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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

14 Gennaio 2016 - 11:34

IL CASO
Castelverde, bimbo straniero nella scuola privata, chi paga?
Signor direttore,
le scrivo questa lettera per segnalare un fatto molto spiacevole appena accaduto. Sono il padre di una bambina di quasi quattro anni che frequenta la scuola materna privata di Castelverde. Sabato scorso, 9 gennaio, ho saputo tramite altri genitori che il lunedì successivo 11 gennaio 2016, due bambini profughi, da qualche mese in Italia, si sarebbero aggiunti agli attuali bambini già presenti in scuola. Alcune perplessità mi sono sorte: hanno fatto le vaccinazioni obbligatorie previste di legge? Chi paga le rette scolastiche? La cooperativa che si occupa di loro oppure il parroco della diocesi di Castelverde?
Perché non li hanno iscritti in una scuola pubblica i quali costi sarebbero molto inferiori rispetto a quelli di una scuola privata? La direzione della scuola avrebbe dovuto comunicare a tutti i genitori l’inserimento di questi bambini.
Ritengo questo comportamento discriminante nei confronti dei genitori residenti e non nel comune di Castelverde che lavorano e sudano per permettersi di mandare i propri figli in una scuola privata, aggiungerei che tale privilegio concesso a tali bambini si potrebbe estendere, pertanto, anche ai figli di genitori che non possono permettersi di pagare la retta della scuola privata.
Credo sia ora di dire basta a questo finto buonismo attuato da politica e chiesa. È risaputo che dietro a tutto questo ci sono interessi economici che nemmeno ci immaginiamo perpetrati sia dalla chiesa sia da una parte della politica. La carità cristiana va oltre tutto questo: ci sono i bambini italiani e non, ci sono i senza tetto italiani e non, ci sono i licenziati, i diseredati, i divorziati in gravi difficoltà, i pensionati che non arrivano a fine mese: insomma tutta un’umanità in grave difficoltà.
Queste persone, però, non sono un businnes né per la chiesa né per la politica. Nel Comune di Castelverde, come in tanti altri, il businnes viene prima della carità cristiana.
Marco Capelli
(Castelverde)

Mi sembra che la sua lettera confermi un’opinione corrente secondo la quale uno dei motivi per i quali i genitori scelgono la scuola privata, segnatamente cattolica, per i loro figli è che lì non si trovano extracomunitari. Detto ciò, le sue ragioni meritano una risposta da parte del sindaco di Castelverde e possono suscitare un confronto di idee che ben volentieri ospiterò.

LA POLEMICA
Mattanza dei preti per mano dei comunisti in Spagna
Signor direttore,
poiché il fantomatico D.D. non sa e non può contrastare i dati della realtà storica, questa volta fa pubblicare una foto in cui si vedono dei preti con tanto di fucile, in atto di prendere la mira. Con ciò il nostro D.D. intenderebbe dimostrare la bellicosità e quindi la malvagità del clero spagnolo. La foto. scattata nella Plaza de toros di Siviglia, ritrae preti che imparano ad usare il fucile; effettivamente alcuni preti e religiosi, persino francescani, si risolsero all’uso delle armi per difendersi dalla mattanza che imperversava contro la Chiesa, i religiosi, i cristiani; ciò riguardò una battagliera ma esigua minoranza.
Per la stragrande maggioranza invece, lascio la parola al quotidiano Avvenire del2ottobre 2015, dove, inunarticoloafirma di Andrea Galli, per la beatificazione di ulteriori 5 martiri della guerra civile spagnola, in aggiunta ai 1.524 già elevati all’onore degli altari, uccisi ‘in odium fidei’ dai comunisti e dagli anarchici, si legge: «... Un fiume di sangue versato per Cristo. Come spiega lo storico e saggista Mario Iannaccone, autore del recente libro La repressione della chiesa in Spagna fra seconda Repubblica e guerra civile (1931 – 1939) edito da Lindau, il più completo e aggiornato studio sul tema uscito in Italia.
A dicembre 2014 il numero accertato degli assassinati in quanto cattolici è di 6.832 persone, di cui 4.184 del clero regolare, 2.365 religiosi e 283 religiose, oltre a 2.500/3.000 laici, probabilmente molti di più, basti pensare che sono state distrutte il 70% delle chiese spagnole». Tanto basta a spiegare come mai il clero spagnolo vedesse con favore ‘l’alzamiento’ di Francisco Franco.
Potrei allegare anche foto raccapriccianti di esecuzionisommarie e di uccisioni; allego invece due foto, significative di due stili diversi: in una si vede una fucilazione della statua di Cristo ad opera di comunisti e anarchici; nell’altra si vede la Valle de los Caidos, dove, per volontà di Franco, sotto la stessa croce di Cristo, riposano i caduti dell’una e dell’altra parte della tragica guerra civile spagnola.
Giorgio Telò
(Cremona)

