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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

11 Gennaio 2016 - 10:32

IL CASO
Sugli Ogm precauzione ma non demonizzazione
Signor direttore,
vorrei ribadire alle quasi anonime considerazioni (la lettera non è firmata pubblicamente), apparse il 3 gennaio u.s. in questa rubrica, col titolo «Abbiamo rinunciato a tenere il timone della nostra vita». Gira e rigira pare che tutti i mali di questo mondo siano riconducibili agli Ogm (organismi geneticamente modificati).
Suicidi, svalutazioni, contratti capestro, pericolosità di questa importante innovazione tecnologica (e chi più ne ha più ne metta) che, in quanto tale, può generare indubbiamente qualche effetto collaterale, ma ampiamente compensati dalle enormi potenzialità. Pienamente d’accordo col principio di precauzione, ma da qui alla demonizzazione a prescindere, ce ne vuole.
Comunque qualche esempio ad hoc. Il cotone Bt, geneticamente modificato per la resistenza alla piralide, in India ha risollevato le sorti della locale cotonicoltura, altro che suicidi. Il Golden rice (Gm arricchito di vitamina A) ha contribuito a risolvere i problemi alimentari delle popolazioni che si nutrono quasi esclusivamente di tale cereale. Poi piante Gm per l’estrazione di principi attivi medicinali (già, ma queste sono tollerate) e per produrre biocarburanti.
Ovvio che,come per gli ibridi convenzionali, per l’acquisto delle sementi bisogna fare riferimento alle case (le famigerate multinazionali) che hanno costituito tali materiali a fronte di impegni finanziari non indifferenti. Contrariamente a quanto avviene nella ricerca pubblica (nella quale ho operato per oltre 40 anni occupandomi anche di Ogm fino al, udite udite, divieto di sperimentazione in pieno campo: caso unico, che mi risulti). Ritengo che spendere un po’ di più per avere la certezza del raccolto sia ben diverso dallo spendere zero e magari produrre altrettanto.
Come ritengo sacrosanto che chi ha rischiato in ricerca si attenda un ritorno in caso di successo. E da qui i presunti contratti capestro. In merito invece all’altrettanto presunta svalutazione dei terreni, le superfici coltivate a Ogm nel mondo sono aumentate. Inoltre le ‘generi - che rassicurazioni’ sono invece frutto di studi approfonditi di vaste schiere di ricercatori non solo ‘al soldo’ delle ditte, ma anche della ricerca pubblica. Studi che hanno prodotto un rapporto pubblicato dall’Ue secondo il quale i prodotti derivati daOgm sono sostanzialmente equivalenti ai convenzionali. Con buona pace dei sostenitori d el l ’Ogm free.
A tal proposito: forse non tutti sanno che tutti i giorni ingeriamo Ogm. Infatti, per arricchire a livello proteico l’alimentazione dei nostri allevamenti (sia bovini da latte per le nostre eccellenze casearie, sia suini per i prosciutti) bisogna gioco forza dare riferimento a soia modificata coltivata in Sud America (da noi non si può e quella convenzionale non è più conveniente) i cui coltivatori ne traggono grandi vantaggi alla faccia della svalutazione.
Non risultano effetti collaterali conclamati, a meno che anche lo smog che ci attanaglia e le recenti tragiche vicende sanitarie siano riconducibili agli Ogm. Per concludere penso che prima di giudicare bisognerebbe conoscere: chissà quando si potrà arrivare a un sereno confronto tra i pro e i contro per analizzare pregi e difetti di questi materiali scevri da ogni atavico pregiudizio.
Pierantonio Bonardi
(Pizzighettone)

Questo è un settore in cui troppe volte l’ideologia prevale sulla scienza e in molti casi diventa addirittura censura. Pur con tutte le precauzioni del caso, ritengo che le sperimentazioni sugli Ogm debbano essere portate avanti, soprattutto in un mondo sempre più popoloso e sempre più povero di terreni per l’agricoltura.

