare i piccoli facendoli sentire a loro agio. Per la loro vicinanza fisica e piena disponibilità, i nonni spesso diventano un punto fermo nella crescita dei bambini.
Soprattutto quando la famiglia è meno stabile, forniscono sicurezza rappresentando la continuità col passato e diventano il porto sicuro in cui i bambini possono rifugiarsi. È ovvio che il loro amore non potrà mai minacciare l’attaccamento dei piccoli verso i genitori, che rimangono sempre le figure di riferimento più importanti. La chiave, come sempre è il rispetto dei ruoli, peraltro i bambini capiscono subito che con i genitori valgono certe regole e con i nonni altre.
Questi ultimi spesso rivestono anche il ruolo di baby sitter molto speciali: che tranquillità per i genitori sapere che in loro assenza a occuparsi dei propri figli c’è la mamma o la suocera! Per non parlare del vantaggio economico: un nonno è ripagato dal sorriso di suo nipote e nulla più. Apprezziamo il grande valore che i nonni hanno nella società di oggi, spesso fanno la differenza!
Michele Massa
(Bologna)

Casalbuttano, strade sporche Non è solo colpa dei cani
Egregio direttore,
ho letto l’articolo sul giornale inerente le sporcizie fatte dai cani e non asportate dai loro padroni a Casalbuttano; questo è vero poiché ho un cane (labrador di nome Mango, conosciutissimo) e lo porto tre volte al giorno a fare delle passeggiate e purtroppo devo ammettere di queste incongruenze, che però si potrebbero in parte risolvere. In molte strade non esistono dei cestini e quindi l’escremento viene lasciato per terra, di questo problema ne avevo già parlato col Sindaco un anno fa, ma non si è fatto niente.
Cosa dovremmo dire di quei cani imbecilli che si chiamano (persone) che uscendo dai negozi buttano in terra gli scontrini fiscali, le carte dei pacchetti di sigarette, i sacchetti delle patatine etc., avendo vicino un cestino. Perché non si fa come in Germania, Svizzera, Austria dove fioccano multe per chi non mantiene un comportamento corretto?
Roberto Bertoni
(Casalbuttano)

Autovelox, scelta per fare cassa Stagno va controcorrente
Signor direttore,
è inutile nasconderci dietro un dito e prenderci in giro, a Napoli si dice ‘cà nissuno è fesso...’! Ben sappiamo che gli autovelox e altri aggeggi simili vengono installati ormai quotidianamente in ogni dove, anche da piccole realtà locali, come ben viene annunciato spesso dal giornale, per far quadrare i bilanci, specie con la parsimonia con la quale lo Stato elargisce i fondi.
La motivazione ufficiale, però, è sempre quella: strada pericolosa, già teatro di incidenti mortali, magari di parecchi anni prima con situazione veicolare assai diversa. Questa breve premessa serve unicamente per plaudere alla scelta dell’Amministrazione Comunale di Stagno Lombardo (preciso che non sono un residente di tale comune) che recentemente, agli ingressi del proprio territorio, compresa la località di Brancere, anziché i citati mezzi repressivi elettronici, ha optato per l’installazione di strumenti luminosi (caricabili a luce solare?) preventivi di misurazione e avviso della velocità.
C. U.

È così: il 53,5% dei cremonesi apprezza la giunta Galimberti
Signor direttore,
ringrazio il signor Lomazzi per aver voluto leggere il mio intervento nella sua versione integrale pubblicata sul sito di Fare Nuova la città. Non ho citato la fonte del dato 53,5% perché è lo stesso sondaggio ‘Governance Poll’de Il Sole 24 ore pubblicato l’11 gennaio che ha originato la notizia.
Che il gradimento di Sindaco Galimberti fosse calato del 2,8% rispetto al dato del ballottaggio era nei titoli, che il suo gradimento attuale fosse del 53,5% non era nemmeno accennato in nessuno degli articoli pubblicati a Cremona il giorno dopo, probabilmente questo ha originato un’incomprensione. La conclusione che ‘più della metà dei cremonesi, dopo averla vista in azione, sceglierebbe ancora questa giunta’è conseguente, questa è la valutazione che il sondaggio de Il Sole 24 ore sancisce ad oggi. ‘Di doman non c’è certezza’, e possiamo discutere delle ragioni dell’esser lieti oggi, ma conoscendo l’impegno e la dedizione di questa amministrazione resterà sicuramente chiaro e verificabile che la direzione in cui la giunta Galimberti si muove è quella esposta nel programma elettorale e nelle linee programmatiche di mandato. E verso quelle fonti vanno riferiti i progetti portati avanti nell’azione amministrativa e la loro coerenza.
Alfredo Martini
(Cremona)

C’è gente che difende i privilegi del privilegiato: ma perché?
Egregio direttore,
leggo con piacere, quanto scritto dal signor Ernesto Biagi il 16/01/2016 ammettendo che il fatto di visitare un museo o una mostra in ‘notturna’è un privilegio. Auguro al signor Biagi di non incontrare ‘privilegiati’perché hanno un nome quando è in ‘corsa’per un posto di lavoro o peggio se è in lista per un accertamento medico. A me piacerebbe vivere in una nazione che evita privilegi specialmente quelli che servono solo ed esclusivamente al privilegiato senza avere nessuna ricaduta sulla società. Mi spiace constatare che ci sono persone che si sentono ‘inferiori’ ad altre al punto che difende il privilegio del privilegiato; mi spiace constatare che ci sono persone che si inchinano di fronte ai privilegi altrui. (...)
Gianni Presario
(Cremona)

Sui diritti dei gay l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa
Signor direttore,
provo tristezza per le crociate di odio disumane e anticristiane istigate da don Nevi e don Baronio contro le coppie gay e le famiglie di fatto. (...) Si nasce anche gay e lesbiche come Dio ci ha creato, ed ogni persona ha il diritto e dovere di amare chi sceglie, e di formarsi una sua famiglia. Amare una persona del proprio sesso non è desiderio effimero, ma impegno quotidiano, e condivisione di gioie e dolori.
E per la volontà d’amore delle sane famiglie omogenitoriali viene prima la tutela del figlio, che vuole essere educato ed amato da genitori gay. A differenza dei Paesi europei cattolici, l’Italia è il fanalino di coda dove le coppie di fatto gay non possono unirsi e sposarsi.
Luciano Bartoli

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