Raccolta differenziata così proprio non funziona
Gentile direttore, oggi 12 gennaio alle ore 13,20 ho scattato queste foto, che allego, ai contenitori per la ‘raccolta imballaggi in plastica’.


Questa situazione si trova nel condominio di via Panfilo Nuvolone 49 dove gli addetti del servizio sono tenuti a ritirare i rifiuti. La raccolta per il tipo di rifiuti suddetto avviene al martedì pomeriggio. Quindi, il precedente ritiro è avvenuto il giorno martedì 5. A mio modestissimo avviso qualcosa non va e ritengo, sempre modestamente, che si debba abbandonare il periodo delle chiacchiere e che si debba, invece, affrontare con decisione e buon senso quello del fare.
Dal giornale La Provincia si leggono lamentele quasi tutti i giorni su come viene affrontata la raccolta differenziata. Si legge anche che i responsabili hanno adottato i metodi già collaudati in altre città. La domanda è: nelle altre città ci sono i nostri stessi problemi? Se la risposta fosse sì, significa che si sono affidati a consigli errati. Se, invece, fosse no, allora vedano di riparare. In ogni caso ‘niente fumo ma tanto arrosto’!
Giuseppe Carpani
(Cremona)

Crema, registro unioni civili una conquista di civiltà
Egregio direttore,
rispetto al tema del registro delle unioni civili istituito a Crema, di cui anche lei si è occupato nell’editoriale di domenica 10 gennaio, desidero rimarcare l’importanza di un percorso, portato avanti da Stefania Bonaldi, sindaco di Crema, che è esattamente quanto da Bonaldi stessa dichiarato: una conquista di civiltà. Un diritto è un diritto, per l’appunto, non un’imposizione: è la possibilità, per le coppie, di far registrare la propria convivenza. E la scelta del Comune di Crema, insieme a quella di tante altre città, è senz’altro servita a far crescere l’attenzione in merito a un grave vuoto legislativo, il riconoscimento delle unioni civili. Nell’Unione Europea sono 14 i Paesi che hanno legiferato per riconoscere il matrimonio per le coppie gay: parlo dell’area scandinava, della penisola iberica e dei nostri dirimpettai francesi.
Le unioni civili sono riconosciute a livello nazionale in Svizzera, Austria, Germania, Ungheria, Croazia, Grecia. Inutile dire che l’unico Stato fondatore dell’Unione Europea a essere indietro sulla questione è proprio l’Italia. Di chi ci troviamo in compagnia? È presto detto: Slovacchia, Bulgaria, Romania, Cipro, Lettonia, Lituania e Polonia. Mentre ci facciamo bagnare il naso pure dal Lussemburgo (mezzo milione di abitanti nel cuore d’Europa e un primo ministro, Xavier Bettel, felicemente sposato con il suo compagno), l’impegno dei parlamentari di Sinistra Italiana è oggi proteso a raggiungere un obiettivo importante, l’approvazione del ddl Cirinnà, con cui iniziare a porre fine a un’odiosa discriminazione subita da tanti italiani e italiane.
Per quanto riguarda, infine, l’indice di priorità in materia (rispetto ad altri temi ‘caldi’, come lavoro e accoglienza dei migranti), occorre tenersi alla larga da ogni ‘benaltrismo’: le conquiste dei diritti collettivi e dei diritti individuali sono sempre andate di pari passo, il raggiungimento dei primi ha preparato il terreno per l’aumento dei secondi, ma anche viceversa. Da ciò, tra le altre cose, si misura la civiltà di un Paese che si dice moderno, aperto e democratico.
Franco Bordo
(deputato Sinistra Italiana)

