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Lettere al Direttore

Betty Faustinelli

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bfaustinelli@laprovinciadicremona.it

23 Settembre 2015 - 10:02

IL CASO
Se il vigile è autoritario esaspera i cittadini
Signor direttore,
sono invalido perché poliomelitico dalla nascita, in possesso del contrassegno per invalidi n° 2743 e tramite il suo giornale desidero informare lei e tutti i cittadini cremonesi della grottesca vicenda nella quale sono stato coinvolto e per la quale mi sono profondamente indignato. Nella giornata di martedì 15 settembre alle ore 16.30 sono stato sanzionato da un vigile urbano tanto scrupoloso quanto insensibile per aver parcheggiato la parte posteriore dell’a u to ve ttura al di fuori dello stallo per invalidi di circa un metro.
Richiamato da un amico che aveva assistito alla stesura della contravvenzione, ho inutilmente fatto presente al vigile che avevo parcheggiato l’autovettura di poco al di fuori dello stallo per dare la possibilità ad un altro socio dell’Associazione Ex- Allievi dell’Orfanotrofio, grande invalido, di poter parcheggiare anche la sua auto nello stesso stallo per facilitarlo nel raggiungere i locali della sede di cui siamo entrambi soci.
Preciso che l’autovettura parcheggiata (Piazza Papa Giovanni XXIII) non intralciava assolutamente il traffico, inoltre dichiaro di aver altre volte parcheggiato in quel modo sempre per venire incontro alle esigenze di deambulazione dell’altro socio invalido e di non essere mai stato sanzionato da nessuna pattuglia. Il vigile urbano non ha voluto sentire ragioni, ha confermato la sanzione e alla mia richiesta di conoscere le sue generalità mi ha risposto che ci sarei risalito attraverso il suo numero di matricola indicato nella contravvenzione.
Concludo il mio sfogo con questa considerazione: l’atteggiamento così autoritario del vigile urbano invece di educare i cittadini li esaspera e nello stesso tempo li umilia.
Mario Gregori
(Cremona)

Non entro nel merito della contravvenzione (che potrebbe anche essere da manuale) e invece mi soffermo sulla vicenda. Qui faccio fatica a dare torto all’amico lettore. Trovo che il vigile, date le circostanze e le ragioni addotte dall’automobilista a spiegazione del suo parcheggio, abbia scelto una linea di rigore fine a se stessa e improduttiva. Avrebbe potuto insistere per far spostare l’auto di quel fatidico metro. Sono certo che la vicenda sarebbe stata risolta senza alcun problema.

LA POLEMICA
Va bene il volontariato, ma certi servizi vanno garantiti
Signor direttore,
faccio riferimento all’articolo scritto dal signor Moreno Manenti in data 18/9/2015. Caro Moreno con la presente non condivido il contenuto del tuo articolo apparso sul giornale La Provincia perché molto superficiale. In primo luogo sono d’accordo con te sul valore del volontariato che merita il più grande rispetto in tutti i sensi.
Però vogliamo dare garanzie a queste persone che volontariamente si prodigano per il bene delle persone bisognose, a non subire mai più insulti vergognosi da mamme che quotidianamente si presentano davanti a scuola con i loro fuori strada parcheggiati in curva e contromano per portare i loro bambini anche se abitano solo a qualche centinaio di metri e che non accettano osservazioni di alcun genere, da persone che legalmente non sono abilitate a tal servizio.
In primo luogo: l’associazione cui appartengono questi nonni devono chiedere al sindaco che intendono fare il servizio davanti alle scuole indicando i nominativi e tutti i dati personali dei volontari, ottenuto il nulla osta, il sindaco se lo ritiene opportuno, li nomina ausiliari del traffico, con la limitazione del servizio davanti alle scuole, compresa la garanzia infortuni per eventuali danni che possono subire, abilitandoli così ad usare la paletta riservata agli agenti di polizia stradale e tesserino di riconoscimento previsti dall’art. 12, 23 e 24 come indicato dal regolamento di esecuzione del codice della strada. In questo modo questi signori possono pretendere rispetto pari all’agente di polizia con tutte le conseguenze per chi non rispetta il codice della strada.
Mi auguro che queste persone tornino a fare il loro volontariato munite di tutti i crismi previsti dalla legge. Ma al di la di questa vicenda, io che ho fatto servizio di polizia locale per 25 anni e che sono sempre stato presente sia all’entrata che all’uscita dei ragazzi da scuola, chiedo a chi di dovere perché non possa venire ordinato il servizio a chi è già preposto a tale servizio.
Francesco Bodini
(Ostiano)

