Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

Email:

bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

18 Gennaio 2016 - 12:21

IL CASO
Matematica, prof a singhiozzo E chi prepara i nostri ragazzi?
Egregio direttore,
siamo un gruppo di genitori di una Scuola Secondaria della provincia e con questa lettera vogliamo segnalare e portare a conoscenza l’opinione pubblica del disagio che i nostri ragazzi stanno subendo in quest’anno scolastico, rendendoci portavoce di altri genitori che vivono la nostra situazione ben consapevoli purtroppo che, quanto sta accadendo a noi, succede anche in molte altre scuole.
All’inizio dell’anno la cattedra di matematica non era ancora stata assegnata e solo grazie ad una volenterosa professoressa di un’altra materia, i ragazzi hanno potuto iniziare a svolgere parte del programma per non rimanere indietro. La docente di matematica e scienze è stata assegnata alla classe solo a metà ottobre circa.
Poco prima delle vacanze di Natale, la professoressa è stata sostituita da un’altra docente; quest’ultima sembra che venga di nuovo sostituita.
In questo momento non abbiamo idea di chi insegnerà ai nostri ragazzi una materia così importante e soprattutto di che tipo di preparazione possano avere in vista della scuola Superiore.
Ora, ci chiediamo come sia possibile che possa accadere una cosa del genere? Nessun tipo di sicurezza e nessuna notizia certa. L’unica certezza è che per i nostri ragazzi questo stato di confusione non va bene.
Siamo consapevoli inoltre che l’invio di questa lettera non risolverà il problema e che purtroppo c’è qualcosa che non funziona a livelli più alti del nostro Istituto Comprensivo.
Se questa è la ‘Buona scuola’...
Lettera firmata
(Corte de’ Frati)

La preparazione delle scuole medie è molto importante proprio perché propedeutica al salto delle superiori e dunque è comprensibile la preoccupazione dei genitori. Il caso che viene segnalato certamente non è un’eccezione ma merita di essere approfondito. Proprio per questo sarebbe auspicabile un chiarimento dell’Ufficio provinciale scolastico.