Rivarolo del Re, rete del gas bravo sindaco Vezzoni!
Signor direttore,
da qualche tempo seguo la vicenda riguardante il riscatto della rete del gas da parte del mio Comune, Rivarolo del Re. Io non so se il sindaco con i suoi amministratori abbiano commesso errori. Nella giungla burocratica è più facile perdersi che ritrovarsi. Come non so se con maggior partecipazione e responsabilità, da parte della minoranza e dei cittadini, eventuali errori potevano essere evitati. Io sono di quelli che non hanno fatto niente. Quel che so è che a Rivarolo del Re abbiamo un sindaco che non parla in politichese.
Il politicamente corretto o il calar le braghe, che spesso sono la stessa cosa, non sono per lui. A Eon, ai magistrati, verso i quali la mia fiducia è prossima allo zero, ai burosauri azzeccagarbugli il sindaco dice chiaro e forte il suo pensiero. Forza Marco Vezzoni, sindaco per impegno civile e morale, io sono con te.
Danilo Roffia
(Villanova)

Area Vasta senza soldi colpa della riforma Delrio
Signor direttore,
il 3 gennaio un esauriente articolo ci informa che, se dovesse nevicare in modo ragguardevole, non si saprebbe dove reperire i denari per lo sgombero delle strade. L’articolista scendendo nei particolari ci informa anche che le gravi notizie sono state diffuse dalla prefettura di Cremona la quale ci tiene ad informare «che, se le strade non saranno ripulite a dovere, non sarà per la cattiva volontà di qualcuno ma per l’incerta condizione in cui si trova attualmente l’ente preposto».
A sua volta l’area vasta informa che «le inefficienze sono causate dalla consistente riduzione delle risorse finanziarie dedicate al settore». Queste righe di premessa sono emblematiche per richiamare alla mente del cittadino utente che le paventate inefficienze sono il frutto/conseguenza della famosa riforma Delrio relativa all’abolizione delle Province.
Questa ingloriosa riforma venne approvata con 260 voti favorevoli, 158 contrari, 7 astenuti e ben 204 assenti. Una partenza davvero poco lusinghiera seguita però da una campagna di stampa inarrestabile, tambureggiante e autoreferenziale per dimostrare di saper realmente riformare il paese ma demolitoria verso chi dissentiva sull’effettiva efficacia delle norme definendoli ‘gufi’. Malgrado le dichiarazioni acclamatorie dei vari esponenti del governo, la prima immediata conseguenza è, come vediamo, il taglio dei servizi al cittadino (...).
Quanto riportato dall’articolista impone in ciascuno una riflessione circa l’efficacia delle riforme renziane le quali alla verifica dei fatti dimostrano schizofrenia normativa o, meglio ancora, pura propaganda rivolta all’aumento dei consensi elettorali.
Dante Benelli
(Drizzona)

Cremo, settore giovanile Ribadisco: un ottimo lavoro
Signor direttore,
chiedo ospitalità per rispondere al signor B.L. che non condivide il mio elogio alla gestione Finardi - Ghio nel settore giovanile dell’U.S. Cremonese in questi sei anni.
Signor B.L., lei parla di gestioni di vent’anni fa, di operatori di cui lei, avendo poca stima, definisce in modo allusivo ‘il gatto e la volpe’ di scelte sospette che la mia età più giovane della sua non mi permette di capire per risponderle esattamente. Vorrei però dirle che uno, se valido, arriva.
Ammetto che essere un vero campione nello sport non è da tutti. Il signor Vatta, storico responsabile nel settore giovanile del Torino Calcio, ripeteva spesso che essere in una grande squadra è solo un punto di partenza e uno su mille ce la fa ad arrivare alla prima squadra.
Normale che ci sia una selezione, lo è pure nella vita; non se la prenda signor B.L.: chi opera nel settore giovanile non ha preferenze ma è persona competente, umile ed obbiettiva.
Enrico Bacchini
(Cremona)

