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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

20 Novembre 2015 - 12:05

IL CASO
Arbitri di calcio, impedite che in campo si bestemmi
Egregio direttore,
sono uno sportivo appassionato di calcio, avendo anche giocato a certi livelli e abito a Cremona città, quindi alla domenica mi diverto ad andare in giro a vedere partite di calcio e domenica ero a Grumello Cremonese a vedere la Grumulus, 1ª in classifica II categoria contro l’Ostiano, partita divertente con buon pubblico, abbastanza educato.
Ma c’è stato un episodio che mi ha disgustato parecchio: nella squadra ospite giocavano un paio di ragazzi i quali bestemmiavano spesso, il capitano della Grumulus lo faceva presente ai signor arbitro, questi gli rispondeva che non si stava giocando all’oratorio o qualche cosa di simile. Questo non è bello e nemmeno giusto, perché presenti alla partita c’erano parecchi bambini; l’a r bi t r o mi è stato detto che era della sezione di Lodi, quindi vorrei dire ai signori dirigenti arbitrali di dire ai signori arbitri di far rispettare l’educazione perché è scritto nel regolamento arbitrale e di espellerli se c’è bisogno.
Alberto Digiuni
(Cremona)

Un tempo la bestemmia era era reato. Oggi configura solo un illecito amministrativo. Permane comunque il disvalore sociale, credo anche per chi non è credente, della bestemmia. Su un campo di gioco dove si è tenuti a rispettare regole basilari di buona educazione, non si dovrebbe tollerare un linguaggio offensivo nei confronti di chicchessia. Tanto più che spesso la violenza verbale anticipa quella fisica.

LA POLEMICA
Vicomoscano, non riusciamo a dialogare con il nostro parroco
Caro direttore,
siamo genitori di bambini di Vicomoscano e abbiamo da un po’ grossi problemi con il nostro parroco don Ottorino. Lui ha deciso di intraprendere un cammino catecumenale con i nostri figli che poteva anche essere bello, ma che poi si è rivelato creare grandi problemi.
Innanzi tutto i nostri figli per la dottrina ‘perdono’ un intero pomeriggio, dovendo trascurare anche i compiti e sovraccaricando così il fine settimana. Ma su questo si poteva passare! Il don ha deciso che i bambini che hanno genitori che non seguono il percorso parallelo di catechismo e che la domenica non vanno in chiesa non riceveranno i sacramenti! Da quelle sue prime parole sono iniziati i litigi con i genitori, i nonni e i parenti di questi bambini. Alcuni di noi lavorano il sabato e la domenica e oggigiorno avere un lavoro è un privilegio al quale non si può rinunciare! Inoltre questo parroco inizia a non piacere più nemmeno a chi continua a frequentare per far sì che i loro figli possano almeno avere la possibilità di conoscere la dottrina cristiana. Infatti così come i bimbi vanno a scuola, dovrebbero andare a dottrina per imparare la religione e scegliere un giorno se essere o no cristiani. Le messe di questo don sono sempre e solo discorsi non sulla parola di Dio, ma i suoi pensieri riguardo a cose che non piacciono a lui. Ora il tema principale sono i gay!
Ha già convertito mezzo paese ad essere omofobo e se vi capita di passare di qua vedrete ovunque bandiere azzurre e rosa sventolare! I bambini al catechismo sono diventati molti meno, ma lui non si è mosso; egocentrico com’è, dice che continuerà per la sua strada. Una cosa che noi riteniamo pura cattiveria è che in quanto vicario zonale ha impedito ai parroci di paesi limitrofi di accoglierci anche qualora fossero stati disposti, e questo non è un atteggiamento accettabile.
Sappiamo che il Vescovo è a conoscenza di tutto questo, ma che comunque non muove un dito, non capiamo se perché è d’accordo con lui o se quest’uomo ha qualche strano potere...
Il paese è diviso, i bambini sono lontani dalla chiesa e dall’oratorio (a volte sono stati anche cacciati) dalla nostra parrocchia, quella in cui volendo lui è solo un ospite!
Concludiamo dicendo che noi volevamo solo far sentire la nostra voce. Lui andrà avanti per la sua strada e noi per la nostra. Arriveremo anche al Papa se necessario: siamo sicuri che ci ascolterà perché lui è un uomo comprensivo.
Alcuni genitori
(Vicomoscano)