LA REPLICA
Due bambini profughi nella scuola privata cattolica. Esempio di accoglienza responsabile in una società aperta
Caro direttore,
ho letto con attenzione la lettera di Marco Capelli, mio concittadino, sull’inserimento di due bambini stranieri presso la scuola dell’infanzia privata di Castelverde. (...)
Vorrei precisare l’estraneità del Comune a questo progetto di accoglienza. Ho comunicato al parroco don Roberto la massima disponibilità per un confronto, che non ha ancora avuto luogo, con le varie istituzioni presenti sul territorio, compreso l’Istituto Comprensivo di Castelverde. Dopo questa doverosa premessa, come Sindaco esprimotutta lamiasensibilità e il senso di responsabilità sul tema dell’accoglienza e se, ragionando col cuore, avrei aperto anche le porte di casa mia per ospitare gli stranieri, ragionando come amministratore penso a tutti i residenti di Castelverde che quotidianamente chiedono aiuto perché sono senza lavoro, perché non riescono a pagare il mutuo o l’affitto, perché non hanno la possibilità di pagare le utenze domestiche.
Sono per il rispetto della dignità umana, sia che si tratti di una persona nata e cresciuta sul territorio che di una persona che giunga da un Paese straniero soprattutto quando si tratta di bambini. Faccio un solo accenno alla bellissima iniziativa pensata dalle bambine di Castelverde Giorgia e Chiara che qualche mese fa hanno bussato alla porta del mio ufficio per farsi promotrici di una raccolta fondi per i bambini siriani. Sono per il rispetto della ricchezza delle diverse opinioni all’i nt erno dell’importante Comune che amministro.
Motivo per cui, in questo periodo invernale di ‘non emergenza immigrati’ l’amministrazione ha attivato sul territorio momenti per informare e ragionare sul tema dell’accoglienza, indipendentemente dall’appartenenza partitica. Per qualcuno può essere sembrato superfluo spendere delle sere con relatori importanti quali Don Antonio, Don Pier e Cristiano Beltrami della Caritas cremonese, Massimiliano Salini, europarlamentare, prof. Alfredo Somoza e Gianantonio Girelli consigliere regionale, ma credo che la conoscenza e la comunicazione siano fondamentali.
Non è un Sindaco che accoglie gli immigrati, è la comunità e l’informazione e la condivisione sono importantissime. Come amministrazione ci stiamo orientando verso un progetto che porti a migliorare la qualità di vita di persone in difficoltà residenti a Castelverde e che offra una possibilità di accoglienza diffusa di secondo o terzo livello per alcune famiglie straniere. Con un’adeguata organizzazione e il rispetto di tutti e con il coinvolgimento dei cittadini. Siamo per un accoglienza responsabile, nella misura in cui la nostra comunità sia a livello organizzativo che economico può sostenere.
Per quanto riguarda il businnes a cui si accennava nella lettera del signor Marco Capelli, mi preme sottolineare che l’amministrazione Comunale è totalmente estranea da questi discorsi. Preciso inoltre che ad oggi il Comune non ha ricevuto alcuna richiesta di sostegno economico per la frequenza dei due bambini, mentre per i bambini residenti a Castelverde che frequentano la scuola privata da diversi mandati amministrativi, contribuisce con un importante contributo economico.
Per quanto riguarda la qualità del servizio erogato dalla scuola per l’infanzia, sono fermamente convinta che sia legata alla competenza, alla passione e all’empatia appartenenti alle singole insegnanti indipendentemente che operino in un ambito pubblico o privato. Altrettanto importante è la comunicazione e il rapporto di fiducia tra scuola e famiglia, solo un’alleanza educativa può favorire nel bambino un armonico sviluppo degli apprendimenti e della propria personalità.
Graziella Locci
(Sindaco di Castelverde)

Signor direttore,
chiedo di poter replicare alla lettera di Marco Capelli dove gli appunti da fare sono talmente numerosi che si è indecisi sul dove cominciare. I due bambini iscritti alla scuola materna privata di Castelverde sono da qualche mese in Italia e ciò dovrebbe già tranquillizzare mentre per le vaccinazioni si provvederà ai tempi previsti per l’età. Chi paga la retta?
Non vedo sia necessario appurarlo a meno che non ci sia un aumento della tariffa generale. Dietro un finto buonismo ci sarebbero gli interessi addirittura della Chiesa? Ma tutti sanno che queste scuole sono statali solo di nome perché lo Stato le sovvenziona in modo risibile: è quindi impossibile che la Chiesa se ne avvantaggi economicamente. Infine un’osservazione alla affermazione che i genitori manderebbero i loro figli alle scuole cattoliche perché lì non si trovano extracomunitari: le scuole cattoliche vivono e sono molto in espansione anche all’estero perché sono conosciute per la loro serietà e l’aderenza ai principi tradizionali e religiosi. Già anni fa un articolo del Times di Londra riscontrando il forte afflusso alle scuole cattoliche esprimeva qualche critica ma solo per i vantaggi che ne derivavano al punto che qualcuno si faceva battezzare senza chiare ragioni. D’altra parte basterebbe ricordare che le scuole cattoliche sono attive da più di un secolo per avere la dimostrazione matematica che non vivono solo per difendere i giovani dagli extracomunitari.
Franco Pecchini
(Cremona)