Lavori e permessi di sosta Che pasticcio in via Soldi!
Egregio direttore,
troppo spesso le cose semplici non fanno parte delle cose pubbliche. Ho l'ingresso carraio situato in via E. Soldi, interessata dai lavori di rifacimento di fognature e sottoservizi. Una parte della via è finalmente completata e accessibile agli automezzi, quindi io e altri che hanno ancora il passo carraio inaccessibile, causa lavori, abbiamo la possibilità di parcheggiare in quel che rimane della via stessa. Tutto bene dunque? Per niente!
Qualcuno (ufficio permessi ) ha pensato bene di creare 10 posti auto per i residenti di via Carlo Minuti, interessati anche loro dai medesimi lavori, sempre in quel che rimane di via E. Soldi! Mentre noi di via E. Soldi abbiamo i permessi per posti auto in via Endertà... Bastava invertire gli spazi e i permessi, sarebbe stato più semplice e logico, ma sappiamo come vanno queste cose...
fabry20023@yahoo.it 
(Cremona)

Sgarbi visita mostre e musei di notte. Chi copre i costi?
Signor direttore,
sembra che Sgarbi visiti musei e mostre in notturna quando queste sono chiuse. Secondo voi con quale motivazione valida si concede ad un cittadino di visitare una mostra o museo in notturna praticamente quando il tutto è chiuso al pubblico? Sono o non sono privilegi? I costi sono a carico di chi? della comunità?
G. Presario
(Crema)

Nostra mamma guarita da una grave depressione
Egregio direttore,
vorremmo confermare quanto pubblicato il 6 gennaio nella pagina dedicata a ‘Salute e benessere’e precisamente all'articolo intitolato ‘Deboli correnti in testa’. La nostra mamma sofferente di una depressione piuttosto seria è stata ricoverata per 40 giorni nella clinica Villa Santa Chiara a Verona e ne ha trovato notevole beneficio: è tornata a svolgere la sue quotidiane attività con rinnovato entusiasmo. Tutto ciò grazie ai medici e a tutto il personale (...).
Le figlie di Giuseppina Iori, Patrizia e Rossana Bozzetti
(Cremona)

Com’è triste vivere di ricordi (detto in versi)
Signor direttore,
spogliato della sua veste di foglie e di
fronde, / l’albero non ha più sui rami
duri e grigi / che le palline
verdi-bianche / dell’immortale
vischio./ Quando l’animo ha perduto
le sue giovanili speranze, / non gli
resta altro che l’ornamento alquanto
attaccaticcio / dei ricordi: estrema
fortuna d’una felicità assai dubbia.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    14 Gennaio 2016 - 14:52

    A Bordo lascio le sue battaglie (che tra l'altro noi cremonesi ci ricordiamo bene: 24 gennaio 2015 docet!). Ancora non capisco come si riesca a fare una classifica di civiltà, o come si riesca a dire che un popolo è meglio di un altro per il solo fatto di aver legiferato sulla questione unioni civili. Faccio notare al "ragguardevole "Bordo che tanti, tra i quali il Papa, pensano che paesi che facilitano l'aborto siano incivili, come quelli che parificano tutti i tipi di unione. Vogliamo poi parlare dei sistemi scolastici dei paesi che piacciono a Bordo? Praticamente tutti prevedono un imponente finanziamento statale anche per le scuole di iniziativa privata: per Bordo questa è una bestemmia! ma sono gli stessi paesi che lui porta ad esempio di civiltà suprema che usano questi criteri di libertà di scelta. Insomma, Bordo decida chi prendere ad esempio e vada fino in fondo. Io farò il possibile perché l'Italia resti anomala sulla questione unioni civili.

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