Ricordiamoci che la Francia ha ospitato i terroristi
Carissimo direttore,
rinverdendo un po’ la memoria a chi sa leggere anche tra le righe possiamo trovare uno Stato, anzi una nazione francese nata da una rivoluzione che poi è stata sottomessa a un dittatore/imperatore chiamato Napoleone e. anche più recentemente, sempre quello stesso stato liberista ed egualitarista, ha dato rifugio al signor Khomeini che, con o senza l'aiuto di quello Stato fondamentalista cristiano, ha.fondato l'odierno Iran-religioso, cacciando l'unico shah che era riuscito a insegnare la pace al suo popolo fino al punto che tutto il mondo occidentale si complimentava per la sua lungimiranza.
E più recentemente mentre in Italia i terroristi rossi si comportavano come i terroristi del ‘daesh’, sempre quello Stato, dove regnano almeno simbolicamente la fraternità e la fratellanza, dava rifugio e aiuto sia logistico che economico a un certo professor Toni Negri che è stato il fondatore o per lo meno il mentore delle Brigate Rosse per non dimenticare che addirittura quel delinquente di Cesare Battisti, assassino politico condannato in Italia, prima di scappare per farsi proteggere in Brasile è prima passato indisturbato sempre da quello Stato libertario che adesso, dopo che l'hanno toccato uccidendo i suoi giovani, si lamenta.
Quindi quando vedo certi politici francesi che si battono il petto dichiarando ‘Siamo in guerra’ non riesco a non pensare anche a tutte le morti innocenti, provocate proprio da quell'assurda politica d'Oltralpe che dalla seconda guerra mondiale in poi non ha fatto altro che aiutare ovvero ‘tenersi in grembo’ coloro che facevano male ingiustificatamente agli altri.
Alberto Nolli
(Soresina)

Area vasta, dirigenti tutelati per i peones la proscrizione
Egregio direttore,
non passa settimana che il suo giornale non riporti notizie riguardanti l’ex ente Provincia che poi prenderà le sembianze di ‘Area vasta’, il tutto secondo le migliori intenzioni del famoso decreto Delrio. Il giornale da lei diretto ci riferisce sull’incerto futuro del personale in esubero e in particolare degli incontri ente/sindacati per dare un’adeguata sistemazione lavorativa a chi è stato colpito dalla legge del taglione.
Le roboanti riforme di stampo renziano agli occhi dei cittadini, (quelli non facenti parte della coalizione dell’ammucchiata), rimangono ben impresse nella mente per il semplice fatto che il loro scopo oltre che rasentare la nullità, si prefiggono di turlupinare coloro i quali ne sono direttamente esposti ed interessati. Infatti negli incontri fra macerie della Provincia e sindacati, è stato letto un prospetto di riorganizzazione aziendale però del relativo testo non è stata fornita alcuna copia perché contenente «aspetti troppo critici» tali da sconsigliarne la divulgazione esterna. In sostanza questi soloni della disciolta Provincia, prima redigono un documento e poi ne nascondono il contenuto (...).
Ma esiste anche dell’altro! Questi decisionisti di chiaro stampo politico Pd per il rispetto reverenziale che riservano ai quadri dirigenziali, ne riconfermano le attuali 29 posizioni organizzative e come d’abitudine le 2 restanti alte professionalità. Se ne deduce che in Italia, come al solito, chi è vicino al sole si scalda, mantenendogli la poltrona e le indennità da proconsoli, mentre per i peones si redige una qualunque lista di proscrizione che ne costituirà, in modo indifferente, lo sfollamento (...).
Dante Benelli
(Drizzona)