Stazione poco illuminata È vero e la Giunta sta lavorando
Egregio direttore,
ringraziando il signor Giulio Isernia per avere segnalato alcune criticità sull’illuminazione di piazza della stazione, faccio presente che la situazione di questa zona è da tempo all’attenzione della Giunta: trascorsi più di 8 anni dalla sua riqualificazione, sono infatti necessari continui lavori di manutenzione compresi i corpi illuminanti.
Nei giorni scorsi sono iniziativi i lavori per la riattivazione dei punti luce che, in base al cronoprogramma dell’intervento, è previsto siano perfettamente funzionanti per la maggior parte entro questa settimana e tutti quanti sull'intera piazza la successiva.
Apprezzando i toni propositivi del lettore, colgo l’occasione per informare che l’Amministrazione sta lavorando sulla gara per l’illuminazione di tutta la città con la redazione di un apposito piano che preveda la sostituzione dei punti luce ormai obsoleti con altri moderni che consentano, oltre a migliorare la percezione visiva, a ridurre i consumi, con un indubbio vantaggio sia sotto l’aspetto della sicurezza che ambientale.
Alessia Manfredini
(Assessore alla Salute e al Territorio del Comune di Cremona)

Expo, una visita entusiasmante Ma quel prodotto era scaduto
Caro direttore,
sono una cittadina cremonese che come tanti altri concittadini, è riuscita con grande entusiasmo a visitare l’Expo di Milano. L’imponente manifestazione mi ha letteralmente stupefatta per la sua imponenza e la sua bellezza, se non fosse per un particolare che mi ha alquanto stupita: recatami in uno stand (non dell’Italia) ho acquistato una specialità locale perché volevo assaggiarla.
Tornata a casa mi accorgo con rammarico che il suddetto prodotto porta la data di scadenza antecedente l’apertura dell’Expo. Mi stupisco come non siano stati effettuati controlli adeguati da parte di chi di dovere. (...)
B. Assandri
(Cremona)

Migranti, accogliere alla cieca potrebbe essere un grave errore
Signor direttore,
recentemente in un oratorio cittadino è comparso un articolo dal titolo ‘Le bufale della nuova psicosi immigrazione’. Tralascio il resto pattume ideologico e mi soffermo sul titolo: basta e avanza. Fatti i dovuti distinguo sui migranti, parlare di ‘psicosi migrazione’significa attribuire alla popolazione ‘accogliente suo malgrado’una delirante interpretazione dei fenomeni migratori e relative conseguenze.
Eh si, forse il duplice omicidio di Palagonia, il caso Kabobo e tanti altri, sono solo invenzioni giornalistiche, la possibilità di infiltrazioni terroristiche, pure. Che le carceri cremonesi poi (e chissà quante altre in Italia) siano popolate da stranieri, è una favola metropolitana. A proposito, in galera potrebbero essercene molti di più se, come chi si è reso protagonista delle ultime imprese locali (furti privati e spaccio di droga in piazza Roma), fosse stato messo dove meritava e cioè in galera, anziché essere lasciato incredibilmente a piede libero, appena dopo la condanna. In quest’ultimo caso, si tratta di un giovane ventenne del Gambia, ospite presso la Casa dell’Accoglienza, che sempre più si rivela luogo ideale di riferimento e di soggiorno, per delinquenti stranieri. Un ringraziamento, pertanto, alla Caritas diocesana e a certe parrocchie per il loro ‘cieco’ospitalismo.
Stefano Araldi
(Cremona)

Fra Tamoil (Amoco) e la città tanti anni di grande sintonia
Egregio direttore,
la sua analisi del 20 settembre fatta nella rubrica ‘Il Punto’ in merito ai difficili rapporti Tamoil-città è, a mio personale giudizio, parzialmente vera. Dal 1968 al 1991 la Tamoil (allora Amoco) grazie all’attività svolta dai componenti il suo dopolavoro aziendale (riconosciuta come la più grande esperienza cremonese partecipata Azienda/Lavoratori che ha messo al centro della propria ragion d’essere la valorizzazione del contributo volontaristico di soci e familiari per il bene comune e la solidarietà sociale rivolta anche alla città di Cremona) era una ‘casa’ con le porte aperte a tutti.
Il rapporto con la città era notevole per la molteplicità delle manifestazioni svolte nelle più variegate forme: solo per le feste danzanti, che venivano periodicamente organizzate, sono migliaia le persone, oltre ai soci e familiari, ospitate nella «cupola». Si è creato, nel tempo, un rapporto amicale, che negli anni ha creato convivenze che diversamente non avrebbero avuto modo di concretizzarsi.
Silvano Grandini
(già presidente del Cral Tamoil)