Gentile direttore,
c’è da rimanere male a leggere la lettera del signor Capelli al suo giornale. Non tanto perché, in parte legittimamente, si interroghi sulle condizioni di salute dei bambini che saranno inseriti nell’asilo di suo figlio, ma per l’aggettivazione che ha utilizzato per descrivere un fatto di cronaca se vogliamo curioso: l’inserimento di due piccoli profughi in una scuola privata anziché pubblica. Si parla di ‘fatto molto spiacevole’, di ‘comportamento discriminante’ verso chi paga la retta, di bambini ‘privile - gi ati ’ perché frequentano una scuola privata.
Poi, come quasi sempre in questo tipo di ragionamenti, si fa appello alla guerra tra i poveri: perché il piccolo profugo sia il figlio di divorziati italiani no. Oltre al fatto che in Italia, fortunatamente, la scuola pubblica è ben più frequentata e ben più qualificata rispetto a quella privata, sipuò evincere come dice lei direttore, un certo fastidio perché si era sicuri che in quella scuola non si sarebbero aperte mai le porte ai bambini di origine extracomunitaria. Un pensiero che nulla ha a che fare con la carità cristiana più volte citate, ma anzi smentisce i più basilari principi di solidarietà. Un pensiero e una protesta che se fosse a conoscenza dello stesso Papa sarebbero sicuramente condannate.
Proprio nell’Anno del Giubileo della Misericordia questo genitore antepone i suoi ‘privilegi di pagante’ a ll’opportunità, come dice lo stesso Francesco, di aprire il cuore alla misericordia e considerare un’opportunità per la sua comunità e per suo figlio l’inserimento di due bambini che in tenera età hanno già affrontato la morte. Un particolare ringraziamento va invece a chi ha deciso di fare diventare fatti concreti lo spirito dell’accoglienza, non importa se in luogo pubblico o privato.

Pensate a quante persone a carico nel 730 di ciascuno!
Egregio direttore,
mi sia concesso di fare un po’ di ironia, in merito alla compilazione del 730 del 2015. Alla domanda avete persone a vostro carico ho risposto sì, circa 1 milione di immigrati illegali, 90mila carcerati, 950 parlamentari tra camera e senato, 80 parlamentari europei. 1.117 consiglieri regionali, 8094 sindaci, 120. 490 consiglieri comunali 35.254 assessori, 30,000 consiglieri nei cda delle partecipate i 12.000 consulenti dello stato i 980 della regione e i 27.000 consulenti dei comuni poi per mancanza di spazio nel modello 730 non ho potuto inserire i 3.246 consiglieri ex provinciali e gli 858 ex assessori provinciali. Lo Stato tramite l’agenzia delle entrate mi ha restituito la dichiarazione dei redditi dicendo che era irricevibile, e io ho risposto, ho dimenticato qualcuno a mio carico?
A tutt’oggi sono ancora in attesa di una risposta.
Elia Sciacca
(Cremona)

Rivarolo del Re, arbitrato gas La stima fa sempre piacere
Gentile direttore,
mi permetta di ringraziare pubblicamente il signor Danilo Roffia per la breve ma significativa lettera di sostegno alla mia persona e all’operato della Amministrazione di Rivarolo del Re verso la nota questione ‘arbitrato gas’apparsa giovedì sul quotidiano. Fa piacere, dopo volantini, lettere a Babbo Natale, presentazioni di mozioni di sfiducia, ecc. leggere che qualcuno crede ancora nei rappresentanti eletti (con l’80% dei consensi ...) un anno fa e che trova il ‘coraggio di rischiare’ di esporsi a mio favore.
Oltre al signor Roffia, ringrazio anche le altre persone del paese che non hanno scritto lettere ma che in queste ultime settimane mi hanno espresso a voce il loro sostegno su questa vicenda dandomi la forza di continuare ad essere qui per la gente ‘vera, semplice e leale’ del mio paese. Ne approfitto infine per informare che lunedì 11 gennaio abbiamo notificato il ricorso e depositato il materiale in tribunale: oltre 30 pagine —scritte dagli avvocati —per ribadire le nostre posizioni, per chiedere la nullità dell’arbitrato e quindi per chiedere di sospendere il pagamento di quella cifra folle e ingiusta.
Marco Vezzoni
(Sindaco del Comune di Rivarolo del Re ed Uniti)