LA POLEMICA
Il reinserimento lavorativo voluto solo a parole dai nostri enti locali
Signor direttore,
il seguente comunicato è stato scritto da un disoccupato cremonese over 45, che, insieme ad altri nelle sue stesse condizioni, ha sperimentato in prima persona le dinamiche di cui riferisce. Ci ha chiesto di presentarlo a firma del M5S Cremona, perché, nella città dei sepolcri imbiancati che ogni giorno si vantano di rispetto delle competenze, pari opportunità indipendentemente dall’appartenenza politica, rinascimenti culturali autoreferenziali e trasparenza nelle proprie azioni amministrative, teme di avere ulteriori ripercusssioni negative per la sua già difficile condizione di vita. Comune, ex Provincia e Regione hanno in essere ognuna un progetto che dovrebbe favorire l’inserimento lavorativo e contrastare il fenomeno ormai strutturale della disoccupazione, che sono nell’ordine:
- inserimento lavorativo delle persone svantaggiate negli appalti pubblici assegnati alle cooperative sociali, promosso dal Comune;
- progetto Quark over 45, promosso dalla ex Provincia;
- reddito di autonomia, promosso dalla Regione Lombardia.
Queste formule sono presentate e confezionate con carta patinata, ma sono prive dei contenuti e dei principi valoriali che il lavoro rappresenta, principi ottenuti, come ci insegna la storia, attraverso un'emancipazione continua al fine di conseguire almeno l'autodeterminazione dell’individuo, oltre che la dignità personale e educativa.
I disoccupati per bisogno sono molto sensibili e manipolabili, quindi questi progetti hanno la proprietà di riattivare in ogni persona una nuova speranza, che si spegne progressivamente appena si entra nel merito di ogni singolo percorso. Tali progetti sono stati pensati, elaborati e presentati con sigle trendy, infarciti di norme e prassi da osservare, di burocrazia e diritti negati, di sfruttamento della persona, che diventa l’oggetto di una questua pubblica finalizzata solo al consenso politico.
Gli eventuali emolumenti sono privi di contribuzione e il lavoratore deve avvalersi di una propria posizione assicurativa per poter lavorare. Queste formule propagandate come contrasto alla disoccupazione sono in realtà dei metodi primitivi di inserimento, in spregio alle leggi che regolano il lavoro, con la correità di chi dovrebbe garantirle, i sindacati.
L’anoressia intellettuale di chi vuole fare brutte copie del progetto di legge sul Reddito di Cittadinanza presentato dal M5S è di un’evidenza lampante, ma prevale il consociativismo fra l’attuale politica e l’economia per ottenere il consenso ai danni dei cittadini.
M5S Cremona

La Cremonese cresce giovani che poi non sa valorizzare
Signor direttore,
alla fine se ne vanno anche Zieleniecki e Ciccone. Non sono fuoriclasse che possono fare miracoli, ma la scorsa stagione hanno dimostrato che non avrebbero sfigurato nel gruppo di Pea, che però non risulta aver creduto in loro. Così perdiamo altri buoni prodotti del nostro vivaio, che genera frutti di cui altri godranno.
Ciò che mi lascia perplesso è lo scollamento tra settore giovanile e prima squadra che c’è da tempo, fatta eccezione per il periodo in cui Montorfano sedeva sulla panchina della prima squadra, nonostante gli ottimi risultati raccolti a livello nazionale, che però sembrano fini a se stessi.
Perché inoltre non possiamo non ricordare che questi risultati sono arrivati grazie ad un assiduo ed appassionato lavoro di allenatori, preparatori ed osservatori che, purtroppo ed incomprensibilmente, non sono più in organico in quando travolti da un cambiamento che ritengo abbia privato la Cremonese del proprio cuore grigiorosso che in passato ci ha portato nell’Olimpo del calcio grazie a giovani cresciuti in casa con valori cremonesi.
Credo che alla Cremonese di oggi manchi proprio l'entusiasmo e la passione che, nel settore giovanile trasmettevano persone come lo stesso Montorfano, Bencina, Finardi, Nicoletti, Ascagni, Gaiardi, ecc. Solo chi ha indossato con orgoglio la nostra maglia può far capire ai giovani quale onore sia il vestire il grigiorosso. Questo deve essere il pilastro di una società calcistica.
Non dimentichiamo, poi, che i ragazzi che stanno raccogliendo successi sono ‘figli’ loro: i risultati nella nuova gestione si vedranno dagli attuali pulcini in poi; ma basteranno scientifiche tabelle di training a dare continuità ai risultati?
Leonardo Benedusi
(Cremona)