Definire i profughi clandestini è solo propaganda xenofoba
Egregio direttore,
mi consenta di rispondere alla lettera del signor Zecchini di Camisano pubblicata dal suo giornale domenica scorsa. La mia precedente era volutamente provocatoria in quanto chiedeva ai genitori degli alunni della scuola materna nell’ex Collegio Ancelle di via Bottesini a Crema di riconsiderare la loro iniziale impulsiva contrarietà al progetto del vescovo di ospitare un gruppo di profughi in una parte riservata e separata dell’ex collegio.
La mia richiesta era suffragata dal costante insegnamento del nostro vescovo a favore dell’accoglienza, avvalorato dagli inviti di papa Francesco, del cardinal Scola e, da ultimo, del presidente della Repubblica Mattarella. Nel frattempo le dolorose vicende che hanno colpito famiglie di profughi con bambini e donne incinta hanno suscitato una generosa accoglienza in Germania e in Austria e hanno impressionato l’opinione pubblica. D’altra parte non nascondo che alcuni profughi hanno commesso reati, ma altri si sono distinti per gesti di generosità nel salvare bagnanti dall’annegamento e nello sventare rapine.
Continuo a parlare di profughi perché mi sono sempre riferito ai richiedenti asilo gestiti dalle prefetture. Essi non possono essere assolutamente considerati clandestini in quanto sono stati identificati, registrati con le impronte digitali, sottoposti a controlli sanitari di base. Essi hanno richiesto asilo in Italia in base al trattato di Dublino e sono ospitati dal Governo italiano con i Fondi Europei fino all’esito della loro richiesta in base alla legge Bossi-Fini.
Definire tutti clandestini fa parte della propaganda razzista e xenofoba di chi semina paure e odi. Da ultimo non ho mai letto alcuna notizia che addebitava i furti nelle chiese, nei monasteri e negli oratori ai profughi richiedenti asilo. I colpevoli di questi furti, come di quelli in molte abitazioni, sono opera di bande nelle quali sono implicati, oltre che italiani, anche stranieri per lo più dei Paesi dell’Est europeo appartenenti alla comunità europea e in quanto tali liberi di circolare in Italia in base al trattato di Schengen. Essi sono senz’altro delinquenti, ma non clandestini.
L'impegno delle forze dell’ordine per contrastare la criminalità in ogni sua forma va apprezzato e incentivato evitando di sovraccaricarlo con manifestazioni contro l’accoglienza ai profughi richiedenti asilo.
Enrico Villa
(Crema)

Festa per i ragazzi ‘speciali’ Il cuore grande di Gussola
Egregio direttore,
già dalla denominazione che si era voluto dare all’iniziativa, ‘Una festa speciale per ragazzi Speciali’, lasciava già intendere il carattere che questa assumeva. Domenica 13 settembre presso i locali del Centro Culturale di Gussola e il parco adiacente si è svolta una iniziativa per raccogliere fondi da devolvere ad alcune associazioni che si occupano o meglio che si impegnano nel settore dei giovani diversamente abili. Le associazioni sono: Coop, Agorà, Coop Santa Federici e Fondazione Germani.
Gussola in questa occasione ha dimostrato di non essere un piccolo paese, anzi di essere un paese con un cuore grande, con parecchi cittadini che operano nelle varie associazioni presenti sul territorio, che seppur con un impegno diverso una dall’altra hanno voluto essere partecipi, chi solo economicamente chi oltre al contributo economico ha prestato il proprio lavoro per la riuscita dell’iniziativa. Affetto, calore, vicinanza, era l’aria che si respirava, che ti coinvolgeva. Scrivo queste poche righe per ricordare l’importanza di conoscere le persone, di frequentarle. Troppo spesso si giudica a priori.
All’iniziativa ha partecipato Fausto Tenca, da sempre vicino e sensibile a queste problematiche. Accolto con estremo affetto dai ragazzi, questi intrattenuti e guidati da Tenca, hanno eseguito alcune canzoni coinvolgendo tutti i presenti. Si può essere un bravo cantante, un amico, ma quando si apre il cuore per far felici altri in modo disinteressato migliora la persona e aiuta a migliorarci tutti. (...)
Sante Gerelli
(Gussola)

Tra Renzi e Grasso lo scontro è solo a un passo
Egregio direttore,
tra Renzi e Pietro Grasso lo scontro è solo a un passo. Che un tosco e un siciliano / avesser piena mano / sul destino italiano / non sia piuttosto strano? / Dacché quel fortunato / d’un premier mai votato / s’è imposta, spudorato, / d’abrogare il Senato / ansiosi di vedere / da quando tal «doppiere» / sia reso per dovere / a Museo delle cere.
M. R.
(Cremona)

Festa dell’Unità a Casalbuttano La Coop non è tra gli sponsor
Gentile direttore,
vorremmo portare a conoscenza degli osservatori politici di Casalbuttano e dei lettori de ‘la Provincia’ il ‘HET’ della Coop Territorio di Casalbuttano di rinunciare ad essere tra gli sponsor ufficiale sull’opuscoletto distribuito alla cittadinanza in occasione della 69esima Festa dell’Unità di Casalbuttano. Questa scelta, curiosa e singolare, ha interrotto bruscamente una tradizione per una festa di partito tra le più importanti della provincia di Cremona con un impegno encomiabile dei volontari per ben 12 serate. Forse l’attuale gestione del Pd abbracciando senza richieste politiche la nuova maggioranza ha di fatto eliminato la sua partecipazione alla vita amministrativa locale, nessun consigliere comunale nessun assessore, nessun posto nel Cda della Casa di riposo...
Ai bei tempi di Enrico Berlinguer si parlava di questione morale, ora miracolosamente tutto tace, un bel colpo e affondo di fioretto magico, ma chi di spada ferisce di spada perisce e alle prossime amministrative non sarà più così e i rottamatori e anche l’usato doc verranno a loro volta rottamati!
Giacomo Mondini
(segretario di Nuova Linea Casalbuttano)

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