Per il Sole 24Ore Galimberti è in discesa: sarà un caso?
Egregio direttore,
ho letto l’intervento del signor Alfredo Martini, portavoce di Fare Nuova La Città, sul sito dell’Associazione.
Nella classifica del Sole 24Ore sul gradimento dei sindaci, Galimberti perde 2,8 punti rispetto a quando venne eletto e anche rispetto ad un anno fa. Il signor Martini contrappone, invece, un 53,5% che evidenzierebbe come «più della metà dei cremonesi, dopo averla vista in azione, sceglierebbe ancora questa giunta».
Purtroppo non cita la fonte di questo ottimistico dato. Martini inoltre fa l’elenco delle cose fatte da questa Amministrazione. Vorrei precisare che esiste una differenza tra progetti varati, progetti in corso, progetti conclusi bene e progetti finiti male ma, soprattutto, progetti non fatti, dimenticati o, ancor più grave, traditi.
Giuseppe Lomazzi
(Cremona)

27 gol al Real Pizzighettone Quella Cremo non mi è piaciuta
Egregio direttore,
sono un giovane appassionato di sport, soprattutto il calcio e tifosissimo della Juventus. La Cremonese è da sempre il mio secondo amore. Sono troppi anni ormai che sento ripetere ‘questo è l’anno giusto per risalire la china’, oppure ‘la squadra è forte, ce la faremo’, o peggio ancora ‘ottima la campagna acquisti, sarà l’anno della svolta’. E invece stiamo assistendo al solito copione, la squadra è ingessata, confusa e incapace di reagire, la partita con la Pro Patria, ultima in classifica, è stata la pietra tombale di una formazione allo sbando.
Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la partita in amichevole, giocata tra la Cremonese e Real Pizzighettone, squadra rivierasca che naviga in fondo alla classifica con un solo punto, a 13 dalla penultima, gol fatti 8 e ben 44 subiti. Il punteggio finale a favore dei grigiorossi è stato di 27 a zero. Era proprio il caso di infierire in quel modo, scaricando le proprie frustrazioni con una squadra che milita in prima categoria, già praticamente retrocessa e con i giocatori biancazzurri con il morale sotto i tacchi?
Alessandro Zecchini
(Camisano)

Chi è contro il governo Renzi deve affossare il referendum
Egregio direttore,
oltre alle elezioni di primavera, tutti gli elettori contrari a questo Governo d’incapaci e di buonisti hanno la possibilità di dimostrare il loro dissenso non andando a votare il referendum confermativo ad ottobre, in modo che non si raggiunga il quorum del 50,1%, tale da invalidare la riforma costituzionale che il Parlamento sta approvando, allo stesso modo come fecero gli elettori di sinistra dieci anni fa quando non andarono a votare a favore della riforma costituzionale del centrodestra.
Inoltre vorrei dare un consiglio ai rappresentanti regionali del centrodestra di Alfano che stanno prendendo posizioni contrarie al suo leader: quando avranno il coraggio di uscire da quel partito che vorrebbe presentarsi alle prossime elezioni politiche contro il centrosinistra dopo averlo sostenuto per tutta la legislatura? Pazzesco.
dalicr@alice.it

Ho un dubbio da sempre Ma i cinesi non muoiono mai?
Signor direttore,
sarò breve nell’espletare un mio dubbio, ma penso che sia comune a tante altre persone. Ma i cinesi non muoiono mai? O muoiono per sbaglio e solo se sono uccisi? Perché ho notato che ogni volta che scompare un cinese, e ciò accade raramente, è un giallo!
Pietro Ferrari
(Cremona)

.................................................................................. .