Pescarolo, ecco chi ha preso i cittadini per i fondelli
Egregio direttore,
(...) pprendo solo ora dal suo quotidiano le ragioni che hanno spinto uno dei consiglieri di minoranza a ‘disertare’ l’inaugurazione della nuova biblioteca e sinceramente me ne rammarico. Per evitare confusione, questa Amministrazione è in carica da quasi 2 e non 12 anni, anche se negli ultimi 12 anni, seppur sotto lo stesso simbolo, si sono avvicendate 3 Amministrazioni con tre sindaci diversi e con persone e finalità in tutto o in parte differenti.
Mi chiedo quindi se è proprio giusto addossare tutte le ‘colpe’ a questa Amministrazione per le scelte di 12 anni fa. Probabilmente fa comodo a chi vuole trovare per forza il marcio in ogni cosa perché basterebbe leggere articoli del suo quotidiano vecchi di 16 anni per capire che l’allora minoranza non criticava le scelte tout court, ma riteneva che gli investimenti allora messi in campo (più di un miliardo di lire), o meglio, cacciati sulle spalle dei nostri cittadini, potevano essere eccessivi o diversamente impiegati.
Se poi pensiamo che in gran parte venivano spesi per creare nuovi spazi per il Museo, condannando di fatto i cittadini a pagare manutenzioni e utenze (lasciando ad altri i ricavi … proprio un bell’affare) per 50 anni, allora siamo coscienti che tutti i pescarolesi si devono sentir presi per i fondelli. Unico peccato di chi ha seguito è stato che invece è stata ragionevolmente completata l’opera e mantenuto in efficienza l’immobile (i lavori sono iniziati dopo il 2004 ed il riscaldamento è sempre stato al minimo per evitare danni), per poi trovare il modo migliore per renderla sempre più utile al nostro territorio.
Mi chiedo, se un Ente è beneficiario di un contributo per un’opera, allora è o non è, senso di responsabilità di un’altra Amministrazione completarla, magari non condividendone i princìpi, ma solamente in ragione del fatto che in quel momento di stanno spendendo soldi pubblici? No? Io credo di si. Con un piccolo sforzo di memoria, leggendo un articolo del ’99, mi chiedo però: se al tempo erano già stati definiti tutti gli stanziamenti (mutuo, frisl, ecc), con idee chiare della signora Mariotti, allora perché si è proceduto a prendere la biblioteca (importantissima ‘identità territoriale’) dal suo posto ‘A’ (già fissa dimora) per spostarla momentaneamente nel posto ‘B’, per poi eseguire i lavori e metterla nel posto ‘C’??
Non era meglio prima fare i lavori e poi metterla direttamente nel posto ‘C’? Forse le priorità erano altre? Forse era più importante completare prima il castello dorato e lasciare la patata bollente (progetto e lavori) ai posteri, perché tanto si sapeva che l’allora sindaco era al suo 4° mandato e quindi non più ricandidabile? Della serie, prima metto a posto i miei (con i soldi degli altri) e poi chi vivrà vedrà. Questa sicuramente non è una presa per i fondelli (...)
Graziano Cominetti
(sindaco di Pescarolo ed Uniti)

Casalbuttano, cose piccole da non trascurare
Egregio direttore,
1) alla stazione di Casalbuttano, degli imbecilli, con delle bombolette hanno pitturato i due vetri dell’orologio, e hanno scritto sui muri della sala d’attesa e sul marciapiede ‘treno gratis’ e anche sulla porta del bar.
2) Quasi continuamente i tre cestini sulla via Cavallotti dal Naviglio al passaggio a livello sono inutilizzabili perché (secondo me qualcuno che non paga le tasse sui rifiuti) delle borse di plastica poste sui cestini impediscono di poterli usare. Perché l’Amministrazione comunale non fa come specificato sull’articolo de La Provincia del 13 novembre a pagina 14, mettendo dei cartelli, delle sanzioni?
3) Attorno al piazzale della stazione ci sono delle pensiline che si stanno rompendo perché sono strapiene di foglie e l’umidità crea delle rotture che con l’andare del tempo causeranno il completo disfacimento delle tettoie e maggiori costi di pulizia.
Sono dei piccoli problemi, ma se non si interviene i costi per risolverli saranno sempre maggiori.
Roberto Bertoni
(Casalbuttano ed Uniti)