Se non si vuole leggere libri si guardino almeno le figure
Signor direttore,
sono stanco di dover sempre rispondere a lettere come quella di Claudio Fedeli del tipo «siete stati voi comunisti, no, siete stati voi fascisti». Per cui risponderò con una sola immagine, se gentilmente vorrà pubblicarla sul giornale, in nome della libertà di espressione. La foto illustra alcuni preti spagnoli con il fucile ben carico pronti a scaricarlo contro qualcuno. Se Fedeli non vuole leggere i libri di storia, che guardi almeno le figure.
D. D.
(Cremona)

Multe/1. Quando c’è da farne i vigili ci sono sempre
Gentile direttore,
la polemica sui vigili può essere reale. Quando servono non ci sono quando ci sono non servono quando devono fare cassa sempre ci sono. Non metto in discussione la professionalità ma gli ordini e l’organizzazione fatta dai superiori dal ministro al comandante. Per fare multe ci sono sempre per la sicurezza sono assenti. L’impegno da parte degli addetti c’è. Se non sono arrivate onorificenze ci sarà un motivo forse. Hanno fatto solo interventi di ordinaria polizia. Speriamo che cambi per il bene e la sicurezza dei cittadini.
Mario Scotti
(mario051048@live.com)

Multe/2. E adesso arrivano anche quelle ‘a strascico’
Egregio direttore,
da sempre i sistemi tecnologici che vediamo sulle strade (in primis gli autovelox) aiutano i Comuni a rimpinguare le proprie casse e ad alleviare il numero degli incidenti stradali. La novità introdotta nelle ultime settimane dal ministero dei Trasporti però non è da poco.
Per dare una stretta alla sosta selvaggia, ha infatti dato il consenso a utilizzare nuovi sistemi di tecnologia avanzata. In pratica le pattuglie di vigili, senza mai scendere dall’auto, possono staccare le cosiddette ‘multe a strascico’ incastrando i furbetti della sosta vietata ‘videosorvegliando’ le auto e spedendo per posta la multa al conducente. Come riporta ItaliaOggi queste multe accertate con le telecamere sono valide, purché l’agente verifichi attentamente l’assenza del trasgressore a bordo del veicolo in sosta vietata. Il nuovo sistema tecnologico chiamato ‘Street control’apre quindi ufficialmente la caccia alla doppia fila e ai furbetti del parcheggio, anche se non è esclusa la possibilità di ricorsi e contestazioni.
Pierfranco Arisi
(Castelponzone)

Gesù ha insegnato a credere nella vita più che nell’aldilà
Signor direttore,
come faccio a spiegare in modo convincente l’immortalità fisica? Infatti che lo spirito e l’anima, sopravvivano dopo la morte, per i credenti, è tutto sommato molto accettato e condiviso, in più ci metto il pensiero, la coscienza e la mente che sopravvivono senza la necessità degli organi fisici. Ma il corpo? Beh il supporto inequivocabile, è Gesù.
Se si analizza con obbiettività ciò che ha compiuto, il suo è stato il tentativo riuscito alla perfezione, di dimostrare che il corpo fisico, per chi lo ritiene immortale, può evitare la morte, ossia di trasferirsi nell'altra dimensione, perfino se la morte dovesse sopraggiungere.
Perciò Egli è risorto con il proprio corpo fisico e non solo, operò affinché i corpi dei morti resuscitassero. E possiamo immaginare, seppure in modo incompiuto, quanta fede nel Padre avesse, quale potere divino esercitasse attraverso di essa, tuttavia è indubbio che amasse la vita più di qualsiasi altra ipotesi dell’esistenza terrena. Perciò il suo corpo risorse dopo tre giorni, come aveva previsto.
Gesù credeva nella vita, perciò guariva gli ammalati e si prodigava perché la amassero, come il bene più prezioso che possiedono. Gesù credeva nella vita e resuscitava i morti. Gesù amava la vita, perciò è morto, ma poi è risorto, per poi ascendere con il proprio corpo». Sinceramente non so proprio cosa dovesse fare di più, per dimostrare che occorre pensare e credere a questa vita più che nell’aldilà. (...)
Claudio Maffei
(Fasano del Garda, Bs)

Pontiggia da ambientalista a filo inceneritore
Egregio direttore,
vorrei completare l’elenco degli incarichi di Francesca Pontiggia, indicati sul suo giornale dal signor Giorgio Demicheli che si è dimenticato che la signora ricopre anche un posto nel Cda di Padania Acque, e che molto probabilmente è incompatibile con la carica di consigliere comunale. La signora Pontiggia, da oltre un anno a questa parte è diventata una sostenitrice a spada tratta dell’inceneritore, e del teleriscaldamento con sempre maggiore impegno rinnegando palesemente le sue posizioni radicali contro l’inceneritore, che definiva altamente inquinante, e il teleriscaldamento che definiva energivoro, assai costoso e poco trasparente nella bollettazione, queste condivisibili critiche le espresse in incontri con l’ex maggioranza, alla presenza del sottoscritto e dei suoi amici dei diversi gruppi ambientalisti, che sino ad oggi hanno stranamente taciuto, e non è la prima volta, sul salto della quaglia della signora in questione.
Con doti inaspettate, è saltata sul carro del vincente pochi mesi prima delle elezioni con grande abilità e risolutezza. Un perfetto salto mortale con avvittamento all’indietro che ha procurato molti incarichi, alcuni dei quali retribuiti e probabilmente incompatibili visto che siede nei banchi del consiglio comunale di Cremona, ma è risaputo che le leggi esistono solo per gli ingenui, la legge se rispettata dovrebbe vietare, certi incarichi ma purtroppo a Cremona, Crema e non solo, ciò non accade da anni, ed io ne sono testimone diretto, in quanto molti anni fa in completa solitudine feci decadere un consigliere e un assessore per incompatibilità nell’indifferenza generale dei partiti di maggioranza e dell’opposizione, perché per i partiti la regola principe è sistemare gli amici degli amici in comode e remunerate poltrone, vedi l’esempio delle partecipate al cui malvezzo si è dovuto arrendere anche il commissario Cottarelli se questo è il nuovo che avanza nel Pd stiamo freschi...
Elia Sciacca
(Cremona)

Resto in città quando gli altri sono ‘costretti’ in vacanza
Egregio direttore,
le manie della villeggiatura: note autobiografiche. Ricordo che, sin dall’età di sei anni, s’era avviata nella mia famiglia e non senza sacrifici, la pratica di andare in vacanza impostavi dalle personali condizioni di salute.
Allora, noi del contado dove tali usanze eran pressoché trascurate, se non addirittura aborrite, venivamo additati a «mosche bianche» e persino emarginati per timore di contagi. Eppure una malattia polmonare come quella che mi portavo addosso e causata da un’errata diagnosi medica, non avrebbe comportato rischi per nessuno ma, in provincia, i pregiudizi purtroppo erano ostacoli quasi impossibili da superare.
Tempi e modi di tali «pause» venivano scanditi dall’autorità materna che ne imponeva i periodi più febbrili dell’anno: intorno alle festività natalizie e nel mese d’agosto. Passati quei tempi non certo sereni e senza avvedermene mi son rivisto in pensione.
Da allora ho rivoluzionato completamente i miei criteri di scelta rifiutando di adeguarmi all’andazzo, alle mode imperanti ed all’infatuazione degli status symbol. Non essendovi più obbligo alcuno, né di lavoro che familiare, ho preferito restarmene in città nei momenti in cui la gente s’ammassa a comando come se fosse prescritto.
Posso affermare che, evitare le «angosce» di ogni vacanza (preparativi, timori di omissioni, disagi di viaggi) ed i rimpianti del dopo (interruzione obbligata di un piacere, trattamenti non ottimali in periodi di resse e quant’altro) si godono sensazioni liberatorie impagabili. Sciolti come gatti randagi ci possiamo finalmente permettere di scandagliare gli angoli più suggestivi della città, involontariamente trascurati, e muovere in un’aria respirabile quanto inusuale condividendo appieno il motto latino «aurea mediocritas».
Massimo Rizzi
(Cremona)

L’imprudenza dei padroni dei cani spaventati dai botti
Gentilissimo direttore,
rubo un poco di tempo ai signori lettori per rivolgere una domanda ai padroni dei cagnolini soresinesi fuggiti la notte di capodanno: sono più colpevoli coloro che stupidamente hanno fatto scoppiare i soliti inutili e fastidiosi petardi o voi che avete lasciato fuori al freddo e in balia degli eventi i vostri amici a quattro zampe? Premesso che non condivido affatto la moda dei botti e sono per il loro divieto assoluto ed incondizionato, mi chiedo per quale ragione abbiate lasciato in cortile le povere bestiole in questa notte.
Non voglio accusare nessuno, però un po’ di sale in zucca in più avrebbe evitato la loro fuga. Speriamo che i due pelosetti ritrovino la strada di casa, ma sugli appelli ‘disperati’ diffusi dai padroni toglierei ‘causa botti di Capodanno’e metterei piuttosto ‘causa nostra imprudenza’, confidando che si tratti proprio di imprudenza.
Ilpellicano@gmail.com 
(Soresina)

La concorrenza non perfetta è nemica del lavoro
Signor direttore,
balli, amori, musica in quel d’Italia e belle ‘paroline’ istituzionali. Ma però dimenticando il lavoro. Purtroppo la nostra cruda realtà è un sistema economico lasciato libero di funzionare secondo le proprie leggi e in condizioni di concorrenza non perfetta, a partire dagli appalti statali.
Che dire del risparmio. Dal punto di vista individuale il risparmio è una virtù in quanto indice di spirito di sacrificio ed abnegazione, qualora il danaro messo da parte non venga consumato o investito ogni nazione diventerà sempre più povera. Poiché i minori consumi moltiplicheranno i disoccupati e questi a loro volta ridurranno ancora di più i consumi, in perversa spirale. (...)
Oliviosudati@libero.it 

Guido l’opera pia Mazza e non sono candidato
Egregio direttore,
ringrazio per lo spazio concessomi per chiarire recisamente la questione legata alle prossime elezioni amministrative di Pizzighettone. Lo scrivente non è candidato in alcuna lista civica costituenda ed il ruolo attuale di presidente della Fondazione stride eticamente con qualsivoglia candidatura di elettorato passivo, ritenendo fondamentale evitare di incorrere in facili strumentalizzazioni della valenza sociale dell’Opera Pia a me tanto cara. Un sentito augurio a tutte le forze sociali e politiche che si confronteranno nei prossimi mesi, auspicando una maggiore attenzione ai temi del welfare di comunità. Egidio Sinelli
(presidente Fondazione Opera Pia Luigi Mazza Onlus, Pizzighettone)

Chiudere i campi rom e stop al buonismo
Signor direttore,
su un noto social leggevo, con un misto di fastidio e rabbia, la notizia che a Genova due italiani sono stati massacrati da un gruppo di 8 rom e il motivo sembrerebbe dovuto a questioni di viabilità una precedenza mancata in auto. Subito si è levato il grido e la condanna da parte di Forza Nuova la quale chiede misure drastiche e l’abbattimento di tutti i campi rom.
Essendo il mio pensiero e le mie ideologie politiche di estrema destra quindi mi trovo perfettamente d'accordo con quanto affermato da Forza Nuova ricordando però che perché le cose cambino in questa Italia scassata non basta usare le maniere forti con queste razze: oltre che abbattere questi campi rom che sappiamo tutti essere covi di illegalità nella stragrande maggioranza dei casi, bisogna abbattere l’assurdo buonismo del popolo, bisogna abbattere l’assurdo pensiero italico del ‘concedi tutto se no sei razzista’.
Marco Pedrabissi
( Trescore Cremasco)

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