IL CASO
Sull’inceneritore la politica si assuma le sue responsabilità
Signor direttore,
il sindaco e la giunta si vantano di avere programmato, negli accordi con A2A la dismissione del termovalorizzatore di Cremona nel 2024, una data che dovremmo intendere rassicurante e che tuttavia ci esporrebbe per altri nove anni alle emissioni nocive di questo impianto.
La Regione Lombardia un po’ c’è sul pezzo e quindi sta tentando di percorrere la strada di chiusura graduale degli inceneritori sul proprio territorio, forse conscia dei danni che tali impianti provocano alla salute (...) e che complessivamente di problemi ambientali ne abbiamo già abbastanza. Tuttavia, da quanto si apprende, la copiosa analisi appena presentata dallo studio Oikos mette al primo posto l’ipotesi n. 9 prospettata dalla stessa Regione Lombardia che prevede di mantenere l’inceneritore di Cremona fino al 2024 e avvio di uno nuovo nel 2025.
Ma come mai, nel tavolo tecnico per la dismissione dell’inceneritore, Regione Lombardia, da quanto dichiarato dai rappresentanti del Pd, non considera affatto plausibile tale ipotesi e malgrado questo l’ha comunque sottoposta a valutazione? Forse perché qualcuno infine riesca a legittimarla? Mi chiedo allora come la politica assuma le decisioni e perché: l’attuale sindaco di Cremona e i politici dichiarano di avvalersi dei tecnici per ponderare le proprie scelte:ma nel caso in cui i tecnici, fautori dell’inceneritore, documentino che sia logico mantenere l’impianto di Cremona perché serve a tutti, come la mettiamo?
I politici dovrebbero imparare ad argomentare le loro scelte su basi informative documentate e coerenti e forse sarebbe il caso che pensassero bene in che modo e perché fanno fare studi e spendano soldi pubblici se poi le loro considerazioni sono arbitrarie.
Carlo Lombardi
(Cremona)

La situazione è complessa ma una certezza c’é: sia lo studio regionale che quello precedente il Leap valutano come impossibile la chiusura dell’impianto entro il 2017, così come era stato promesso dal sindaco Galimberti. Lo spegnimento —a meno di clamorose novità — sarà nel 2024.

LA POLEMICA
Eredità Raspagliesi, Fondazione Città di Cremona, non sta dando attuazione alle volontà della signora
Egregio direttore,
ho letto solo qualche giorno fa la risposta (pubblicata il 19/12/2015) che la signora Uliana Garoli (Presidente della Fondazione Città di Cremona) ha dato alla mia lettera pubblicata il 17/12/2015. Ella sostiene che con la realizzazione di appartamenti in Via XI Febbraio, fatta con i proventi della vendita dell’immobile di Corso Vittorio Emanuele, si dà «piena attuazione alle volontà della signora Raspagliesi».
Quello che riporta il testamento, redatto in forma pubblica dal notaio dottor Salvelli e alla presenza di due testimoni, è in italiano più che corretto e non lascia spazi a fraintendimenti! La signora Garoli scrive che la Fondazione ‘è confortata da parere di soggetto indipendente’ e in un articolo pubblicato su La Provincia il 31/05/2014 (allora era presidente il signor Giacomo Spedini) si legge che ‘l’immobile è vincolato alla creazione di mini appartamenti per coppie anziane a prezzi calmierati per consentire a coniugi attempati di vivere in città; un’interpretazione autentica del testamento consente di mantenere e sviluppare questa finalità in un immobile di Via XI Febbraio già dotato di servizi’.
I ‘pareri che confortano’ e le ‘interpretazioni autentiche’ servono solo a buttare fumo negli occhi e sono paravento, scusa, giustificazione al palese disattendimento delle volontà della signora Raspagliesi! Infatti, sempre nell’a r ti c ol o del 31/05/2014, si legge che ‘la Fondazione è patrimonio dei cremonesi; è il frutto di donazioni liberali per fini specifici, effettuate da persone la cui volontà deve essere rispettata’. Non mi sembra che stia avvenendo così!
L’immobile della signora defunta è in una zona di pregio della città ed è più conveniente venderlo per far cassa piuttosto che realizzarvi mini appartamenti per anziani! Una domanda: del ‘Caffè Fl ora’ che ne sarà? Rimarrà tale, come scritto nel testamento, o sarà trasformato in garages?
Inoltre mi dispiace che nessuna delle persone in amicizia e vicine alla signora Graziella e quindi a conoscenza delle sue volontà, si sia espressa in merito, anche in forma anonima, tramite il giornale.
Daniele Fioretti
(Cremona)