Fare politica da noi è più lucroso del Klondike
Egregio direttore,
cercatori d’oro e politicanti. Malgrado le lagne dei governatori le spese pazze delle Regioni non fanno che aumentare. Stipendi, indennità varie, rimborsi, spese di permanenza e di rappresentanza e studio elargite con generosità principesce, viaggi, accessi e servizi gratuiti in genere, trattamento di fine rapporto, maturazione di congrue pensioni e ci scusiamo per eventuali dimenticanze: ecco cosa ci distingue da troppi nostri rappresentanti «anomali». Fare politica qui da noi si sta rivelando ancor più lucroso di quando, un tempo, toccò ai primi cercatori d’oro imbattutisi nei ricchi giacimenti del Klondike..
Massimo Rizzi
(Cremona)

Maggiore/1. Chirurgia 3 bene l’ospedale e il reparto
Egregio direttore,
mio figlio Maurizio Visigalli è stato ricoverato ed operato in chirurgia 3ª, intervento abbastanza serio, riuscito perfettamente; perciò vorrei ringraziare tantissimo il chirurgo e tutto lo staff. Devo anche far notare la disponibilità di tutti i medici, molto gentili e pronti a dare spiegazioni. Altrettanto bravi i ragazzi e ragazze del reparto, bravi e anche belli. Chi si lamenta dell’ospedale e dei suoi servizi sbaglia molto.
Wanda Biacchi
(Cremona)

Maggiore/2. Ottimo il servizio di riabilitazione
Signor direttore,
le scrivo per segnalare, tramite la mia esperienza personale, l'esistenza di positività, umanità, sensibilità e competenza . Mi sto rivolgendo col cuore in mano al Servizio di fisioterapia U.D.O. riabilitazione specialistica II e I piano dell'ospedale Maggiore di Cremona e a tutto il suo personale addetto. Grazie alla mia forza di volontà ed alla loro encomiabile collaborazione, vorrei ricordare che, la nostra società ed il mondo che ci circonda sono ricchi di situazioni e storie stupefacenti, cariche di speranza, sacrificio e gioia (...)
Mario Minuti
(Quinzano d’Oglio, Brescia)

IL CASO/2
Nella tragedia di Parigi l’Europa si riscopre unita
Signor direttore,
Allons enfants de la patrie….. per un francese sentire gli inglesi (Nelson,Waterloo,…) e i tedeschi (gli odiati boches!) cantare la Marsigliese non ha prezzo, deve dare le traveggole. Sentire tutta l’Europa stretta attorno ai principi di ‘Liberté, Egalité, Fraternité’ deve dare i brividi. Ma li dà anche ad ogni convinto europeista. Finalmente gli europei hanno un comune sentire, hanno dei problemi che sentono comuni.
Che un fatto accaduto a Parigi dia reazioni immediate, se pur differenziate, ad Hannover, Londra, e in ogni città europea grande o piccola avrà pure un significato. La necessità di unire le forze (politiche e militari, quindi anche economiche e finanziarie), prima appena avvertita, ora è diventata concreta, palpabile. Che sia la volta buona per riuscire a mettere in piedi un’Europa basata sui principi dell’illuminismo, libera, progressista, contro ogni forma di tirannide laica o religiosa (come canta la Marsigliese), contro ogni forma di restaurazione e oscurantismo (quanto ce n’è ancora, specie in Italia!).
Dopo oltre due secoli gli europei riscoprono tutti insieme di avere in comune i valori della cultura, della storia (molto litigiosa); qualche secolo in più hanno impiegato per riscoprirsi vicini anche nella religione (cristianesimo ed ebraismo): guarda caso proprio nei giorni in cui papa Francesco va a far visita ai luterani dopo essere stato dai valdesi, mentre dagli ebrei è quasi consuetudine. Con gli islamici è più dura ma si sta lavorando…. D’altronde cosa sono due secoli sul quadrante della Storia dell’uomo? Sono poco più di un attimo. Vuoi vedere che là dove per secoli ha fallito la politica europea e i rapporti di (cattivo) vicinato ora ci sta riuscendo l’Isis?
Anselmo Gusperti
(Cremona)

Solo nelle tragedie si riscoprono radici e interessi comuni. Anch’io mi auguro che l’attentato terroristico del 13 novembre e i fatti drammatici di queste ore facciano capire ai governanti quant’è importante riprendere con vigore il cammino verso un’Europa realmente unita.