Pensionati/1. Si scusi con gente che non arriva a fine mese
Signor direttore,
ma questo signor Presario non sa cosa dice: sedici milioni di pensionati, 10 centesimi di interessi... Lo Stato ha incassato 2 milioni di euro. Cosa ne fa... potrebbe aiutare i quattro milioni di pensionati che prendono la minima oppure far curare chi non fa più esami perché non può permetterseli. Il signore che fa chiacchiere inutili sarebbe meglio che si scusasse perché offende pensionati che non arrivano a fine mese. Dei quattro punti che ha elencato nessuno mi trova d’accordo. (...)
Mario Scotti
(Cremona)

Pensionati/2. Categoria capace solo di lamentarsi
Egregio direttore,
quante storie per i 5 giorni di ritardo nel pagamento delle pensioni: sa qual è la categoria che più gioca alle macchinette mangiasoldi? I pensionati. Sa qual è la categoria che ‘costa’ di più alla Sanità? I pensionati. Sa qual è la categoria che costa di più allo Stato? I pensionati (facendo la differenza tra quanto hanno versato e quanto incassano). E subito dopo gli statali. Sa a quale categoria appartengono quelli che di solito vogliono saltare la fila? Ai pensionati.
Mi è capitato di essere scavalcato da una pensionata perché aveva preso il biglietto delle future madri!). Sa qual è la categoria che più si lamenta? I pensionati. Se avete una pensione bassa un motivo ci sarà, non avete lavorato a ‘libro’, magari in nero, oppure avete scelto di non lavorare. Mai sentito parlare di boom economico in anni passati. Avete pensioni mediamente maggiori dei lavoratori d’oggi (generazione 1.000 euro vi dice qualcosa?) ma da questi 1000 euro si devono togliere viaggio avanti e indietro dal posto di lavoro, e magari figli da mantenere. (...)
Mario Rossi
(Cremona)

Pensionati/3. Sono privilegiati? Quel lettore bestemmia
Signor direttore,
a questo signore di Crema, che si firma Presariog@libero.it vorrei consigliare di sciacquarsi bene la bocca prima di parlare, o meglio di sparlare, dei pensionati. Io ho sempre odiato la frase ‘a tà mè mia capi’, tradotto dal cremonese ‘non mi hai capito’, ma in questo caso ci vuole. Sostenere che i pensionati sono dei privilegiati, praticamente una palla al piede per la società, e sto parlando dei pensionati normali e non delle pensioni d’oro, è una bestemmia.
Sono persone che, dopo una vita di lavoro, hanno, anzi abbiamo, sempre pagato le tasse e per i quali sono stati regolarmente versati i contributi, molti di più di quelli che l’INPS, e quindi lo Stato, ci restituisce e ci restituirà. Io non so quanti anni abbia questo signore e che attività svolga, ma non si può permettere di fare i conti in tasca alle persone oneste. Dire, poi, che togliamo lavoro ed energie ai nostri figli e nipoti è un’altra grossa bestemmia.
Usi le sue energie, questo signore, per prendersela con i veri responsabili di questo disagio sociale: l’evasione fiscale, il lavoro nero e l’immigrazione indiscriminata. Un vero affare per certe cooperative ed enti vari che creano discriminazione nei confronti dei nostri figli e nipoti. Sono questi enti che tolgono risorse ai nostri figli e nipoti. C’è stato qualcuno, l’emerito presidente Napolitano, mi sembra, che disse che l’immigrazione è una ricchezza per la nostra economia. Non ne sono sicuro, per certi sicuramente! Per quanto riguarda il ritardato pagamento di un giorno il problema non è certamente economico, ma politico. Lo ha deciso il governo con decreto legislativo ed è questo l’aspetto inquietante della vicenda. (...)
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Pensionati/4. Certe valutazioni meritano solo il silenzio
Egregio direttore,
in merito alla lettera che attacca i pensionati (tutti) credo si commenti da sola e che non meriti nessuna reazione se non il silenzio.
Giorgio Mensi
(Cremona)

Chi si lamenta di furti e violenze cambi idea sull’immigrazione
Signor direttore,
al signor Giorgino Carnevali, preso atto del suo quasi disperato sfogo del 12/01/2016, vorrei chiedere innanzitutto a chi attribuisce la responsabilità di tutti i furti e violenze varie da lei descritti in città e dintorni? Elenco, il suo, tra l’altro ampiamente incompleto, non citato, ad esempio, l’appello recente di un cittadino di Bonemerse per i furti a raffica lì consumati. Per me non ci sono dubbi: responsabile è in larga misura l’immigrazione straniera, così tanto coccolata in particolare dalla sinistra politica e dalla Chiesa.
Se ben ricordo, tuttavia, anche lei è favorevole all’immigrazione e allora le rispondo che non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca e perciò, se vuole sperare in qualche risultato, riveda le sue idee sull’immigrazione, ovvero sulle reali motivazioni di tanti migranti e le testimoni rinnovate a chi di dovere anche se, altra domanda, lei crede che a chi ci governa e ci giudica, stia veramente a cuore il bene e la sicurezza del cittadino? Io son convinto esattamente del contrario. Non vede infatti quanti paradossi nella lotta alla criminalità, anche terroristica?
Delinquenti recidivi: come il marocchino da lei citato liberato subito dopo la condanna, quindi amnistia generalizzata per tanti reati, il tentativo attuale di abolire il reato di clandestinità, facendoci credere che non serve a niente, come se fossimo pecore senza cervello. Quindi l’incriminazione seguita da indecenti condanne per eccesso di legittima difesa, la dispendiosità e inutilità delle espulsioni, i continui tentativi di tagliare le forze dell’ordine, sia come personale sia come risorse, il rifiuto di aprire nuove carceri, di collocare nuovi presidi di sicurezza nonostante pressanti richieste da parte dei comuni bersagliati dalla malavita (vedi Castelvetro, ove recentemente qualcuno ha fatto esplodere il bancomat). La difesa ad oltranza del trattato di Schengen...
No, egregio signor Carnevali, a mio avviso tanti paradossi non sono né casuali né giustamente motivati (...)
Lettera firmata
(Cremona)

Immigrati, il governo buonista vuol fare soldi con i fondi Ue
Egregio direttore,
(...) vorrei comprendere perché è sorto questo nuovo califfato, qual è il motivo che spinge molti giovani verso l’Isis, cosa si propongono, dove vogliono arrivare... forse se meglio li conosciamo, anche li evitiamo! L'ignoranza è una gran brutta cosa, se poi, ci si mette anche il Governo a non dirci cosa accade veramente attorno a noi, beh abbiamo perso in partenza, come poter spiegare che la dottrina islamica è fonte del modo sia civile sia religioso del loro vivere quotidiano?
Da noi non è così, ma il modo per comprendere e meglio capire è quello di spiegare senza forzare la mano per passare da una parte all’altra, non è questo certamente lo scopo di vivere in santa pace gli uni accanto agli altri appartenenti a ‘credo, religioni e/o filosofie diverse’!
Per noi per esempio, la poligamia è una ‘nefandezza’sia sotto l’aspetto civile sia religioso: se cercate di spiegarlo ad una abitante del CentroAfrica, beh come minimo vi guarderà storto e non comprenderà, anche perché da loro, avere più mogli e tanti figli, darà loro modo di aver molte più braccia per poter vivere, lavorare e prosperare. Per noi è un fatto inammissibile, come d’altro canto sono inammissibili molte altre cose, ma il nostro amatissimo Governo non fa proprio nulla per spiegare a chi entra e cerca di restare nel nostro Paese: che vi sono regole e modus vivendi perlomeno diversi dalle loro ‘abitudini’. Noi, accogliamo tutto e tutti e poi, non avendo molti mezzi e strutture, li sballottiamo da una parte all’altra dell’Italia, sottoponendoli a continui corsi a ripetizione di italiano che non serviranno mai per cercare lavoro e/o comprendere le nostre abitudini. Il gioco delle parti è quello di sembrare dei buoni samaritani e, di far soldi con i fondi UE!
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