LA POLEMICA/2
Via Belfuso, dall’assessore Manfredini solo promesse
Gentile direttore,
in data 27/07/2015 c'è stato un incontro tra alcuni residenti di via Belfuso e l'assessore Manfredini in cui è stato portato un documento, firmato dai residenti di via Belfuso e di via Bellarocca, che attesta il forte disagio per il traffico in costante aumento e il conseguente inquinamento ambientale e acustico che ne consegue: tutto il traffico, che arriva in centro da corso Vittorio Emanuele, da via A. Melone e da via Platina, viene convogliato, infatti, in queste due vie che hanno gravi criticità.
In quella sede, inoltre, sono state criticate le motivazioni dell'ordinanza del 20 /04/2015, in cui si attua il divieto di transito in via G. Tibaldi che penalizza ulteriormente le altre due vie: le caratteristiche geometriche della carreggiata stradale (la via è più larga di via Belfuso e non ha parcheggio), il tipo di pavimentazione esistente (ciottoli come via Belfuso), l'esigenza del traffico (al contrario, l'apertura della via lo sveltiva, alleggerendolo) e la sicurezza della circolazione stradale (nelle altre due vie, pedoni e ciclisti possono essere investiti senza problemi?).
È stato proposto, quindi, oltre naturalmente a riaprire al traffico via Tibaldi, di snellirlo su queste vie almeno invertendo il senso di marcia in via Bell'Aspa. In risposta, l'assessore ha promesso di monitorare il traffico fino a settembre e, quindi, di ricevere la delegazione dei residenti per fare il punto della situazione. Siamo oltre la metà di novembre, ma non c'è stata alcuna convocazione, nonostante le ripetute sollecitazioni e la pazienza che si sta esaurendo...
Maria Grazia Compiani
(Cremona)

Sangue e orrore a Parigi/1. No alle armi, sì al dialogo
Signor direttore,
cerchiamo di fare chiarezza, e dire la verità e chiederci perché stanno succedendo queste disumane stragi, con attacchi terroristici atroci da condannare assolutamente con assoluta severità e fermezza. Inviterei a porsi queste domande, per poi trovare delle risposte. Per chi è utile mettere in circolazione tante armi? Chi ha creato Isis? Chi li addestra? Chi li finanzia? Chi fornisce le armi? Chi li sostiene politicamente?
Se sapremo e avremo il coraggio di dare delle risposte sincere e oneste a queste domande, allora saremo sulla strada giusta per prevenire le stragi e per costruire la vera pace per tutti. Dobbiamo avere il coraggio, come fa papa Francesco, di dire con forza no alle armi. Diciamo sì al dialogo con tutti, sì alla collaborazione per prevenire stragi, guerre, conflitti, divisioni. Si alle strategie diplomatiche per risolvere tutti i problemi, della fame, dei migranti, della distribuzione equa delle risorse della terra. Si allo svuotamento degli arsenali per riempire i granai, sì alla cultura (...).
Francesco Lena
(Cenate Sopra, Bergamo)

Orrore e sangue a Parigi/2. Festa del Torrone, rinviarla
Signor direttore,
a valle dei fatti tragici avvenuti in Francia che si sono ripetuti anche ieri 18 novembre, mi rivolgo a lei chiedendole se non sia il caso di rimandare la Festa del Torrone, della nostra città. Sono consapevole che la mia richiesta procurerà ingenti danni economici ai commercianti, ristoratori e agli albergatori, ma mi domando e chiedo: è più importante l’economia della città o la salvaguardia dell’incolumità dei suoi cittadini? (...)
Presumo che sarà molto difficile garantire la sicurezza di diverse decine di migliaia di persone che potrebbero arrivare nella nostra città. E’ utile ricordare che ci sono decine di strada che permettono l’accesso al centro.
Nonostante il forte impegno delle forze dell’ordine, sarà molto arduo fare una efficace opera di prevenzione. Agli ingressi del centro dove si svolgerà la festa, non abbiamo a disposizione isistemi per rilevare eventuali armi tramite metal detector e apparecchiature per rilevare eventuali esplosivi vedi rilevatori portatili israeliani, modello Laser Detect Systems, utilizzati agli ingressi dell’Expo, negli aeroporti ecc. Presumo che sia un atto di grande saggezza e responsabilità rimandare la festa di qualche mese, per poter ottemperare a quelle norme di prevenzione e sicurezza di cui sopra (...).
Elia Sciacca
(Cremona)

Orrore e sangue a Parigi/3 Tutti parlano, Putin agisce
Signor direttore,
se l’Isis si potesse combattere e vincere con le chiacchiere, esso non avrebbe scampo e l’Italia sarebbe la più meritevole della vittoria ..!! Dopo la strage di Parigi tutti a dichiarare, commentare, sentenziare.. ‘Non ci faremo spaventare’, ‘Non cederemo alla paura’, ‘Non faremo il vostro gioco’ ‘Non cambieremo il nostro stile di vita’, e tante simili amene stupidaggini che non servono a nulla. Invece nessuna decisione strategica come bombardare i pozzi di petrolio da cui l’Isis trae la gran parte delle sue risorse, distruggere le città del Califfato, le vie di comunicazione, i campi di addestramento, intervenire in Siria in aiuto del governo che combatte l’Isis, ecc. ecc.
Solamente Putin, il reietto dell’Europa, il nemico di Israele e degli Usa ha deciso di agire e lo sta facendo con tutte le sue forze facendo fare a tutti gli altri la figura dei pusillanimi, dei parolai dei auaqquaraquà.. La vedo brutta.. Con questa gente l’Isis avrà vita facile..!!
Alessandro Mezzano
(Cremona)

Il testamento biologico rafforza la libertà di cura
Signor direttore,
partendo dall'opinione espressa dal dottor Michele Ceruti a margine della conclusione del percorso che ha portato anche a Cremona l'istituzione di un registro comunale per i testamenti biologici e delle volontà anticipate di fine vita, colgo l'occasione per congratularmi con tutte le forze politiche di maggioranza e di parte dell'opposizione (...).
Un ringraziamento particolare va all'assessore Rosita Viola che, con impegno e disponibilità al confronto e al dialogo, ha saputo costruire ampia condivisione politica sul testo approvato (...). Sinistra Ecologia Libertà di Cremona nel 2013 aveva raccolto oltre 350 firme a sostegno di una proposta di deliberazione di iniziativa popolare. Venendo alle posizioni critiche espresse da Michele Ceruti sul registro, in particolare sull'art. 32 della Costituzione è bene chiarire che il secondo comma di tale articolo non si pone come limite alla libertà di cura (e di non curarsi) sancito dal primo comma, come intende Ceruti, bensì come rafforzativo di tale libertà, nel senso che neppure la legge può imporre trattamenti sanitari contrari al rispetto della persona umana. E' bene quindi sgombrare il campo da ogni ambiguità. vChi non desidera lasciare dichiarazioni di volontà per il fine vita è liberissimo di farlo. Chi invece volesse anticipatamente rendere nota la propria volontà, sia contro determinati trattamenti sanitari ma anche a favore di certi trattamenti, per il caso in cui dovesse trovarsi per qualsiasi causa nell'impossibilità di esprimerla, oggi può farlo con garanzie e procedure certe e regolamentate (...).
Lapo Pasquetti
(Sinistra Ecologica Libertà - Cremona)

Renzi e Alfano buonisti e incapaci
Egregio direttore,
mi permetta di rivolgere un quesito agli elettori di questo Governo buonista e incapace: non si sono resi conto che Renzi e Alfano sono degli emeriti incapaci e buonisti, e per scoprire questo basta verificare come si comportano nei seguenti campi: 1. sicurezza interna, 2. immigrazione incontrollata, 3. terrorismo, 4. politica estera, dove non fanno assolutamente nulla e non siamo considerati a livello internazionale. Di conseguenza da italiano non mi sento per niente tranquillo (...).
Ma come si fa a considerare Renzi di sinistra e Alfano di centrodestra? E' opinione comune che Renzi è come Berlusconi, ma il nostro premier attuale è peggio per almeno 3 motivi: 1. Berlusconi era molto amico di Putin, scusate se è poco, 2. Berlusconi è titolare di Mediaset, Renzi non è riuscito a mantenere attiva nemmeno l'azienda del padre (...). 3. se Berlusconi avesse fatto solo 1/10 di quello che fa Renzi, ci sarebbero le piazze piene in via continuativa, ricordo ai lettori che nel 2006 Berlusconi aveva emanato la riforma costituzionale con riduzione dei parlamentari, solo che doveva essere confermata dal 50,1% degli elettori ma purtroppo votò solo il 38% circa.
dalicr@alice.it

Trasparenti, onesti e capaci noi del M5S siamo così
Gentile direttore,
vorrei ringraziare il più che cortese lettore Giampiero Vicini per i suggerimenti dati al Movimento 5 Stelle se vincesse le elezioni del Comune di Roma e che non fanno una grinza, ovvero qualsiasi errore possibile nella eventuale gestione scatenerebbe critiche in ogni direzione da parte del e dei precedenti governi politici, come li ha identificati la signora Ada Ferrari lontanissima dal capire che solamente i politici di professione lo hanno reso del tutto indecoroso ed inaccettabile per tutta la cittadinanza. Sono certo che prima di ‘mollare’ Roma, la casta ne farà più di Bertoldo, ossia confermerà un famoso aforisma dedicato ai cittadini italiani che recita così: ‘L'italiano ha tanta fantasia, ma poca memoria’.
E' così da sempre ed è così che siamo, purtroppo, signora Ferrari. Riconfermando i nostri valori che espletiamo nei comuni che già gestiamo in Italia, l'ultimo dei quali e l'unico, per ora, della regione Lombardia, il Comune di Sedriano, che ha come sindaco Angelo Cipriani: trasparenza, onestà e capacità, quest'ultima fondamentale e da noi considerata assolutamente necessaria per far tornare in attivo un Comune che è stato sciolto per mafia, perché ‘governato’ da politici professionisti.
Roberto Bonezzi
(Cremona)

Castelverde, posto invalidi ringrazio il sindaco Locci
Caro direttore,
volevo ringraziare il sindaco di Castelverde Gabriella Locci e tutta la giunta comunale per avermi dato il parcheggio invalidi, grazie per aver capito, ed essere stati gentili e disponibili nel capire la necessità. Un grazie anche al signor Franco sempre disponibile ad ascoltare. Un grazie anche alla vostra redazione che mi ha aiutata con le lettere pubblicate.
Corcella Cristina
(Castelverde)

Il mese di novembre mi ispira questi versi
Egregio direttore,
sicuro di fare cosa gradita, voglio dedicare a lei e ai lettori del suo giornale una mia poesia sul mese che sta scorrendo.
Novembre
Sfumati ormai i clamori senza fine/ la
luce ora ha il bagliore del tramonto/
Novembre nel presente, sei tornato/
col tuo silenzio parli alla campagna./
Con la tua estate illudi la farfalla,/
poi la rapisci in un gelido abbraccio./
Con i tuoi colori vesti a festa il
platano,/ e poi lo spogli nella notte
bianca.

Gian Luigi Pettenuzzo
(Sospiro)

Attentato a Sarajevo, ditemi che la vittima era... arciduca
Gentile direttore,
ascolto con grande preoccupazione l’escalation di violenza in tutta Europa. Ieri notte è stato commesso un attentato anche a Sarajevo. Le dinamiche non sono ancora chiare, ma io penso che il nome di questa città provochi per noi europei tristissimi ricordi; si vorrebbe non sentire che sono avvenuti attentati proprio lì.
Una delle concause dello scoppio della prima guerra mondiale fu l’occupazione della città da parte delle truppe dell’imperatore d’Austria e re d’Ungheria nel 1878. Il noto attentato del 1914 fu una causa più marginale, insomma la goccia che fece traboccare una misura già colma. So che le motivazioni e le dinamiche di ieri notte sono del tutto diverse. Per dirla con amara ironia: ditemi che la vittima di ieri era arciduca e dopo cent’anni siamo a posto per altri cinque!...
Igor Paulinich

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