Legittimi i diritti dei gay ma non sulla pelle dei figli
Signor direttore,
confesso che non ho le idee chiare e come me molti cittadini che vengono presi in giro con terminologia anglosassone perché non si vogliono approfondire troppo i problemi, altrimenti c’è il rischio che il popolo sappia di cosa si tratta. E’ troppo facile dire ‘adozione del figliastro’ per le coppie gay, si preferisce nebulizzare il tema con l’inglese, che in Italia pochi conoscono e così i termini ‘stepchild adoption’, vengono adottati come cavallo di battaglia del ‘non so cos’è’ progressista, che ben si presta per far digerire tutto ciò che è impopolare in questo paese.
I termini ‘adozione del figliastro’, invece spiegano perfettamente che il bimbo adottato sarà destinato ad una condizione famigliare innaturale, che per quanto l’amore degli adottandi possa essere sincera, non potrà colmare lo svantaggio, rispetto ai figli naturali o adottati da una coppia eterosessuale. E forse bisognerebbe distinguere i diritti sacrosanti dei gay che è giusto siano riconosciuti, dalla preponderanza dell’ego che non sa cogliere i diritti fondamentali dell’infanzia.
E’ politicamente ed eticamente corretto, decidere senza preoccuparsi del diritto ad un futuro normale per degli innocenti?
Le sofferenze millenarie patite dai gay non dovrebbero consigliare maggiore cautela nel non estenderle ulteriormente?
Non tutti gli omosessuali sono inquadrati: Dolce e Gabbana si sono detti contrari alle adozioni per le coppie gay, sostenendo che la confusione per un bambino nel distinguere una madre e un padre, nel caso in cui entrambe fossero dello stesso sesso, sarebbe troppa. (...)
Claudio Maffei
(Fasano del Garda - Brescia)

Gallignano, sui vandalismi al cimitero la storia è diversa
Gentile direttore,
vorrei fare una breve precisazione sull’articolo uscito sabato 9 gennaio a pagina 35 riguardo a fiori e piante tagliate nel cimitero di Gallignano. Anche se scritto in anonimato, mi sono sentito coinvolto in prima persona perché figlio della vedova. La maggior parte delle informazioni scritte sul quotidiano non sono veritiere e attendibili, la vera versione è tutt’altra storia riguardante un unico caso realmente certo.
Fortunatamente il paese è piccolo e la gente mormora, conoscendo i fatti realmente accaduti. Vorrei dire un’ultima cosa: a volte bastano poche parole riportate male da informatori o informatrici (se cosi li possiamo definire) a rovinare la reputazione e la dignità delle persone.
Luca Stagni
(Gallignano - Soncino)

Da quanto appurato tramite fonti autorevoli del posto l’evento ha coinvolto diverse tombe, fra cui il tumulo di cui l’articolo parla. Semmai, la conferma che non si è trattato di un episodio isolato l’ha fornita il suo contesto famigliare.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi